Global Investment Views di Agosto a cura di Vincent MORTIER, Group Chief Investment Officer, e Matteo GERMANO, Deputy Group Chief Investment Officer, di Amundi

 

L’ottimismo sul comportamento degli asset rischiosi deriva in parte dal fatto che la maggior parte del ciclo di rialzo è ormai alle spalle e da un quadro economico migliore del previsto, soprattutto negli Stati Uniti. In questo caso, continuiamo a prevedere una lieve recessione nel periodo compreso tra il quarto trimestre 2023 e i primi tre mesi del 2024. Ma abbiamo aggiornato le nostre previsioni di crescita per il 2023 all’1,6% grazie a una revisione al rialzo delle stime di crescita nel 1° trimestre. L’Eurozona dovrebbe evitare la recessione. Ma persistono i rischi legati all’eccessivo irrigidimento della BCE e alle divergenze di crescita tra i vari paesi.

Matteo Germano, head mult-asset di Amundi, sui rischi e i BTP
Matteo Germano

Per quanto riguarda la Cina, abbiamo abbassato le previsioni di crescita per il 2023 al 5,1% a causa della debolezza del secondo trimestre e del ritardo degli stimoli fiscali. Di conseguenza, i seguenti fattori potrebbero guidare le considerazioni economiche:

  • Eccessivo ottimismo su fondamenta instabili. La forza della crescita degli Stati Uniti è più meccanica e gli indicatori prospettici indicano un’attività ridotta. In Europa i rischi sono orientati al ribasso, anche a causa della debolezza della Cina.
  • Attenzione all’inflazione core per quanto riguarda le scelte di politica monetaria. Le tendenze disinflazionistiche di fondo (e non una lieve recessione) potrebbero indurre la Fed a tagliare i tassi il prossimo anno. Ma l’inflazione core potrebbe essere ancora vischiosa. Un altro fattore da tenere d’occhio sono i tassi reali.
  • Pressioni al rialzo sui tassi terminali. La BCE non è in pausa. Anche per la Fed vediamo pressioni sulla nostra previsione di tassi terminali al 5,5%. Tuttavia, è necessario monitorare le preoccupazioni per la stabilità finanziaria e le condizioni finanziarie in presenza di rischi di una stretta monetaria eccessiva.
  • Persiste lo spostamento a lungo termine da Ovest a Est. Nonostante la Cina si stia muovendo verso una minore crescita, i mercati emergenti continuano a presentare opportunità selettive.
Vediamo opportunità nei seguenti settori:
  • Cross asset, migliorare la diversificazione. Siamo adesso leggermente positivi sulla duration dell’Europa e rimaniamo costruttivi sugli Stati Uniti, ma riteniamo opportuna una certa protezione da un percorso dell’inflazione incerto. Siamo cauti sul credito, in particolare sugli high yield, e sulle azioni dei mercati sviluppati. Per quanto riguarda le azioni dei mercati emergenti, non cambiamo la nostra posizione positiva, ma la modifichiamo sostituendo la view positiva sulla Cina con una più ampia sui mercati emergenti. Continuiamo ad apprezzare le obbligazioni dei mercati emergenti e in questo momento siamo marginalmente costruttivi sui titoli di Stato cechi, ma riteniamo che i rischi valutari debbano essere coperti. Nel complesso, riteniamo che gli investitori debbano cercare di proteggersi con le azioni e mantenere una piccola view positiva sull’oro a fini di diversificazione.
  • Le obbligazioni rimangono in primo piano. La volatilità dei mercati obbligazionari fa sì che la nostra posizione sulla duration e sul credito societario rimanga molto attiva. Per quanto riguarda la prima, rimaniamo marginalmente positivi sugli Stati Uniti, ma siamo flessibili. Per quanto riguarda l’Europa core, ci avviciniamo alla neutralità e monitoriamo l’evoluzione dei dati economici, ma restiamo difensivi sul Giappone. Per quanto riguarda il credito, continuiamo a preferire le obbligazioni investment grade di alta qualità, mentre per quelle high yield rimaniamo cauti e riteniamo che sia necessario differenziare gli emittenti con rating BB e B da quelli con rating CCC. La necessità di selezione è quindi elevata, poiché ci aspettiamo un aumento dei rischi idiosincratici.
  • Le azioni continuano a essere difensive nei mercati sviluppati. Negli Stati Uniti permangono le divergenze tra le large cap e il resto del mercato. Per quanto riguarda le azioni value, quality e difensive, rimaniamo positivi e selettivi. In Europa, valutiamo il calo del momentum economico, l’impatto delle decisioni della BCE e la direzione dell’inflazione. Il minore sostegno dalla crescita economica della regione e la debolezza della Cina potrebbero avere implicazioni per le azioni. Di conseguenza, la nostra attenzione continua a concentrarsi su azioni quality, value e orientate ai dividendi che ricompensano gli azionisti.
  • Con una forte attenzione alla selezione, siamo positivi sui mercati emergenti nonostante una certa debolezza a breve termine della Cina. La narrativa della crescita cinese a lungo termine è ancora valida, ma a un livello più basso e caratterizzata dall’attenzione del governo per una migliore qualità della vita. È importante sottolineare che la narrativa dei mercati emergenti va oltre la Cina, verso paesi come l’India e il Brasile, dove siamo più positivi sulle azioni. Per quanto riguarda il reddito fisso, rimaniamo ottimisti sul debito in valuta forte e in valuta locale e su quello LatAm in presenza di un’inflazione in calo.

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Redazione

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