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	<title>asia Archivi - Fondi e Sicav</title>
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	<description>Conoscere per investire al meglio</description>
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	<title>asia Archivi - Fondi e Sicav</title>
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		<title>Temporaneo cessate il fuoco tra Usa e Iran: cosa succederà sui mercati?</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/temporaneo-cessate-il-fuoco-tra-usa-e-iran-cosa-succedera-sui-mercati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 08:00:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Aberdeen Investments]]></category>
		<category><![CDATA[asia]]></category>
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		<category><![CDATA[petrolio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli investitori sono pronti a scommettere su un rimbalzo guidato dall’Asia. Michael Langham e Ray Sharma-Ong, Aberdeen Investments</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/temporaneo-cessate-il-fuoco-tra-usa-e-iran-cosa-succedera-sui-mercati/">Temporaneo cessate il fuoco tra Usa e Iran: cosa succederà sui mercati?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="v1elementToProof"><b>Michael Langham, Emerging Markets Economist di Aberdeen Investments</b> e <b>Ray Sharma-Ong, Deputy Global Head of Multi-Asset Bespoke Solutions di <a href="https://www.linkedin.com/company/aberdeen-group-plc/posts/?feedView=all" target="_blank" rel="noopener">Aberdeen Investments</a></b><b></b></h2>
<div></div>
<div class="v1elementToProof"><b><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-87707 size-full" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2020/01/usa-iran.jpg" alt="" width="4288" height="2412" srcset="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2020/01/usa-iran.jpg 4288w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2020/01/usa-iran-300x169.jpg 300w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2020/01/usa-iran-1024x576.jpg 1024w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2020/01/usa-iran-696x392.jpg 696w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2020/01/usa-iran-1392x783.jpg 1392w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2020/01/usa-iran-1068x601.jpg 1068w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2020/01/usa-iran-2136x1202.jpg 2136w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2020/01/usa-iran-747x420.jpg 747w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2020/01/usa-iran-1493x840.jpg 1493w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2020/01/usa-iran-1920x1080.jpg 1920w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2020/01/usa-iran-3840x2160.jpg 3840w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2020/01/usa-iran-uai-900x506.jpg 900w" sizes="(max-width: 4288px) 100vw, 4288px" /> </b></div>
<div class="v1elementToProof"><b> </b></div>
<h1 class="v1elementToProof"><b><i>Michael Langham, Emerging Markets Economist di Aberdeen Investments</i></b><i>, illustra il suo outlook sull&#8217;economia dopo l&#8217;annuncio del cessate il fuoco tra <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/USA">Stati Uniti</a> e <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/iran">Iran</a></i></h1>
<div class="v1elementToProof"></div>
<div>
<figure id="attachment_128137" aria-describedby="caption-attachment-128137" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-128137" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/08/Michael-Langham_abrdn-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /><figcaption id="caption-attachment-128137" class="wp-caption-text">Michael Langham</figcaption></figure>
</div>
<div class="v1elementToProof">La nostra prima impressione è che questo segni un passo indietro da parte dell&#8217;amministrazione Trump e, in parte, del regime iraniano. Un fragile cessate il fuoco potrebbe reggere, visti i costi economici derivanti dal protrarsi del conflitto, non solo per i paesi coinvolti, ma anche per l&#8217;economia globale.</div>
<div></div>
<div class="v1elementToProof">Riteniamo che le parti interessate a porre fine al conflitto e a riaprire lo stretto intensificheranno gli sforzi per trovare un compromesso che soddisfi Stati Uniti, Israele e Iran.</div>
<div class="v1elementToProof"></div>
<div class="v1elementToProof">Tuttavia, la durata di un cessate il fuoco e di qualsiasi accordo condizionato che ne seguirà sarà discutibile. Siamo scettici sul fatto che gli Stati Uniti o Israele accetteranno le 10 condizioni proposte dall&#8217;Iran, non da ultimo perché è improbabile che gli Usa mettano fine alla loro presenza militare nel Golfo e non è chiaro chi pagherà per la ricostruzione dell&#8217;Iran. Inoltre, la mancanza di dettagli sulle modalità con cui l&#8217;Iran garantirà di non portare avanti l&#8217;arricchimento dell&#8217;uranio solleva dubbi sul rispetto delle condizioni israeliane. Pertanto, segnaliamo che i fattori di rischio residui rimarranno elevati nelle prossime due settimane, fornendo un certo sostegno ai prezzi globali del petrolio.</div>
<div class="v1elementToProof"></div>
<h4 class="v1elementToProof"><b>Se la tregua di due settimane dovesse reggere e si raggiungesse un compromesso che consentisse la riapertura dello stretto, lo shock economico globale derivante da questo conflitto risulterebbe gestibile.</b> Lo considereremmo uno shock temporaneo sui livelli dei prezzi che, in alcune economie, potrebbe non ripercuotersi sui consumatori o sulle imprese. In tal caso, le banche centrali potrebbero sostanzialmente riprendere il percorso intrapreso prima del conflitto. Anzi, se i prezzi delle materie prime tornassero rapidamente alla normalità, l&#8217;attenzione potrebbe concentrarsi maggiormente sull&#8217;impatto in termini di crescita.</h4>
<div></div>
<div class="v1elementToProof">Le implicazioni a più lungo termine di questo conflitto saranno un aumento della spesa globale per la difesa e la sicurezza energetica, in particolare nella regione MENA (Medio Oriente e Nord Africa) e in <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/Asia">Asia.</a> Ridurre la dipendenza dallo stretto sarà una priorità per il Consiglio di cooperazione del Golfo (GCC), ma ciò indebolirà anche la posizione degli Stati Uniti nella regione come garante della sicurezza. In definitiva, l&#8217;attenzione verso la spesa per le esigenze interne e la riduzione dei risparmi convogliati all&#8217;estero potrebbe trasferire l&#8217;asse della crescita da Stati Uniti verso Asia, Europa e GCC.</div>
<div class="v1elementToProof"><b> </b></div>
<h1 class="v1elementToProof"><b><i>Ray Sharma-Ong</i></b><i>, Deputy Global Head of Multi-Asset Bespoke Solutions di Aberdeen Investments, illustra le implicazioni per i mercati</i></h1>
<div class="v1elementToProof"><b> </b></div>
<figure id="attachment_178162" aria-describedby="caption-attachment-178162" style="width: 169px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-178162" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/09/Ray-Sharma-Ong_1080-x-1920-169x300.jpg" alt="" width="169" height="300" srcset="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/09/Ray-Sharma-Ong_1080-x-1920-169x300.jpg 169w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/09/Ray-Sharma-Ong_1080-x-1920-576x1024.jpg 576w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/09/Ray-Sharma-Ong_1080-x-1920-864x1536.jpg 864w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/09/Ray-Sharma-Ong_1080-x-1920-350x622.jpg 350w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/09/Ray-Sharma-Ong_1080-x-1920.jpg 1080w" sizes="(max-width: 169px) 100vw, 169px" /><figcaption id="caption-attachment-178162" class="wp-caption-text">Ray Sharma Ong</figcaption></figure>
<h2 class="v1elementToProof"><b>I mercati non hanno bisogno di certezze assolute per riprendersi</b></h2>
<div class="v1elementToProof">Per i mercati, un cessate il fuoco riduce in modo significativo il rischio di escalation nel breve termine. Questa riduzione del rischio estremo è spesso sufficiente a innescare una rapida rivalutazione dei prezzi, anche se le incertezze di lungo periodo persistono.<br />
Non è necessario guardare lontano per trovare un precedente. Il 9 aprile 2025, l&#8217;S&amp;P 500 è salito del +9,5% in una sola seduta dopo che Trump ha annunciato una pausa di 90 giorni sui dazi reciproci introdotti il 2 aprile 2025. In quel momento, così come nella situazione attuale, rimanevano diverse incertezze rilevanti. Tuttavia, la rimozione del rischio di ribasso estremo è stata sufficiente a innescare un forte rimbalzo. Nei mesi successivi, i mercati hanno superato i massimi precedenti.</div>
<div class="v1elementToProof"></div>
<h2 class="v1elementToProof"><b>Prevediamo che il rally di sollievo nell&#8217;Asia settentrionale sarà il più forte</b></h2>
<div></div>
<div class="v1elementToProof">L&#8217;attenzione tornerà a concentrarsi sui fondamentali, e saranno proprio questi ultimi, più che la geopolitica, a guidare i mercati qualora il premio per il rischio geopolitico dovesse attenuarsi.</div>
<div class="v1elementToProof">Prevediamo che il rally sarà più forte nei mercati che sono stati colpiti più duramente dallo shock petrolifero e dall&#8217;aumento dell&#8217;avversione al rischio. I mercati azionari asiatici più importatori di <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/petrolio">petrolio,</a> in particolare Corea, Taiwan e Giappone, dovrebbero registrare il rimbalzo più rapido. Questi mercati sono più esposti alle oscillazioni dei prezzi dell&#8217;energia e al sentiment di rischio globale.</div>
<div class="v1elementToProof"></div>
<h2 class="v1elementToProof"><b>Il petrolio è destinato a mantenersi su livelli elevati anche dopo una de-escalation</b></h2>
<div></div>
<div class="v1elementToProof">Ci aspettiamo che i prezzi del petrolio scendano rispetto ai livelli attuali, caratterizzati da forte tensione, purché il cessate il fuoco tenga e i flussi attraverso lo Stretto di Hormuz siano consentiti. Tuttavia, non prevediamo un ritorno ai livelli pre-conflitto. Le interruzioni fisiche e logistiche non scompariranno dall&#8217;oggi al domani. Inoltre, costi di trasporto più elevati, assicurazioni contro il rischio di guerra, ritardi, congestione, inefficienze legate al reindirizzamento delle rotte, accumulo precauzionale di scorte e il premio per il rischio geopolitico manterranno il petrolio su livelli superiori rispetto al passato ancora per qualche tempo.</div>
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			</item>
		<item>
		<title>Asia: perché lo Stretto di Hormuz è importante per il continente</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/asia-stretto-hormuz/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 11:10:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[AllianzGI]]></category>
		<category><![CDATA[asia]]></category>
		<category><![CDATA[Hormuz]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La chiusura dello Stretto di Hormuz rappresenta uno dei principali rischi esterni per l'Asia. Christiaan Tuntono, Senior Economist, Asia Pacific, AllianzGI</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/asia-stretto-hormuz/">Asia: perché lo Stretto di Hormuz è importante per il continente</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Asia: la chiusura dello Stretto di Hormuz rappresenta uno dei principali rischi esterni per il continente. Christiaan Tuntono, Senior Economist, Asia Pacific, <a href="https://www.linkedin.com/company/allianz-global-investors/?originalSubdomain=it" target="_blank" rel="noopener">AllianzGI</a></em></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-182551 aligncenter" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2026/03/Iran2-1.jpg" alt="" width="1422" height="800" srcset="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2026/03/Iran2-1.jpg 1422w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2026/03/Iran2-1-300x169.jpg 300w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2026/03/Iran2-1-1024x576.jpg 1024w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2026/03/Iran2-1-350x197.jpg 350w" sizes="(max-width: 1422px) 100vw, 1422px" /></p>
<p>Anche se l&#8217;impatto iniziale si è tradotto in un aumento dei prezzi di petrolio e gas naturale liquefatto (GNL), la vera criticità risiede nella durata dell&#8217;interruzione.</p>
<p>Una chiusura prolungata colpirebbe l&#8217;Asia attraverso tre canali principali: (1) rischi di approvvigionamento, (2) peggioramento delle ragioni di scambio e (3) pressioni inflazionistiche.</p>
<h2>Interruzione degli approvvigionamenti: il rischio più immediato.</h2>
<p>L&#8217;Asia dipende in misura rilevante dal Medio Oriente sia per il petrolio greggio sia per il GNL. Filippine e India risultano particolarmente vulnerabili a causa delle scorte limitate e dell&#8217;elevata dipendenza dalle importazioni. Singapore, Thailandia e Taiwan presentano invece il rischio più alto sul fronte della produzione elettrica, poiché fanno grande affidamento sul GNL per generare energia. Anche in presenza di una certa diversificazione delle fonti, una chiusura prolungata dello Stretto di Hormuz eserciterebbe comunque una pressione significativa sull&#8217;intero sistema energetico.</p>
<h2>Ragioni di scambio: l&#8217;ampliarsi dei deficit indebolisce i saldi con l&#8217;estero.</h2>
<p>I Paesi più esposti sono Thailandia, Corea del Sud, India e Taiwan, tutti caratterizzati da consistenti deficit commerciali su petrolio greggio e GNL (tra il 3% e il 5,5% del PIL). L&#8217;India appare particolarmente vulnerabile per via di un disavanzo delle partite correnti intorno all&#8217;1% del PIL, mentre la Thailandia risulta esposta perché il suo importante deficit commerciale su petrolio e GNL (-5,5% del PIL) si combina con un avanzo delle partite correnti relativamente contenuto (2–3% del PIL). Tra i possibili beneficiari figurano Malesia e Australia, i cui surplus netti di GNL sono in grado di compensare i deficit legati al petrolio greggio.</p>
<h2>Rischio inflazione: aumento delle pressioni sui costi, trasmissione disomogenea.</h2>
<p>La sensibilità all&#8217;inflazione varia notevolmente in Asia. Filippine e Thailandia sono tra i Paesi più sensibili all&#8217;aumento dei prezzi del petrolio: un incremento del 10% del prezzo del greggio potrebbe far salire gli indici dei prezzi al consumo (CPI) rispettivamente di 0,8 e 0,5 punti percentuali. Indonesia e Malesia sono più protette, nonostante l&#8217;elevata incidenza dell&#8217;energia nei loro panieri CPI, poiché sussidi e prezzi amministrati rallentano il trasferimento degli aumenti dal mercato globale a quello nazionale.</p>
<p>L&#8217;esposizione dell&#8217;Asia varia significativamente tra i tre canali, così come variano le possibili implicazioni per crescita, valute e politiche monetarie. Al momento, manteniamo una visione costruttiva ma cauta sulle azioni asiatiche, in attesa della riapertura dello Stretto di Hormuz. Restiamo inoltre costruttivi sulle valute e sul reddito fisso asiatico, anche alla luce della nostra visione strutturalmente ribassista sul dollaro statunitense.</p>
<p>Con la crescita in rallentamento, l&#8217;inflazione più sostenuta e le valute sotto pressione, le banche centrali asiatiche si trovano di fronte a un trade-off complesso. Prevediamo, quindi, che quest&#8217;anno solo le banche centrali di Cina, Filippine e Indonesia taglieranno i tassi, mentre le altre probabilmente li manterranno invariati o li aumenteranno.</p>
<p>Riteniamo che l&#8217;Asia sia in grado di assorbire una volatilità temporanea nei mercati di petrolio e gas. Ciò che davvero influisce sulle catene di approvvigionamento, sull&#8217;inflazione, sulle valute e sulle decisioni di politica monetaria è per quanto tempo lo Stretto di Hormuz resterà bloccato. Uno shock di breve termine è gestibile, mentre uno prolungato diventa un evento macroeconomico di ampia portata.</p>
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		<item>
		<title>Come l&#8217;Asia sta alimentando l&#8217;era dell&#8217;IA</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/asia-ia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 11:30:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[AI]]></category>
		<category><![CDATA[asia]]></category>
		<category><![CDATA[GAM]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La regione è diventata parte integrante dell'ecosistema globale dell'IA, grazie alle competenze di livello mondiale. Ygal Sebban, Investment Director Azionario Mercati Emergenti di GAM</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/asia-ia/">Come l&#8217;Asia sta alimentando l&#8217;era dell&#8217;IA</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>L&#8217;Asia è diventata parte integrante dell&#8217;ecosistema globale dell&#8217;IA, grazie alle competenze di livello mondiale. Ygal Sebban, Investment Director Azionario Mercati Emergenti di <a href="https://www.linkedin.com/company/gam-italia/?originalSubdomain=it" target="_blank" rel="noopener">GAM</a></em></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-179960 aligncenter" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/11/AI.jpg" alt="consulenza" width="906" height="696" srcset="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/11/AI.jpg 906w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/11/AI-300x230.jpg 300w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/11/AI-350x269.jpg 350w" sizes="(max-width: 906px) 100vw, 906px" /></p>
<p>L&#8217;influenza della tecnologia dei mercati emergenti si riflette sempre più nella rappresentanza di mercato. Il settore tecnologico dei mercati emergenti rappresenta ora il 29% dell&#8217;indice MSCI EM, in aumento rispetto al 21% di metà 2023 e al 14% del 2018, superando persino la ponderazione tecnologica dell&#8217;indice MSCI World (26,5%). I principali leader dell&#8217;hardware a monte &#8211; TSMC, SK Hynix e Samsung Electronics &#8211; rappresentano insieme quasi il 20% dell&#8217;indice dei mercati emergenti.</p>
<h2>Dai chip generici al silicio specifico per applicazioni</h2>
<p>L&#8217;intelligenza artificiale sta accelerando il passaggio dai semiconduttori generici (chip) ai circuiti integrati specifici per applicazioni (ASIC). I modelli Gemini 3 di Google, alimentati esclusivamente da TPU (unità di elaborazione tensoriale) interne anziché da GPU (unità di elaborazione grafica) Nvidia, illustrano questa tendenza. L&#8217;Asia ospita i principali sviluppatori di ASIC.</p>
<h2>Architettura piuttosto che transistor</h2>
<p>Per decenni, il progresso dei semiconduttori è stato guidato da un principio fondamentale: inserire più transistor in un chip significava ottenere prestazioni migliori. Man mano che i chip sono diventati più piccoli, misurati in nanometri, e più densamente compatti, la potenza di elaborazione è aumentata. Le prestazioni dipendono sempre più dall&#8217;integrazione avanzata della memoria e dal packaging eterogeneo.</p>
<h2>Rafforzamento della narrativa del &#8220;super ciclo&#8221; della memoria</h2>
<p>Siamo stati ottimisti sulla memoria dalla metà del 2023), ma le prospettive sono migliorate significativamente dalla fine del 2025. La convinzione del mercato in un &#8220;super ciclo&#8221; della memoria si è rafforzata. Due sviluppi chiave stanno rafforzando questa narrativa: la domanda di memoria su ampia scala e la memoria come nuovo collo di bottiglia. Il passaggio dei carichi di lavoro dell&#8217;IA verso inferenze di contesto più lunghe ha rafforzato il fatto che la memoria, e non la potenza di calcolo, sta diventando sempre più il fattore limitante delle prestazioni del sistema.</p>
<h2>AI applicativa e AI fisica</h2>
<p>Un anno fa, abbiamo sottolineato come l&#8217;attenzione degli investitori nel settore tecnologico si fosse spostata dai segmenti a monte verso l&#8217;hardware a metà filiera. I risultati dei primi mesi del 2026 suggeriscono ora che questo slancio si sta spostando ancora più a valle, verso l&#8217;AI applicativa basata sul software e il settore in rapida espansione dell&#8217;AI nel mondo fisico. Al CES, diverse grandi aziende tecnologiche hanno presentato nuove suite di robotica.</p>
<h2>I rischi</h2>
<p>Ci sono molte preoccupazioni riguardo al profilo di rendimento e alle potenziali caratteristiche di bolla della GenAI. Un rapporto del MIT del luglio 2025 ha stimato che circa il 95% dei progetti GenAI sta fallendo, mentre le valutazioni in alcune parti dell&#8217;ecosistema tecnologico continuano a sembrare impegnative. Allo stesso tempo, la carenza di memoria sta mettendo sotto pressione i produttori industriali e di elettronica di consumo, in particolare i produttori di PC e telefoni cellulari, a causa della limitata offerta e dell&#8217;aumento dei prezzi dei componenti, con effetti negativi sia sui volumi che sui margini.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Mercati: riflettori su industria Usa, lavoro UK e dati dall’Asia</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/mercati-riflettori-su-industria-usa-lavoro-uk-e-dati-dallasia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 09:30:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[AllianzGI]]></category>
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		<category><![CDATA[Regno Unito]]></category>
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		<category><![CDATA[Usa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.fondiesicav.it/?p=182927</guid>

					<description><![CDATA[<p>Questa settimana, oltre alle riunioni delle banche centrali, si avrà la pubblicazione dei dati economici di quattro Paesi. Shepley, Allianz Global Investors  </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/mercati-riflettori-su-industria-usa-lavoro-uk-e-dati-dallasia/">Mercati: riflettori su industria Usa, lavoro UK e dati dall’Asia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2><b>Sean Shepley, Senior Economist di <a href="https://www.linkedin.com/company/allianz-global-investors/posts/?feedView=all" target="_blank" rel="noopener">Allianz Global Investors</a></b></h2>
<p>&nbsp;</p>
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<p class="v1Default">Questa settimana, oltre alle riunioni delle <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/banche-centrali">banche centrali</a>, si avrà la pubblicazione dei dati economici di quattro Paesi.</p>
<p class="v1Default">Negli Stati Uniti, il momentum industriale si è rafforzato all’inizio del 2 2 , e sembra ora probabile un assestamento, con un modesto aumento dell’attività industriale previsto a febbraio. Di recente, anche l&#8217;inflazione dei prezzi alla produzione (PPI) è aumentata, con un altro importante contributo alla misura dell’inflazione target della Fed della prossima settimana. La Fed di Filadelfia pubblicherà il consueto sondaggio mensile.</p>
<p class="v1Default">Nell’Eurozona, i dati in uscita hanno minori probabilità di influenzare i mercati: ai dati sulla bilancia commerciale di gennaio si accompagnerà la pubblicazione finale dell’indice armonizzato dei prezzi al consumo (HICP) di febbraio.</p>
<p class="v1Default">Nel Regno Unito, il giorno prima della riunione della BoE saranno resi noti i dati sul mercato del lavoro, che resta in uno stato di persistente debolezza, con solo lievi segnali dai sondaggi circa una stabilizzazione del tasso di deterioramento.</p>
<p class="v1Default">Infine, il Giappone pubblicherà i dati sulla produzione industriale e sul commercio estero.</p>
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		<title>Asia: il premio al rischio aumenta se la guerra si prolunga</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/asia-premio-rischio-guerra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Mar 2026 10:10:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[asia]]></category>
		<category><![CDATA[dollaro]]></category>
		<category><![CDATA[julius baer]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La combinazione di prezzi del petrolio più elevati e forza del dollaro USA non è ideale per molte economie asiatiche. Magdalene Teo, Fixed Income Analyst Asia, Julius Baer</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Asia: il premio al rischio aumenta se la guerra si prolunga. La combinazione di prezzi del petrolio più elevati e forza del dollaro USA non è ideale per molte economie asiatiche. Magdalene Teo, Fixed Income Analyst Asia, <a href="https://www.linkedin.com/company/julius-baer/" target="_blank" rel="noopener">Julius Baer</a></em></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-118371 aligncenter" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2022/07/Asia_mare.jpg" alt="" width="700" height="420" srcset="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2022/07/Asia_mare.jpg 700w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2022/07/Asia_mare-300x180.jpg 300w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2022/07/Asia_mare-150x90.jpg 150w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2022/07/Asia_mare-696x418.jpg 696w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>La geopolitica ha nuovamente colpito i mercati emergenti, con un aumento dei premi per il rischio dovuto all&#8217;incertezza sulla direzione e sulla durata della guerra in Medio Oriente. Gli spread dei CDS asiatici sono aumentati, poiché qualsiasi interruzione prolungata delle rotte di navigazione globali potrebbe aggravare problemi come l&#8217;inflazione e portare a un inasprimento delle condizioni finanziarie.</p>
<p>Giappone, Cina, Singapore, Thailandia, Filippine e India sono importatori netti di petrolio e potrebbero registrare un aumento dell&#8217;inflazione e un impatto sulla crescita se la guerra si prolunga. Gli effetti di ricaduta possono derivare dai deflussi di liquidità di alcuni Paesi e società in modalità di avversione al rischio. Gli investitori dovrebbero posizionarsi su emittenti di alta qualità in grado di resistere alla volatilità.</p>
<p>Con l&#8217;aumento della febbre a livello globale a causa della guerra in Medio Oriente, le obbligazioni dei mercati emergenti, inclusa l&#8217;Asia, stanno iniziando a risentirne con impatti differenti. Una guerra prolungata colpirebbe direttamente i Paesi del Medio Oriente. Gli Stati Uniti hanno appena dichiarato che intendono assicurare e scortare le petroliere in transito attraverso lo Stretto di Hormuz.</p>
<p>Il traffico rimane tuttavia fermo nello Stretto di Hormuz ed è discutibile che ciò sia sufficiente a calmare il mercato. I credit default spread (CDS) a 5 anni per Arabia Saudita, Dubai e Bahrain sono aumentati rispettivamente di 7,5 punti base, 4 punti base e 9 punti base in una settimana (al 3 marzo alla chiusura del mercato).</p>
<p>In Asia, un&#8217;interruzione nello Stretto di Hormuz avrebbe effetti disomogenei sui Paesi asiatici a seconda dell&#8217;esposizione al commercio, della dipendenza dal petrolio importato (mesi di buffer) e del finanziamento. In particolare per il Giappone, il Paese si rifornisce di quasi tutto il proprio petrolio greggio dal Medio Oriente e prezzi del petrolio più elevati potrebbero avere un impatto negativo sull&#8217;inflazione e portare a un aumento della spesa fiscale.</p>
<h2>CDS del Giappone</h2>
<p>I movimenti dei CDS del Giappone sono stati contenuti, poiché i titoli di Stato giapponesi (JGB) mostrano una minore sensibilità a prezzi del petrolio più alti grazie allo status di bene rifugio del Paese, per ora. L&#8217;India, importatore netto di petrolio, ha visto il CDS a 5 anni aumentare di 6,6 punti base in una settimana, data l&#8217;elevata dipendenza dal petrolio importato e il rischio di un ampliamento del deficit delle partite correnti e di un aumento dell&#8217;inflazione se il rialzo dei prezzi del petrolio dovesse protrarsi.</p>
<h2>Cina</h2>
<p>Sebbene anche la Cina sia un importatore netto, con il Medio Oriente che rappresenta circa il 42% delle importazioni totali di petrolio del Paese e con la quota maggiore di greggio trasportato attraverso Hormuz, al momento vi sono limitati effetti di contagio, dato il contesto disinflazionistico, la debole domanda e le forniture energetiche alternative; ciò spiega il più contenuto aumento di 2,7 punti base del CDS a 5 anni in una settimana.</p>
<h2>Sud-Est asiatico</h2>
<p>I Paesi del Sud-Est asiatico a beta più elevato, come Thailandia, Filippine, Malesia e Indonesia, hanno registrato un aumento di 4–6 punti base nei CDS a 5 anni in una settimana, per i timori legati all&#8217;aumento dei costi energetici nonché ai possibili deflussi di liquidità qualora le condizioni finanziarie si irrigidissero ulteriormente. Per la Malesia, prezzi del petrolio più elevati favoriscono la compagnia petrolifera nazionale, dato che il Paese è esportatore di energia, ma il maggiore contributo alle entrate statali è compensato dall&#8217;aumento dei costi dei prodotti raffinati importati.</p>
<p>Il CDS a 5 anni di Singapore si è mosso appena, nonostante la dipendenza dal petrolio importato (importa quasi tutto il proprio fabbisogno energetico), grazie alle caratteristiche di bene rifugio del dollaro di Singapore (SGD). L&#8217;inflazione a Singapore rimane persistente e un aumento sostenuto dei prezzi del petrolio eserciterebbe pressioni sull&#8217;inflazione complessiva e comporterebbe costi più elevati per imprese e consumatori.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>L’Iran ridisegna gli equilibri finanziari</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/liran-ridisegna-gli-equilibri-finanziari-in-che-modo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 09:00:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[asia]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
		<category><![CDATA[PGIM]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalla guerra alla determinazione dei prezzi. I mercati stanno prezzando l’incertezza. L'analisi di Daleep Singh, Chief Global Economist di PGIM</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="v1MsoNormal"><b>Daleep Singh, Chief Global Economist di <a href="https://www.linkedin.com/company/pgim/" target="_blank" rel="noopener">PGIM</a></b></h2>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-181750 size-full" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2026/02/mondo3.jpg" alt="" width="1422" height="800" srcset="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2026/02/mondo3.jpg 1422w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2026/02/mondo3-300x169.jpg 300w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2026/02/mondo3-1024x576.jpg 1024w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2026/02/mondo3-350x197.jpg 350w" sizes="(max-width: 1422px) 100vw, 1422px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 class="v1MsoNormal">È ancora presto e molto rimane sconosciuto. Ma è accaduto abbastanza per delineare i contorni del rischio – e la forma della distribuzione – che la geopolitica e i mercati dovranno affrontare all&#8217;indomani della guerra in <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/iran">Iran.</a></h2>
<figure id="attachment_123972" aria-describedby="caption-attachment-123972" style="width: 240px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-123972" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/03/Daleep_Singh_PGIM-240x300.jpg" alt="" width="240" height="300" srcset="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/03/Daleep_Singh_PGIM-240x300.jpg 240w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/03/Daleep_Singh_PGIM-819x1024.jpg 819w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/03/Daleep_Singh_PGIM-150x188.jpg 150w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/03/Daleep_Singh_PGIM-300x375.jpg 300w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/03/Daleep_Singh_PGIM-696x870.jpg 696w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/03/Daleep_Singh_PGIM-1068x1335.jpg 1068w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/03/Daleep_Singh_PGIM-336x420.jpg 336w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/03/Daleep_Singh_PGIM.jpg 1200w" sizes="(max-width: 240px) 100vw, 240px" /><figcaption id="caption-attachment-123972" class="wp-caption-text">Daleep Singh</figcaption></figure>
<p class="v1MsoNormal"><b>1/</b> Gli Stati Uniti e Israele hanno adottato una strategia massimalista con un attacco mirato ad alto rischio e alto rendimento. Dal punto di vista tattico, sembra aver avuto grande successo. Secondo quanto riferito, quasi cinquanta membri dell&#8217;alta dirigenza iraniana, compreso la Guida Suprema, sono stati uccisi o resi inoffensivi nella prima ondata. Qualunque cosa accada in seguito, non ci dovrebbero essere dubbi sulla schiacciante superiorità delle capacità di intelligence, sorveglianza e attacco degli Stati Uniti e di <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/israele">Israele.</a></p>
<p class="v1MsoNormal"><b>2/</b> Dal punto di vista strategico, tuttavia, ci troviamo in un vuoto. Abbiamo sentito formulazioni contrastanti sul risultato finale desiderato. Si tratta di un cambio di regime? Di creare le condizioni per un cambio di regime? O di indebolire ulteriormente le capacità nucleari e la catena di approvvigionamento delle munizioni dell&#8217;Iran? Si tratta di obiettivi molto diversi tra loro, con strategie di uscita molto diverse e implicazioni strategiche e finanziarie molto diverse. Se l&#8217;obiettivo si colloca all&#8217;estremità più ambiziosa di questo spettro, mi annovero tra coloro che sono scettici sul fatto che un cambio di regime possa essere ottenuto attraverso una campagna aerea, per quanto spettacolare, di durata limitata.</p>
<p class="v1MsoNormal"><b>3/</b> In questo contesto, tutto ciò che possiamo affermare con certezza è che le fasce di incertezza si sono ampliate notevolmente per entrambe le estremità della distribuzione di probabilità. La gamma di risultati plausibili si è ampliata fino a includere sia la possibilità di una risoluzione eccezionalmente costruttiva sia quella di una risoluzione altamente distruttiva. Ai mercati viene chiesto di prezzare una serie di scenari molto più ampia, con pochissime informazioni affidabili sulla probabilità di ciascuno di essi o sul percorso intermedio.</p>
<h3 class="v1MsoNormal">Il fattore determinante è se l&#8217;Iran riuscirà a trasformare un conflitto localizzato in uno shock sistemico, interrompendo i flussi fisici di energia o espandendo il conflitto orizzontalmente attraverso proxy, operazioni informatiche o attacchi alle infrastrutture regionali.</h3>
<p class="v1MsoNormal"><b>4/</b> Per essere chiari, lo scenario positivo – una sorta di &#8220;rinascita persiana&#8221; – sarebbe senza precedenti. L&#8217;Iran potrebbe essere sul punto di sostituire un regime brutalmente repressivo che ha terrorizzato il proprio popolo e destabilizzato la regione per quasi mezzo secolo. I vantaggi sarebbero enormi: aiuti umanitari per il popolo iraniano, una significativa riduzione del rischio di conflitti regionali e un sostanziale ridisegno della mappa strategica globale. L&#8217;eliminazione dell&#8217;Iran come forza destabilizzante consentirebbe agli Stati Uniti di concentrare le risorse sull&#8217;Asia, la loro principale sfida strategica a lungo termine, consolidando ulteriormente il controllo sull&#8217;approvvigionamento energetico globale. Gli Stati Uniti, il Canada, il Messico, il Venezuela e l&#8217;Iran rappresentano insieme circa un terzo della produzione mondiale di petrolio e una quota ancora maggiore della capacità di riserva e delle riserve. Per quanto riguarda i mercati, è importante sottolineare che questo risultato era difficilmente ipotizzabile solo una settimana fa. Se dovesse concretizzarsi, ne deriverebbe un forte rally.</p>
<h3 class="v1MsoNormal"><b>5/</b> Ma per realizzare questo risultato allettante è necessario un piano di esecuzione credibile dopo la fine dei bombardamenti. Ciò significa una strategia a sostegno di una transizione pacifica verso un regime in grado di unificare e stabilizzare il Paese su un percorso di moderazione. Questo è molto più facile a dirsi che a farsi, per diversi motivi. In primo luogo, è dubbio che il modello venezuelano sia trasferibile all&#8217;Iran. Il suo sistema di governo è più decentralizzato, più radicato ideologicamente e progettato esplicitamente per sopravvivere alla decapitazione. Il regime ha costruito livelli di ridondanza in un vasto complesso militare-industriale proprio per questo momento. In secondo luogo, non è affatto scontato che una figura simile a Delcy emerga dalle macerie per guidare un regime di successione. E in terzo luogo, i risultati ottenuti dagli Stati Uniti nella ricostruzione nazionale in Medio Oriente, o in qualsiasi altro luogo, sono, nella migliore delle ipotesi, contrastanti. Ritengo quindi che le probabilità di una transizione di leadership riuscita non superino il <b>25%</b>.</h3>
<p class="v1MsoNormal"><b>6/</b> Restano quindi altri due scenari. Il primo è il mio caso base: <i>&#8220;Noi l&#8217;abbiamo rotto, voi lo riparate&#8221;.</i> In questo scenario, gli Stati Uniti e Israele riescono a rovesciare l&#8217;attuale regime – non c&#8217;è dubbio che dispongano della superiorità militare per farlo – ma non sono politicamente disposti o in grado di impegnare le risorse e assumersi i rischi necessari per guidare una transizione duratura. Il risultato è un prolungato pantano di fazioni che coinvolge i resti dell&#8217;IRGC, elementi dell&#8217;esercito regolare e gruppi etnici e regionali rivali.</p>
<h4 class="v1MsoNormal">In questo scenario, l&#8217;impatto sul mercato che abbiamo visto finora probabilmente si attenuerebbe, poiché il conflitto sarebbe sempre più considerato come localizzato. Ciò sarebbe particolarmente vero se gli Stati Uniti e l&#8217;IEA fossero disposti a rilasciare petrolio dalle riserve strategiche e l&#8217;OPEC continuasse ad aumentare l&#8217;offerta secondo necessità per evitare un aumento sostenuto del Brent. Anche in questo caso, tale esito eserciterebbe probabilmente un impulso negativo modesto ma persistente sugli asset rischiosi, poiché i mercati dovrebbero comunque valutare i pericoli di un Iran destabilizzato alle porte del punto nevralgico energetico più sensibile al mondo. Attribuisco a questo scenario una <b>probabilità del 50%</b>.</h4>
<p class="v1MsoNormal"><b>7/</b> L&#8217;esito peggiore per i mercati finanziari è una guerra di logoramento in cui il regime esistente, sebbene decapitato, alla fine prevale: una sorta di resistenza &#8220;a idra&#8221;. In questo scenario, l&#8217;Iran si barrica, prolunga il conflitto ed espande la propria superficie. Intensifica gli attacchi ai vicini regionali, prende di mira le infrastrutture civili vulnerabili, sabota (o minaccia seriamente di sabotare) le risorse energetiche, attiva reti terroristiche all&#8217;estero e lancia operazioni informatiche per infliggere danni asimmetrici. Tutto ciò avrebbe lo scopo di esaurire la volontà politica di Washington e provocare una dichiarazione di vittoria prematura.</p>
<p class="v1MsoNormal">In un contesto simile, il transito attraverso i punti nevralgici regionali dell&#8217;energia, in particolare lo Stretto di Hormuz, attraverso il quale transita circa il 20% del petrolio commercializzato a livello globale, potrebbe subire interruzioni prolungate. Anche in assenza di una chiusura fisica, l&#8217;aumento vertiginoso dei premi assicurativi contro i rischi di guerra o la revoca della copertura potrebbero essere sufficienti a deviare le rotte di trasporto e a ridurre l&#8217;offerta effettiva. Il Brent potrebbe raggiungere o superare i 100 dollari al barile. Le conseguenze sul mercato sarebbero quelle già note: comportamento avverso al rischio, aumento dei tassi e fuga verso la qualità, modulata, come sempre, dalla sensibilità delle singole economie all&#8217;aumento dei prezzi del petrolio. Attribuisco a questo scenario una probabilità del 25%.</p>
<p class="v1MsoNormal"><b>8/</b> Vale la pena ricordare che negli ultimi decenni la sensibilità dell&#8217;economia globale agli shock petroliferi è cambiata in modo significativo. Gli Stati Uniti sono ora il più grande produttore mondiale di energia e un esportatore netto. Di conseguenza, gli effetti economici dell&#8217;aumento dei prezzi del petrolio, che si riflettono principalmente sugli investimenti e sui consumi energetici, si compensano in gran parte, con un impatto netto di ±10 punti base sulla crescita del PIL. Per quanto riguarda l&#8217;inflazione, un aumento sostenuto di 10 dollari del Brent aggiunge in genere circa 20-30 punti base al PCE complessivo, ma solo circa 5-10 punti base sono suscettibili di trasferirsi all&#8217;inflazione core, principalmente attraverso i servizi correlati all&#8217;energia.</p>
<h3 class="v1MsoNormal">Per le economie importatrici di petrolio in <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/europa">Europa</a> e <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/asia">Asia,</a> i rischi sembrano più simili a uno shock dal lato dell&#8217;offerta da manuale: inflazione più elevata, condizioni finanziarie più rigide, redditi reali più deboli e crescita più bassa, con effetti non lineari all&#8217;aumentare dei prezzi. Al contrario, le economie esportatrici di petrolio, tra cui la Russia, gran parte del CCG e alcune zone dell&#8217;America Latina, beneficiano meccanicamente dell&#8217;aumento dei prezzi grazie al miglioramento delle ragioni di scambio, al rafforzamento dei saldi fiscali e all&#8217;aumento delle eccedenze esterne. Questo vento favorevole persiste fino a quando i prezzi dell&#8217;energia non aumentano abbastanza. E per un periodo sufficientemente lungo da innescare una distruzione della domanda, momento in cui il circolo vizioso diventa negativo per tutti.</h3>
<p class="v1MsoNormal"><b>9/</b> Cosa implica questo per le banche centrali? La strategia standard prevede di &#8220;guardare oltre&#8221; gli shock dal lato dell&#8217;offerta, a meno che le aspettative di inflazione non diventino instabili o gli effetti di secondo livello (ad esempio, condizioni finanziarie, fiducia) non indeboliscano in modo significativo le prospettive di crescita. Negli Stati Uniti, la risposta più probabile da parte della Fed di Powell sarebbe quella di confermare una pausa prolungata. Mentre anche le altre principali banche centrali cercheranno di guadagnare tempo, aspettando di valutare la durata e la gravità dello shock prima di cambiare la propria rotta.</p>
<h3 class="v1MsoNormal">Se il conflitto dovesse persistere e intensificarsi, l&#8217;esposizione disomogenea ai prezzi dell&#8217;energia tra le diverse economie comporterebbe una crescente divergenza nei percorsi di politica monetaria, con conseguenze significative sui cambi. Se la Fed dovesse ignorare lo shock mentre le regioni importatrici di energia non fossero in grado di farlo, tale divergenza di politica monetaria comporterebbe un&#8217;accelerazione della tendenza al deprezzamento del dollaro.</h3>
<p class="v1MsoNormal"><b>10/</b> In termini di impatto a lungo termine, è importante sottolineare che la guerra è uno degli strumenti più contundenti a disposizione dei decisori politici, sia economici che militari. Essa scatena effetti di secondo ordine impossibili da anticipare o prevedere in anticipo, e questo episodio non farà eccezione. Sottolinea inoltre che l&#8217;economia globale è ora coinvolta in un braccio di ferro tra due forze potenti e opposte: da un lato, la promessa di un boom di produttività guidato dalla tecnologia, unico in una generazione (o in un secolo), che potrebbe aumentare la crescita tendenziale, contenere l&#8217;inflazione e sostenere una versione di nirvana dei mercati finanziari; dall&#8217;altro, un panorama geopolitico frammentato caratterizzato da conflitti più frequenti, guerre economiche, insicurezza energetica, aumento delle spese militari e del dominio fiscale, crescente rischio di proliferazione nucleare (per evitare il destino dell&#8217;Iran) e l&#8217;esempio che &#8220;la forza fa la ragione&#8221; in un ordine basato sui risultati e non sulle regole. Quale di queste forze prevarrà alla fine è la questione macroeconomica determinante del nostro tempo.</p>
<p class="v1MsoNormal">
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		<title>IA: USA vs Cina</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/ia-usa-vs-cina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Feb 2026 05:58:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
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		<category><![CDATA[neuberger berman]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
		<category><![CDATA[Usa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per le due superpotenze il successo passerà per il superamento dei medesimi colli di bottiglia. Yan Taw (YT) Boon, Neuberger Berman</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="v1MsoNormal"><b> </b><b><span lang="FR-CH">Yan Taw (YT) Boon, Head of Thematic – Asia di <a href="https://www.linkedin.com/company/neuberger-berman/" target="_blank" rel="noopener">Neuberger Berman</a></span></b></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-103935 size-full" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2021/09/cina_usa-e1694441965616.jpg" alt="" width="700" height="467" /></p>
<p class="v1MsoNormal"><b><span lang="FR-CH"> </span></b></p>
<h2 class="v1MsoNormal"><u><span lang="EN-US">Approcci diversi &#8211; </span></u><span lang="EN-US">In linea generale, l&#8217;industria statunitense dell&#8217;<a href="https://www.fondiesicav.it/tag/IA">intelligenza artificiale</a> ha cercato di ottenere prestazioni ottimali dei modelli e un controllo end-to-end del proprio ecosistema, mentre la Cina si è concentrata sulla diffusione rapida della propria tecnologia, a costi inferiori, e sulla sua integrazione in una serie di applicazioni. Utilizzando gli smartphone come termine di paragone, lo sviluppo dell&#8217;intelligenza artificiale negli <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/stati-uniti">Stati Uniti</a> ha seguito il modello iOS, mentre quello cinese ha rispecchiato Android. L&#8217;iOS di Apple è un ecosistema chiuso e gestito in modo rigoroso, in cui hardware e software sono profondamente integrati; l&#8217;esperienza è raffinata e fluida; i prezzi riflettono il design e le prestazioni di alta qualità. </span></h2>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="EN-US">Al contrario, Android offre un ecosistema più aperto con molti produttori di dispositivi, prezzi più accessibili, una portata più ampia e una maggiore personalizzazione. Negli Stati Uniti, i modelli di IA generativa come Gemini, ChatGPT e Claude hanno prezzi elevati per compensare la potenza di calcolo, la precisione e le caratteristiche di sicurezza superiori. In Cina, i modelli open source e a basso costo, come DeepSeek, Alibaba e Tencent, puntano a prestazioni “sufficientemente buone”, personalizzazione rapida e implementazione su dispositivo o ibrida. </span></p>
<h4 class="v1MsoNormal"><span lang="EN-US">Gli operatori statunitensi più costosi hanno puntato ad accumulare un valore significativo nel tempo, poiché i loro vantaggi competitivi si approfondiscono teoricamente, mentre i concorrenti cinesi a basso costo si sono concentrati sulla monetizzazione più rapida delle loro tecnologie attraverso un&#8217;adozione più veloce.</span></h4>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="EN-US"> </span><u><span lang="EN-US">Punti critici comuni</span></u><span lang="EN-US"> &#8211; Sebbene gli Stati Uniti e la Cina continuino ad adottare approcci diversi allo sviluppo dell&#8217;IA, riscontriamo vincoli comuni all&#8217;interno degli ecosistemi di IA di entrambi i Paesi. A nostro avviso, questi punti critici stanno creando opportunità potenzialmente interessanti per gli investitori attivi.</span></p>
<h4 class="v1MsoNormal"><span lang="EN-US"> </span><i><span lang="EN-US">Chip di memoria</span></i><span lang="EN-US"> &#8211; Con la domanda di chip AI avanzati che continua a crescere vertiginosamente, l&#8217;offerta di chip DRAM e flash memory tradizionali si è ridotta drasticamente: i colossi del settore, tra cui SK Hynix e Micron, hanno spostato la produzione verso chip più avanzati e ad alta larghezza di banda (HBM) per soddisfare il boom dell&#8217;intelligenza artificiale. Di conseguenza, secondo le stime della società di ricerca Counterpoint, nel 2026 i prezzi dei chip tradizionali potrebbero aumentare fino al 20%. </span></h4>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-103653 size-full" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2021/08/semiconduttori-scaled-e1686564172536.jpg" alt="" width="600" height="337" /></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="EN-US">Ora, diversi produttori di chip globali stanno cercando di colmare questa lacuna. Lo scorso novembre, Micron Technology ha annunciato un investimento di 9,6 miliardi di dollari per la costruzione di un nuovo stabilimento di produzione di HBM4 a Hiroshima, in Giappone. Samsung ha dichiarato che intende costruire un nuovo complesso di ricerca e sviluppo di semiconduttori nel suo campus di Gi Heung in Corea del Sud, con l&#8217;obiettivo di accelerare la produzione di massa di chip di memoria. E la cinese ChangXin Memory Technologies prevede di avviare la produzione di massa di chip HBM3 entro la fine del 2026.</span></p>
<h4 class="v1MsoNormal"><span lang="EN-US"> </span><i>Connettività di rete</i> &#8211; Un altro ostacolo principale all&#8217;intelligenza artificiale, sia negli Stati Uniti che in <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/cina">Cina,</a> è la connettività di rete. Negli Stati Uniti, la crescente pressione sulla rete elettrica sta limitando le dimensioni dei nuovi data center, costringendo gli hyperscaler a costruire strutture più piccole in luoghi diversi e a collegarle con reti ottiche ad alta velocità per supportare l&#8217;ulteriore sviluppo di modelli all&#8217;avanguardia. In definitiva, riteniamo la sfida si riduca alla domanda e all&#8217;offerta a breve termine: aumentare la capacità produttiva globale delle reti ottiche richiederà tempo. E con gli Stati Uniti che cercano di ridurre la propria dipendenza dai fornitori cinesi (che ora dominano il mercato dei componenti ottici) e di espandere la propria catena di approvvigionamento, prevediamo che la connettività di rete rimarrà un punto critico comune per l&#8217;IA nei prossimi anni.</h4>
<p class="v1MsoNormal"><u>Possibili vincitori</u>: produttori di apparecchiature per semiconduttori &#8211; Alla luce di questi critici colli di bottiglia &#8211; memoria, networking &#8211; sia negli Stati Uniti sia in Cina, riteniamo che i produttori di apparecchiature avanzate per semiconduttori per la produzione di chip di memoria di nuova generazione e chip per reti ottiche (che manipolano la luce e trasmettono dati, offrendo sia prestazioni elevate che efficienza energetica) potrebbero trarne vantaggio nel breve-medio termine.</p>
<p class="v1MsoNormal">Secondo SEMI, le vendite globali di apparecchiature per semiconduttori dovrebbero raggiungere i 133 miliardi di dollari nel 2025, con un aumento del 13,7% rispetto all&#8217;anno precedente, per poi salire a 145 miliardi di dollari nel 2026 e raggiungere il picco di 156 miliardi di dollari nel 2027. Negli Stati Uniti, riteniamo che alcuni fornitori di chip di memoria e apparecchiature di test di rete siano in una posizione favorevole per soddisfare la crescente domanda, mentre in Cina suggeriamo di tenere d&#8217;occhio i produttori di apparecchiature per semiconduttori.</p>
<p class="v1MsoNormal">
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]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Cina, nuovo anno e nuove opportunità?</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/cina-nuovo-anno-e-nuove-opportunita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Feb 2026 09:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[asia]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[emergenti]]></category>
		<category><![CDATA[immobiliare]]></category>
		<category><![CDATA[neuberger berman]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le nostre prospettive per la Cina rimangono costruttive ma discontinue. Rob Drijkoningen, Neuberger Berman</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="v1MsoNormal"><b>Rob Drijkoningen, co-head of Emerging Markets Debt di <a href="https://www.linkedin.com/company/neuberger-berman/" target="_blank" rel="noopener">Neuberger Berman</a></b></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p class="v1MsoNormal"><b><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-131150 size-full" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2024/01/CINA.png" alt="" width="338" height="448" srcset="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2024/01/CINA.png 338w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2024/01/CINA-226x300.png 226w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2024/01/CINA-150x199.png 150w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2024/01/CINA-300x398.png 300w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2024/01/CINA-317x420.png 317w" sizes="(max-width: 338px) 100vw, 338px" /> </b></p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="EN-US">La <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/cina">Cina</a> rimane il mercato più grande <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/asia">dell&#8217;Asia</a> ed è profondo e liquido. Il Paese offre opportunità agli investitori nel mercato obbligazionario, che risiedono in attività di alta qualità e settori con fondamentali solidi – come l&#8217;intelligenza artificiale e la produzione avanzata – dove un&#8217;attenta selezione può sfruttare il potenziale di riprezzamento in un contesto macroeconomico complesso e di transizione politica. Riteniamo inoltre che il governo sia più determinato a stabilizzare il settore immobiliare.</span></p>
<h3 class="v1MsoNormal"><span lang="EN-US"> </span><span lang="EN-US">Da un punto di vista macroeconomico, le nostre prospettive per la Cina rimangono costruttive ma discontinue. Prevediamo che la crescita del PIL rallenterà al di sotto del 5% nel 2026. Il mix di crescita è eterogeneo: il settore manifatturiero e le esportazioni sono relativamente resilienti, mentre i consumi rimangono deboli a causa del freno strutturale del settore <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/immobiliare">immobiliare.</a> Prevediamo che l&#8217;attenzione politica si concentrerà in futuro sul bilanciamento tra la stabilizzazione a breve termine e il riequilibrio a medio termine, con l&#8217;avvicinarsi del 15° piano quinquennale. </span></h3>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="EN-US">L&#8217;orientamento politico complessivo dovrebbe rimanere moderatamente espansivo e incentrato sull&#8217;offerta, con un graduale allentamento monetario e una politica fiscale più proattiva per garantire un&#8217;ampia liquidità.</span></p>
<p class="v1MsoNormal">Dal punto di vista dell&#8217;allocazione di portafoglio, la Cina rimane strategicamente importante dato il suo peso nelle catene di approvvigionamento globali e nei benchmark dei mercati <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/emergenti">emergenti,</a> ma al momento preferiamo un&#8217;esposizione selettiva e con un budget di rischio piuttosto che un&#8217;esposizione beta ampia. I rischi chiave per il futuro sono principalmente di natura geopolitica, in particolare la politica commerciale degli Stati Uniti e le potenziali ripercussioni su altri partner, insieme alla sovraccapacità in alcuni settori e al continuo freno rappresentato dalla debolezza del settore immobiliare e dalle pressioni deflazionistiche.</p>
<p class="v1MsoNormal">
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		<title>AI: l’Asia si prende la scena</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/ai-lasia-si-prende-la-scena/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Feb 2026 08:28:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[AI]]></category>
		<category><![CDATA[asia]]></category>
		<category><![CDATA[BG Saxo]]></category>
		<category><![CDATA[corea]]></category>
		<category><![CDATA[Taiwan]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I mercati asiatici emergono come fulcro dell’infrastruttura che alimenta l’AI globale. Charu Chanana, BG SAXO e Saxo Bank</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Charu Chanana, Chief Investment Strategist di <a href="https://www.linkedin.com/company/bgsaxo/" target="_blank" rel="noopener">BG SAXO</a> e Saxo Bank</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-93101 size-full" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2020/06/shutterstock_530775229-e1690207061423.jpg" alt="smart cities tech connettività innovazione digitale intelligenza artificiale" width="600" height="400" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Impatto del trade di dispersione legato all&#8217;AI</h2>
<figure id="attachment_177569" aria-describedby="caption-attachment-177569" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="wp-image-177569 size-thumbnail" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/09/Charu-Chanana-Market-Strategist-BG-SAXO-and-Saxo-Bank-150x150.png" alt="" width="150" height="150" srcset="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/09/Charu-Chanana-Market-Strategist-BG-SAXO-and-Saxo-Bank-150x150.png 150w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/09/Charu-Chanana-Market-Strategist-BG-SAXO-and-Saxo-Bank-348x348.png 348w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><figcaption id="caption-attachment-177569" class="wp-caption-text">Charu Chanana</figcaption></figure>
<p>La recente ondata di vendite legate all’<a href="https://www.fondiesicav.it/tag/AI">AI</a> non riguarda più un singolo segmento tecnologico: il mercato sta premiando la dispersione, separando con più lucidità i probabili beneficiari dell’intelligenza artificiale da quelle aziende per cui l’AI rischia invece di comprimere margini, automatizzare competenze chiave o alterare i modelli di business.</p>
<h3>Le pressioni si sono concentrate soprattutto su alcuni settori:</h3>
<p>-Software: rinnovata selezione sui poteri di prezzo e sull’effetto dei nuovi strumenti AI che potrebbero standardizzare i flussi di lavoro.</p>
<p>-Gestione patrimoniale / Broker: preoccupazioni che l&#8217;automazione tramite AI riduca i margini da costi di negoziazione e comprima le commissioni di consulenza e piattaforma.</p>
<p>-Assicurazioni: timore che l’automazione renda più competitivi i processi di sottoscrizione, gestione sinistri e distribuzione.</p>
<p>-Logistica e trasporti: dubbi su quanto velocemente l&#8217;AI e l&#8217;automazione possano trasformare efficienza, prezzi e costi del personale lungo la catena del valore.</p>
<p>-Servizi immobiliari / Altri intermediari: settori in cui l&#8217;AI potrebbe ridurre la necessità di interventi manuali, documentazione e funzioni simili a quelle degli intermediari.</p>
<h3>In sintesi, la rotazione attuale nasce da una domanda semplice ma cruciale: “chi verrà impattato?”</h3>
<p>È questa narrativa a spiegare perché alcuni mercati asiatici mostrano maggiore resilienza: la loro esposizione è più concentrata sull’infrastruttura AI a monte, meno vulnerabile alle dinamiche di disruption che oggi stanno mettendo sotto pressione i modelli di servizi a valle.</p>
<h2>Rotazione per catturare i profitti, non una mossa contro l&#8217;AI</h2>
<p>Succede raramente che i mercati abbandonino un tema trasformativo dall’oggi al domani. Ciò che vengono a rimuovere non è il tema in sé, ma la sua espressione più satura, quando il ciclo passa dall’entusiasmo alla valutazione critica.</p>
<p>L’ultima ondata di vendite legate all’AI si è ampliata ben oltre le poche big tech, coinvolgendo quei settori più esposti a un potenziale shock del modello di business causato dall’automazione: in particolare il software e diversi comparti dei servizi.</p>
<p>In questo contesto, il timore di “disruption” sta paradossalmente generando un vento favorevole per alcune aree <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/asia">dell’Asia,</a> meglio posizionate sull’infrastruttura AI a monte e quindi meno vulnerabili alle pressioni sui modelli di servizi a valle.</p>
<p>Una lettura più nitida della rotazione attuale è la seguente.</p>
<p>USA = AI a valle (app, software, servizi)</p>
<h2>Il mercato statunitense ha una concentrazione maggiore negli strati a valle, dove la promessa dell&#8217;AI è enorme e di conseguenza è più intenso anche il dibattito sulla monetizzazione e sul rischio di interruzione:</h2>
<p>-Chi perderà il potere di prezzo con l&#8217;AI che si amplia nei flussi di lavoro?<br />
-Quali fonti di ricavi si contrarranno all&#8217;espandersi dell&#8217;automazione?<br />
-Gli investimenti nell’AI genereranno ritorni sufficientemente rapidi e per chi?</p>
<p>In altre parole, il mercato si sta chiedendo se l&#8217;AI allargherà la torta oppure costringerà i vincitori a spartire il beneficio con i clienti.</p>
<p>Asia = AI a monte (calcoli e componenti)</p>
<p>La maggiore esposizione dell’Asia pertiene le attività a monte, ovvero l’infrastruttura fondamentale da costruire indipendentemente dal dominio delle applicazioni:</p>
<p>-Componenti e capacità di produzione avanzata che supportano lo stack AI</p>
<p>-La catena di approvvigionamento fisica che abilita la scalabilità dei modelli nel mondo reale</p>
<p>Quando il mercato si preoccupa dell&#8217;interruzione dei modelli di business causata dall&#8217;AI, è l&#8217;area &#8220;a valle&#8221; che avverte per prima il cambiamento. Quando l&#8217;attenzione si sposta su ciò che deve essere costruito inevitabilmente, l&#8217;area &#8220;a monte&#8221; risponde in modo diverso.</p>
<h2>L’Asia non è un’unica operazione: Corea/Taiwan vs Giappone</h2>
<p>È in questo contesto che la storia &#8220;L&#8217;Asia come diversificatore&#8221; può diventare investibile piuttosto che solo teorica.</p>
<h2>Corea e Taiwan: il &#8220;beta dell&#8217;infrastruttura AI&#8221; più puro</h2>
<p><a href="https://www.fondiesicav.it/tag/corea">Corea</a> e <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/taiwan">Taiwan</a> rappresentano la forma più evidente di diffusione dell’infrastruttura AI. Questi mercati tendono a rispondere a:</p>
<p>-Il ritmo della domanda globale di hardware AI</p>
<p>-Stretta dell&#8217;offerta e potere di prezzo nei componenti chiave</p>
<p>-Cicli di investimento e tassi di utilizzo</p>
<p>Entrambi i mercati possono dimostrare resilienza quando la domanda di infrastrutture è forte, ma risultano anche ciclici e potrebbero oscillare quando il sentiment tecnologico globale cambia.</p>
<h2>Giappone: investimenti e adozioni AI con meno rischio di interruzione immediata</h2>
<p>Il Giappone introduce un elemento distintivo e potenzialmente più intraprendente in questa fase narrativa. Il Giappone può cogliere il potenziale dell&#8217;AI attraverso adozione e applicazione, piuttosto che tramite una &#8220;discontinuità applicativa totale&#8221;:</p>
<p>-AI industriale e automazione: miglioramenti della produttività nella produzione, robotica, sensori, macchinari di precisione e ottimizzazione dei processi.</p>
<p>-Adozione aziendale: utilizzo dell&#8217;AI come strumento per compensare i vincoli di manodopera, potenziare l&#8217;efficienza e modernizzare le operazioni, spesso nelle aree in cui il cambiamento è progressivo e orientato alla realizzazione.</p>
<p>-Mix settoriale più consolidato: alcune porzioni del mercato azionario giapponese sono radicate in industrie dove il cambiamento è più lento e dove relazioni, regolamenti e complessità operativa creano inerzia.</p>
<p>Questo non significa che il Giappone sia immune al rischio di interruzione; piuttosto, la storia azionaria a breve termine spesso rappresenta l&#8217;AI come catalizzatore di produttività più che l&#8217;AI come minaccia esistenziale ai prezzi.</p>
<h2>La vera opportunità asiatica, ma fai attenzione ai rischi</h2>
<p>Gli argomenti credibili per la diversificazione devono includere anche i fattori di rischio.</p>
<p>Rischio 1: concentrazione all&#8217;interno degli indici asiatici</p>
<p>Gli indici azionari asiatici tendono a essere dominati sempre più da pochi grandi titoli:</p>
<p>-Il benchmark di Taiwan ha un rilevante peso su un singolo leader nelle fonderie.</p>
<p>-L&#8217;indice della Corea è fortemente influenzato da alcuni campioni nel settore della memoria e dell&#8217;hardware.</p>
<h3>Ciò significa che: &#8220;comprare Asia&#8221; può involontariamente trasformarsi in &#8220;comprare una manciata di titoli di semiconduttori&#8221;. La diversificazione migliora quando il portafoglio ha diversi driver, non solo una diversa localizzazione geografica.</h3>
<h2>Rischio 2: l&#8217;Asia non è immune, è soltanto diversamente esposta</h2>
<p>Nonostante l&#8217;Asia sia meno coinvolta in certi servizi interrotti dall’AI, può ancora essere colpita attraverso:</p>
<p>-episodi di avversione al rischio globale (condizioni di finanziamento, forza del dollaro, picchi di volatilità)</p>
<p>-calo sincronizzato della tecnologia (quando gli investitori riducono il rischio nel complesso)</p>
<p>-cicli negativi nei semiconduttori (inventari, prezzi, colpi di domanda).</p>
<p>In effetti, alcuni titoli software e di servizi IT quotati in Asia sono scesi insieme ai loro omologhi statunitensi durante il recente periodo di vendite.</p>
<h2>Rischio 3: anche il settore AI è soggetto a cicli economici</h2>
<p>I beneficiari a monte possono godere di potere di prezzo, fino a quando questo non svanisce. La volatilità dei prezzi della memoria, il tasso di utilizzo delle fonderie e i cicli di investimento possono assestarsi rapidamente.</p>
<p>Conclusione: l&#8217;Asia offre la possibilità di diversificare la tipologia di esposizione all&#8217;AI, ma non elimina del tutto questa esposizione.</p>
<h2>Conclusioni: l&#8217;Asia non è un &#8220;porto sicuro&#8221;, è un insieme diverso di driver</h2>
<p>Pensare all’Asia in questo contesto di vendite legate all&#8217;AI non significa puntare sul fatto che &#8220;l&#8217;Asia vinca&#8221;.</p>
<p>Riconoscere il ruolo dell&#8217;Asia nell&#8217;ecosistema AI e la più ampia composizione dei suoi titoli azionari può offrire diversificazione per driver, in un momento in cui il mercato statunitense rivaluta i suoi leader concentrati.</p>
<p>Se il commercio dell&#8217;AI si sta spostando dall&#8217;hype alla selettività, l’Asia è un luogo dove questa selettività può essere espressa ma con attenzione ai rischi di concentrazione e ciclicità.</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Azionario Cina: cresce l&#8217;attenzione degli investitori nel 2026   </title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/azionario-cina-cresce-lattenzione-degli-investitori-nel-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Feb 2026 09:00:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[asia]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[corea]]></category>
		<category><![CDATA[GAM]]></category>
		<category><![CDATA[growth]]></category>
		<category><![CDATA[rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.fondiesicav.it/?p=182150</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dopo anni di scetticismo, il 2025 segna una svolta per Pechino. La politica generale della Cina sosterrà la crescita economica. Jian Shi Cortesi, Gam</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="v1MsoNormal"><b>Jian Shi Cortesi, Investment Director Azioni growth Asia/Cina di<a href="https://www.linkedin.com/company/gam-investments/posts/?feedView=all" target="_blank" rel="noopener"> GAM</a></b></h2>
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<p class="v1MsoNormal"><b><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-133284 size-full" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2024/03/Cina.jpg" alt="" width="586" height="532" srcset="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2024/03/Cina.jpg 586w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2024/03/Cina-300x272.jpg 300w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2024/03/Cina-150x136.jpg 150w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2024/03/Cina-463x420.jpg 463w" sizes="(max-width: 586px) 100vw, 586px" /> </b></p>
<h3>Nel 2025, l&#8217;opinione degli investitori nei confronti della <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/Cina">Cina</a> ha subito un profondo e drammatico cambiamento. Solo un anno prima, le domande principali vertevano sul fatto che la Cina fosse ancora un Paese in cui investire, alle prese con preoccupazioni relative alla crisi immobiliare, alle misure restrittive delle autorità di regolamentazione e alle sfide demografiche. Nel 2025, tali timori sono in gran parte svaniti, sostituiti da una forte ripresa del mercato.</h3>
<figure id="attachment_79210" aria-describedby="caption-attachment-79210" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="wp-image-79210 size-thumbnail" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2019/02/Cortesi-Shi-Jian_ZH_500x639-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /><figcaption id="caption-attachment-79210" class="wp-caption-text">Jian Shi Cortesi</figcaption></figure>
<p>L&#8217;indice MSCI China è cresciuto di oltre il 30% nel 2025, posizionando la Cina, insieme alla Corea, tra i mercati azionari con le migliori performance al mondo. Questo aumento ha smentito le previsioni di inizio anno che indicavano un possibile deragliamento economico a causa di un potenziale rinnovo dei dazi statunitensi, dimostrando resilienza nei confronti delle turbolenze geopolitiche e attirando una crescente attenzione da parte degli investitori per il 2026.</p>
<p>Il rialzo registrato finora può essere attribuito a due fattori principali: l&#8217;estrema sottovalutazione e il deciso sostegno politico.</p>
<h4>All&#8217;inizio del 2025, i titoli azionari cinesi sono stati scambiati a livelli storicamente bassi, offrendo punti di ingresso molto interessanti. Contemporaneamente, la Cina ha adottato misure di stimolo energiche, un allentamento monetario e misure fiscali mirate per affrontare direttamente la triade costituita dalla debole fiducia dei consumatori, dalle tensioni nel settore immobiliare e dall&#8217;incertezza commerciale.</h4>
<h4>Questa combinazione di un punto di partenza conveniente e di politiche proattive ha creato una situazione interessante, soprattutto considerando che il posizionamento degli investitori globali nella regione è rimasto modesto, lasciando un margine significativo per un ulteriore rimpegno.</h4>
<p>Una considerazione fondamentale emersa nell&#8217;ultimo anno è che i dazi, pur facendo notizia e causando volatilità a breve termine, hanno raramente influito sugli utili core di molte società privilegiate. I veri motori della performance sono la politica interna e i cambiamenti economici strutturali.</p>
<p>Mentre la produzione di fascia bassa si sta spostando verso il Sud-Est asiatico, la Cina, insieme alla <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/corea">Corea</a> e a Taiwan, sta avanzando verso la tecnologia di fascia alta e la produzione avanzata. Questa evoluzione ha implicazioni cruciali per la selezione dei titoli. In particolare, la dipendenza della Cina dalle esportazioni statunitensi è diminuita drasticamente dall&#8217;inizio della guerra commerciale e molte aziende, dalle agenzie di viaggio nazionali ai leader nel settore dei veicoli elettrici come BYD, operano con un&#8217;esposizione minima o nulla agli Stati Uniti. In alcuni casi, come quello dei semiconduttori, le restrizioni statunitensi hanno persino accelerato la produzione locale, creando nuove opportunità di investimento.</p>
<h4>Il cambiamento di sentiment è chiaramente illustrato dai rialzi &#8220;a hockey stick&#8221; e dal re-rating di titoli come Foxconn Industrial Internet e Alibaba, quest&#8217;ultimo beneficiando del rinnovato riconoscimento della sua attività cloud come fattore chiave per l&#8217;intelligenza artificiale. Questi movimenti sottolineano che, sebbene una tesi di investimento corretta possa richiedere pazienza, il riconoscimento finale da parte del mercato può essere rapido e drammatico.</h4>
<p>Guardando al futuro, prevediamo che nel 2026 la politica generale della Cina continuerà a sostenere la crescita economica, nonostante il perdurare dell&#8217;incertezza commerciale. I responsabili politici cercheranno probabilmente di bilanciare gli stimoli mirati all&#8217;innovazione e ai consumi con la stabilità generale, affrontando sia le sfide interne che un contesto globale complesso per ottenere un&#8217;espansione moderata e sostenibile.</p>
<p>La politica cinese dovrebbe porre l&#8217;accento sullo sviluppo di alta qualità, l&#8217;autosufficienza tecnologica e l&#8217;ammodernamento industriale. Guidate dal quadro generale del 15° piano quinquennale, le priorità includeranno probabilmente il rafforzamento del mercato interno (&#8220;doppia circolazione&#8221;), il progresso di settori strategici come l&#8217;energia verde e la produzione avanzata e la gestione dei rischi sistemici.</p>
<p>In questo contesto, prevediamo che l&#8217;intelligenza artificiale rimarrà un catalizzatore centrale per il mercato azionario cinese. Riteniamo che la nazione sia pronta, insieme agli Stati Uniti, a diventare uno dei principali leader nella corsa all&#8217;intelligenza artificiale e alla tecnologia del prossimo decennio. Tuttavia, a differenza degli Stati Uniti, queste opportunità di trasformazione all&#8217;interno della Cina rimangono sottovalutate e poco sfruttate dagli investitori globali, creando un momento distintivo e opportuno per gli investimenti mentre la narrativa continua ad evolversi.</p>
<h4>Il nostro fondo è strategicamente posizionato per beneficiare direttamente di questi temi convergenti. Il nostro portafoglio mantiene un&#8217;esposizione significativa nei pilastri strutturali chiave destinati a guidare la crescita: produttori di apparecchiature per semiconduttori che traggono vantaggio dalla spinta pluriennale all&#8217;autosufficienza; abilitatori dell&#8217;intelligenza artificiale nel cloud computing e nella guida autonoma; leader nel consumo basato sull&#8217;esperienza; e innovatori negli ecosistemi fintech e delle energie <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/rinnovabili">rinnovabili.</a></h4>
<p>Abbiamo costruito queste posizioni durante un periodo di sottovalutazione e riteniamo che la combinazione di fondamentali convincenti, un forte sostegno politico e un persistente divario di sentiment fornisca una solida base per una performance sostenuta. Mentre il mercato continua a riconoscere e a scontare la traiettoria di innovazione della Cina, riteniamo che la nostra esposizione mirata a questi temi a lungo termine e di forte convinzione posizioni il fondo in modo ottimale per cogliere la prossima fase di crescita.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/azionario-cina-cresce-lattenzione-degli-investitori-nel-2026/">Azionario Cina: cresce l&#8217;attenzione degli investitori nel 2026   </a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
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