Eurizon: «Economia circolare, un driver per una crescita più sostenibile, intelligente e inclusiva»

Corrado Gaudenzi, responsabile long term sustainable strategies di Eurizon

Il contesto attuale presenta diverse criticità che si intersecano tra loro: rallentamento della crescita e inflazione che si è rivelata più elevata delle attese. Come operate in questa situazione?

«Lo scenario attuale è caratterizzato da un complicato intreccio di temi: dalle tensioni geopolitiche, al rialzo dei prezzi delle materie prime fino all’avvio della manovra monetaria restrittiva da parte della Fed. La Banca centrale statunitense ha iniziato il rialzo dei tassi e ha anticipato l’intenzione di proseguire la manovra fino a raggiungere l’area del 2,8% per i Fed Funds a fine 2023. L’obiettivo è ottenere un rallentamento controllato dell’economia, così da fare scendere l’inflazione. La manovra non è priva di rischio e solleva l’interrogativo sulla sostenibilità della crescita economica. Per quanto concerne il tema geopolitico, è necessaria una risoluzione delle tensioni, anche per favorire il calo dei prezzi di petrolio e gas. L’impatto restrittivo della guerra comporta, soprattutto in Europa, un significativo rallentamento della ripresa, che può risultare parzialmente compensato da un atteggiamento della Bce meno severo, rispetto alla Fed, e da un crescente supporto dalla politica fiscale. In questo contesto, vediamo la prosecuzione del ciclo globale nel medio termine, ma nel breve, nei portafogli di Eurizon in generale, privilegiamo un approccio più cauto, con un giudizio neutrale sulle azioni.  Infatti, per quanto nel medio periodo riteniamo che persistano prospettive favorevoli per i mercati azionari, ci aspettiamo il permanere di alti livelli di volatilità nell’immediato. In particolare, sono i listini europei che potrebbero soffrire le tensioni geopolitiche in atto, mentre appaiono meglio posizionati Usa e Giappone».

Ritenete che la sostenibilità continuerà a rivestire un ruolo importante nell’indirizzare gli investimenti finanziari?

«La sostenibilità sta assumendo un’importanza crescente su tutti i fronti e trasversalmente sui diversi settori. La sensibilità verso questi aspetti sta diventando sempre più diffusa anche presso i risparmiatori retail, mentre per i clienti istituzionali è ormai un elemento imprescindibile nella scelta degli investimenti. È una strada tracciata dalla quale non si torna indietro, nel settore dell’asset management così come nel mondo produttivo e finanziario in generale. Ogni giorno emergono nuove dinamiche che evidenziano la necessità di andare in questa direzione, muovendosi all’unisono». 

La sostenibilità trova diverse declinazioni, tra cui l’economia circolare. Qual è il vostro punto di vista a tale proposito?

«Il piano di azioni sull’economia circolare è uno dei principali elementi del Green Deal Europeo, il programma per la crescita sostenibile in Europa, funzionale all’attuazione dell’Agenda 2030 e degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. In un contesto economico messo a dura prova dalla crisi sanitaria, per fronteggiare i danni economici e sociali è decisivo il Next Generation Eu, il piano di finanziamenti per la ripresa dell’Europa con una dotazione di 750 miliardi di euro, che ha messo al centro la sostenibilità e la digitalizzazione. Il 30% del bilancio pluriennale di Next Generation Eu sarà speso per la lotta al cambiamento climatico. Il nuovo Piano di azione sull’economia circolare segna la strada di una rivoluzione industriale con il passaggio da un paradigma lineare a un modello basato sulla riduzione di nuova materia impiegata, sulla durabilità dei prodotti, sul loro riuso e riciclo. L’economia circolare produrrà benefici netti in termini di crescita del Pil e di creazione di posti di lavoro, in quanto l’applicazione di ambiziose misure di economia circolare in Europa può aumentare il Pil dell’Ue di un ulteriore 0,5% da qui al 2030, creando circa 700 mila nuovi posti di lavoro secondo i dati della Commissione Europea (2020)».

Quali sono i vantaggi dell’economia circolare?

«Il contributo dell’economia circolare gioca un ruolo fondamentale nel raggiungimento della neutralità climatica. Lo studio della fondazione Ellen MacArthur “How the Circular Economy tackles climate change”, sottolinea l’importanza dell’economia circolare per combattere i cambiamenti climatici. Finora, gli sforzi si sono concentrati sulle energie rinnovabili e sull’efficienza energetica che potrebbero ridurre le emissioni di CO2 del 55%, ma non è sufficiente. L’economia circolare offre la possibilità di accelerare la transizione verso un’economia net zero: applicandola ai settori industriali per la produzione di cemento, plastica, alluminio, ferro e al settore agro-alimentare, si possono ridurre le emissioni del 45% entro il 2050. I vantaggi che ne derivano sono diversi e potrebbero essere così elencati: 

– riduzione della pressione sull’ambiente: un’economia circolare riduce le emissioni di gas a effetto serra attraverso una migliore gestione dei rifiuti e la riduzione delle risorse utilizzate nella produzione (energia, acqua, terra e materiali) con un impatto positivo sul clima;

– maggiore sicurezza dell’approvvigionamento di materie prime: un’economia circolare diminuisce i rischi associati all’approvvigionamento di materie prime, come la volatilità dei prezzi, la disponibilità e la dipendenza dalle importazioni;

– più elevata competitività: un’economia circolare permette un risparmio per le imprese e per i consumatori migliorando l’efficienza delle risorse;

– innovazione: un’economia circolare può innescare un forte impulso all’innovazione in tutti i settori dell’economia per riprogettare materiali e prodotti per l’uso circolare;

– crescita e occupazione: un’economia circolare rafforza la crescita economica e la creazione di nuovi posti di lavoro».

Quindi economia circolare come modello di crescita sostenibile che apre opportunità di investimento?

«La storia di Eurizon in tema di investimenti Esg e Sri risale al 1996, quando fummo i primi a istituire in Italia i fondi etici. Nel 2014 abbiamo sottoscritto i Principi Italiani di Stewardship per un esercizio responsabile dei diritti amministrativi e di voto delle società quotate e nel 2015 i Principles for Responsible Investment (Pri). Nel 2017 abbiamo avviato l’integrazione dei fattori Esg e Sri nel nostro processo di investimento, sino all’adozione della Politica di sostenibilità e all’adesione alla Net Zero Asset Managers Initiative nel 2021. Questa lunga tradizione ci ha portati a identificare nell’economia circolare un driver per una crescita più sostenibile, intelligente e inclusiva e a ideare una soluzione di investimento dedicata, Eurizon fund–Equity Circular Economy, che punta su aziende che partecipano alla transizione verso l’economia circolare con processi quali il riutilizzo dei prodotti, la riduzione dei rifiuti, l’estensione del ciclo di vita e le risorse rinnovabili». 

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