Pensate che la disruption sia un fenomeno collegato solo all’innovazione tecnologica o è da intendere in senso più lato?

«In Raiffeisen Capital Management crediamo che l’innovazione tecnologica e le tematiche Esg (ambiente, società, governance) siano strettamente collegate e si influenzino a vicenda. Non ci potrà essere disruption se non sarà anche sostenibile. Da qui deriva la nostra fortissima concentrazione sui temi Esg. L’innovazione tecnologica e la digitalizzazione sono temi molto rilevanti, c’è una correlazione positiva tra Esg e megatrend come digitalizzazione, riciclo e salute. Gli investitori sostenibili hanno scoperto già da molto tempo questi temi e altri, come le energie rinnovabili, l’urbanizzazione o la demografia, e credono in uno scenario di “clean growth” invece che di “de-growth”. Clean growth, la crescita sostenibile e non contaminante, è strettamente legata all’innovazione tecnologica». 

Come declinate questi temi nelle politiche di investimento? Con quali criteri operate le vostre scelte?

«Coerentemente con quanto detto, seguiamo principalmente il tema della disruption grazie alle politiche di investimento Esg. In particolare attraverso il nostro processo d’investimento “dark green”, che rende possibile perseguire un “doppio rendimento”, ovvero un’elevata performance finanziaria unita a un impatto positivo per la sostenibilità. L’investimento sostenibile implica sempre uno stile di gestione attivo. Il nostro processo si basa su diversi approcci d’investimento sostenibile, criteri di esclusione e di selezione, la ricerca dei titoli “best in class”, l’attività di engagement e l’uso del diritto di voto in quanto azionisti. Abbiamo diversi livelli di analisi: il primo è basato sull’identificazione dei rischi Esg e sui criteri di esclusione, come il lavoro minorile. Il secondo approfondisce in modo dettagliato i criteri Esg, applicando un modello proprietario che combina un ampio set di dati sostenibili e finanziari. Il terzo livello si concentra sull’engagement, ovvero sul dialogo con le aziende, con oltre 300 contatti all’anno con imprese ed emittenti a diversi livelli. Infine, costruiamo il nostro portafoglio sostenibile e ottimizziamo il livello di sostenibilità per ogni impresa. Per ciascun emittente calcoliamo un “Raiffeisen Esg score” con un punteggio da 0 a 100. Gli investimenti sostenibili di solito ottengono una riduzione del rischio e producono rendimenti più stabili nel tempo rispetto a quelli tradizionali. Ciò perché, da un lato, questi impieghi di capitale si basano su maggiori informazioni rispetto alla norma e, dall’altro, prima di investire viene analizzato un numero più ampio di criteri di rischio».

Quali sono i settori che ritenere che saranno più impattati?

Tra i settori più impattati, in senso positivo, ci sono quelli dell’It, della salute e del riciclo dei rifiuti. A causa del Covid-19, la digitalizzazione trae beneficio dall’attuale cambiamento del modus operandi nel mondo del lavoro, come la tendenza sempre maggiore allo smart-working. Dopo i problemi di “capacity” verificatisi nel picco della crisi, c’è ora una discussione in atto sui diversi sistemi per l‘assistenza sanitaria a livello regionale e globale. In questo contesto emerge anche l’aspetto dell’accesso all’assistenza sanitaria in genere e la domanda su chi possa usarla e quando. Le catene di fornitura nel settore della salute non hanno funzionato bene durante la crisi. Ci aspettiamo, quindi, diverse conseguenze per il sistema sanitario, come costi aggiuntivi e un aumento degli investimenti statali. Un adeguato smaltimento dei rifiuti e il riciclo rappresentano altri due temi attuali in ambito Esg. Attualmente, si producono ogni anno nel mondo 2,01 miliardi di tonnellate di rifiuti. Dati sulla valutazione del ciclo di vita e anche sull’efficienza dei materiali vengono usati sempre di più, anche per il calcolo della valutazione proprietaria di sostenibilità in casa Raiffeisen. Il tema dell’imballaggio è al centro della nostra ricerca interna e sulle microplastiche Raiffeisen ha svolto attività di engagement e ha iniziato un dialogo con una ventina di imprese globali, soprattutto nel settore dell’industria cosmetica».

Potete fare alcuni esempi specifici per i settori che ritenete maggiormente coinvolti da queste tematiche?

«I fondi Sri di Raiffeisen Capital Management sono sovraponderati nel settore dell’It. Fra queste aziende ci sono global player come Microsoft, con una sostenibilità accentuata sia a livello aziendale, sia per l’impatto positivo dei suoi prodotti. Un altro esempio è rappresentato da Capgemini, un’impresa francese che è leader mondiale nei servizi di consulenza e tecnologia, attiva nel mondo del cloud, del digitale e delle piattaforme. Raiffeisen continua a investire attivamente nel settore della salute, in quanto megatrend di lungo termine, e pone attenzione a diversi temi legati alla sostenibilità, come lo sviluppo della demografia. Le nostre posizioni includono, ad esempio, Orpea ed EssilorLuxottica. I temi ecologici sono importantissimi per i portafogli Raiffeisen Capital Management, anche a livello dei singoli titoli selezionati, dove abbiamo scovato diverse imprese con soluzioni innovative a problemi ambientali: Tomra, Vestas Wind, Edp Renovaveis e Umicore».


Unknown's avatar
Redazione

La redazione di Fondi & Sicav è un team di esperti e appassionati di finanza, specializzati nell’analisi e nell’approfondimento di fondi comuni, SICAV e strumenti di investimento. Con un approccio chiaro e aggiornato, forniscono contenuti di qualità per guidare i lettori nelle scelte finanziarie più consapevoli.