Home Copertina I fattori a sfavore dell’inflazione duratura sono immutati

I fattori a sfavore dell’inflazione duratura sono immutati

0
I fattori a sfavore dell’inflazione duratura sono immutati

Il progresso tecnologico, la transizione demografica, la globalizzazione hanno tenuto a bada i prezzi e continueranno a farlo. Andrea Siviero, investment strategist Ethenea independent investors S.A

 

Quali asset class proteggeranno meglio gli investimenti in un possibile quadro di aumento dell’inflazione?

 

Un aumento costante e moderato dell’inflazione è associato a un’economia sana, poiché incoraggia la spesa e la crescita economica.

Tuttavia, se i prezzi aumentano troppo rapidamente, la perdita di potere d’acquisto può avere un impatto sugli standard di vita – e, più alta è l’inflazione, più è improbabile che i risparmiatori vedano un ritorno reale sul loro denaro.

Gli investitori income-oriented o chiunque detenga liquidità saranno particolarmente colpiti dall’inflazione, e anche i rendimenti degli investimenti a tasso fisso saranno inferiori.

Dal momento che le banche centrali tendono a contrastare un quadro inflazionistico aumentando i tassi d’interesse, gli asset obbligazionari con una duration più elevata saranno quelli che prederanno di più.

 

Un portafoglio ben diversificato che includa investimenti che offrono un incremento di valore e un rendimento superiori al tasso d’inflazione, può fornire una valida protezione contro l’inflazione.

 

  • Azioni: i settori che traggono vantaggio da tassi di crescita più elevati o che sono in grado di trasferire l’aumento dei costi ai loro clienti, possono fornire rendimenti che superano l’inflazione.

 

  • È probabile che i beni reali aumentino di valore al crescere dell’inflazione:
    • I prezzi degli immobili e i loro rendimenti (tassi di affitto) di norma aumentano all’aumentare dell’inflazione. Se però le banche centrali inaspriscono la loro politica dei tassi, questo potrebbe causare un calo del valore degli immobili.
    • Le materie prime sono una buona copertura contro l’inflazione perché il loro aumento di prezzo può esserne la causa.
    • L’oro è stato a lungo considerato una buona fonte di protezione contro l’inflazione perché è un asset fisico che tende a mantenere il suo valore. Tuttavia, se le banche centrali aumentano i tassi d’interesse, l’oro, che non paga interessi, può diventare meno interessante.

 

  • Treasury inflation-protected securities (TIPS) sono indicizzati all’inflazione. Pagano un tasso fisso, ma siccome il loro valore capitale è allineato al tasso d’inflazione, il loro rendimento finale include una protezione contro l’inflazione.

 

  • I prestiti a leva nei confronti di società con alti livelli di indebitamento o con un basso punteggio di credito, pagano tassi d’interesse più alti e tipicamente offrono un rendimento a tasso variabile che funge da garanzia contro l’inflazione.

La prospettiva di una crescita dell’inflazione sarà solo temporanea, o diventerà la nuova normalità nello scenario post-pandemia, caratterizzato da un aumento del PIL e da un incremento del debito pubblico?

 

Dall’anno scorso, abbiamo visto misure monetarie e fiscali senza precedenti messe in atto per invertire le forze deflazionistiche causate dalla pandemia e per evitare che la recessione globale si trasformi in una depressione.

Questo, unitamente al lancio di vaccini Covid-19 e alla progressiva riapertura delle economie, ha sollevato preoccupazioni sul riemergere di pressioni inflazionistiche.

Dalla crisi finanziaria globale, l’inflazione è diminuita ed è ora al di sotto dei target delle banche centrali.

Nell’ultimo decennio, nonostante una minima ripresa su larga scala e politiche economiche espansive, le pressioni inflazionistiche sono state contenute e diverse economie avanzate hanno sperimentato periodi di crescita negativa dei prezzi – qualcosa che non può essere spiegato dai modelli di inflazione standard orientati al mercato locale.

Altri fattori di portata generale (global slack, supply chains) e forze strutturali sembrano giocare un ruolo importante nello spiegare le dinamiche inflazionistiche a lungo termine.

Il progresso tecnologico, la transizione demografica, la globalizzazione e la capacità delle banche centrali di mantenere basse le aspettative di inflazione sono stati fattori chiave che hanno determinato un’inflazione contenuta e al ribasso nell’ultimo decennio.

L’inflazione aumenterà nelle economie avanzate durante la prima metà del 2021, principalmente a causa dell’aumento dei prezzi dell’energia e delle materie prime, delle limitazioni dell’offerta e di un effetto base positivo.

Tuttavia, ci aspettiamo che l’inflazione raggiunga il picco nel secondo trimestre.

Le dinamiche d’inflazione a lungo termine non sono cambiate e, a causa di fattori sfavorevoli provenienti da forze strutturali e da un crescente squilibrio risparmio-investimento, ci aspettiamo che l’inflazione rimarrà contenuta per il prossimo futuro e che le banche centrali manterranno politiche accomodanti per un periodo di tempo prolungato (il cosiddetto “low for long”).

 

 

 

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito utilizza i cookies.

Per offrirti il miglior servizio possibile questo sito utilizza cookies. Continuando la navigazione nel sito acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.