
Il progresso tecnologico, la transizione demografica, la globalizzazione hanno tenuto a bada i prezzi e continueranno a farlo. Andrea Siviero, investment strategist Ethenea independent investors S.A
Quali asset class proteggeranno meglio gli investimenti in un possibile quadro di aumento dell’inflazione?
Un aumento costante e moderato dell’inflazione è associato a un’economia sana, poiché incoraggia la spesa e la crescita economica.
Tuttavia, se i prezzi aumentano troppo rapidamente, la perdita di potere d’acquisto può avere un impatto sugli standard di vita – e, più alta è l’inflazione, più è improbabile che i risparmiatori vedano un ritorno reale sul loro denaro.
Gli investitori income-oriented o chiunque detenga liquidità saranno particolarmente colpiti dall’inflazione, e anche i rendimenti degli investimenti a tasso fisso saranno inferiori.
Dal momento che le banche centrali tendono a contrastare un quadro inflazionistico aumentando i tassi d’interesse, gli asset obbligazionari con una duration più elevata saranno quelli che prederanno di più.
Un portafoglio ben diversificato che includa investimenti che offrono un incremento di valore e un rendimento superiori al tasso d’inflazione, può fornire una valida protezione contro l’inflazione.
- Azioni: i settori che traggono vantaggio da tassi di crescita più elevati o che sono in grado di trasferire l’aumento dei costi ai loro clienti, possono fornire rendimenti che superano l’inflazione.
- È probabile che i beni reali aumentino di valore al crescere dell’inflazione:
- I prezzi degli immobili e i loro rendimenti (tassi di affitto) di norma aumentano all’aumentare dell’inflazione. Se però le banche centrali inaspriscono la loro politica dei tassi, questo potrebbe causare un calo del valore degli immobili.
- Le materie prime sono una buona copertura contro l’inflazione perché il loro aumento di prezzo può esserne la causa.
- L’oro è stato a lungo considerato una buona fonte di protezione contro l’inflazione perché è un asset fisico che tende a mantenere il suo valore. Tuttavia, se le banche centrali aumentano i tassi d’interesse, l’oro, che non paga interessi, può diventare meno interessante.
- Treasury inflation-protected securities (TIPS) sono indicizzati all’inflazione. Pagano un tasso fisso, ma siccome il loro valore capitale è allineato al tasso d’inflazione, il loro rendimento finale include una protezione contro l’inflazione.
- I prestiti a leva nei confronti di società con alti livelli di indebitamento o con un basso punteggio di credito, pagano tassi d’interesse più alti e tipicamente offrono un rendimento a tasso variabile che funge da garanzia contro l’inflazione.

La prospettiva di una crescita dell’inflazione sarà solo temporanea, o diventerà la nuova normalità nello scenario post-pandemia, caratterizzato da un aumento del PIL e da un incremento del debito pubblico?
Dall’anno scorso, abbiamo visto misure monetarie e fiscali senza precedenti messe in atto per invertire le forze deflazionistiche causate dalla pandemia e per evitare che la recessione globale si trasformi in una depressione.
Questo, unitamente al lancio di vaccini Covid-19 e alla progressiva riapertura delle economie, ha sollevato preoccupazioni sul riemergere di pressioni inflazionistiche.
Dalla crisi finanziaria globale, l’inflazione è diminuita ed è ora al di sotto dei target delle banche centrali.
Nell’ultimo decennio, nonostante una minima ripresa su larga scala e politiche economiche espansive, le pressioni inflazionistiche sono state contenute e diverse economie avanzate hanno sperimentato periodi di crescita negativa dei prezzi – qualcosa che non può essere spiegato dai modelli di inflazione standard orientati al mercato locale.
Altri fattori di portata generale (global slack, supply chains) e forze strutturali sembrano giocare un ruolo importante nello spiegare le dinamiche inflazionistiche a lungo termine.
Il progresso tecnologico, la transizione demografica, la globalizzazione e la capacità delle banche centrali di mantenere basse le aspettative di inflazione sono stati fattori chiave che hanno determinato un’inflazione contenuta e al ribasso nell’ultimo decennio.
L’inflazione aumenterà nelle economie avanzate durante la prima metà del 2021, principalmente a causa dell’aumento dei prezzi dell’energia e delle materie prime, delle limitazioni dell’offerta e di un effetto base positivo.
Tuttavia, ci aspettiamo che l’inflazione raggiunga il picco nel secondo trimestre.
Le dinamiche d’inflazione a lungo termine non sono cambiate e, a causa di fattori sfavorevoli provenienti da forze strutturali e da un crescente squilibrio risparmio-investimento, ci aspettiamo che l’inflazione rimarrà contenuta per il prossimo futuro e che le banche centrali manterranno politiche accomodanti per un periodo di tempo prolungato (il cosiddetto “low for long”).
Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.

