Durante l’ultima crisi provocata dalla pandemia le emozioni degli investitori e dei capitani d’azienda hanno spesso avuto la meglio. Gli eventi travolgenti degli ultimi mesi hanno mostrato oscillazioni violente nei comportamenti umani e di riflessi nei mercati finanziari. Per le imprese il segreto per continuare a prosperare sarà sapersi reinventare, ripensando del tutto il proprio business.

Richard Thaler, premio Nobel considerato tra i massimi esperti al mondo nella materia della finanza comportamentale, pensa che ogni azienda abbia bisogno di “riflettere e pensare a come sarà il nuovo mondo” anziché rimanere bloccata in modelli di business antiquati. Quanto invece agli investitori, dovrebbero premiare il valore di prodotti di investimento strutturati come i targeted funds che ribilanciano automaticamente i portafogli.

“Sappiamo che molta gente ha reagito in marzo vendendo tutti i titoli in portafoglio. Gli investitori hanno un vero talento per vendere ai minimi“, osserva Thaler. È successo anche durante la crisi finanziaria. “Non c’è stato un flusso netto nell’azionario fino al 2013, quando il mercato aveva ormai già raddoppiato il suo livello.

Oggi, secondo il Nobel “la cosa migliore è non fare niente” e tenere le posizioni. Con un fondo ben gestito, “se hai un portafoglio che ha senso per la tua età e per la tua situazione finanziaria, conviene comprare più avanti a prezzi bassi piuttosto che vendere tutto facendosi prendere dal panico”.

Thaler: “Flessibilità e creatività sono veramente rare”

Intervistato martedì sera da Marco Cigna, executive managing director di Professione Finanza, Thaler ha dichiarato che la flessibilità e la creatività sono veramente rare. E diventeranno ancora più preziose in questa fase. Le aziende che continuano con il modello business as usual avranno vita difficile mentre quelle che sapranno reinventarsi prospereranno.

“Non sappiamo per quanto tempo rimarremo in questa situazione. Quando questa storia è iniziata tutti pensavano che la crisi sarebbe durata un paio di mesi”, ma così non è stato. Secondo Thaler bisogna sapersi adeguare e farlo in fretta. Rimettendosi in gioco con originalità e creatività.

Un esempio che fa è quello dei ristoranti. Se e quando riapriranno dopo il lockdown si potranno permettere soltanto una capacità limitata. E in molti casi potrebbero scoprire che guadagnano più con il take away piuttosto che con un terzo dei clienti precedenti. Questa situazione e tipo di business nuovo “potrebbero durare anche sei mesi”.

Un altro esempio che fa è quello del settore sportivo. A calcio hanno ripreso a giocare ma con stadi vuoti: “non è certamente un business nuovo e di successo”. È una situazione temporanea, ma le stelle del calcio o di qualunque altro sport non possono essere pagate altrettanto se si continua così.

La morale ẻ che “tutti devono ripensare quello che stanno facendo”.

Con la perdita di posti di lavoro abbiamo “una crisi totale”

I governi hanno molte cose a cui pensare. C’è una nuova mentalità ma non è facile fare incontrare gli interessi dei regolatori con quelli dei mercati privati, come osserva Cigna. Il Covid-19 ha stravolto le nostre vite e le nostre abitudini. La gente ha interiorizzato nuovi comportamenti e atteggiamenti nei confronti del denaro. In più i cittadini sono consapevoli che la risalita sarà lenta.

In questo contesto senza precedenti, cosa dovrebbe succedere – chiede Cigna a Thaler – perché il popolo di formiche italiano cambi atteggiamento verso gli investimenti e i risparmi? Il premio Nobel è pessimista sul fatto che i cosiddetti Bot people – dove una grossa percentuale non ha neanche un reddito per due mesi in liquidità – cambino strategia facilmente. Anche perché “hanno un cuscinetto di sicurezza molto sottile“.

“Se pensate al comportamento della gente e ai modelli economici standard, dove la gente ha lungimiranza e risparmia per la pensione, gli adulti di una certa classe sociale riescono a mettere su un bel gruzzolo da parte“.

“Ma se vivi ai limiti della sussistenza, non ci sono cuscinetti che tengano. In una crisi come questa quando in molti perdono il posto di lavoro, temporaneamente o a lungo termine e abbiamo una “crisi totale”.

Non si può pretendere che i governi prevedano queste crisi. Ma continueranno a verificarsi. “Ci saranno sempre di rischi imprevisti e dei cigni neri”, secondo Thaler. Il modo giusto di interpretare questo fenomeno è che “ci sono piccole probabilità ma che ci sono tante piccole probabilità potenziali di grandi rischi”.

Crisi, grande opportunità per l’educazione finanziaria

“Se li mettiamo insieme in un lungo orizzonte temporale, si scopre che c’è da aspettarsi una crisi una tantum ogni tot anni”. Intervenuto all’appuntamento Evolving Behaviorial Finance, organizzato da Professione Finanza, Thaler ha spiegato in video conferenza come affrontare queste fasi difficili, superando i preconcetti cognitivi per fare scelte d’investimento più efficaci.

La crisi è “senza dubbio una grande opportunità per l’educazione finanziaria”, che potrebbe aiutare persone in difficoltà, secondo Thaler. “Non ci si può aspettare che la gente risparmi per la pensione di propria iniziativa”. Per questo “bisogna fornire loro pensioni”. Siano esse pagate dal datore di lavoro o dal governo, vanno comunque imposte per legge. “Per le persone è troppo difficile capirlo” (che vanno messi soldi da parte per la pensione, NdR), “sia a livello cognitivo che comportamentale“.

Da anni, fin dagli “spiriti animali” di Keynesiana memoria, l’economia ha scoperto che l’essere umano compie errori sistematicamente. Per questo motivo, per attenuare il fattore critico in momenti di alta emotività come quelli attuali, l’educazione finanziaria diventa fondamentale.

Dagli spiriti animali alla finanza comportamentale 3.0

La terza generazione degli studi comportamentali si è sviluppata nella finanza a inizio anni 2010. Cerca di correggere gli errori di natura emotiva incorporando nella finanza comportamentale i dati e le teorie sulla personalità con quelle dei “nudge” generalizzati di Thaler. Questi ultimi non vanno bene per tutti ma vanno personalizzate. I dati invece permettono di mettere il cliente al centro, per un’offerta declinata ai suoi bisogni.

In base alla personalità del cliente e del consulente finanziario cambia il registro comunicativo. Viene fatta una macro classificazione: se un consulente vuole essere efficace deve usare una comunicazione differente caso per caso. Anche i prodotti vanno presentanti in maniera differente a seconda del cliente che si ha davanti.

Richard Thaler propone soluzioni estremamente efficaci e questo gli è valso il Nobel. Il professore è stato insignito del Premio Nobel per l’Economia nel 2017 per i suoi studi sulla finanza comportamentale. Un approccio personalizzato con “nudge” non più generalizzati ma “customizzati” porta alla finanza applicata di oggi. Un approccio del genere pone le basi per una situazione win-win, per cliente e consulente.

Il paternalismo libertario di Thaler

L’economia comportamentale ci dice che in quanto esseri umani prendiamo cattive decisioni in maniera sistematica. Anche molte decisioni considerate razionali non lo sono. Bisogna distinguere infatti tra i “pungoli” (“nudge”) di superficie e quelli di profondità che si attivano a livello di inconscio.

Il programma dei “nudge” di Thaler ci insegna non solo che è etico intervenire per aiutare le persone a fare le scelte migliori preservando la loro libertà di scelta, ma ci insegna anche come farlo. Nel loro libro “Nudge: La spinta gentile” Thaler e Cass Sunstein chiamano questo approccio “paternalismo libertario”.

È insomma possibile mantenere la libertà di scelta degli individui influenzando il loro comportamento rifiutando divieti e vincoli: è questo il metodo soft. Così gli autori mostrano come le gomitate o gli “incentivi morbidi” ci permettono di prendere le decisioni “giuste” in tutte le materie possibili immaginabili. Non solo in finanza, ma anche salute, ricchezza e persino felicità.

“Il comportamento viene prima delle regole”

Il programma dei “nudge” sarà sempre più importante nella pianificazione delle scelte in futuro, secondo Thaler. “Stiamo cercando di convincere tutti ad adottare nuove regole”.

“Senz’altro ci saranno molte buone applicazioni di scienza comportamentale. Una cosa che abbiamo visto è che la gente parla tanto di regole e norme governative e l’effetto che hanno avuto sui comportamenti”.

“Il comportamento viene prima delle regole: la gente andava meno al ristorante già prima che chiudessero le attività” per effetto del lockdown. “Quando hanno riaperto non è che i ristoranti improvvisamente sono tornati a essere pieni”. Questo perché “la gente ha ancora paura“.

“C’è un’interazione tra le regole e gli uomini. Le regole devono poter convincere con le tendenze naturali della gente. Alcune di queste non saranno naturali e bisogna spingere la gente a seguirle“.


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Daniele Chicca

Laureato in lingue e letterature straniere all'Università di Bologna, con un anno presso la UCL di Londra, è giornalista professionista dal 2007. Partendo da Reuters si è con il tempo specializzato in finanza, economia e politica. Grazie a competenze SEO e social, ha contribuito a portare a un incremento del traffico progressivo sul sito Wall Street Italia (in qualità di responsabile editoriale). È stato inviato da New York per Radio Rai e per varie agenzie stampa, tra cui AGI e TMNews (ex Apcom). Al momento si occupa della strategia di comunicazione di alcune startup svizzere specializzate in crypto, FinTech, materie prime e mondo del lavoro.