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	<title>corporate bond Archivi - Fondi e Sicav</title>
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	<description>Conoscere per investire al meglio</description>
	<lastBuildDate>Fri, 27 Mar 2026 08:36:50 +0000</lastBuildDate>
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	<title>corporate bond Archivi - Fondi e Sicav</title>
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		<title>Corporate Bond euro IG, solidi in un mercato fragile</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/corporate-bond-euro-ig/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rocki Gialanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 10:10:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[corporate bond]]></category>
		<category><![CDATA[euro]]></category>
		<category><![CDATA[Franklin Templeton]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’asset class ha un duplice punto di forza: la resilienza nell'assorbire gli shock e la capacità di generare income senza assumere rischi superflui. David Zahn ed Emmanuel Teissier, Franklin Templeton</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>L’asset class ha un duplice punto di forza: la resilienza nell&#8217;assorbire gli shock e la capacità di generare income senza assumere rischi superflui. David Zahn, Head of European Fixed Income ed Emmanuel Teissier, Director of Corporate Credit Research Europe di <a href="https://www.linkedin.com/company/franklin-templeton/?originalSubdomain=it" target="_blank" rel="noopener">Franklin Templeton</a> Fixed Income</em></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-86789 aligncenter" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2019/11/corporate-bond-e1683714441764.jpg" alt="" width="600" height="400" /></p>
<p>Per gli investitori che cercano reddito senza esporsi a credito di qualità inferiore o a rischi di tasso non necessari, un approccio disciplinato e guidato dalla ricerca — focalizzato sulla solidità dei bilanci, su una duration calibrata e su una flessibilità attiva — rappresenta una scelta di buon senso.</p>
<p>Il settore non è immune a fasi di volatilità: qualsiasi episodio di tensione potrebbe determinare un ampliamento significativo degli spread. Esprimiamo chiaramente questa posizione fin dall&#8217;inizio affinché i lettori colgano sia l&#8217;attrattiva sia la fragilità che caratterizzano il mercato attuale.<strong> </strong></p>
<h2>Tra i punti forza viè l’ampiezza dell’universo investibile</h2>
<p>L&#8217;universo dell&#8217;obbligazionario &#8220;investiment grade&#8221; in euro è ampio: utilities, finanziari, industriali e altro ancora, inclusi emittenti internazionali interessati a diversificare le proprie fonti di finanziamento e ad ampliare la propria base di investitori. In un mondo caratterizzato da dazi, disruption settoriale e frammentazione politica, questa ampiezza riduce il rischio di concentrazione e aiuta a evitare una dipendenza eccessiva da un singolo mercato o tema. La nostra ricerca evidenzia che le utilities rappresentano un settore relativamente ampio e difensivo e suggerisce un approccio selettivo sui finanziari, mantenendo al contempo cautela sulle tasche di qualità inferiore.</p>
<p>Se i mercati fossero un&#8217;autostrada, la duration sarebbe la velocità a cui si viaggia. In un contesto di tassi &#8220;più alti più a lungo&#8221;, preferiamo una velocità prudente — sufficiente per catturare reddito, ma non così elevata da lasciare gli investitori esposti se i rendimenti dovessero salire improvvisamente. La nostra ricerca identifica l&#8217;area tra i 4 e i 7 anni come un punto di equilibrio pragmatico, e privilegiamo l&#8217;aumento della qualità creditizia invece che la ricerca di rendimento nel credito con rating più basso. Questa combinazione mira a generare income limitando al tempo stesso il rischio di ribasso qualora la volatilità dovesse aumentare.</p>
<h2>Le dinamiche da monitorare nel mercato attuale</h2>
<p>Gli scenari di ribasso più immediati si concentrano sul settore energetico: prezzi del petrolio o del gas che restano elevati più a lungo potrebbero riaccendere l&#8217;inflazione e complicare il percorso della BCE, esercitando pressione al rialzo sui rendimenti e ampliando gli spread.</p>
<p>Anche i fattori tecnici svolgono un ruolo rilevante: una domanda più debole o vendite forzate legate alle tensioni nel credito privato potrebbero amplificare i movimenti nei mercati pubblici.</p>
<p>Poiché gli spread non sono oggi particolarmente ampi, il margine di sicurezza del mercato è limitato; qualsiasi sorpresa negativa potrebbe tradursi rapidamente in un allargamento significativo.</p>
<p>Monitoriamo con attenzione questi rischi e calibriamo le esposizioni per mantenere portafogli resilienti in scenari avversi. Siamo chiari nel riconoscere che un ampliamento netto degli spread sarebbe un&#8217;evoluzione sfavorevole nel breve termine.</p>
<p>Allo stesso tempo, tuttavia, un eventuale allargamento potrebbe creare opportunità interessanti per gli investitori pazienti, a condizione che i fondamentali degli emittenti restino solidi. In pratica, questo si traduce in un posizionamento attualmente difensivo, mantenendo però la flessibilità per incrementare l&#8217;esposizione all&#8217;IG in euro di alta qualità qualora si aprissero punti di ingresso più favorevoli.</p>
<p>In sintesi, l&#8217;Euro Investment Grade si configura oggi come un rifugio ben costruito in mezzo alla tempesta: non immune a ogni raffica, ma progettato per resistere a pressioni significative offrendo al contempo protezione. Le indicazioni che emergono dal nostro lavoro — un orientamento verso titoli di qualità, un&#8217;attenzione particolare alle utilities e ai finanziari selezionati, e una preferenza per la fascia 4–7 anni — si traducono in decisioni concrete di portafoglio, anziché in semplici dichiarazioni di principio.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il credito ha retto allo shock petrolifero</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/credito-shock-petrolifero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rocki Gialanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 10:30:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Axa]]></category>
		<category><![CDATA[corporate bond]]></category>
		<category><![CDATA[Iggo]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I segmenti investment grade e high yield hanno mostrato una buona tenuta fino a questo momento.  Chris Iggo, Chief Investment Officer AXA IM Core, BNPP AM</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>I segmenti investment grade e high yield hanno mostrato una buona tenuta fino a questo momento.  Chris Iggo, Chief Investment Officer AXA IM Core, BNPP AM</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<figure id="attachment_130794" aria-describedby="caption-attachment-130794" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-thumbnail wp-image-130794" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/12/axaim_chris-iggo-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /><figcaption id="caption-attachment-130794" class="wp-caption-text">Chris Iggo</figcaption></figure>
<p>Il conflitto in Medio Oriente e il conseguente shock energetico rischiano di riaccendere l&#8217;inflazione globale nei prossimi mesi. La storia economica suggerisce che ogni crisi geopolitica che coinvolge il petrolio tende a produrre effetti simili: prezzi dell&#8217;energia in aumento, rendimenti obbligazionari più alti, maggiore volatilità dei tassi d&#8217;interesse e, spesso, crescita economica più debole.</p>
<p>Se il conflitto dovesse prolungarsi, le conseguenze per i mercati finanziari potrebbero essere significative. Gli spread creditizi tenderebbero ad allargarsi e le valutazioni azionarie a ridursi.</p>
<p>In un contesto del genere, nemmeno l&#8217;ottimismo legato allo sviluppo dell&#8217;intelligenza artificiale sarebbe sufficiente a compensare l&#8217;aumento dei premi al rischio nel breve periodo. Quando il conflitto si concluderà potrebbero emergere opportunità di valutazione. Fino ad allora, strumenti finanziari con bassa duration, credito solido e protezione dall&#8217;inflazione potrebbero offrire una certa difesa.</p>
<h2>Opportunità nel credito</h2>
<p>I prezzi dei futures sul petrolio suggeriscono che il mercato si attende una risoluzione relativamente rapida del conflitto. Se i Paesi del G7 riuscissero a coordinare il rilascio delle riserve strategiche, , i mercati energetici potrebbero ricevere un certo sollievo.  In questo caso, l&#8217;impatto sull&#8217;inflazione globale sarebbe contenuto.</p>
<p>Anche il mercato degli inflation swap riflette questo scenario: sarebbe molto più preoccupante se iniziasse a prezzare un livello permanentemente più elevato di inflazione, soprattutto alla luce delle tensioni sociali legate al costo della vita.</p>
<p>Una rapida riduzione delle tensioni di mercato potrebbe far emergere nuove opportunità di investimento. Il mercato del credito ha mostrato finora una buona tenuta. Gli spread si sono allargati, ma negli Usa e nell&#8217;area euro – sia nel segmento investment grade sia in quello high yield – restano in linea con i livelli massimi registrati nel quarto trimestre del 2025.</p>
<p>Recentemente negli Stati Uniti si è registrata una giornata record di emissioni di obbligazioni societarie, assorbite rapidamente dagli investitori e, nonostante alcune notizie negative sul credito privato, non ci sono segnali di un calo della domanda per titoli investment grade di buona qualità.</p>
<p>Nel segmento high yield, più vicino al mondo del private credit per livello di leva finanziaria ed esposizione alle aziende di medie dimensioni, i fattori tecnici restano positivi. I pagamenti delle cedole agli investitori tendono infatti a superare il volume delle nuove emissioni, sostenendo il mercato attraverso il reinvestimento.</p>
<p>Nel breve periodo, tuttavia, l&#8217;aumento dei tassi potrebbe penalizzare i rendimenti obbligazionari. Strumenti con minore esposizione alla volatilità dei tassi, con spread più elevati e con protezione dall&#8217;inflazione potrebbero offrire una difesa temporanea.</p>
<h2>Guardando al quadro più ampio, gli investitori devono interrogarsi su due questioni.</h2>
<p>La prima riguarda il breve periodo: cosa accadrebbe se il conflitto si prolungasse per diverse settimane, con una riduzione persistente dell&#8217;offerta globale di petrolio e gas?</p>
<p>La seconda è più strutturale: questo conflitto rappresenta un segnale di rischio geopolitico destinato a rimanere più elevato nel tempo?</p>
<p>Un mondo caratterizzato da competizione per risorse scarse, controllo delle rotte commerciali e nuove alleanze geopolitiche, insieme alla crescente domanda di energia legata allo sviluppo dell&#8217;intelligenza artificiale, potrebbe portare a premi per il rischio inflazionistico più elevati e a una maggiore volatilità dei tassi.</p>
<p>Tensioni nelle relazioni internazionali, un maggiore ricorso alla forza militare, politiche commerciali più protezionistiche e cambiamenti nei flussi di capitale potrebbero tradursi in inflazione più alta e crescita economica più debole.</p>
<p>Questo non significa tornare agli anni &#8217;70. Ma potrebbe costringere gli investitori a riflettere su come i rischi geopolitici influenzino l&#8217;allocazione di lungo periodo degli investimenti, tra classi di attivo, profilo di liquidità ed esposizione geografica.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Euro corporate bond, i fondamentali restano solidi</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/euro-corporate-bond/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rocki Gialanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Feb 2026 12:15:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Belgacem]]></category>
		<category><![CDATA[corporate bond]]></category>
		<category><![CDATA[Generali Investments]]></category>
		<category><![CDATA[spread]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La forte compressione degli spread è stata determinata in larga misura dal deleveraging delle imprese. Elisa Belgacem, Senior Credit Strategist di Generali Investments</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Euro corporate bond: la forte compressione degli spread è stata determinata in larga misura dal deleveraging delle imprese. Elisa Belgacem, Senior Credit Strategist di <a href="https://www.linkedin.com/company/generali-investments/?originalSubdomain=it" target="_blank" rel="noopener">Generali Investments</a></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<figure id="attachment_180554" aria-describedby="caption-attachment-180554" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-thumbnail wp-image-180554" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/12/Elisa-photo-004-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" srcset="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/12/Elisa-photo-004-150x150.jpg 150w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/12/Elisa-photo-004-348x348.jpg 348w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><figcaption id="caption-attachment-180554" class="wp-caption-text">Elisa Belgacem</figcaption></figure>
<p>Gli spread creditizi dell&#8217;area euro evidenzianouna convergenza nel rischio percepito tra titoli sovrani dei mercati sviluppati e settore corporate, che ha ridotto i premi per il rischio nel credito.</p>
<h2>Le strategie delle aziende per ridurre il costo del debito</h2>
<p>Le imprese hanno approfittato dei tassi bassi per rifinanziarsi, hanno adottato politiche finanziarie prudenti e mantenuto investimenti mirati.</p>
<p>Il risultato è un settore corporate — in particolare investment grade — con elevata generazione di cassa, leva contenuta e ampi margini di copertura degli interessi. Nei modelli, il deleveraging emerge come il principale driver della compressione degli spread.</p>
<p>Dal lato sovrano, la pandemia ha lasciato in eredità bilanci pubblici più deboli, con elevati rapporti debito/PIL e spazi fiscali ridotti. Ciò ha portato a una rivalutazione del rischio sovrano, riducendo il differenziale di valore rispetto al credito corporate.</p>
<h2>Tassi di default in calo</h2>
<p>Il recente orientamento più accomodante delle banche centrali ha rafforzato ulteriormente la domanda per il credito: il calo dei tassi spinge gli investitori a cercare maggiore carry e migliori rendimenti corretti per la durata rispetto ai titoli di Stato.</p>
<p>La discesa dei rendimenti del mercato monetario ha inoltre favorito deflussi dagli strumenti cash e riallocazioni verso il credito corporate a più lunga durata, per proteggersi dal rischio di reinvestimento.</p>
<p>Ciò è evidente nei flussi verso i fondi a scadenza fissa, che offrono visibilità sul rendimento e minore volatilità. Questi prodotti stanno canalizzando liquidità significativa verso il mercato corporate e rafforzando i fattori tecnici che contribuiscono alla compressione degli spread.</p>
<h2>Un trend destinato a persistere</h2>
<p>La riduzione degli spread è frutto della combinazione di supporto ciclico derivante dal ciclo di allentamento monetario e della solidità strutturale del credito corporate, oltre che di una rivalutazione del rischio sovrano.</p>
<p>Riteniamo che questa situazione sia destinata a persistere nei prossimi trimestri; per questo manteniamo una preferenza per il credito rispetto ai titoli di Stato sia negli Stati Uniti sia in Europa.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Mercato obbligazionario: &#8220;Cosa aspettarsi per il 2026?&#8221;</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/mercato-obbligazionario-cosa-aspettarsi-per-il-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Dec 2025 09:00:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[outlook 2026]]></category>
		<category><![CDATA[corporate bond]]></category>
		<category><![CDATA[obbligazionari]]></category>
		<category><![CDATA[Raiffeisen Capital Management]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 2026 si apre con uno scenario più stabile ma complesso. E' l'anno delle scelte. Karin Kunrath, Raiffeisen Capital Management</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="v1elementToProof"><b>Karin Kunrath</b>, Chief Investment Officer di <a href="https://www.linkedin.com/company/raiffeisen-capital-management/posts/?feedView=all" target="_blank" rel="noopener">Raiffeisen Capital Management</a></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p class="v1elementToProof"><b> <img decoding="async" class="aligncenter wp-image-180197 size-full" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/11/outlook26_5-scaled.jpg" alt="" width="2560" height="1398" srcset="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/11/outlook26_5-scaled.jpg 2560w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/11/outlook26_5-300x164.jpg 300w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/11/outlook26_5-1024x559.jpg 1024w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/11/outlook26_5-1536x839.jpg 1536w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/11/outlook26_5-2048x1119.jpg 2048w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/11/outlook26_5-350x191.jpg 350w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></b><b><i></i></b></p>
<div></div>
<h2 class="v1elementToProof">Dopo un 2025 caratterizzato da forti movimenti sui mercati dei capitali, il 2026 si apre con uno scenario macroeconomico più stabile ma non privo di elementi di complessità. La crescita globale è attesa su livelli moderati, intorno al 3%, con gli Stati Uniti che dovrebbero continuare a sovraperformare grazie a una politica fiscale espansiva e agli investimenti legati all&#8217;intelligenza artificiale. Allo stesso tempo, il graduale rallentamento <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/inflazione">dell&#8217;inflazione</a> offre alle banche centrali un margine di manovra differenziato: la Federal Reserve dispone di maggiore spazio per ulteriori tagli dei tassi, mentre la BCE probabilmente non procederà a ulteriori riduzioni.</h2>
<p>&nbsp;</p>
<div></div>
<div>
<figure id="attachment_138931" aria-describedby="caption-attachment-138931" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-138931" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2024/12/RCM_Kunrath-Karin-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /><figcaption id="caption-attachment-138931" class="wp-caption-text">Karin Kunrath</figcaption></figure>
</div>
<div class="v1elementToProof">Nel 2025 i titoli di Stato decennali dell&#8217;area euro hanno registrato un aumento dei rendimenti, mentre a livello internazionale i rendimenti hanno registrato una tendenza al ribasso. Le curve dei tassi di interesse sono diventate più ripide e gli spread creditizi si sono ridotti.</div>
<div></div>
<div class="v1elementToProof">Ciò ha favorito le obbligazioni societarie, che nel 2025 hanno registrato un andamento migliore rispetto ai titoli di Stato. Anche nei mercati emergenti i premi di rischio sono diminuiti, determinando una performance molto positiva, soprattutto per le obbligazioni in valuta forte.</div>
<div></div>
<h2 class="v1elementToProof"><b>In questo contesto, dunque, cosa aspettarsi dal mercato obbligazionario per il 2026?</b></h2>
<div class="v1elementToProof"></div>
<h3 class="v1elementToProof"><b>Obbligazioni governative: L&#8217;irripidimento delle curve apre nuove opportunità</b></h3>
<div></div>
<div></div>
<div class="v1elementToProof">Il 2025 è stato caratterizzato da un&#8217;inversione che ha portato a un forte aumento nella pendenza della curva dei rendimenti, soprattutto nella parte lunga. Ciò apre un buon potenziale di performance per i titoli di Stato nel 2026, soprattutto se la dinamica della curva si stabilizzerà nel corso dell&#8217;anno. Inoltre, in caso di una fase di avversione al rischio, i titoli di Stato potrebbero trarne beneficio e contribuire alla stabilità del portafoglio.</div>
<div></div>
<div class="v1elementToProof">Analogamente alla crescita economica, anche <b>i </b>titoli di Stato potrebbero subire una rotazione: paesi come Italia e Spagna difficilmente riusciranno a mantenere la loro sovraperformance rispetto alla Germania. Per quanto riguarda i titoli di Stato francesi, il contesto politico potrebbe portare a un aumento della volatilità.</div>
<div></div>
<div class="v1elementToProof">Nel complesso, vediamo <b>i </b>titoli del Tesoro USA in modo costruttivo: i tagli dei tassi d&#8217;interesse per un totale di 75 punti base dovrebbero portare a una buona performance anche per le scadenze più lunghe. Tuttavia, una Fed che appare troppo limitata nella sua indipendenza dal governo potrebbe rappresentare un peso per il segmento a lungo termine del mercato. Per gli investitori in euro, sulla base delle nostre previsioni di un leggero indebolimento dell&#8217;euro rispetto al dollaro USA a 1,20, prevediamo lievi perdite dovute all&#8217;andamento della valuta.</div>
<div class="v1elementToProof"></div>
<h2 class="v1elementToProof"><b>Corporate bond: dati fondamentali stabili e rendimenti interessanti</b></h2>
<div></div>
<div></div>
<div class="v1elementToProof">Nel 2025 le <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/corporate-bond">obbligazioni societarie</a> hanno registrato un andamento migliore del previsto, grazie soprattutto alla forte domanda e ai solidi dati fondamentali. Ciononostante, anche nel 2026 continueremo a concentrarci sulle obbligazioni societarie con un buon rating, poiché un leggero aumento degli spread di rischio potrebbe incidere maggiormente sui rating più deboli.<br />
Un&#8217;ondata di emissioni da parte di emittenti statunitensi sul mercato europeo e un forte aumento dell&#8217;attività di M&amp;A sono fattori che potrebbero causare una maggiore volatilità.</div>
<div></div>
<div class="v1elementToProof"><strong>Nel complesso, tuttavia, prevediamo anche per il 2026 un rendimento aggiuntivo positivo delle obbligazioni societarie e una performance assoluta interessante, concentrandoci principalmente sulle scadenze da 3 a 7 anni nei nostri portafogli di credito.</strong></div>
<div class="v1elementToProof"></div>
<h2 class="v1elementToProof"><b>Obbligazioni dei Mercati Emergenti: vediamo opportunità interessanti</b></h2>
<div></div>
<div></div>
<div class="v1elementToProof">Il nostro scenario globale, caratterizzato da una crescita economica moderata ma stabile e dalla prospettiva di un ulteriore allentamento della politica monetaria da parte della Fed statunitense, offre una solida base per prevedere un andamento positivo dei titoli obbligazionari dei mercati emergenti anche per il 2026.</div>
<div></div>
<div class="v1elementToProof">Le prospettive di crescita per i paesi <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/emergenti">emergenti</a> sono nel complesso moderatamente positive, ma con differenze specifiche da paese a paese: mentre la crescita in Cina e Brasile dovrebbe rallentare leggermente, in Messico e Europa orientale dovrebbe accelerare leggermente. Le prospettive di inflazione stabili e il miglioramento dei fondamentali macroeconomici dovrebbero continuare a sostenere il trend positivo dei rating dei paesi.</div>
<div></div>
<h3 class="v1elementToProof">Sebbene i premi di rischio delle obbligazioni in valuta forte siano già bassi dal punto di vista storico, anche perché gli elevati rischi di insolvenza dei singoli paesi sono già stati scontati, i rendimenti degli Eurobond rimangono interessanti e sono il principale motore della performance attesa.</h3>
<h3 class="v1elementToProof">Le obbligazioni in valuta locale continuano a beneficiare di tassi di interesse interessanti, il che favorisce ulteriori afflussi di capitali. Alcuni mercati, come il Brasile e il Sudafrica, beneficeranno inoltre dei previsti tagli dei tassi di interesse, resi possibili dal calo dei tassi di inflazione.</h3>
<div></div>
<div class="v1elementToProof">Sul fronte valutario, vediamo un ulteriore potenziale di rialzo rispetto al dollaro Usa, anche se la nostra previsione sull&#8217;andamento del tasso di cambio EUR/USD rappresenta un ostacolo per gli investitori europei.</div>
<div class="v1elementToProof"></div>
<div class="v1elementToProof"></div>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/mercato-obbligazionario-cosa-aspettarsi-per-il-2026/">Mercato obbligazionario: &#8220;Cosa aspettarsi per il 2026?&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Perché l’investment grade europeo resta interessante?</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/perche-linvestment-grade-europeo-resta-interessante/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefania Basso]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Dec 2025 08:00:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[bce]]></category>
		<category><![CDATA[carry]]></category>
		<category><![CDATA[corporate bond]]></category>
		<category><![CDATA[digitalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Eurizon]]></category>
		<category><![CDATA[investment grade]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 2026 si apre ancora uno scenario costruttivo per l’investment grade, guidato da fondamentali solidi. A colloquio con Raseri, Eurizon</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/perche-linvestment-grade-europeo-resta-interessante/">Perché l’investment grade europeo resta interessante?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>A colloquio con Cesare Raseri, Responsabile Investment Grade &amp; PIR di <a href="https://www.linkedin.com/company/eurizon/posts/?feedView=all" target="_blank" rel="noopener">Eurizon</a></strong></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><img decoding="async" class="wp-image-45387 size-full alignleft" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2016/03/risk14.jpg" alt="corporate bond" width="425" height="283" srcset="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2016/03/risk14.jpg 425w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2016/03/risk14-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 425px) 100vw, 425px" /></p>
<h2><b>Quali opportunità offrono gli investment grade corporate bond in questa fase di mercato?</b></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il mercato corporate <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/investment-grade">investment grade</a> europeo si avvia a chiudere il 2025 con il terzo anno consecutivo di performance positive, sia in termini assoluti sia rispetto ai titoli governativi.</p>
<p>È un risultato significativo se si considera quanto il 2022 sia stato difficile per tutto il reddito fisso: i rialzi rapidi dei tassi avevano pesato sulla componente duration e ampliato gli spread, penalizzando le performance assolute di tutto il comparto.</p>
<p>Da allora il contesto è cambiato in modo sostanziale con gli investitori che hanno approfittato di rendimenti reali positivi appena l’inflazione è tornato sotto controllo e la banca centrale ha iniziato a normalizzare i tassi, elementi che hanno riportato nel mercato attori in cerca di un profilo rischio/rendimento più equilibrato.</p>
<h4>La forza del segmento corporate negli ultimi anni deriva però anche da fattori più strutturali. Le imprese europee hanno adottato politiche finanziarie prudenti, accumulate negli anni post-pandemia e rafforzate dalle incertezze geopolitiche. La gestione attenta della liquidità, una leva più contenuta e una maggiore disciplina negli investimenti hanno contribuito a migliorare la qualità del credito. Anche il settore bancario ha continuato a rafforzarsi: livelli di capitale elevati, maggiore stabilità dei modelli di business e un quadro regolamentare più restrittivo che in passato hanno reso le emissioni finanziarie un’area di valore per gli investitori.</h4>
<p>Questo comportamento disciplinato del settore privato contrasta con il progressivo deterioramento dei conti pubblici europei in Paesi considerati tradizionalmente “core”. Francia e Germania, in particolare, hanno visto aumentare i loro fabbisogni di finanziamento, complici le pressioni fiscali e gli investimenti necessari per affrontare le nuove sfide sia interne che esterne. Il maggior volume di emissioni governative ha reso relativamente più attraente il credito corporate, contribuendo a mantenere forte la domanda su questo segmento.</p>
<p>Oggi gli spread si collocano su livelli compressi, coerenti con la solidità mostrata dagli emittenti. Il supporto della politica monetaria sarà più neutrale rispetto al recente passato: la BCE appare orientata ad un periodo di stabilità dei tassi, in un contesto di inflazione in rientro e condizioni finanziarie più equilibrate.</p>
<h3>In questo quadro, il 2026 si presenta come un anno ancora costruttivo per il corporate investment grade europeo, anche se con un profilo di rendimento diverso rispetto agli ultimi due anni. Non prevedo molto spazio per ulteriori compressioni degli spread: gli attuali livelli riflettono già il miglioramento dei bilanci societari e la fase di prudenza che le imprese hanno mantenuto.</h3>
<p>La principale fonte di rendimento sarà quindi il <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/carry">carry,</a> con spread che restano interessanti in diversi settori, a partire soprattutto da quello bancario che continua a beneficiare di fondamentali solidi e di una remunerazione adeguata al rischio anche nelle parti subordinate della “capital structure”</p>
<h2><b>Quali sono le variabili che potrebbero influenzare l’andamento dell’asset class nei prossimi semestri?</b></h2>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-180509 alignleft" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/12/Raseri-Eurizon-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" srcset="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/12/Raseri-Eurizon-200x300.jpg 200w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/12/Raseri-Eurizon-681x1024.jpg 681w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/12/Raseri-Eurizon-1022x1536.jpg 1022w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/12/Raseri-Eurizon-1363x2048.jpg 1363w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/12/Raseri-Eurizon-350x526.jpg 350w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/12/Raseri-Eurizon.jpg 1500w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></p>
<p>Sul fronte dell’offerta, è probabile un aumento rispetto agli anni recenti. Molte aziende stanno entrando in una nuova fase di investimento legata alla trasformazione industriale e alla <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/digitalizzazione">digitalizzazione.</a> Questo potrebbe portare a un leggero indebolimento delle metriche di credito, pur mantenendo un quadro complessivamente sano, sostenuto da una crescita economica moderata ma stabilmente positiva.</p>
<p>Dal lato della domanda, mi aspetto che l’interesse resti elevato: i rendimenti reali positivi e la buona visibilità sui fondamentali continueranno ad attirare investitori domestici e internazionali.</p>
<p>In sintesi, il 2026 dovrebbe offrire ancora rendimenti positivi, guidati soprattutto dal <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/carry">carry</a> e meno dai fattori che hanno caratterizzato gli anni precedenti. Sarà un contesto in cui la selezione tornerà a essere decisiva: non tutte le aziende affronteranno allo stesso modo la crescita degli investimenti e sarà importante distinguere chi potrà farlo mantenendo una struttura finanziaria solida.</p>
<p>L’investment grade europeo rimane comunque ben posizionato, sostenuto da fondamentali robusti, da una domanda strutturale e da un quadro macroeconomico più stabile rispetto a quello che ha caratterizzato la prima metà del decennio.</p>
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		<title>Corporate Bond IG, l’Europa torna attrattiva</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/corporate-bond-ig-leuropa-torna-attrattiva/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefania Basso]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Dec 2025 06:32:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Amundi Sgr]]></category>
		<category><![CDATA[corporate bond]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[investment grade]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quali sono i fattori che sostengono l'asset class nei prossimi mesi? A colloquio con Marco Cecchi, Responsabile Obbligazionario Amundi SGR</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="v1MsoNormal" dir="ltr">Marco Cecchi, Responsabile Obbligazionario <a href="https://www.linkedin.com/company/amundi-/posts/?feedView=all" target="_blank" rel="noopener">Amundi SGR</a></h2>
<h2><b>Quali opportunità offrono gli investment grade corporate bond in questa fase di mercato?</b></h2>
<p class="v1MsoNormal">Riteniamo che le obbligazioni europee <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/investment-grade">investment grade (IG)</a> possano offrire una buona opportunità di investimento. Nell&#8217;analizzare i mercati creditizi, ci concentriamo su quattro pilastri fondamentali: contesto macroeconomico, fondamentali, valutazioni e aspetti tecnici. Crescita resiliente ed aspettative di ulteriore allentamento della politica monetaria costituiscono un fattore positivo per gli asset più rischiosi.</p>
<figure id="attachment_180415" aria-describedby="caption-attachment-180415" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="wp-image-180415 size-thumbnail" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/12/CECMAR01001-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" srcset="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/12/CECMAR01001-150x150.jpg 150w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/12/CECMAR01001-348x348.jpg 348w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><figcaption id="caption-attachment-180415" class="wp-caption-text">Marco Cecchi</figcaption></figure>
<p class="v1MsoNormal">I fondamentali aziendali rimangono solidi, le aziende hanno gestito i propri bilanci con molta cautela dall&#8217;inizio della pandemia. Gli spread sono compressi, ma i rendimenti complessivi del mercato corporate IG rimangono attraenti, come evidenziato dalla forte domanda per questa asset class.</p>
<p class="v1MsoNormal">Nel complesso, manteniamo una visione positiva sui mercati del credito europei, pur ponendo molta attenzione alla qualità e alla selezione dei singoli emittenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><b>Quali sono le variabili che potrebbero influenzare l&#8217;andamento dell&#8217;asset class nei prossimi semestri?</b></h2>
<p class="v1MsoNormal">Oltre ai fattori analizzati precedentemente, riteniamo che <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/europa">l&#8217;Europa</a> si trovi a un punto di svolta. La crescita, nel complesso, è modesta, ma le riforme sono in corso e la nuova posizione fiscale della Germania rappresenta un cambio di paradigma. L&#8217;obiettivo è riorientare la politica industriale verso l&#8217;energia, le infrastrutture e la difesa per promuovere l&#8217;autonomia strategica.</p>
<p class="v1MsoNormal">Sebbene queste misure potrebbero non stimolare immediatamente la crescita, riteniamo che abbiano il potenziale di trasformare l&#8217;ecosistema macrofinanziario europeo nel medio termine, consentendo una ripresa economica sostenibile.</p>
<p class="v1MsoNormal">Ciò, a sua volta, potrebbe rafforzare la domanda  di asset  finanziari europei, beneficiando in modo particolare le obbligazioni societarie investment grade che godono di buoni fondamentali e rendimenti interessanti.</p>
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		<title>Spread creditizi, non troppo compressi come si crede</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/spread-creditizi-compressi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rocki Gialanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Nov 2025 10:10:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Axa]]></category>
		<category><![CDATA[corporate bond]]></category>
		<category><![CDATA[Iggo]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Corporate bond: prospettive solide in un contesto di tassi in convergenza. Chris Iggo, Chief Investment Officer di AXA IM Core</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Spread creditizi, non troppo compressi come si crede. Corporate bond: prospettive solide in un contesto di tassi in convergenza. Chris Iggo, Chief Investment Officer di <a href="http://it.linkedin.com/company/axa-investment-managers" target="_blank" rel="noopener">AXA IM</a> Core</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<figure id="attachment_130794" aria-describedby="caption-attachment-130794" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-130794" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/12/axaim_chris-iggo-300x184.jpg" alt="" width="300" height="184" srcset="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/12/axaim_chris-iggo-300x184.jpg 300w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/12/axaim_chris-iggo-150x92.jpg 150w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/12/axaim_chris-iggo-696x426.jpg 696w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/12/axaim_chris-iggo-686x420.jpg 686w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/12/axaim_chris-iggo-356x220.jpg 356w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2023/12/axaim_chris-iggo.jpg 980w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-130794" class="wp-caption-text">Chris Iggo</figcaption></figure>
<p>La valutazione delle prospettive dell’asset class implica una precisazione: gli spread creditizi sono considerati compressi, con scarso margine di ulteriore restringimento tra obbligazioni di diversa qualità. Due osservazioni in proposito: primo, i titoli di Stato sono diventati più economici rispetto ai tassi swap, cioè i rendimenti delle obbligazioni sono superiori ai tassi swap.</p>
<p>Se si considera quindi il rendimento delle obbligazioni corporate rispetto ai tassi swap, lo spread non è così stretto come sembra rispetto ai titoli governativi. Molti investitori istituzionali utilizzano proprio i tassi swap come benchmark, il che mantiene il credito interessante – nel mercato investment grade USA, lo spread sullo swap è intorno ai 120 pb, rispetto agli 82 pb contro i Treasury.</p>
<p>Secondo, la compressione degli spread consente agli investitori di non dover rinunciare a una quota eccessiva di rendimento per migliorare la qualità creditizia del portafoglio. Tra i comparti con rating AA e BBB dell&#8217;indice europeo dei corporate bond investment grade, la differenza di rendimento è di soli 38 punti base, il livello più basso registrato da dalla prima pubblicazione degli indici da parte di Bank of America/ICE nel 2016.</p>
<p>Ai minimi storici anche lo spread nel mercato statunitense che si attesta a circa 50 pb. Ciò significa che chi teme le valutazioni o la potenziale volatilità oggi può assicurarsi rendimenti discreti migliorando al contempo la qualità creditizia media del portafoglio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>I corporate bond restano in buona salute</strong></p>
<p>Se dovesse verificarsi una fase di volatilità nei mercati obbligazionari, ritengo sia più probabile che sia innescata dal credito piuttosto che dai tassi. Storicamente, i drawdown maggiori derivano o da shock sui tassi o da eventi creditizi – e al momento lo scenario non prevede uno shock sui tassi, a meno di un&#8217;improvvisa inflazione da offerta.</p>
<p>Negli ultimi tempi sono emersi timori sul fronte del credito, in particolare nel comparto privato, ma i mercati pubblici si sono mostrati estremamente resilienti. Ciò è coerente con lo scenario macroeconomico e la robustezza della crescita nominale. I risultati del terzo trimestre rafforzano questa lettura: secondo Bloomberg, l&#8217;universo dell&#8217;S&amp;P 500 ha registrato una crescita dei ricavi superiore all&#8217;8%.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Bank of England, taglio tassi all&#8217;orizzonte</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/bank-of-england-taglio-tassi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Oct 2025 08:30:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[corporate bond]]></category>
		<category><![CDATA[Gialt]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
		<category><![CDATA[Twenty Four AM]]></category>
		<category><![CDATA[Villaroel]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nonostante Il forte recupero dei titoli di stato britannici, preferiamo esporci a questo mercato attraverso investment grade corporate bond.  Felipe Villarroel, portfolio manager di TwentyFour AM, boutique di Vontobel</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/bank-of-england-taglio-tassi/">Bank of England, taglio tassi all&#8217;orizzonte</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="v1MsoNormal"><em>Nonostante Il forte recupero dei titoli di stato britannici, preferiamo esporci a questo mercato attraverso investment grade corporate bond.  Felipe Villarroel, portfolio manager di <a href="https://www.linkedin.com/company/twentyfour-asset-management/?originalSubdomain=uk" target="_blank" rel="noopener">TwentyFour Asset Management</a>, boutique di Vontobel</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-166381 aligncenter" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/03/Sterlina.jpg" alt="" width="1812" height="1200" srcset="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/03/Sterlina.jpg 1812w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/03/Sterlina-300x199.jpg 300w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/03/Sterlina-1024x678.jpg 1024w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/03/Sterlina-1536x1017.jpg 1536w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/03/Sterlina-150x99.jpg 150w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/03/Sterlina-696x461.jpg 696w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/03/Sterlina-1068x707.jpg 1068w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/03/Sterlina-634x420.jpg 634w" sizes="(max-width: 1812px) 100vw, 1812px" /></p>
<p class="v1MsoNormal">Anche se il boom dei Gilt potrebbe continuare, preferiamo avere un&#8217;esposizione alle obbligazioni corporate di alta qualità in sterline, che beneficerebbero di un rally della curva dei Gilt e di tassi più bassi nell&#8217;economia, ma che sarebbero più isolate dalle incognite legate al budget, al rapporto debito/PIL e, in generale, alla politica britannica.</p>
<p class="v1MsoNormal">In ogni caso, un raffreddamento graduale ma controllato del mercato del lavoro è esattamente ciò che la Bank of England desiderava quando ha avviato il ciclo di rialzi dei tassi alcuni trimestri fa. Finché questa tendenza rimane sotto controllo (il che non può essere dato per scontato) e la disoccupazione si stabilizza intorno al 5%, riteniamo che la BoE continuerà ad accogliere positivamente questo tipo di dati, poiché le consentono di ridurre i tassi verso un livello neutrale e sostenere la crescita, pur mantenendo l&#8217;obiettivo di tenere l&#8217;inflazione sotto controllo.</p>
<p class="v1MsoNormal">Considerando i segnali di raffreddamento dagli ultimi dati sul mercato del lavoro nel Regno Unito, la BoE dovrebbe avere un margine più ampio per tagliare i tassi. In questa fase, tuttavia, non possiamo confermare che il taglio avverrà già quest&#8217;anno, anche se la probabilità è aumentata. Nei prossimi mesi, è possibile che l&#8217;inflazione scenda dai livelli vicini al 4%, mentre quella salariale potrebbe continuare a diminuire.</p>
<p class="v1MsoNormal">Con una crescita del PIL tutt&#8217;altro che spettacolare e la crescente preoccupazione man mano che si avvicina la data di presentazione del budget (la legge finanziaria), non è irragionevole considerare una riduzione dei tassi. Per essere chiari, un taglio leggermente anticipato rispetto a quanto previsto alcune settimane fa non cambierebbe in modo significativo la situazione a livello fiscale e avrebbe un impatto minimo su ciò che la Cancelliera Reeves potrebbe o meno affermare quando il budget 2026 sarà presentato il mese prossimo.</p>
<p class="v1MsoNormal">
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			</item>
		<item>
		<title>Corporate bond, il vero rifugio sicuro</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/corporate-bond/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Boris Secciani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Oct 2025 08:00:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[corporate bond]]></category>
		<category><![CDATA[Fed]]></category>
		<category><![CDATA[Wellington Management]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.fondiesicav.it/?p=178944</guid>

					<description><![CDATA[<p>I corporate bond diventano un pilastro fondamentale nell’allocazione in titoli del reddito fisso, tesa a ottenere un minimo di rendimento limitando i rischi e a costituire una base difensiva dei portafogli tramite le emissioni Ig</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="p1"><span class="s1"><b>La decisione presa a settembre dalla Fed di tagliare i tassi d’interesse, nonostante fosse abbondantemente attesa dal mercato, ha dato una spinta al rialzo agli asset rischiosi. </b></span></h2>
<p class="p1"><span class="s1"><b>Questa evoluzione, però, ha preso corpo in un contesto in cui rimangono diverse incertezze legate all’inflazione e all’andamento dell’economia. Con la recente mossa, l’istituzione Usa ha deciso di prestare molta attenzione all’indebolimento del mercato del lavoro; la lettura degli operatori è che si sia, comunque, dinnanzi a una ripresa dei tagli da parte della Fed. </b></span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><b>Lo scenario è quello in cui si è assistito a un irripidimento della curva dei rendimenti sulle lunghe scadenze dei titoli governativi, quasi a dimostrazione del fatto che, soprattutto quelli occidentali, non costituiscono più un’attività risk-free. In questo quadro ancora d’incertezza, il debito degli stati è aumentato, mentre è scesa la leva finanziaria delle imprese. I corporate bond diventano così un pilastro fondamentale nell’allocazione in titoli del reddito fisso, tesa a ottenere un minimo di rendimento limitando i rischi e a costituire una base difensiva dei portafogli tramite le emissioni Ig</b></span></p>
<h2>La manovra della FED</h2>
<p class="p1"><span class="s2">Alla fine, lo scorso </span><span class="s3">1</span><span class="s2">7 settembre è arrivato il taglio di 25 punti base dei Fed Fund da parte della Banca centrale statunitense. Si tratta di una delle manovre più annunciate nella storia dei mercati, ma, ciò nonostante, gli investitori hanno reagito spingendo ulteriormente al rialzo gli asset rischiosi. Questo sviluppo, in sé abbastanza prevedibile, è avvenuto però all’interno di un quadro caratterizzato da dati sull’inflazione non dei più rassicuranti e da un rallentamento economico cui si aggiungono gli effetti del (si spera) temporaneo shutdown del governo statunitense. In pratica, sta diventando difficile per la più importante istituzione monetaria del pianeta riuscire a rispettare il proprio doppio mandato: contenere i prezzi e sostenere l’occupazione. Per il momento, si è scelto, con mille ritrosie, di privilegiare quest’ultima, che, in effetti, negli ultimi mesi è stata caratterizzata da un forte indebolimento. Per quanto riguarda il trimestre finale del 2025 e l’anno prossimo, non c’è, però, alcuna certezza e neppure grande visibilità. </span></p>
<p class="p1"><span class="s2">Non è infatti incredibile pensare che l’estrema cautela della Federal Reserve possa portare nel 2026 a condizioni finanziarie più rigide di quelle che oggi vengono incorporate dai mercati.</span></p>
<h2 class="p1"><span class="s2"><b>Un comunicato da falco</b></span></h2>
<p class="p1"><span class="s2">Sulle scelte della Fed sono interessanti le considerazioni di <b>Brij Khurana</b>, fixed income portfolio manager di <a href="https://www.linkedin.com/company/wellington-management/" target="_blank" rel="noopener"><b>Wellington Management</b></a>: </span></p>
<blockquote>
<p class="p1"><span class="s2">«La Fed ha tagliato i tassi di interesse di 25 punti base, come previsto. Una grande sorpresa è stata che solo il governatore Stephen Miran ha dissentito e ha spinto per una riduzione dello 0,50%. C’erano state speculazioni sul fatto che, sia il governatore Christopher Waller, sia il governatore Michelle Bowman, avrebbero spinto per un taglio di 50 punti in questa riunione.<span class="Apple-converted-space">  </span>Alla fine, il comunicato è risultato da falco, poiché la Fed ha riconosciuto che i rischi al ribasso per l’occupazione sono aumentati, ma ha anche menzionato che l’inflazione è salita. nonostante la mediana delle proiezioni dei membri della Fed indichi altri due tagli entro la fine dell’anno, in linea con le aspettative del mercato, il “dot” per il 2026 è sceso solo di 25 punti base, al 3,375%, ed è ben al di sopra delle aspettative che vedono un tasso inferiore al 3% entro la fine del prossimo anno. Sebbene il mercato consideri i due ulteriori tagli nel 2025 come una mossa da colomba, nel complesso riteniamo che il messaggio sia da falco. Waller e Bowman non hanno votato per una riduzioine di 50 punti base come il mercato aveva ipotizzato, il “dot” 2026 non è sceso ai livelli attesi dal mercato e la Fed continua a riconoscere la persistenza dell’inflazione».</span></p>
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		<title>Bond IG a breve termine, reddito solido in un mare d’incertezza</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/bond-breve-termine/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rocki Gialanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Jul 2025 11:20:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Aberdeen]]></category>
		<category><![CDATA[corporate bond]]></category>
		<category><![CDATA[Munro]]></category>
		<category><![CDATA[tassi]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In un mondo caratterizzato da forte incertezza, il credito investment grade a breve termine rappresenta una via prudente ma efficace per ottenere reddito e stabilità. Mark Munro, Investment Director, Fixed Income, di Aberdeen Investments</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>In un mondo caratterizzato da forte incertezza, il credito investment grade a breve termine rappresenta una via prudente ma efficace per ottenere reddito e stabilità. Mark Munro, Investment Director, Fixed Income, di Aberdeen Investments</em></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-86789" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2019/11/corporate-bond-e1683714441764.jpg" alt="" width="600" height="400" /></p>
<p>L’incertezza sui mercati finanziari trasforma i titoli obbligazionari investment grade a breve termine in un interessante opportunità per gli investitori che puntano a combinare il rendimento con il contenimento dei rischi. Il key factor a favore dell’asset class è sicuramente la quailità degli emittenti, una variabile in grado di garantire una buona resilienza anche in caso di shock macro economici.</p>
<p>Il vento a favore dei bond investment grade a breve scadenza viene alimentato anche dalla piattezza della curva dei rendimenti dei Treasury bond. L’attuale contesto di mercato presenta vantaggi sia nel caso di un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve (che si tradurrebbe in un apprezzamento in conto capitale dell’investimento) sia nell’ipotesi di un movimento al rialzo del costo del denaro (la duration breve offre una minore esposizione al rischio tasso).</p>
<h2><strong>La forza della storia</strong></h2>
<p>Il credito a breve termine ha dimostrato nel tempo una notevole stabilità. L’indice ICE BofA 1-3 Year Global Corporate ha registrato un solo anno di rendimento negativo negli ultimi 28 anni (1997–2024).<br />
Questa resilienza è dovuta alla qualità del credito IG e alla limitata sensibilità delle scadenze brevi alle fluttuazioni dei tassi d’interesse, rendendo questi strumenti una scelta più prevedibile in contesti turbolenti.</p>
<p>A differenza di molte strategie focalizzate unicamente su Stati Uniti ed Europa, in aberdeen non ci limitiamo a un benchmark specifico. Cerchiamo le migliori opportunità globali, inclusi emittenti di alta qualità nei mercati emergenti e in Asia, ampliando così il potenziale di rendimento e riducendo al contempo la volatilità complessiva del portafoglio.</p>
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