Ciò che sta succedendo sui mercati induce a profonde riflessioni, in particolare su ciò che merita di essere seguito da vicino per leggere quelle che saranno le possibili evoluzioni future.
Secondo Luigi Speranza, head of market 360 di Bnp Paribas:“Il focus da un punto di vista macro è sulla politica economica per quanto riguarda, sia gli Stati Uniti, sia il resto del mondo, in particolare per l’Europa”.
UN PERIODI DI CAMBIAMENTI
Il quesito di fondo che l’economista solleva, nelle sue considerazioni, è se si tornerà, in termini di andamento dell’inflazione e della volatilità, al periodo conosciuto come la “grande moderazione” o se quest’ultima debba essere considerata una eccezione e si stia tornando a una “normalità”, ossia a un contesto “più volatile, associato a un premio al rischio e a un premio all’inflazione più elevati”. Ovviamente, è difficile dare una risposta netta, vista la generale incertezza che permea lo scenario globale, ma alcune considerazioni possono tornare d’aiuto per comprendere quanto è successo nel passato. Innanzitutto, durante la fase della “grande moderazione”, le banche centrali hanno mostrato tutta la loro indipendenza e sono riuscite ad ancorare le attese inflazionistiche per un lungo periodo. A ciò si sono aggiunti altri fattori tra cui un lungo periodo di pace caratterizzato da shock di domanda, relativamente facili da gestire da parte della politica monetaria. La diffusione della pandemia, però, ha destabilizzato l’equilibrio raggiunto. Oggi, le nuove misure commerciali e di stimolo fiscale sono annunciate in un quadro che sta, a tutti gli effetti, contrapponendosi a quello della “grande moderazione”, con shock di offerta più frequenti e maggiore volatilità. In quanto tale, è più difficile da gestire da parte delle istituzioni centrali.
LE POLITICHE ECONOMICHE
A tale proposito, le attese relative alle politiche economiche che saranno adottate, secondo Bnp Paribas, si basano sull’assunzione di base che ci sarà un aumento del 3% dei dazi a livello globale, esclusa la Cina per cui si prevede 25%. Facendo delle simulazioni sulla base di questi presupposti, emergono diversi scenari in cui l’impatto sulla crescita potrebbe variare dall’1% al 2,5%-3%. Nonostante questi valori siano significativi, Speranza sostiene che le misure non condurranno a una recessione, tanto che negli Stati Uniti è atteso solo un rallentamento dell’attività economica, soprattutto nella seconda metà di quest’anno.
PERMANE L’INCERTEZZA
Rimane però una generale incertezza, perché se anche le tariffe non dovessero essere applicate, questa fase interlocutoria agisce già come deterrente per le decisioni dell’imprese in materia, sia d’investimenti, sia di livelli occupazionali, e aumenta i rischi che il tutto possa evolvere in una fase Recessiva. Lo stesso tipo di messaggio lo si può evincere anche prendendo in considerazione l’atteggiamento dei consumatori in merito alle aspettative d’inflazione, che sono al rialzo. Infine, non si può ignorare che l’aumento degli indici azionari è stato un elemento determinante per l’aumento della ricchezza individuale, ma ora la situazione è più instabile e potrebbe minare la propensione al consumo.
IL RUOLO CHIAVE DELLE BANCHE CENTRALI
In passato, guardando a quanto successe durante il primo mandato di Trump, la reazione della Fed all’imposizione dei dazi fu quella di guardare oltre e di non reagire a una decisione che non avrebbe provocato un impatto durevole sull’inflazione perché transitoria. Ma allora l’indice dei prezzi al consumo era sotto il 2% e le aspettative inflazionistiche erano ben ancorate. Oggi però la situazione è del tutto diversa: questi indicatori sono più elevati e ciò rende il lavoro della Fed molto più difficile. Per tale ragione l’atteggiamento dell’istituzione centrale dovrebbe, per l’economista. essere più improntato alla cautela a causa del rialzo delle aspettative d’inflazione: le previsioni sono che i tassi negli Stati Uniti rimarranno invariati sino alla fine dell’anno.
Pinuccia Parini
Dopo una lunga carriera in ambito finanziario sul lato, sia del sell side, sia del buy side, sono approdata a Fondi&Sicav

