Reddito fisso, è l’ora della gestione attiva. Riteniamo che l’attuale scenario determini un quadro favorevole per l’obbligazionario a gestione attiva. Dan Ivascyn, Cio di Pimco

Come può incidere la crescente dispersione sul panorama d’investimento?
La minore correlazione nei percorsi di crescita e nelle politiche a livello globale offre un contesto interessante per la gestione attiva degli investimenti. Allo stesso tempo, le valutazioni azionarie restano elevate e i tassi monetari in molti mercati sono in discesa, mentre l’obbligazionario sulle scadenze intermedie e più lunghe continua a offrire pregevole valore. Per gli Stati Uniti ci aspettiamo una crescita robusta in termini sia assoluti che relativi, sostenuta dai solidi fondamentali delle famiglie a reddito medio e alto, dai tassi bassi sui mutui contratti in passato e dalla spinta generale che deriva dall’intelligenza artificiale (IA) come tecnologia e per gli investimenti che comporta, compresi quelli in infrastrutture energetiche.
Lo stimolo fiscale varato lo scorso anno fornisce anch’esso sostegno. L’inflazione probabilmente resterà al di sopra del target della Fed ma, anche con un percorso accidentato, ci aspettiamo una sua tendenziale discesa nel corso dell’anno. Al di fuori degli Stati Uniti, molte economie appaiono più fragili perché mancano diversi di quei fattori che sostengono l’economia americana. La divergenza a livello globale nelle traiettorie di crescita e i trend di cambiamenti sul fronte delle politiche stanno creando significative opportunità con mercati meno correlati.
Hai parlato di crescita robusta e inflazione in calo. Quali rischi o fattori dirompenti potrebbero mettere in discussione queste prospettive?
Ci sono rischi significativi da tenere presente. Da inizio anno si sono già registrate considerevoli tensioni geopolitiche, gli sviluppi in Venezuela e sulla Groenlandia hanno colto di sorpresa i mercati e continuano ad alimentare incertezza. L’approccio di politica estera degli Stati Uniti è passato al centro dell’attenzione. C’è inoltre fondamentale incertezza sull’inflazione, che resta al di sopra del target delle banche centrali negli Stati Uniti e in altri Paesi come Giappone, Australia e Regno Unito.
Tutto questo implica che probabilmente proseguirà la differenziazione tra economie a livello globale e permarranno rischi legati all’inflazione. Queste dinamiche tuttavia creano anche opportunità di diversificazione globale per i gestori attivi, attraverso posizioni locali attentamente dimensionate o esposizioni valutarie selettive. Con un’adeguata gestione, queste posizioni possono contribuire non solo a determinare profili di rendimento interessanti ma anche potenziale di valida performance complessiva.
Quali sono le previsioni sul Dollaro nel contesto di allentamento monetario, pressioni fiscali e quadro globale in evoluzione per gli investimenti?
Il Dollaro è tra il valore equo e una lieve sopravvalutazione, pertanto manteniamo un modesto sottopeso sul biglietto verde. Con cicli sempre più asincroni a livello globale, posizionamenti basati sul valore relativo appaiono più convincenti. Valute locali e tassi al di fuori degli Stati Uniti continuano a offrire opportunità interessanti in termini di diversificazione e potenziale di rendimento.
Come sintetizzeresti il posizionamento della Strategia Income per il 2026?
RLa Strategia Income ha un posizionamento incentrato su resilienza e flessibilità, soprattutto considerando che segmenti del mercato, il credito societario e l’azionario in particolare, continuano a riflettere nelle valutazioni scenari ideali. Noi diamo priorità alla diversificazione e ci adoperiamo per mantenere alta la liquidità in modo da poter rispondere con rapidità in caso di movimenti di mercato particolarmente accentuati.
Questo implica mantenersi prudenti rispetto ad ambiti in cui gli spread non offrono adeguata remunerazione agli investitori a fronte della sensibilità al ciclo economico, conservare una chiara predilezione verso attivi di maggiore qualità e usare tutti gli strumenti del nostro armamentario a livello globale per puntare a rendimenti interessanti. Sui tassi, manteniamo un posizionamento di duration lievemente inferiore rispetto al benchmark obbligazionario aggregato ma focalizzato sulla porzione intermedia della curva (5–10 anni), che riteniamo offra un migliore bilanciamento tra rendimenti interessanti e flessibilità. Restiamo meno costruttivi sulla porzione della curva con scadenze molto a lungo termine. In termini geografici, abbiamo ampliato l’esposizione a Regno Unito, Australia e a determinati mercati emergenti (ME), tra cui Colombia, Sudafrica, Brasile e Messico.
Si tratta di allocazioni improntate alla prudenza ma volte a rafforzare sia i rendimenti che la diversificazione. L’irripidimento della curva dei rendimenti è stato uno dei temi sui quali abbiamo nutrito maggiore convinzione lo scorso anno e, con l’evolvere delle valutazioni, le scadenze più lunghe stanno cominciando ad apparire più interessanti. Ci aspettiamo che possano svolgere un ruolo maggiore nel 2026 con la continua evoluzione dell’insieme di opportunità.
Redazione
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