La paura dell’inflazione può destabilizzare Wall Street

Intervista a Filippo Diodovich, senior strategist di IG Italia

Filippo Diodovich, senior strategist di IG Italia, commenta a caldo i dati sul rapporto occupazionale Usa di maggio 2020
Filippo Diodovich, senior strategist di IG Italia

Le rotazioni sono la linfa vitale delle fasi bullish di un mercato e sembra che questo movimento stia interessando l’equity Usa da qualche mese. Ritenete che questo trend sia destinato a proseguire?

Crediamo di sì. La rotazione settoriale continuerà ancora a lungo grazie alle riaperture delle attività economiche e all’aumento della mobilità delle persone.

Forti acquisti sul settore industriale, sul settore dei trasporti e sul comparto del turismo (soprattutto con l’arrivo del GreenPass in Europa e il probabile allentamento delle restrizioni in entrata). Altro settore particolarmente interessante sarà quello energetico grazie a una crescita dei prezzi petroliferi nei prossimi mesi.

Errori nella comunicazione da parte della Fed, accelerazione improvvisa dell’inflazione, dati deludenti del mercato del lavoro. Quali di queste variabili credete sia in grado di provocare una seria battuta d’arresto a Wall Street?

Indubbiamente l‘inflazione. Un’accelerazione improvvisa dell’inflazione ben superiore alle attese potrebbe spingere i membri della Federal Reserve a rivedere le proprie strategie monetarie.

Nelle ultime proiezioni pubblicate dagli esperti della FED l‘inflazione (indice PCE Personal Consumption Expenditures) è stimata al 3,4% per il 2021 e quella core, ovvero esclusi energetici e alimentari al 3%, è stata rivista fortemente al rialzo rispetto alle stime precedenti comunicate a marzo.

E’ evidente che incrementi dei prezzi al consumo ben superiori alle aspettative della FED potrebbero portare a un veloce cambio di rotta in politica monetaria con i membri più falchi all’interno della commissione operativa che avrebbero il sopravvento. La Federal Reserve potrebbe così decidere di iniziare il processo di tapering ovvero di riduzione degli stimoli monetari e anticipare il rialzo dei tassi degli interessi anche al 2022. Tali azioni della Federal Reserve avrebbero un effetto molto negativo sui mercati azionari che potrebbero evidenziare forti movimenti correttivi.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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