Famosa in tutto il mondo per le sue sculture monumentali, ironiche e talvolta irriverenti, l’artista portoghese Joana Vasconcelos torna a confrontarsi con i grandi maestri del passato, questa volta all’interno di uno degli edifici neoclassici più importanti di Madrid: il Palazzo di Liria.

Dal 14 febbraio fino al 31 luglio, la mostra Flamboyant. Joana Vasconcelos al Palazzo di Liria prosegue la tradizione dell’artista di intervenire in siti storici, come Versailles e le Gallerie degli Uffizi, ma introduce una novità: per la prima volta, le sue opere vengono ospitate in un palazzo ancora abitato.

La mostra di Joana Vasconcelos a Madrid

Concepita per celebrare il 50º anniversario della Fondazione Casa de Alba, la mostra si propone di stabilire un dialogo tra l’arte contemporanea e l’eredità duratura del palazzo, creando un’interazione tra passato e presente che rifletta l’evoluzione dinamica della cultura.

Il Palazzo di Liria non è solo un deposito di storia, ma uno spazio vivente, capace di adattarsi ai contesti contemporanei pur preservando la sua essenza

ha dichiarato Vasconcelos.

Le mie installazioni dialogano con questa dualità, offrendo nuove prospettive sulla sua architettura, i suoi interni e i suoi giardini

Tra le opere più iconiche esposte vi sono Vigoroso e Poderoso (2006-2024), due maestosi leoni in cemento ricoperti all’uncinetto che accolgono i visitatori all’ingresso del palazzo, e Flaming Heart (2019-2022), installato nella cappella, aperta al pubblico per la prima volta.

Flamboyant opere esposte Foto- Juan Rayos en tamaño grande
Foto Juan Rayos

L’artista ha inoltre collocato con cura opere che creano connessioni evocative con la storia della residenza, come Carmen (2001), un lampadario in ferro ricoperto di velluto nero esposto nella biblioteca accanto a una lettera manoscritta di Prosper Mérimée, autore del celebre romanzo omonimo.

Flamboyant opere esposte. Foto- Juan Rayos en tamaño grande
Foto Juan Rayos

Nuove aree del palazzo di Liria aperte al pubblico

Le installazioni dialogano anche con i capolavori conservati nel palazzo, tra cui ritratti di Tiziano, Goya e Velázquez, creando un ponte artistico tra epoche diverse.

Questa mostra interagisce direttamente con maestri come Diego Velázquez e Francisco Goya

spiega Vasconcelos

le cui opere fanno parte integrante della collezione del palazzo. Le mie installazioni cercano di dialogare con i loro capolavori, esplorando come l’arte contemporanea possa reinterpretare il loro contributo e arricchire la nostra comprensione delle narrazioni storiche

L’esposizione si estende anche nei giardini del palazzo, solitamente chiusi al pubblico, dove è esposta La Théière (2025), una scultura in ferro battuto intrecciata con vegetazione ornamentale che assume la forma di una gigantesca teiera circondata da gelsomino. Alcune aree del palazzo, precedentemente inaccessibili al pubblico diventano così il palcoscenico di questo dialogo, enfatizzando il rapporto tra tradizione e innovazione.

Attraverso questa interazione Joana Vasconcelos vuole dimostrare come l’arte contemporanea possa mantenere la sua rilevanza e vitalità, collegando il classico al contemporaneo per onorare il ruolo unico del Palazzo di Liria come custode della storia e spazio di reinvenzione culturale.


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Emanuela Zini

Emanuela Zini è una consulente e giornalista esperta con una visione strategica acuta e una passione per lo storytelling. Con oltre 20 anni di esperienza nella finanza e cinque come Direttore Marketing e Comunicazione, ha fondato Aleph Advice per aiutare le aziende a crescere grazie alla sua guida esperta. Come scrittrice per riviste d’arte e culturali, unisce la sua intuizione imprenditoriale all’espressione creativa, orientandosi sia nella strategia aziendale che nello storytelling editoriale. Il suo lavoro riflette una fusione unica di competenza analitica e prospettiva artistica, rendendola una voce ricercata sia nel mondo della consulenza che del giornalismo.