Intervista a Carla Scarano, Senior Portfolio Manager Azionario Globale, Anima

Dopo aver sovraperformato per 12 degli ultimi 13 anni, cosa vi aspettate dall’equity Usa per i prossimi anni?

Anche con i tassi di interesse in aumento, i mercati azionari americani salgono: uno dei motivi, crediamo, sia l’aumento delle attese sugli utili delle grandi aziende, che continuano a essere solidi.
In base alle aspettative del consensus, nel 2023 la crescita degli utili delle imprese sarà positiva di qualche punto percentuale. Ed escludendo il contributo del settore energetico si attesta nei dintorni del 5% per l’anno corrente.
Pertanto, ci aspettiamo che uno dei driver principali dei ritorni dell’azionario americano nel lungo periodo sia, ancora una volta, determinato dalla crescita degli utili aziendali: fintanto che le aziende americane riusciranno a registrare una crescita anche moderata dei profitti, i ritorni del listino saranno supportati.
Alcuni studi ipotizzano che la graduale diffusione dei progressi tecnologici guidati dall’IA dovrebbe dare una spinta alla produttività degli Stati Uniti. L’intelligenza artificiale riporterà il dominio del mercato azionario Usa?
Gli effetti dell’adozione diffusa dell’Intelligenza Artificiale potranno vedersi nel lungo periodo. La possibilità di avere sistemi sia hardware sia software in grado di svolgere una o più funzioni umane complesse può interessare diversi settori, da quello industriale a quello finanziario, a quello delle risorse energetiche a quello dei media e delle telecomunicazioni.
Se il timing rimane incerto e difficile da prevedere, trattandosi di tecnologie in rapido sviluppo, secondo la maggior parte degli analisti l’impatto sulla crescita economica rimane significativo per l’ammontare degli investimenti che verranno effettuati, che per questo influenzeranno positivamente la produttività di lungo periodo.
Una rapida accelerazione negli investimenti in AI è già visibile da parte di alcune società che forniscono software o hardware o anche semiconduttori che rendono possibile tale tecnologia: a livello macro, però, la portata di tale impatto non è ancora chiara, perché l’adozione non è ancora così diffusa.
Gli effetti dell’utilizzo del Personal Computer o del motore elettrico sulla produttività non sono stati visibili sulle grandezze macroeconomiche prima di vent’anni dal loro avvento, quando circa la metà delle aziende americane aveva già adottato tali tecnologie.
Per quanto riguarda il dominio del mercato azionario USA, grazie anche alla performance da inizio anno in termini borsistici, esso è già significativo: il peso che ricopre all’interno degli indici azionari mondiali rappresenta circa il 60% della capitalizzazione di borsa complessiva.
La presa del fenomeno dell’AI sarà senza dubbio anch’essa decisiva per supportare o meno il listino da qui in avanti, visto il grande peso nell’indice delle grandi aziende americane che sono collegate a tale tecnologia.
Redazione
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