Una serie di sconfitte elettorali ha condotto il Giappone ad affrontare l’ennesima crisi di governo. Il 20 luglio scorso si sono infatti tenute le elezioni per il rinnovo della Camera alta della Dieta. Il Partito liberal democratico (Ldp), da tempo al potere in Giappone, e il suo partner di coalizione Komeito, hanno perso la maggioranza: un duro colpo per il primo ministro Shigeru Ishiba, già sconfitto alla Camera bassa dopo avere indetto elezioni anticipate nell’ottobre 2024. Per la prima volta, dopo 70 anni, l’Ldp è stato privato del controllo di entrambe le camere della Dieta.

PERDITA DI CREDIBILITÀ

Il deludente risultato della consultazione popolare di luglio ha così posto in discussione la coalizione di governo e la leadership del Partito liberal democratico, ma, soprattutto, ha rivelato un malcontento generalizzato tra la popolazione, che è diventato terreno di conquista per i partiti populisti. Alla crescita anemica della nazione e all’aumento dei prezzi (in particolare quelli di prima necessità) si sono aggiunte infatti le ombre degli scandali del 2023-2024, che hanno travolto l’Ldp: molti legislatori avevano ricevuto fondi non dichiarati dalle loro fazioni. Sebbene il partito avesse proceduto a eliminare le correnti interne e a promuovere ulteriori riforme, l’eco della vicenda aveva avuto pesanti strascichi sulla sua credibilità.
L’indebolimento della maggiore formazione politica giapponese e la perdita di presa sulle fasce più conservatrici della popolazione hanno così spinto la crescita del consenso verso formazioni populiste, pronte a cavalcare l’insoddisfazione che montava tra gli elettori. La sempre più forte necessità di rinnovamento di un partito che per decenni aveva guidato il Paese non ha di fatto trovato nel tempo risposte in figure politiche capaci di guidare il cambiamento. Nell’ultimo quinquennio, si sono alternati quattro diversi capi dell’esecutivo. Infine, anche il calo dei consensi nei confronti del Komeito è stata l’ulteriore spia d’allarme nei confronti di una classe politica che non solo sta perdendo la presa sulla popolazione, ma risulta  inadeguata a raccoglierne le istanze.

UN CRESCENTE POPULISMO

Non a caso, i partiti che hanno guadagnato in modo significativo terreno durante le ultime elezioni sono stati il Partito democratico per il popolo e il Sanseitō, due formazioni nate negli ultimi anni. Il primo è un gruppo di centro-destra che propugna politiche fiscali espansive, quali la proposta di aumenti dello stipendio netto, e che ha raccolto il voto dei più giovani. Il secondo, invece, è una formazione di estrema destra, sovranista, il cui slogan, parafrasando quello americano di Trump, è “prima i giapponesi”. Con una piattaforma politica il cui obiettivo è il risveglio dello spirito nipponico, intriso di cultura tradizionale, il Sanseitō ha fatto sue tutte le battaglie della destra oltranzista nel mondo: contro la globalizzazione, l’immigrazione (che pesa per il 2% della popolazione), i vaccini, i diritti Lgbt+ e così via.

UNA NUOVA LEADERSHIP

Due sconfitte elettorali di seguito, di cui la prima annunciata dopo gli scandali finanziari che avevano coinvolto l’Ldp, la mancanza di un sostegno all’interno del partito, nonostante il primo ministro fosse determinato a rimanere in carica e la perdita di gradimento tra la popolazione hanno indotto il premier Shigeru Ishiba a rassegnare le dimissioni da tutte le cariche lo scorso 7 settembre.  Ha preso il suo posto, come nuova leader della formazione politica, Sanae Takaichi, la prima donna a guidare il partito e che diventerà probabilmente anche la prima donna a capo del governo del Giappone.
Il risultato, sulla carta, è significativo  poiché è il segnale di un cambiamento in un mondo dominato dagli uomini e in un paese che, come riportato dal Global Gender Gap Report del 2025, si colloca al 118° posto su 148 economie e mostra una forte debolezza proprio in tema di emancipazione politica femminile. Tuttavia, essere una leader donna non significa necessariamente stare dalla parte delle donne: le dichiarazioni rilasciate in passato da Takaichi non fanno infatti trasparire una forte inclinazione ad appianare le diseguaglianze tra i generi e hanno come modello di riferimento una famiglia molto tradizionale. Detto ciò, durante la recente campagna elettorale, Takaichi ha promesso una forte rappresentanza femminile nel suo governo e nel comitato esecutivo dell’Ldp, ma bisognerà attendere come evolverà la situazione una volta ricevuta la nomina ufficiale dalla Dieta.

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Pinuccia Parini

Dopo una lunga carriera in ambito finanziario sul lato, sia del sell side, sia del buy side, sono approdata a Fondi&Sicav