I risparmiatori cominciano a svegliarsi dal letargo, innescando effetti a catena in tutti i mercati finanziari. JP Morgan Am

Fondamentali


I titolari dei depositi bancari sono in letargo da quasi 15 anni. L’avvio dei programmi di allentamento quantitativo e della politica dei tassi d’interesse negativi ha penalizzato il rendimento dei conti di risparmio, trasformando la liquidità in un’asset class dormiente.
Inizialmente, l’attuale ciclo di inasprimento monetario negli Stati Uniti non ha modificato tale dinamica, lasciando immobili i tassi d’interesse sui conti di risparmio. Tuttavia, mettendo in evidenza il crescente costo/opportunità dei bassi tassi sui depositi, la recente crisi bancaria ha risvegliato i risparmiatori dal loro letargo. A marzo i fondi del mercato monetario hanno registrato sottoscrizioni per USD 340 miliardi, il maggior afflusso mensile dall’inizio della pandemia di Covid, a marzo 2020 (fonte: EPFR). Per le autorità, il problema è che questi afflussi dei fondi del mercato monetario vengono reinvestiti nella Overnight Reverse Repo Facility della Federal Reserve (Fed), una tendenza che dovrebbe intensificarsi con l’avvicinarsi del confronto finale sul tetto del debito. In definitiva, privando le banche dei depositi che sostengono la creazione del credito e arrestando l’erogazione di prestiti all’economia reale, l’investimento nei fondi del mercato monetario fa ben poco per stimolare la crescita economica. Infatti, a marzo le condizioni del credito si sono notevolmente inasprite in quanto le banche hanno rivisto i termini ai quali sono disposte a erogare prestiti alle imprese statunitensi.

Valutazioni quantitative

Una restrizione del credito all’economia reale potrebbe indurre la Fed a interrompere bruscamente il ciclo di inasprimento. Nelle ultime settimane, il mercato ha corretto sensibilmente le aspettative sull’andamento del tasso dei Fed Fund. Oggi, gli investitori ritengono che a breve la Fed porrà fine al ciclo di inasprimento e che potrebbe addirittura iniziare a ridurre i tassi a settembre. La possibilità che entro fine anno il tasso sui Fed Fund possa smettere di crescere o persino calare ha contribuito a far lievitare le valutazioni dei mercati azionari e obbligazionari che, malgrado le turbolenze del sistema bancario, hanno mantenuto un andamento sostenuto nell’ultimo mese. Permane grande incertezza anche sulla tempistica di una recessione, con gli investitori intenti a valutare gli effetti di una stretta del credito a fronte dei vantaggi di una svolta nella politica della Fed.

Fattori tecnici

A marzo, sono proseguiti gli afflussi in determinati segmenti dei mercati obbligazionari. In particolare, i capitali sono tornati a scommettere sul segmento Investment Grade, segnalando che gli investitori hanno ancora una certa propensione al rischio malgrado i timori suscitati dalla crisi bancaria. L’appetibilità del reddito fisso è aumentata anche grazie al ripristino della “giusta” correlazione in base alla quale la svalutazione degli attivi rischiosi è compensata dai guadagni delle obbligazioni governative che offrono maggiore sicurezza. Mentre i tempi della recessione potrebbero rimanere incerti, la possibilità che le obbligazioni possano tornare a offrire benefici di diversificazione agli investitori, oltre che rendimenti più elevati, dovrebbe continuare a favorire gli afflussi nel breve termine.

Cosa significa per gli investitori obbligazionari?

Via via che i depositanti spostano la liquidità dai conti bancari poco remunerativi, gli effetti a catena potrebbero frenare ulteriormente la creazione di credito nell’economia reale e forse indurre la Fed a cambiare rotta. Sebbene sia sempre difficile prevedere con precisione l’inizio della prossima recessione, gli investitori dovrebbero continuare a tenere conto sia delle valutazioni interessanti che emergono da determinati segmenti del mercato obbligazionario sia del ripristino della “giusta” correlazione, fattori che potrebbero offrire protezione in questa fase avanzata del ciclo.


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Redazione

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