La volatilità si combatte restando diversificati

Jupiter

 

La reazione di politica monetaria della Fed sarà probabilmente la principale fonte di volatilità del mercato nei prossimi mesi. Talib Sheikh, head of strategy multi-asset, Jupiter AM

 

Le rotazioni sono la linfa vitale delle fasi bullish di un mercato e sembra che questo movimento stia interessando l’equity Usa da qualche mese. Ritenete che questo trend sia destinato a proseguire?

La dinamica value/growth è in verità una storia sui tassi d’interesse: le azioni “growth” tendono a avere utili proiettati avanti nel tempo, mentre i flussi di cassa delle azioni di “value” sono più a breve termine.

Le azioni growth sono molto più sensibili ai tassi d’interesse: quando i tassi d’interesse scendono, sovraperformano, e viceversa.

La sovraperformance dei titoli growth è stata massima nel periodo post-crisi quando i banchieri centrali sono riusciti a portare i tassi di interesse reali sotto il -1% nell’estate del 2020. Con l’aumento dell’ottimismo sulla crescita e la riapertura, i tassi sono saliti e il value ha recuperato, prima di arretrare più recentemente.

Il futuro dei tassi d’interesse e dell’inflazione è probabilmente l’argomento più discusso dagli investitori

Per molti, i segnali inflazionistici che abbiamo visto finora quest’anno mentre il mondo si riprende dalla pandemia sono “transitori”, e il mondo tornerà a una crescita e a tassi di interesse “più bassi per più tempo”.

Dal nostro punto di vista, sebbene il dibattito non sarà risolto ancora per molto tempo, c’è probabilmente un modesto spazio di rialzo dell’inflazione e dei tassi d’interesse.

Negli ultimi 18 mesi abbiamo assistito a forti cambiamenti nelle banche centrali e nella spesa fiscale. Le banche centrali sono determinate a creare una certa inflazione e i governi sono determinati a continuare a spendere.

Il cambiamento climatico faciliterà più investimenti governativi

Questo significa, a nostro avviso, che c’è ancora spazio per i mercati ciclici e “value” per avere una performance un po’ migliore in futuro. Questo non deve essere sopravvalutato: i tassi rimarranno bassi.

La legislazione ambientale e la crescente importanza dell’ESG renderanno poco attraente l’investimento in molte società “value”, in particolare nei settori energetico e minerario.

Talib Sheikh, Jupiter AM

                                                                                

Errori nella comunicazione da parte della Fed, accelerazione improvvisa dell’inflazione, dati deludenti del mercato del lavoro. Quali di queste variabili credete sia in grado di provocare una seria battuta d’arresto a Wall Street?

Nessuno di questi scenari è il nostro “caso base” per il momento. Siamo ancora in un periodo in cui gli indicatori principali sono sani, mentre usciamo dalla pandemia.

Sebbene lo slancio economico rallenterà inevitabilmente dal ritmo rapido attuale, lo vediamo rimanere al di sopra del trend per il resto dell’anno. Il dibattito sull’inflazione probabilmente persisterà ed è nostra impressione che il consenso sia un po’ indulgente nel credere che le recenti letture di inflazione elevata siano necessariamente transitorie.

Parti diverse dell’economia globale stanno riaprendo a velocità diverse, e questo sta rendendo i dati difficili da interpretare.

Per esempio, l’industria dei servizi sta riaprendo più velocemente di quanto la gente sia disposta a tornare al lavoro, con i consumi sostenuti dalle misure di sostegno ancora attive e da un elevato risparmio personale.

La produzione industriale è ostacolata dai colli di bottiglia della catena di approvvigionamento post-covid, ma dovrebbe rimanere forte mentre le scorte estremamente basse vengono ricostituite.

Questo significa che probabilmente vedremo volatilità nei dati sull’occupazione e sull’inflazione per il momento. Probabilmente non avremo un quadro affidabile dell’economia globale post-covid prima nella fine dell’anno.

La domanda chiave è se la Fed rimane fedele al suo quadro di riferimento rivisto per l’inflazione media o ammicca in risposta ai dati volatili.

Avendo convinto i mercati che avrebbe tollerato un periodo di inflazione al di sopra del target, la recente riunione della Fed mostra la volontà di iniziare i rialzi prima di quanto i mercati avessero previsto.  La chiave è rimanere diversificati e flessibili.

 

Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.
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