A colloquio con Giordano Lombardo, CEO e co-cio di Plenisfer Investments SGR

L’incertezza continua a permeare gli scenari globali, ma i mercati salgono. Che cosa sta succedendo?

«Lo scenario globale continua a essere caratterizzato da elevata incertezza, fragilità geopolitica e tensioni commerciali, mentre l’apparente crescita dell’economia americana è in realtà sostenuta dagli enormi investimenti in intelligenza artificiale (Ai).

Nonostante questo contesto, gli attivi salgono: da inizio anno l’oro si è apprezzato del 50%, il mercato azionario del 20% e quello obbligazionario è positivo.

Come si interpreta questo scenario? Considerando due fattori. Il primo è la concentrazione. Non solo quella nota dei mercati azionari, in particolare tecnologici, ma anche degli investitori: la percentuale di azioni detenuta da investitori individuali americani non è mai stata così elevata e si stima sia quattro volte superiore a quella di altri paesi. In altre parole, i corsi al rialzo sono stati sostenuti dagli enormi flussi sui mercati. Accanto al fattore della concentrazione, ci sono i temi che hanno trainato questi flussi: l’Ai e, paradossalmente, la narrativa negativa sull’elevato debito pubblico nel mondo occidentale, che ha fatto esplodere alcune classi di attivo, a cominciare dall’oro».

Un connubio che sembra controintuitivo…

«Ritengo che siano di fatto forze convergenti. La prima è appunto quella tecnologica, legata all’Ai: è potente, pervasiva e trasformativa, ormai presente nella vita di tutti i giorni nonostante non si rifletta ancora nei dati di produttività. Certo, visto il consenso che si è creato su alcuni titoli It, la domanda che si sente più frequentemente è se si stia creando una bolla simile a quella internet.  Avendo vissuto quella fase di mercato, direi che ciò che differenzia il momento attuale da quello della bolla dot.com è che oggi le aziende investono utilizzando il proprio capitale: dal 40% al 60% del cash flow degli hyperscaler viene impiegato per fare capex. Tuttavia, il sempre maggiore utilizzo e diffusione dell’intelligenza artificiale richiede una più grande capacità computazionale dei data center e, di conseguenza, ulteriori ingenti investimenti».

E la cosa la preoccupa?

«Sì, perché, non ci si può esimere dal chiedersi quali saranno i ritorni futuri per queste aziende: se saranno dilatati nel tempo, l’attuale entusiasmo per le valutazioni di alcune società tecnologiche dovrebbe essere messo in discussione. Anche perché un data center è, di fatto, un grande magazzino pieno di chip costosissimi, che solitamente hanno una vita molto breve e, per questa ragione, devono essere ammortizzati in media tra i tre e i quattro anni. Se il tasso di ammortamento è così breve, per sostenere investimenti intorno a 500 miliardi di dollari, come sono previsti quest’anno, senza andare in perdita, è necessario produrre annualmente ricavi all’incirca dello stesso ammontare, mentre attualmente sono pari a 15-20 miliardi. In Plenisfer, uno dei solidi riferimenti che utilizziamo per valutare la bontà di un investimento è la teoria del ciclo del capitale: la storia economica ci insegna che un eccesso di capex in un determinato campo, per quanto importante, porta prima o poi a mal-investimenti, e al crollo delle illusioni in termini di ritorni attesi. Ciò non significa mettere in discussione la validità dell’intelligenza artificiale: è possibile che, come molti affermano, sarà decisamente più trasformativa delle tecnologie che l’hanno preceduta, ma non si possono ignorare i ritorni. Si è di fronte a un altro tipo di bolla speculativa che scoppierà a breve? Non ho una risposta e penso che oggi nessuno l’abbia. Ma continuiamo ad assistere ad annunci di aperture di data center, grazie anche a partnership strategiche che si avvalgono di una complessa rete di accordi con i fornitori. E in più di un caso questi contratti sollevano alcune perplessità, soprattutto in chi è memore di quanto successe con il vendor financing ai tempi della bolla dot.com».

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Pinuccia Parini

Dopo una lunga carriera in ambito finanziario sul lato, sia del sell side, sia del buy side, sono approdata a Fondi&Sicav