Parma si trasforma in capitale del Futurismo con una mostra-evento dedicata a uno dei maestri più rivoluzionari del ‘900: Giacomo Balla.
Al Palazzo del Governatore, fino ai primi mesi del 2026, va in scena “Giacomo Balla. Un universo di luce”, una retrospettiva senza precedenti che riunisce per la prima volta fuori da Roma oltre 60 opere provenienti dalla Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea (Gnamc). Considerato da molti il “Leonardo da Vinci del XX secolo”, Balla ha consacrato la sua vita alla sperimentazione della luce come materia artistica. Pittore, innovatore e teorico, è stato tra i protagonisti del Futurismo italiano, movimento che ha rivoluzionato la percezione di spazio, tempo e modernità.
Balla e il Futurismo
Il Futurismo, nato in Italia nel 1909 con il Manifesto di Filippo Tommaso Marinetti, fu molto più di una semplice corrente artistica: rappresentò una vera rivoluzione culturale e spirituale.
Gli artisti futuristi, tra i quali Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Luigi Russolo e Giacomo Balla, si proposero di spezzare i legami con il passato e di celebrare la modernità, la velocità, la macchina, l’energia urbana e il progresso tecnico come nuovi simboli del tempo presente. Attraverso linee dinamiche, colori puri e forme in movimento, il Futurismo cercava di rappresentare la simultaneità della vita moderna, di catturare l’essenza del ritmo contemporaneo. In questo contesto Giacomo Balla fu una figura chiave, capace di coniugare rigore scientifico e intuizione poetica.
Nato a Torino nel 1871, formatosi a Roma, Balla iniziò con opere di impronta divisionista, attente agli effetti della luce naturale. Ma presto andò oltre: nei suoi studi sulla scomposizione cromatica e sul moto delle figure, la luce divenne un elemento autonomo, vivo, pulsante. Per lui la luce non era più soltanto un mezzo per vedere, ma una materia spirituale, un principio vitale capace di raccontare la trasformazione del mondo. Il suo laboratorio di via Oslavia, a Roma, fu un esempio concreto di questa visione: un’opera d’arte totale, dove ogni oggetto, dai mobili ai tendaggi, dalle lampade ai quadri, esprimeva il dinamismo della modernità.
Balla fu anche un maestro e un teorico.
Con la pubblicazione dei manifesti futuristi dedicati alla pittura e con i suoi esperimenti sulla velocità, la compenetrazione e le “linee di forza”, aprì la strada a un nuovo linguaggio visivo che avrebbe influenzato generazioni di artisti europei.
La sua ricerca, fatta di luce, colore e movimento, non si limitò alla tela: invase la moda, la scenografia, la grafica e persino il design, anticipando le avanguardie del dopoguerra e l’arte cinetica contemporanea. La sua eredità è quella di un visionario che, attraverso la scienza e la bellezza, cercò di dare forma all’energia stessa della vita.
Tra luce, forma e velocità
Curata da Cesare Biasini Selvaggi e Renata Cristina Mazzantini, e realizzata dal Comune di Parma insieme alla Gnamc con il sostegno di Fondazione Cariparma e Regione Emilia-Romagna, la mostra propone un viaggio completo nell’universo creativo di Balla. All’interno delle sale del Palazzo del Governatore, il pubblico può ammirare l’intera collezione Balla della Gnamc, la più ampia raccolta pubblica dell’artista, composta da 42 dipinti e 23 disegni.
Un corpus unico, donato in gran parte dalle figlie dell’artista, Elica e Luce Balla, che permette di ripercorrere tutte le fasi della sua produzione: dal realismo sociale e divisionista alle straordinarie composizioni futuriste, fino alla pittura lirica e spirituale degli anni ’40. L’allestimento, con effetti trompe l’oeil e giochi luminosi che ricordano la casa-studio dell’artista, guida lo spettatore in un viaggio immersivo tra forme, dinamismo e colore, esaltando quella “luce impastata nei colori” che Balla inseguì per tutta la vita.
in 13 sale e 17 sezioni
Il percorso espositivo, articolato in 13 sale e 17 sezioni tematiche, segue un ordine cronologico che attraversa tutta la carriera dell’artista. Dai primi esperimenti divisionisti, come “La Madre e Fallimento”, al celebre ciclo Dei Viventi, dove Balla rappresenta con empatia “gli ultimi” della società moderna, fino ai capolavori del Futurismo come “Velocità astratta + rumore” e “Compenetrazioni iridescenti”. Proprio queste ultime, le “astrazioni geometriche della luce”, sanciscono il ruolo di Balla come pioniere dell’arte astratta europea. I suoi studi sul movimento delle rondini, sulle linee di forza e sulle “velocità dinamiche” hanno ispirato generazioni di artisti, dal dopoguerra all’arte cinetica contemporanea. Tra i pezzi più affascinanti figurano anche i lavori del ciclo “Dimostrazioni interventiste” (1915), realizzati durante la Prima guerra mondiale, e le opere più tarde come “La fila per l’agnello” (1942) e “Un’onda di luce” (1943), in cui la sperimentazione cromatica si intreccia con la memoria personale e la tragedia del conflitto.
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Emanuela Zini
Emanuela Zini è una consulente e giornalista esperta con una visione strategica acuta e una passione per lo storytelling. Con oltre 20 anni di esperienza nella finanza e cinque come Direttore Marketing e Comunicazione, ha fondato Aleph Advice per aiutare le aziende a crescere grazie alla sua guida esperta. Come scrittrice per riviste d’arte e culturali, unisce la sua intuizione imprenditoriale all’espressione creativa, orientandosi sia nella strategia aziendale che nello storytelling editoriale. Il suo lavoro riflette una fusione unica di competenza analitica e prospettiva artistica, rendendola una voce ricercata sia nel mondo della consulenza che del giornalismo.

