A Perugia è in corso una mostra inedita che fonde l’arte medievale delle pergamene comunali con il pensiero visivo di grandi protagonisti della contemporaneità: “Extra, Segni antichi/ Visioni contemporanee”.
Si tratta di un viaggio attraverso i secoli, una narrazione per immagini e parole che intreccia la storia documentale di Perugia medievale con il linguaggio fluido e talvolta provocatorio dell’arte contemporanea.
Promossa dalla Fondazione Perugia, l’esposizione si tiene a Palazzo Baldeschi dal 17 giugno 2025 al 6 gennaio 2026 e rappresenta un punto di svolta nella proposta culturale della città, confermandola come snodo sensibile tra memoria, ricerca e creatività.
UN GIOIELLO A PERUGIA
Il palazzo che ospita la mostra è il risultato della fusione di più edifici medievali (XIV secolo), iniziata da Baldo degli Ubaldi (detto Baldeschi), celebre giureconsulto che vi abitò nel 1361. Successivamente furono integrate ulteriori strutture tra il 1480 e il 1496.
Nella seconda metà del ‘500 i Baldeschi trasformarono l’insieme in un corpo unitario, caratterizzato da un portale e finestre in travertino sul prospetto di Corso Vannucci.
L’incorniciatura interna fu impreziosita tra fine ‘800 e metà ‘900 da affreschi neobarocchi nella “Sala delle Muse”, dipinti da Mariano Piervittori nel 1856. Nel 2002 la Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia ha acquisito il palazzo per destinarlo a spazio culturale.
COLLEZIONE ALBERTINI
Uno dei fulcri concettuali e materiali della mostra è rappresentato dalla preziosa Collezione Albertini, recentemente acquisita da Fondazione Perugia. Si tratta di un corpus straordinario di circa 1700 copertine in pergamena, databili tra il XIII e il XV secolo, provenienti dagli archivi storici del Comune di Perugia.
Questi documenti, originariamente destinati a rivestire registri comunali, notarili e amministrativi, costituiscono un patrimonio di inestimabile valore, non soltanto per la storia della scrittura e della documentazione, ma anche per il loro straordinario valore iconografico.
Decorati con stemmi araldici, motivi simbolici, figure animali e colori intensi, rivelano una funzione visiva oltre che funzionale e sono diventati strumenti identitari e narrativi. In molti casi, la pergamena è riutilizzata, sovrascritta, cucita, segnata dal tempo: ogni frammento conserva in sé una stratificazione di usi, significati e cicatrici storiche.
L’interesse per la Collezione Albertini, dunque, va ben oltre l’aspetto archivistico: essa è testimonianza viva di una cultura materiale che regolava la vita civica e sociale della Perugia medievale e rinascimentale.
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Emanuela Zini
Emanuela Zini è una consulente e giornalista esperta con una visione strategica acuta e una passione per lo storytelling. Con oltre 20 anni di esperienza nella finanza e cinque come Direttore Marketing e Comunicazione, ha fondato Aleph Advice per aiutare le aziende a crescere grazie alla sua guida esperta. Come scrittrice per riviste d’arte e culturali, unisce la sua intuizione imprenditoriale all’espressione creativa, orientandosi sia nella strategia aziendale che nello storytelling editoriale. Il suo lavoro riflette una fusione unica di competenza analitica e prospettiva artistica, rendendola una voce ricercata sia nel mondo della consulenza che del giornalismo.

