Fondi hedge in ripresa: le loro azioni preferite

Quando si pensa ai fondi hedge, la prima cosa che viene in mente non è certo la trasparenza. Tuttavia, pur agendo nell’ombra servendosi di tecniche di “hedging” complesse, i fondi speculativi sono costretti a rivelare le loro posizioni trimestrali. È una buona notizia per consulenti finanziari e piccoli investitori.

I fondi hedge, industria da $3.240 miliardi di dollari, sono in grado di gestire il patrimonio eliminando grossa parte del rischio di mercato. E dopo una serie di annate difficili, nel 2019 il settore ha dimostrato ancora di “saperci fare”. L’anno scorso i ritorni da investimento son stati i più alti in un decennio. L’indice HFRI Fund Weighted Composite ha registrato una performance positiva del 10,4%. Un risultato a doppia cifra non si vedeva dal 2009 (20%) e nel 2018 il risultato era stato negativo (-4,8%).

Le informazioni a disposizione sui panieri di titoli sottostanti sono sufficienti per chi vuole tentare di ricalcare la strategia adottata dai grandi fondi speculativi. È una tattica pericolosa, non da tutti e che dipende dalla sensibilità al rischio di ciascuno. Ma spesso funziona, secondo una ricerca pubblicata da Barclays e Novus. Secondo i calcoli delle due società, copiando i fondi hedge in media è possibile ottenere quasi il 4% di ritorni da investimento in più rispetto all’indice S&P 500.

Faang dominano tra le azioni più in voga

È lecito allora chiedersi come si muovono e cosa comprano i fondi hedge. Per quanto riguarda le singole azioni, Microsoft resta il titolo più popolare. Almeno 293 hedge fund possiedono titoli del colosso di software e tecnologia cloud. È dal terzo trimestre di due anni fa che il gruppo di Richmond è il titolo prediletto dal settore.

D’altronde chi può biasimare i fondi speculativi? Dalla fine del 2016 il prezzo in Borsa di Microsoft è pressapoco triplicato. E le azioni sono già in rialzo del 17% quest’anno. Al secondo gradino del podio c’è Amazon e al terzo Facebook, che perde una posizione.

Secondo i dati di Novus, 278 fondi credono in Amazon. Ben 35 hedge fund hanno avviato nuove posizioni nel titano dell’e-commerce nel quarto trimestre. In 19 hanno liquidato posizioni.

Quanto al social network, sono 266 gli hedge fund con posizioni aperte nel gruppo. Al quarto posto troviamo la società madre di Google, Alphabet.

Le 3 nuove scommesse dei fondi hedge

Sono altre le aziende che hanno riscontrato l’accelerazione più notevole della domanda nel quarto trimestre 2019, tuttavia. Si tratta di Uber, Tiffany e Bristol Myers Squibb. La società di taxi della gig economy è stata scelta da ben 99 hedge fund a fine anno. In 60 hanno aperto posizioni mentre in 14 ne hanno liquidate.

Alcuni fondi hedge – riferisce Institutional Investors – hanno semplicemente aumentato i loro investimenti in Uber. Tra questi figurano Tiger Global Management, Viking Global Investors, Light Street Capital e Darsana Capital Partners. Tra i nuovi adepti si segnalano invece Eminence Capital e Balyasny Asset Management.

Per quanto riguarda il noto gruppo di gioielli americano, 45 nuovi investitori hanno fatto la propria mossa nell’ultimo quarto dell’anno, facendo salire a 90 il numero complessivo. In questo caso si è trattato probabilmente di una giocata puramente speculativa.

Ad attirare l’interesse è stata una notizia di M&A. Il 18 ottobre LVMH Moet Hennessy Louis Vuitton ha lanciato un’Opa ostile sull’azienda mettendo sul piatto 120 dollari per azione. Da allora le azioni hanno fatto un balzo del 51% in Borsa.

A fine anno a credere nel potenziale del gigante farmaceutico, che ha rilevato da poco Celgene, erano 155 fondi hedge. Soltanto in 11 hanno liquidato del tutto i titoli Bristol Myers Squibb. Per il momento i fondi speculativi hanno visto giusto: le azioni sono in progresso del 30% dalla fine del terzo trimestre.

Fondi hedge e investitori credono nell’azionario

Le notizie circa l’incremento del numero dei contagiati da coronavirus al di fuori dalla Cina (e, in particolare, in Corea del Sud e in Italia) stanno pesando gravemente sui listini globali e sulla Borsa italiana. Tuttavia, fino a gennaio, i fondi azionari globali rimanevano gli strumenti di investimento più popolari in Europa.

Nel primo mese dell’anno i fondi europei hanno visto entrare 106 miliardi e 500 milioni di euro, con quasi il 10% di questa cifra (ossia 9 miliardi e 800 milioni) proveniente dal settore Equity Global di Lipper.

Al secondo e terzo posto si sono classificati Bond Global USD ed Equity Emerging Markets Global, con investimenti pari a €5 miliardi e €2,7 miliardi di euro. Secondo i dati raccolti da Refinitiv, BlackRock si è piazzato al primo posto tra i promotori di fondi azionari con flussi in entrata pari a 16 miliardi e 600 milioni di euro. Al secondo e terzo posto troviamo Amundi e BNP Paribas Asset Management, con 14 miliardi e 8,4 miliardi di euro, rispettivamente.

Fondi azionari registrano un’ottima raccolta

“In seguito alla buona performance dei mercati azionari a livello globale – osserva Detlef Glow, Lipper head of EMEA research presso Refinitiv – gli investitori europei hanno continuato a essere in modalità di rischio a gennaio. Il sentiment degli investitori potrebbe essere stato sostenuto dalle notizie positive sull’accordo commerciale parziale tra Stati Uniti e Cina, nonché da una situazione più chiara intorno a Brexit“.

“Entrambi i fattori hanno portato a una migliore prospettiva per la crescita economica generale e per i guadagni aziendali per l’anno a venire”. Tutto è cambiato però nelle ultime settimane, in cui sono cresciuti i timori per la crescita economica globale“.

Ad alimentare le preoccupazioni è stato in particolare lo scoppio del coronavirus, “i cui effetti sulle supply chain e sui profitti aziendali non sono ancora chiari”. Ciononostante, i fondi comuni di investimento a lungo termine hanno registrato un’ottima raccolta netta a gennaio 2020“.

Daniele Chicca
Laureato in lingue e letterature straniere all'Università di Bologna, con un anno presso la UCL di Londra, è giornalista professionista dal 2007. Partendo da Reuters si è con il tempo specializzato in finanza, economia e politica. Grazie a competenze SEO e social, ha contribuito a portare a un incremento del traffico progressivo sul sito Wall Street Italia (in qualità di responsabile editoriale). È stato inviato da New York per Radio Rai e per varie agenzie stampa, tra cui AGI e TMNews (ex Apcom). Al momento si occupa della strategia di comunicazione di alcune startup svizzere specializzate in crypto, FinTech, materie prime e mondo del lavoro.
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