a cura di Pinuccia Parini

Luca Bucelli è il country head di Tikehau Capital in Italia. La società, quotata all’Euronext di Parigi, è un gruppo di asset management alternativo europeo, presente in 11 paesi, dislocati in diversi continenti. Quando Luca Bucelli ha aperto il primo ufficio cinque anni fa a Milano, era praticamente solo. Oggi con lui ci sono 12 persone che lavorano in un nuovo e più grande spazio.

Tikehau è stata fondata nel 2004 da Mathieu Chabran e Antoine Flamarion, che avevano a disposizione 4 milioni di euro raccolti da risparmi personali, amici e parenti. L’attività è cresciuta negli anni fino agli attuali 25,8 miliardi di euro di masse gestite. Vi considerate ancora una boutique degli investimenti alternativi?

«Direi che siamo diventati un po’ troppo grandi per essere considerati una boutique, nonostante le nostre dimensioni siano più contenute rispetto a quelle dei nostri omologhi negli Stati Uniti. Siamo un player che è sicuramente caratterizzato dalla sua presenza capillare sui mercati europei, con 3 miliardi di euro di capitale proprio e una piattaforma a livello internazionale. Abbiamo la giusta dimensione per considerarci un attore di rilievo con un profilo pan-europeo».

 Come è caratterizzata la vostra presenza in Italia?

«In questi cinque anni abbiamo chiuso circa 20 operazioni di debito, real estate e private equity e abbiamo raccolto forte interesse da parte di oltre 60 investitori istituzionali. E poi c’è stata la partnership con Fideuram per offrire ai clienti Hnwi della rete Fideuram e Intesa San Paolo Private Banking soluzioni di investimento nei mercati privati con il fondo Fai-Mercati Privati Europei. Al nostro interno abbiamo capacità e know how che ci permettono di offrire valore aggiunto nelle decisioni di investimento, grazie alla specializzazione nelle nostre quattro asset class di competenza: private debt, real-estate, private equity e strategie liquide, bilanciando il rapporto rischio/rendimento a lungo termine». 

 Che cosa offrite in termini di competenze?

«Siamo stati innovatori nel finanziamento alternativo in Europa. I nostri team di debito privato sono in grado di strutturare e partecipare ad accordi di finanziamento, con particolare attenzione alle Pmi. Investiamo soprattutto in immobili commerciali europei, alla ricerca di rendimenti più elevati attraverso una gestione patrimoniale attiva. Ci rivolgiamo a società private con un elevato potenziale di crescita e le aiutiamo a realizzare i loro obiettivi, fornendo loro capitale. Facciamo tutto ciò con forte convincimento, perché seguiamo le aziende da anni, le conosciamo e vi investiamo anche il nostro capitale».

 E come rispondete alle esigenze dei vostri investitori?

«Abbiamo molte soluzioni di investimento, e possiamo anche offrire opportunità su misura».

 Che cosa vuole dire esattamente?

«Facciamo un esempio molto concreto. L’accordo di partnership con Fideuram Investimenti per la gestione del fondo Fai-Mercati Privati Europei è stato per noi un risultato estremamente importante. Innanzitutto essere stati scelti da Fideuram ci riempie di orgoglio, sia per il prestigio della società, sia per il lungo e meticoloso processo di due diligence cui siamo stati sottoposti e che abbiamo superato. Abbiamo recepito le loro linee guida, finalizzate a soddisfare le esigenze dei loro clienti. Abbiamo prestato particolare attenzione alla diversificazione del prodotto, sia in termini di asset class, sia di esposizione geografica. Quest’ultimo fondo della piattaforma Fai si concentra sui mercati europei, dove crediamo ci siano margini di miglioramento ed efficientamento nella gestione delle aziende, nei canali di finanziamento e di raccolta del capitale. Su queste premesse abbiamo articolato le nostre strategie. Fai-Mercati Privati Europei è un fondo chiuso della durata di nove anni, multi-asset, diversificato e fully paid-in (con un solo tiraggio, gestendo la cassa e investendola gradualmente), che investe in debito privato, private equity, real estate e in special opportunities».

Che cosa intende per special opportunity?

«Significa investire in credito, primario e secondario, in condizioni di mercato speciali, cioè difficili, proprio come può essere l’emergenza coronavirus. Quando si disegna un prodotto della durata di nove anni e si investe il capitale nei primi quattro-cinque, è probabile che si debbano affrontare periodi di volatilità. Proprio per contenere l’impatto di un aumento della volatilità è opportuno all’interno delle asset class fare alcune scelte anticicliche per proteggere il portafoglio».

A proposito di volatilità che ritorna sui mercati, ritiene che gli investimenti nei mercati privati, in un’ottica di diversificazione del portafoglio, possano offrire una valida soluzione?

«L’esperienza passata lo insegna. Quando la volatilità sale, le vendite sui mercati aumentano, spesso in modo indiscriminato e distruggendo valore. Avere un prodotto che ha modo e tempo di operare le proprie scelte di investimento e portarle a termine, senza che gli eventi del momento possano condizionarne le decisioni strategiche, è un vantaggio per raggiungere gli obiettivi di lungo periodo».


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Pinuccia Parini

Dopo una lunga carriera in ambito finanziario sul lato, sia del sell side, sia del buy side, sono approdata a Fondi&Sicav