L’enigma dei mercati obbligazionari

Il 2021 sarà una ripetizione del 2017, quando i tassi reali rifiutarono di aumentare? Vincent Chaigneau, head of research di Generali Investments

Dopo il rally dei Treasuries a seguito delle dichiarazioni dei “falchi” nella riunione del FOMC del 16 luglio, si è registrato un certo rilassamento sul tema della reflazione. Ma la persistenza del rally suggerisce che si tratti di qualcosa di più di un semplice riposizionamento.

A comprimere i tassi reali sono le preoccupazioni sulla variante Delta e l’eccesso di liquidità. Però, e in maniera più preoccupante, gli investitori potrebbero innervosirsi davanti al picco contemporaneo di stimolo (fiscale e monetario), crescita e inflazione.

Insieme al calo dei rendimenti obbligazionari, i mercati azionari hanno visto un forte ritorno di fiamma dello stile Growth rispetto al Valore, e dei titoli di più elevata qualità. Il rally delle materie prime si è fermato. I forward a cinque anni sul tasso USA a tre mesi sono crollati dal 2,20% della fine del primo trimestre al valore attuale di 1,40%: gli investitori sembrano guardare alla normalizzazione delle politiche come una “missione impossibile”.

I tre picchi sono reali, ma potrebbero essere esagerati.

La rimozione del supporto fiscale sarà lenta (con il probabile piano infrastrutturale USA ed il Recovery Fund europeo). La crescita globale resterà al di sopra del potenziale nel secondo semestre e l’occupazione statunitense è destinata a esplodere.

Le limitazioni degli approvvigionamenti si apprestano ad attenuarsi, ma è improbabile che la pressione inflazionistica statunitense si plachi in tempi brevi, con i settori dei servizi ancora sotto pressione. Non gettiamo così la spugna circa i rendimenti potenzialmente più alti, ma raccomandiamo cautela durante l’estate, fino a quando il quadro tecnico non si sarà chiarito.

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