a cura di Mark William Lowe

Il 23 luglio 1970 un colpo di stato senza spargimenti di sangue, che avrebbe condotto il sultanato di Mascate e Oman in un’era completamente nuova, vide il rovesciamento di Said bin Taimur da parte del figlio Qaboos bin Said. Il nuovo sultano, che sarà ricordato come l’architetto della moderna Oman, è morto l’11 gennaio scorso, dopo avere guidato la nazione per quasi 50 anni. L’eredità che ha lasciato Qaboos è avere trasformato uno stato arretrato, isolato e sottosviluppato, in una nazione moderna. Immediatamente dopo avere assunto il potere, Qaboos iniziò a lavorare alla creazione di uno stato funzionale. 

In un articolo del settembre 1970, il New York Times aveva stimato che il reddito annuo del settore petrolifero del paese fosse di quasi 100 milioni di dollari. Con solo 750 mila abitanti, l’Oman era un paese ricco e il sultano aveva le risorse di cui aveva bisogno per realizzare la sua visione. 

Nel giro di pochi anni, Qaboos è stato in grado di reprimere un’insurrezione e vedere i primi risultati di un processo di modernizzazione che avrebbe trasformato un’economia basata sull’agricoltura di sussistenza e sulla pesca in una in cui le entrate derivanti dal petrolio avrebbero sostenuto gli investimenti in infrastrutture, sanità pubblica e istruzione. 

Il suo primo passo fu rinominare il paese Sultanato dell’Oman e dargli una nuova identità in cui fu vietata la schiavitù, furono costruiti ospedali e strade e fu introdotta l’energia elettrica. Nell’arco di 10 anni l’Oman realizzò 28 ospedali e oltre 300 scuole. Fu anche redatta una costituzione e creato un sistema di amministrazione del governo che includeva tutti i gruppi etnici del paese. Sultan Qaboos è stato anche un abile diplomatico, i cui consigli erano richiesti, in molte occasioni, dai governanti dei paesi vicini e ha svolto un ruolo importante nell’equilibrare i legami diplomatici tra Iran e Stati Uniti.

Geopolitica e mediazione

Nonostante le sue dimensioni relativamente ridotte, nel corso degli anni l’Oman ha svolto un ruolo importante nella geopolitica dell’area. La politica di neutralità e non interferenza di Qaboos ha ottenuto un grande rispetto in Medio Oriente, tanto da fare diventare Muscate il mediatore di fiducia nelle controversie regionali e globali.

Il successore di Qaboos, Haitham Bin Tareq Al Saeed, ex ministro della cultura e diplomatico, ha promesso di continuare il lavoro e le politiche del suo predecessore. Sebbene ancora relativamente sconosciuto sulla scena internazionale, alcuni diplomatici hanno affermato che le sue idee sono perfettamente allineate a quelle del suo predecessore. La transizione pacifica di gennaio ha inviato un messaggio al mondo: l’Oman ha una visione chiara del suo futuro e la continuità è la chiave per raggiungere gli obiettivi per i prossimi 50-60 anni della nazione.

Silenziosa, dietro le quinte, la diplomazia ha contraddistinto la politica estera dell’Oman per decenni:  “amici di tutti, nemici di nessuno” è stato il principio guida che ha permesso alla diplomazia dell’Oman di assistere con delicatezza la regione, attraverso una serie di crisi. Mentre gli analisti possono avere opinioni diverse su quale sarà il futuro di Muscate e di quella parte del mondo, ci sono pochi dubbi sul fatto che il sultanato contribuirà tranquillamente a plasmare la geopolitica del Medio Oriente.

Crescita socio-economica

La popolazione dell’Oman è cresciuta considerevolmente negli ultimi cinquant’anni e, oggi, la maggior parte dei quasi 5 milioni di abitanti ha meno di 30 anni. Sebbene ciò rappresenti una risorsa strategica, pone anche una serie di sfide in termini di istruzione e occupazione. Per raggiungere gli obiettivi stabiliti nel piano strategico Future Vision 2040, l’Oman dovrà aumentare non solo i suoi investimenti nell’istruzione, ma concentrarsi sulla creazione di un mercato del lavoro che offra occupazione alla popolazione giovane.

Fortunatamente, sviluppare talenti locali e dotare i cittadini dell’Oman degli strumenti per costruire un futuro migliore sono considerate massime priorità. Oltre a una maggiore spesa per l’istruzione, il governo intende aumentare gli investimenti in formazione professionale, ricerca e sviluppo, ristrutturare società di proprietà dello stato e aumentare gli investimenti esteri diretti.

Sviluppi futuri

Le riforme economiche strutturali sono, senza alcun dubbio, una questione urgente. Per contestualizzare la situazione, basta considerare che attualmente l’industria degli idrocarburi rappresenta quasi il 75% delle entrate, ma impiega solo 16 mila cittadini. Negli ultimi anni l’Oman è emerso come un importante centro per l’informatica e le telecomunicazioni, ma, mentre i settori continuano ad espandersi e il know-how e le capacità tecniche crescono, c’è un limite alla quantità di occupazione che i due comparti possono generare.

Un’area che merita particolare attenzione è il turismo. Incluso nell’elenco delle cinque aree prioritarie, è considerato particolarmente interessante, in quanto gli analisti stimano che potrebbe generare oltre 530 mila posti di lavoro entro il 2040. Prendendo atto del fatto che il turismo è una delle industrie in più rapida crescita, Muscate ritiene che entro i prossimi vent’anni i visitatori dell’Oman saranno contati in milioni.

Ci sono già segnali molto positivi di cambiamento. Il numero di visitatori che arrivano nel sultanato è più che raddoppiato dal 2008, anche se l’industria attualmente impiega meno di 17 mila di persone.

Muscate, inoltre, prevede di incoraggiare il turismo con investimenti privati, iniettando 6 miliardi di dollari nel settore nei prossimi 25 anni: si spera che le imprese si impegnino per oltre 40 miliardi di dollari nello stesso periodo.

Ci sono però alcune sfide da affrontare: da un lato le accresciute tensioni regionali, dall’altro gli sforzi dell’Arabia Saudita per sviluppare la propria industria turistica. I mercati chiave dell’Oman sono l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti che, insieme, rappresentano oltre il 50% dei visitatori internazionali. I piani di Riyad per migliorare le strutture turistiche e sviluppare un’offerta più convincente potrebbero rischiare di innescare un calo del numero di visitatori da questi paesi.

L’Oman ha anche eccellenti relazioni con la Cina, come traspare dalla recente decisione di autorizzare Huawei a fornire le attrezzature per l’implementazione della rete 5G: due dei tre operatori del paese, Omantel e Ooredoo, hanno scelto di utilizzare la tecnologia del colosso cinese. Una volta che i viaggi internazionali saranno tornati a una certa normalità, la Cina potrebbe rappresentare un mercato importante per il turismo in Oman.

L’aumento del pil

Secondo la Banca mondiale, mentre il 2018 ha visto un aumento del 2,2% del prodotto interno lordo, i dati definitivi per il 2019 dovrebbero vedere una discesa allo 0,3%. Questo risultato deludente è in parte dovuto ai limiti imposti dall’Opec sulla produzione di petrolio, una considerazione che sottolinea la necessità del paese di diversificare la propria economia.

In altri settori, la crescita stimata dello scorso anno è calcolata all’1,5% circa e proviene principalmente da attività in segmenti chiave quali logistica, turismo, trasporti, miniere, manifattura e pesca.

Per quanto riguarda il 2020, la Banca Mondiale prevede che la crescita complessiva aumenterà a circa il 3,7%, con un’espansione nei settori non idrocarburici che dovrebbe raggiungere quasi il 4%.

L’indice Ease of doing business ancora della Banca, Mondiale attualmente, colloca l’Oman al 68° posto davanti all’Uzbekistan e al Vietnam, ma dietro a Colombia e Ucraina. Questo è un risultato eccellente, dato che nel 2019 il sultanato occupava la 78° posizione: un salto di 10 gradini colloca l’Oman davanti a tutti gli altri paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo. L’avanzamento nella classifica è stato giudicato «il risultato del miglioramento continuo delle misure legislative ed esecutive». In termini di corruzione percepita, con un punteggio di 52/100 nella classifica Transparency international, l’Oman è 56° su 180 paesi analizzati dall’organizzazione.

Conclusioni

Per continuare lo sviluppo economico e sociale, l’Oman deve concentrarsi sull’accelerazione di una serie di riforme e sulla diversificazione della sua economia. Una sfida particolarmente critica è creare occupazione per i giovani. Ciò richiederà formazione professionale e istruzione superiore per rispecchiare le strategie di sviluppo industriale ed economico della nazione.

Il turismo può benissimo rappresentare una grande opportunità. Tuttavia, come dimostra il recente scoppio del coronavirus, può essere seriamente condizionato da eventi al di fuori del controllo di qualsiasi governo.


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Redazione

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