Settori legati al Pnnr e politica dei dividendi sono i fattori che supportano le attese positive. Stefano Ghiro, senior portfolio manager Allianz Global Investors

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Cosa vi aspettate dalla Borsa italiana nel 2022? Quali settori privilegiate in questa fase e quale tipologia di titoli potrebbe performare meglio nel medio termine?

Nel corso del 2021 l’indice italiano ha evidenziato una performance estremamente positiva per un ritorno totale del 26,9% (FTSE Italia All-Share). Nonostante alcune incertezze nel breve periodo, tra cui quella di natura politica, noi ci aspettiamo che il mercato italiano possa continuare a regalare buone soddisfazioni agli investitori anche nel 2022, anche se evidentemente non ai ritmi dell’anno precedente.

La componente dei dividendi potrebbe rappresentare un peso importante, grazie al ritorno di molti settori, tra cui i finanziari, ad una politica di dividendi più stabile. La crescita degli utili aziendali dovrebbe rimanere altresi’ sostenuta, attestandosi nel corso del 2022 oltre un +12%. Nel complesso, la nostra politica d’investimento si muove sulla scia delle scelte dell’anno precedente, continuando a privilegiare soprattutto i settori più legati al piano d’investimenti sia del PNRR nazionale ma anche di quello oltreoceano.

Temi quali le infrastrutture, le rinnovabili, la transizione energetica e lo sviluppo digitale, continueranno, a nostro avviso, a rimanere i temi d’investimento più importanti nel medio-lungo termine. Infine, il tema del consolidamento del settore finanziario italiano potrà attirare ancora interesse da parte degli investitori nel corso dei prossimi mesi.

Stefano Ghiro, Allianz GI

L’inflazione italiana continua a salire (anche se a ritmi inferiori rispetto a quella europea). La crescita dei prezzi al consumo può aiutare a gestire meglio l’enorme debito pubblico ma potrebbe danneggiare alcune attività economiche quotate. Qual è la vostra view a tal proposito?

A nostro avviso, l’inflazione potrebbe continuare ad essere un problema nel corso dei prossimi mesi. Finora la maggioranza delle società ha nel complesso assorbito bene l’aumento dei costi di produzione, riuscendo ad aumentare i propri prezzi di vendita e a mantenere buoni margini di profitto. E’ probabile che l’aumento del costo dell’energia possa raggiungere un apice alla fine dell’inverno per poi iniziare a calare.

La forte ripresa della domanda da parte dei consumatori finali a cui abbiamo assistito nel corso del 2021 potrebbe tuttavia in parte rallentare.  Per tali ragioni, in generale, rimaniamo più esposti al tema della spesa infrastrutturale, della digitalizzazione e della transizione energetica. In ambito europeo, nonostante un possibile ritorno a una politica monetaria un po’ meno espansiva, i tassi reali d’interesse dovrebbero rimanere a un livello assai contenuto.

 

 


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Rocki Gialanella

Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.