a cura di Luca Carrai, ricercatore, e Laura Grassi, direttrice, dell’Osservatorio Fintech & Insurtech del Politecnico di Milano
Nel panorama contemporaneo, i rischi ambientali e, più nello specifico, quelli legati a eventi meteorologici estremi dominano la classifica delle minacce globali. Nel Global Risk Report 2025 del Wef1 si collocano al secondo posto nel breve periodo e al primo nel lungo. Questo dato, da un lato, segnala la crescente necessità di protezione per individui, imprese e territori, dall’altro, mette in luce i limiti del sistema assicurativo tradizionale.
L’ADAPTATION GAP
L’assicurazione nasce, infatti, come uno strumento di gestione finanziaria del rischio capace di proteggere i contraenti da perdite finanziarie incerte, come quelle determinate dai danni di un evento inaspettato. Il principio fondante è la mutualizzazione: l’assicuratore raggruppa soggetti esposti a rischi simili e ripartisce fra tutti, attraverso i premi, le perdite che colpiscono pochi.
Questo equilibrio, però, regge solo finché frequenza e severità dei danni restano prevedibili tramite un modello. Il cambiamento climatico, aumentando frequenza, intensità e imprevedibilità degli eventi estremi, erode progressivamente questa possibilità: i premi salgono, la capacità di assunzione di rischio degli assicuratori si restringe e il protection gap (la quota di perdite non coperta da polizze) si amplia, divenendo indicatore di vulnerabilità sistemica. Se questa dinamica proseguisse, intere aree potrebbero oltrepassare il punto critico dell’inassicurabilità, oltre il quale il rischio non è più trasferibile dal singolo a prezzi socialmente sostenibili, obbligandolo a farsi interamente carico dell’eventuale danno, con ripercussioni economiche e sociali di vasta portata.
Il cambiamento climatico richiede, quindi, urgenti strategie di adattamento, in grado di ridurre l’esposizione e la vulnerabilità ai rischi. L’insufficienza attuale nell’implementazione di tali pratiche dà origine all’adaptation gap, il divario tra le necessità di adattamento ai cambiamenti climatici e la capacità effettiva di soddisfarle.
IL PROGETTO PIISA
In questo contesto, l’Osservatorio Fintech & Insurtech del Politecnico di Milano, punto di riferimento per l’innovazione digitale all’interno dell’ecosistema finanziario e assicurativo italiano ed europeo, è attivo su diversi progetti a livello nazionale ed europeo con l’obiettivo principale di generare un vero impatto sostenibile.
Tra questi ultimi, con un focus specifico sull’adattamento climatico, prende forma il Progetto Piisa, Piloting Innovative Insurance Solutions for Adaptation, progetto triennale Horizon Europe. L’ambizione del progetto è duplice: colmare il protection gap climatico europeo coprendo almeno il 50% delle perdite attribuibili al cambiamento climatico e al tempo stesso ridurre il più ampio adaptation gap spingendo le iniziative di adattamento.
In quest’ottica, l’inassicurabilità non è una condanna inevitabile imposta dal cambiamento climatico, ma la conseguenza di un’adattabilità insufficiente, che può essere affrontata. Per ridurre esposizione e vulnerabilità ai rischi del clima, evitando quindi il punto critico dell’inassicurabilità, Piisa combina due leve complementari: da un lato accrescere la consapevolezza del rischio climatico, dall’altro sviluppare soluzioni assicurative innovative capaci di premiare chi investe in adattamento. L’idea di fondo è che l’assicurazione possa evolvere da semplice trasferimento del rischio a catalizzatore di adattamento: premi e clausole diventano incentivi a investire in prevenzione, mentre indennizzi rapidi sostengono la ripresa e rafforzano la resilienza dei territori.
1. Global Risk Report, 2025: https://reports.weforum.org/docs/WEF_Global_Risks_Report_2025.pdf
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Redazione
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