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	<title>dividendi Archivi - Fondi e Sicav</title>
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	<description>Conoscere per investire al meglio</description>
	<lastBuildDate>Wed, 11 Mar 2026 07:43:43 +0000</lastBuildDate>
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	<title>dividendi Archivi - Fondi e Sicav</title>
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		<title>Perché guardare alla Borsa italiana?</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/perche-guardare-alla-borsa-italiana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefania Basso]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Mar 2026 08:00:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Borsa Italiana]]></category>
		<category><![CDATA[dividendi]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[intermonte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Malgrado le tensioni internazionali, i fondamentali solidi e le valutazioni interessanti mantengono l’interesse degli investitori sul mercato italiano. A colloquio con Villa, Intermonte</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>A colloquio con Alberto Villa, Responsabile Equity Research di <a href="https://www.linkedin.com/company/intermonte/" target="_blank" rel="noopener">Intermonte</a></strong></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-59164 size-full" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2016/10/Borsa.jpg" alt="" width="1772" height="1181" srcset="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2016/10/Borsa.jpg 1772w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2016/10/Borsa-300x200.jpg 300w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2016/10/Borsa-1024x682.jpg 1024w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2016/10/Borsa-uai-900x600.jpg 900w" sizes="(max-width: 1772px) 100vw, 1772px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>L’Europa è tornata a essere uno dei best performer azionari a livello mondiale. In questo contesto ritenete opportuno dare più spazio alla Borsa <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/borsa-italiana">italiana?</a></strong></h2>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-182733 alignleft" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2026/03/Alberto-Villa_Intermonte-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" srcset="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2026/03/Alberto-Villa_Intermonte-200x300.jpg 200w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2026/03/Alberto-Villa_Intermonte-350x525.jpg 350w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2026/03/Alberto-Villa_Intermonte.jpg 533w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></p>
<p>L’azionario italiano beneficia di un’aspettativa di andamento degli utili positiva per il 2026 in settori chiave come utilities, energia e comparto finanziario. La ripresa dei settori più sensibili al ciclo economico è possibile, ma resa più incerta dall’attuale contesto geopolitico. Riteniamo sia ancora possibile un ribilanciamento dei flussi di investimento a favore dei titoli europei, anche grazie a valutazioni relative molto più contenute rispetto ai titoli US.</p>
<p>Il comparto delle medie e piccole capitalizzazioni dovrebbe beneficiare di alcune iniziative a supporto della liquidità, come il Fondo Nazionale Strategico, che possono rappresentare un elemento distintivo rilevante in momenti di incertezza di mercato.</p>
<p><em> </em></p>
<h2><strong>A vostro giudizio, quali sono i fattori che potrebbero in prospettiva fornire una spinta al rialzo al listino italiano e quali invece i rischi da non sottovalutare?</strong></h2>
<p>La geopolitica sta incidendo notevolmente sulle aspettative degli investitori. Un conflitto di questo tipo non era lo scenario base e sta portando ad aggiustamenti di portafoglio che provocano rapidi riposizionamenti ed elevata volatilità di breve termine. Fatta questa premessa, molti titoli e settori ben rappresentati in Italia come banche, assicurazioni, energetici e utilities, offrono elevata visibilità sulle stime di utile e rendimenti da dividendi interessanti. Fattori che è bene considerare nelle scelte di portafoglio.</p>
<p>Una conclusione rapida del conflitto potrebbe aprire opportunità su titoli che hanno reagito negativamente e che evidenziano valutazioni attraenti in una prospettiva di normalizzazione delle tensioni geopolitiche. Da monitorare come potenziale rischio di mercato, la situazione del private credit negli US. Rimaniamo dell’idea che, se il quadro dovesse deteriorarsi, la Fed sarebbe pronta ad intervenire per evitare rischi di contagio più ampio, come già accaduto in altri casi recenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Dividendi globali: continua l&#8217;ascesa</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/dividendi-globali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rocki Gialanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Feb 2026 11:10:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Capital Group]]></category>
		<category><![CDATA[dividendi]]></category>
		<category><![CDATA[global]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo l'ultimo Dividend Watch, parte del Capital Group Global Equity Study, nel 2025 i dividendi globali sono aumentati del 7% a quota 2.090 mld di usd</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/dividendi-globali/">Dividendi globali: continua l&#8217;ascesa</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Secondo l&#8217;ultimo Dividend Watch, parte del <a href="https://www.linkedin.com/company/capital-group/?originalSubdomain=it" target="_blank" rel="noopener">Capital Group</a> Global Equity Study, nel 2025 i dividendi globali sono aumentati del 7% a quota 2.090 mld di usd</em></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-45234 aligncenter" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2016/03/shutterstock_187119359.jpg" alt="dividendi" width="800" height="533" srcset="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2016/03/shutterstock_187119359.jpg 800w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2016/03/shutterstock_187119359-696x464.jpg 696w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2016/03/shutterstock_187119359-630x420.jpg 630w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2016/03/shutterstock_187119359-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>La crescita dei dividendi core è stata del 6,0% al netto degli effetti dei tassi di cambio, dei pagamenti una tantum e dei fattori stagionali. A livello aziendale, la crescita mediana dei dividendi è stata del 5,8%.</p>
<p>L&#8217;anno si è concluso con un risultato positivo, con distribuzioni che hanno raggiunto un record di 428 miliardi di dollari nel quarto trimestre, sottolineando la resilienza della crescita dei dividendi. La crescita complessiva e quella core nel quarto trimestre sono state rispettivamente del 6,5% e del 5,9%.</p>
<p>Alexandra Haggard, Head of Asset Class Services, Europa e Asia-Pacifico di Capital Group, ha dichiarato: &#8220;La crescita dei dividendi ha raggiunto livelli record nel 2025, sostenuta da utili robusti e da una forza diffusa in tutte le regioni e in tutti i settori, con solo alcune limitate sacche di debolezza. Guardando al 2026, vi sono molti segnali incoraggianti per l&#8217;anno a venire, con l&#8217;espansione dei mercati azionari globali, un numero maggiore di società che generano rendimenti e dividendi ben supportati dalle prospettive degli utili.</p>
<p>I flussi di dividendi possono essere un forte indicatore della salute e della stabilità finanziaria di una società e, grazie a ricerche approfondite e alla selettività, i gestori attivi come Capital Group sono in grado di identificare le società che pagano e fanno crescere i dividendi nel lungo termine. Riteniamo che i dividendi rimangano un&#8217;importante fonte di stabilità per gli investitori a lungo termine&#8221;.</p>
<h2>Tendenze settoriali</h2>
<p>Il settore finanziario è stato il motore principale della crescita dei dividendi nel 2025, con il settore assicurativo e quello finanziario in generale che hanno registrato rapidi aumenti dei payout, rispettivamente del 12,5% e del 16,8%.</p>
<p>Il settore tecnologico ha registrato la seconda crescita più rapida, guidata dai servizi software e IT, che hanno registrato una crescita core del 13,0%. I dividendi del settore software sono stati sostanzialmente paragonabili a quelli del settore automobilistico di dieci anni fa, ma nel 2025 sono aumentati del 45%, raggiungendo il record di 64,1 miliardi di dollari.</p>
<p>Anche i settori farmaceutico, delle utility, dei media e dei macchinari, in particolare quello aerospaziale e della difesa, hanno dato un contributo significativo. Solo i settori minerario, automobilistico, petrolifero, del gas e dell&#8217;energia hanno registrato dividendi inferiori, riflettendo una combinazione di profitti più deboli nei settori ciclici.</p>
<h2>Mercati</h2>
<p>Dal punto di vista geografico, la crescita è stata ampiamente diffusa, con dividendi record in 30 dei 46 mercati o territori dell&#8217;indice Capital Group, tra cui Stati Uniti, Giappone, Canada, Singapore, Hong Kong, Taiwan e gran parte dell&#8217;Europa. La debolezza del dollaro ha contribuito a far crescere il numero di aziende che hanno stabilito nuovi record in termini di dividendi in dollari.</p>
<p>Il Giappone ha guidato la crescita, con i dividendi in aumento a un ritmo doppio rispetto alla media globale (+12,5%), riflettendo una maggiore attenzione alla governance e alla remunerazione degli azionisti, mentre Stati Uniti, mercati emergenti, Canada ed Europa hanno tutti registrato una crescita core intorno al 6-7% per l&#8217;anno.</p>
<p>La crescita dei dividendi negli Stati Uniti si è normalizzata dopo l&#8217;impulso delle grandi aziende tecnologiche che hanno iniziato a distribuire dividendi nel 2024, mentre in Europa si sono registrati aumenti generalizzati nella maggior parte dei Paesi e dei settori, con una crescita mediana dei dividendi del 6,8%, superiore alla media globale.</p>
<p>L&#8217; Australia, con la sua forte esposizione alle risorse naturali e alle banche in fase di rallentamento della crescita, ha rappresentato un punto debole significativo. Il Regno Unito ha registrato un ritardo a causa dei settori minerario e delle telecomunicazioni, mentre in Cina la pressione sugli utili aziendali si è trasmessa automaticamente ai dividendi attraverso tassi di distribuzione fissi.</p>
<h2>Nuovo record italiano</h2>
<p>Nel 2025 l&#8217;Italia ha raggiunto un record di 33,9 miliardi di euro (38,6 miliardi di dollari) in dividendi. La crescita complessiva del 7,0% per l&#8217;anno è stata in gran parte determinata dal rafforzamento dell&#8217;euro, che ha contribuito per il 5,9% dell&#8217;aumento. La crescita core è stata solo dello 0,4%, ma è stata sufficiente per garantire un nuovo record sia in dollari che in euro.</p>
<p>Escludendo un forte taglio da parte dell&#8217;industria automobilistica, la crescita core è stata alquanto impressionante, pari al 10,8% per l&#8217;anno, con le banche che hanno contribuito per due quinti dell&#8217;aumento e le assicurazioni per un altro quarto, riflettendo le tendenze globali di forte redditività. Anche le utility hanno dato un contributo notevole.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Telecomunicazioni europee: infrastrutture strategiche nell&#8217;era dell&#8217;IA</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/telecomunicazioni-europee-infrastrutture-strategiche-ia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jan 2026 12:15:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[dividendi]]></category>
		<category><![CDATA[mencini]]></category>
		<category><![CDATA[Plenisfer Investments]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da settore difensivo o fonte di rendimento da dividendi ad asset in grado di dare una spinta alla performance di portafogli diversificati.  Marco Mencini, Head of Research, Plenisfer Investments SGR</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/telecomunicazioni-europee-infrastrutture-strategiche-ia/">Telecomunicazioni europee: infrastrutture strategiche nell&#8217;era dell&#8217;IA</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Da settore difensivo o fonte di rendimento da dividendi ad asset in grado di dare una spinta alla performance di portafogli diversificati.  Marco Mencini, Head of Research, <a href="https://www.linkedin.com/company/plenisfer/?originalSubdomain=it" target="_blank" rel="noopener">Plenisfer Investments SGR</a></em></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-93101 aligncenter" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2020/06/shutterstock_530775229-e1690207061423.jpg" alt="smart cities tech connettività innovazione digitale intelligenza artificiale" width="600" height="400" /></p>
<p>Il pieno dispiegarsi del potenziale dell&#8217;Intelligenza Artificiale è indissolubilmente legato alla disponibilità di infrastrutture di rete capaci di offrire latenza ridotta, continuità operativa e capacità di gestire flussi di dati sempre più complessi, requisiti essenziali dalla manifattura automatizzata alla sanità digitale, fino alla mobilità intelligente. In questo contesto, le reti di telecomunicazione rappresentano una delle infrastrutture strategiche più rilevanti per la competitività economica dei sistemi paese.</p>
<p>L&#8217;Europa continua, tuttavia, a scontare un&#8217;eccessiva frammentazione del mercato, retaggio di un modello competitivo che negli ultimi due decenni ha privilegiato la compressione dei prezzi a scapito della redditività degli operatori e della loro capacità di sostenere investimenti infrastrutturali di lungo periodo.</p>
<p>Il confronto internazionale rende evidente la posta in gioco. Negli Stati Uniti, un mercato con un numero più limitato di operatori, il settore ha beneficiato di una maggiore capacità di investimento a fronte di una migliore monetizzazione della crescente domanda di servizi digitali avanzati, mentre in Cina, la forte presenza statale e la struttura industriale concentrata hanno consentito investimenti infrastrutturali su larga scala, pur in un contesto di prezzi medi più contenuti:</p>
<p>In Europa, dunque, il rischio è quello di trovarsi in una posizione di svantaggio proprio nel momento in cui l&#8217;intelligenza artificiale diventa un fattore determinante di crescita economica e competitività geopolitica.</p>
<p>Tuttavia, si intravedono alcuni elementi di discontinuità</p>
<p>L&#8217;approvazione del Digital Networks Act (DNA) del 21 gennaio scorso rappresenta il primo tentativo organico a livello europeo di affrontare in modo strutturale le criticità industriali del settore e di riconoscere alle reti digitali un ruolo di infrastruttura strategica per la competitività economica, la sicurezza e lo sviluppo dell&#8217;intelligenza artificiale.</p>
<p>Inoltre, il dibattito sul consolidamento del settore ha compiuto un passo avanti significativo. In diversi mercati europei si osserva una maggiore apertura, anche a livello regolamentare, verso operazioni di fusione che riducano il numero di operatori, nella consapevolezza che una struttura industriale più razionale sia condizione necessaria per sostenere gli investimenti richiesti dalla transizione digitale. Sempre più spesso, il consolidamento viene come un processo di &#8220;market repair&#8221;, necessario per ricostruire condizioni di redditività coerenti con la natura fortemente capital-intensive del settore.</p>
<p>Parallelamente, si è rafforzata la tendenza alla separazione tra infrastrutture di rete e servizi. L&#8217;ingresso di investitori specializzati e di capitali con un orizzonte di lungo periodo ha favorito lo sviluppo di modelli in cui le reti vengono valorizzate come asset infrastrutturali a sé stanti, capaci di generare ritorni stabili su archi temporali estesi.</p>
<p>Dopo una lunga fase caratterizzata da investimenti particolarmente intensivi, in diversi mercati europei il ciclo di costruzione delle reti sta progressivamente entrando in una fase di maggiore maturità. La diffusione delle infrastrutture di nuova generazione (fibra e 5G) consente una graduale normalizzazione dei livelli di capex, migliorando la visibilità sui flussi di cassa e la sostenibilità finanziaria del settore.</p>
<h2>Telecomunicazioni ed energia: una sfida comune</h2>
<p>Secondo la Commissione Europea, circa il 40% delle reti di distribuzione elettrica dell&#8217;Unione ha oggi più di 40 anni di età, evidenziando un significativo fabbisogno di ammodernamento infrastrutturale: saranno necessari oltre 580 miliardi di euro di investimenti nelle infrastrutture di trasmissione e distribuzione entro il 2030. E secondo alcune stime, il fabbisogno complessivo potrebbero superare il trilione di euro nel lungo periodo.</p>
<p>Telecomunicazioni ed energia condividono quindi una sfida comune: adeguare infrastrutture critiche a una domanda strutturalmente crescente, in un contesto di rapida evoluzione tecnologica. Senza reti elettriche moderne non è possibile realizzare la transizione energetica; senza reti digitali resilienti e ad alte prestazioni, l&#8217;economia dell&#8217;intelligenza artificiale rischia di incontrare colli di bottiglia analoghi.</p>
<p>In questo contesto, l&#8217;intelligenza artificiale introduce una variabile nuova nel profilo rischio-rendimento del settore, agendo come catalizzatore della domanda di infrastrutture di rete avanzate, rafforzando la centralità strategica degli asset e rendendo più evidente l&#8217;insostenibilità di modelli basati esclusivamente sulla competizione di prezzo. Se adeguatamente supportata da un&#8217;evoluzione del quadro regolamentare, questa trasformazione potrebbe tradursi in una maggiore disciplina competitiva e, nel tempo, in un miglioramento strutturale dei ritorni sul capitale investito.</p>
<h2>Le conseguenze per gli investitori</h2>
<p>Per i portafogli di investimento, il settore delle TLC europee non può più quindi essere interpretato in modo uniforme. La creazione di valore sarà probabilmente concentrata in specifici segmenti: da un lato, gli asset infrastrutturali di qualità, come ad esempio le reti in fibra, torri, backbone e piattaforme wholesale, che offrono visibilità sui flussi di cassa e profili di rendimento più stabili; dall&#8217;altro, quegli operatori integrati che potranno beneficiare di economie di scala, riduzione della pressione competitiva e maggiore capacità di monetizzare servizi a valore aggiunto rivolti al segmento corporate.</p>
<p>Queste caratteristiche sono in larga misura sovrapponibili a quelle delle infrastrutture elettriche. In un&#8217;ottica di asset allocation, telecomunicazioni ed energia possono dunque essere lette come componenti di una più ampia allocazione infrastrutturale, caratterizzata da orizzonti di investimento lunghi, barriere all&#8217;ingresso elevate e flussi di cassa relativamente stabili, spesso regolamentati o contrattualizzati. La convergenza tra transizione digitale e transizione energetica rafforza il ruolo delle infrastrutture come asset class strategica, potenzialmente in grado di offrire diversificazione e protezione in scenari di volatilità.</p>
<h2>Conclusione</h2>
<p>L&#8217;elevata intensità di capitale, la necessità di continui investimenti tecnologici e l&#8217;incertezza sui tempi e sulle modalità del consolidamento impongono tuttavia un approccio prudente e selettivo. In assenza di un chiaro cambio di passo regolamentare, il rischio è che l&#8217;aumento della domanda di traffico continui a tradursi in una crescita dei costi più che dei margini, con benefici limitati per gli azionisti.</p>
<p>In un&#8217;ottica di lungo periodo, riteniamo comunque che il settore delle telecomunicazioni europee stia gradualmente riacquistando rilevanza all&#8217;interno dei portafogli diversificati. Non più soltanto come comparto difensivo o fonte di rendimento da dividendo, ma come esposizione strategica a infrastrutture essenziali per l&#8217;economia dell&#8217;intelligenza artificiale.</p>
<p>La combinazione di valutazioni compresse, potenziali catalizzatori industriali e crescente importanza sistemica delle reti potrebbe, nel tempo, creare le condizioni per una rivalutazione selettiva del settore, a beneficio degli investitori con un orizzonte temporale paziente e disciplinato.</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>I dividendi globali hanno raggiunto il record trimestrale</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/i-dividendi-globali-hanno-raggiunto-il-record-trimestrale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Nov 2025 06:37:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[banche]]></category>
		<category><![CDATA[Capital Group]]></category>
		<category><![CDATA[dividendi]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le banche europee rimangono un punto di forza. Christophe Braun, Equity Investment Director di Capital Group,</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="v1v1MsoNormal" align="center"><strong> <img decoding="async" class="aligncenter wp-image-82861 size-full" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2019/06/dividendi-e1681207592276.jpg" alt="dividendi" width="600" height="451" /></strong></p>
<p class="v1v1MsoNormal"><strong><em> </em></strong></p>
<p class="v1v1MsoNormal">Secondo l&#8217;ultimo Dividend Watch, parte del Capital Group Global Equity Study di Capital Group, nel terzo trimestre del 2025 <strong>i</strong> <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/dividendi">dividendi</a> globali sono aumentati del 6,2% su base annua, raggiungendo i 518,7 miliardi di dollari, un record per il terzo trimestre dell&#8217;anno. La crescita dei dividendi core è stata del 6,1% al netto di fattori straordinari, tassi di cambio e fattori di calendario.</p>
<figure id="attachment_114091" aria-describedby="caption-attachment-114091" style="width: 276px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-114091" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2022/03/Christophe-Braun_Capital-Group-e1646218943407-276x300.jpg" alt="" width="276" height="300" /><figcaption id="caption-attachment-114091" class="wp-caption-text"><em>Christophe Braun</em></figcaption></figure>
<h3 class="v1v1MsoNormal">Christophe Braun, Equity Investment Director di Capital Group, ha dichiarato: &#8221; Il terzo trimestre ha visto il proseguimento della forte crescita dei dividendi globali, prolungando una sequenza ininterrotta di quattro anni di massimi trimestrali. Per gli investitori, la diversificazione a livello globale può offrire vantaggi concreti.</h3>
<p class="v1v1MsoNormal">Può garantire l&#8217;accesso a fonti durature di crescita dei dividendi, come gli Stati Uniti, dove la stabilità e la resilienza sono supportate dalla diversificazione del mercato azionario e dal robusto slancio degli utili, alle tendenze settoriali globali, come l&#8217;attuale forza del settore finanziario, o alle aree che stanno vivendo periodi di crescita significativa, come l&#8217;Europa.</p>
<p class="v1v1MsoNormal">Le aziende che pagano e aumentano costantemente i propri dividendi mostrano in genere profitti solidi, flussi di cassa sani e una gestione disciplinata. I dividendi possono rappresentare un punto di riferimento in periodi di incertezza e, monitorando l&#8217;andamento dei flussi di cassa, gli investitori possono acquisire una visione più approfondita dei risultati e della resilienza di un&#8217;azienda.&#8221;</p>
<h2 class="v1v1MsoNormal"><strong>Stati Uniti</strong></h2>
<p class="v1v1MsoNormal">Negli Stati Uniti sono stati registrati pagamenti record pari a 179,3 miliardi di dollari, nonostante un leggero rallentamento della crescita dei dividendi core al 5,7%. Ciò prolunga un lungo periodo di espansione: negli ultimi 15 anni, i dividendi statunitensi hanno registrato solo due trimestri consecutivi di calo, entrambi verificatisi durante la pandemia nel terzo trimestre del 2020 e nel primo trimestre del 2021.</p>
<p class="v1v1MsoNormal">
<h2 class="v1v1MsoNormal"><strong>Europa</strong></h2>
<p class="v1v1MsoNormal">In una stagione relativamente tranquilla per i dividendi europei, Polonia e Spagna hanno contribuito per metà alla crescita a doppia cifra della regione (+10,2% su base core), mentre Francia e Paesi Bassi hanno continuato a restare in coda. Da inizio anno, i dividendi europei sono aumentati del 6,1% su base core, in linea con la media globale.</p>
<p class="v1v1MsoNormal"><strong> </strong>In Italia, solo due società di servizi pubblici presenti nel nostro indice hanno pagato dividendi nel terzo trimestre. La crescita core è aumentata del 13,2%, riflettendo la tendenza generale dei dividendi italiani quest&#8217;anno. L&#8217;apprezzamento dell&#8217;euro rispetto al dollaro statunitense ha spinto il tasso nominale ancora più in alto, portando i pagamenti a un record nel terzo trimestre di 4,0 miliardi di dollari.</p>
<p class="v1v1MsoNormal"><strong> </strong></p>
<h2 class="v1v1MsoNormal"><strong>Altri mercati chiave</strong></h2>
<p class="v1v1MsoNormal">Il Giappone ha mantenuto la sua rapida crescita dei dividendi nel terzo trimestre (+13,0%, core), ma i pattern stagionali hanno fatto sì che non fosse un importante motore di crescita a livello globale. I pagamenti di Hong Kong sono aumentati di quasi un sesto (+15,4%) nella stagione di picco dei dividendi e non ci sono stati tagli tra le società oggetto della ricerca. Tuttavia, in Cina non c&#8217;è stata crescita su base core e più di un terzo delle società ha ridotto le distribuzioni.</p>
<p class="v1v1MsoNormal">La performance del Regno Unito è stata modesta, con una crescita dei dividendi core in calo dello 0,9%. I mercati emergenti hanno registrato una rapida crescita (+11,2%, core), in particolare India, Arabia Saudita, Sudafrica e Messico.</p>
<p class="v1v1MsoNormal">L&#8217;Australia ha rappresentato un punto debole, con una nuova diminuzione dei dividendi nel terzo trimestre (-7,4%, core) determinata dai tagli nei settori minerario ed energetico, posizionando il Paese all&#8217;ultimo posto nella classifica globale dei principali mercati dall&#8217;inizio dell&#8217;anno ad oggi.</p>
<h2 class="v1v1MsoNormal"><strong>Aspetti salienti del settore</strong></h2>
<p class="v1v1MsoNormal">Dal punto di vista settoriale, quasi la metà dell&#8217;incremento globale nel terzo trimestre è provenuto dal settore finanziario, che ha registrato una crescita dei dividendi core dell&#8217;11,0%, esattamente il doppio rispetto al resto dei settori messi insieme (5,5%). Le compagnie assicurative hanno registrato la crescita più rapida, con dividendi pari a 18,0 miliardi di dollari in aumento del 18,6% su base core, mentre le <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/banche">banche</a> hanno registrato un aumento dell&#8217;8,0% e il settore finanziario generale del 16,1%.</p>
<p class="v1v1MsoNormal">Tra gennaio e settembre, le banche, i servizi finanziari generali e le assicurazioni sono stati i primi tre settori per contributo in dollari USA all&#8217;aumento dei pagamenti globali, con un incremento dei dividendi pari a 44 miliardi di dollari USA. A livello globale, l&#8217;88% delle società ha aumentato i dividendi o li ha mantenuti stabili nel terzo trimestre, con una crescita mediana dei dividendi pari al 5,7%.</p>
<h2 class="v1v1MsoNormal"><strong>Prospettive</strong></h2>
<p class="v1v1MsoNormal">Per l&#8217;intero anno 2025, le prospettive sono positive. Il <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/giappone">Giappone</a> dovrebbe dare un contributo molto maggiore rispetto al terzo trimestre, le banche europee rimangono un punto di forza e si prevede che la regione del Pacifico continuerà a registrare una buona tenuta. Sul versante negativo, India e Brasile potrebbero subire alcuni tagli.</p>
<p class="v1v1MsoNormal">
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		<item>
		<title>Giappone, torna l&#8217;ottimismo ma senza eccessi</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/giappone-ottimismo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefania Basso]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Oct 2025 07:00:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[dividendi]]></category>
		<category><![CDATA[giappone]]></category>
		<category><![CDATA[M&G Investments]]></category>
		<category><![CDATA[Takaichi]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>ll Paese del Sol Levante ritrova slancio: diversi fattori spingono il mercato verso un finale d’anno costruttivo. M&#038;G Investments</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Carl Vine, Co-Head of Asia Pacific Equities di <a href="https://www.linkedin.com/company/jpmorganassetmanagement/posts/?feedView=all" target="_blank" rel="noopener">M&amp;G Investments</a></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-134136 size-full" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2024/05/Giappone.jpg" alt="" width="590" height="496" srcset="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2024/05/Giappone.jpg 590w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2024/05/Giappone-300x252.jpg 300w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2024/05/Giappone-150x126.jpg 150w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2024/05/Giappone-500x420.jpg 500w" sizes="(max-width: 590px) 100vw, 590px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le azioni <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/giappone">giapponesi</a> sono salite di circa il 12% nel terzo trimestre, collocandosi all’85° percentile secondo gli standard storici. Il rimbalzo è stato ampio e, a differenza del rally di sollievo del secondo trimestre, questa volta è stato alimentato da un rinnovato spirito di fiducia. Eppure, nonostante i rendimenti sostenuti, il tono generale è stato piuttosto contenuto. I segnali di euforia si sono concentrati soprattutto in un ristretto gruppo di titoli legati ai semiconduttori e alle tecnologie di commutazione ottica connesse all’intelligenza artificiale, piuttosto che sull’intero mercato.</p>
<figure id="attachment_114603" aria-describedby="caption-attachment-114603" style="width: 288px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-114603" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2022/03/CMYK-Carl-Vine-Cropped-Corporate-Profile-scaled-e1647590493650-288x300.jpg" alt="" width="288" height="300" srcset="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2022/03/CMYK-Carl-Vine-Cropped-Corporate-Profile-scaled-e1647590493650-288x300.jpg 288w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2022/03/CMYK-Carl-Vine-Cropped-Corporate-Profile-scaled-e1647590493650-983x1024.jpg 983w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2022/03/CMYK-Carl-Vine-Cropped-Corporate-Profile-scaled-e1647590493650-1474x1536.jpg 1474w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2022/03/CMYK-Carl-Vine-Cropped-Corporate-Profile-scaled-e1647590493650-150x156.jpg 150w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2022/03/CMYK-Carl-Vine-Cropped-Corporate-Profile-scaled-e1647590493650-300x313.jpg 300w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2022/03/CMYK-Carl-Vine-Cropped-Corporate-Profile-scaled-e1647590493650-696x725.jpg 696w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2022/03/CMYK-Carl-Vine-Cropped-Corporate-Profile-scaled-e1647590493650-1068x1113.jpg 1068w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2022/03/CMYK-Carl-Vine-Cropped-Corporate-Profile-scaled-e1647590493650-403x420.jpg 403w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2022/03/CMYK-Carl-Vine-Cropped-Corporate-Profile-scaled-e1647590493650.jpg 1529w" sizes="(max-width: 288px) 100vw, 288px" /><figcaption id="caption-attachment-114603" class="wp-caption-text">Carl Vine</figcaption></figure>
<p>Al di fuori di queste nicchie, la solidità è stata sostenuta da una maggiore visibilità sugli utili e da un incremento dei rendimenti per gli azionisti. Le aziende giapponesi continuano a fare progressi dove conta: riacquisti di azioni proprie, <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/dividendi">dividendi</a> e rafforzamento dei bilanci. Le previsioni per la seconda metà dell&#8217;anno fiscale  rimangono prudenti, ma i fondamentali sottostanti si stanno dimostrando molto più solidi di quanto molte società si aspettassero.</p>
<p>Il risultato è un mercato azionario che appare pronto per ulteriori revisioni al rialzo verso la fine dell’anno.</p>
<h2>Dividendi, disciplina e asset dormienti</h2>
<p>La storia dei dividendi in Giappone non è più una questione di riforme: è ormai una realtà legata agli utili. Per le società incluse nell’indice MSCI Japan, i dividendi per azione sono cresciuti a un tasso composto medio dell’11–12% nell’ultimo decennio e di quasi il 20% nell’ultimo anno. I <em>payout ratio</em> restano intorno al 40%, lasciando spazio a un’ulteriore accelerazione, soprattutto mentre i riacquisti di azioni proprie raggiungono livelli record.</p>
<p>Nel frattempo, procede in modo silenzioso ma costante la valorizzazione del potenziale “tesoro immobiliare” del Giappone quotato, stimato in circa 2.000 miliardi di dollari. Le dismissioni stanno diventando più frequenti, gli investitori attivisti più incisivi e gli sviluppatori meglio posizionati per trasformare terreni inattivi in asset produttivi. Non è un’esagerazione definire questa dinamica una delle maggiori opportunità di valore latente a livello globale nel mercato azionario.</p>
<h2>Un’impennata inattesa</h2>
<p>I mercati avevano inizialmente accolto con favore la vittoria di Sanae <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/takaichi">Takaichi</a> come leader del Partito Liberal Democratico (LDP) — e potenzialmente come prima donna a ricoprire la carica di primo ministro del Giappone — vedendola come una figura di continuità, favorevole al mercato e alla crescita, in grado di mantenere lo slancio delle riforme rafforzando al contempo l’agenda strategica e industriale del Paese.</p>
<p>Il cosiddetto “Takaichi trade” — un rally guidato da finanziari, beni capitali ed esportatori — rifletteva il sollievo per una direzione di politica economica percepita come stabile. Tuttavia, quella sensazione di stabilità è stata rapidamente scossa dal ritiro di Komeito, avvenuto pochi giorni dopo, dalla sua coalizione venticinquennale con l’LDP.</p>
<p>La spaccatura è più netta rispetto alle dispute del passato e lascia il governo privo di una maggioranza operativa. Se si tratti di un nuovo episodio di tattica politica o di una vera rottura lo determinerà il grado di deriva delle politiche nei prossimi mesi. Per ora, i mercati hanno interpretato l’evento come uno shock di breve periodo piuttosto che come un cambiamento strutturale. Il Giappone ha già superato turbolenze politiche simili, e gli investitori continuano ad aspettarsi o un rinnovo della coalizione o la nascita di un nuovo allineamento pragmatico.</p>
<h2>Prospettive: costruttive, non compiacenti</h2>
<p>L’impostazione per il quarto trimestre del 2025 appare equilibrata e costruttiva. Le indicazioni delle aziende restano prudenti, ma i dati operativi mostrano resilienza. Lo slancio riformatore prosegue e la narrativa sulla forza degli utili si sta ampliando oltre i settori tradizionali di esportatori e finanziari. La crescita dei dividendi e l’ottimizzazione dei bilanci continuano a rappresentare motori di rendimento spesso sottovalutati.</p>
<p>Alcuni investitori continuano a muoversi nelle acque superficiali dei titoli legati all’intelligenza artificiale ma la marea che si alza in Giappone ha radici più profonde — nella capacità di generare cassa, nella disciplina del capitale e nel ritrovato spirito di autosufficienza. Per gli investitori, è una corrente che vale la pena seguire.</p>
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		<title>Livelli record per i dividendi globali nel primo semestre 2025</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/dividendi-globali-capital-group/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Oct 2025 08:00:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Capital Group]]></category>
		<category><![CDATA[dividendi]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[finanziario]]></category>
		<category><![CDATA[giappone]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Settore finanziario in testa, con una crescita dei dividendi core del 9,2% anno su anno nel primo semestre, raggiungendo il record di 299 mld di dollari. Capital Group</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/dividendi-globali-capital-group/">Livelli record per i dividendi globali nel primo semestre 2025</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><img decoding="async" class="alignnone wp-image-45234 size-full" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2016/03/shutterstock_187119359.jpg" alt="dividendi" width="800" height="533" srcset="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2016/03/shutterstock_187119359.jpg 800w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2016/03/shutterstock_187119359-696x464.jpg 696w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2016/03/shutterstock_187119359-630x420.jpg 630w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2016/03/shutterstock_187119359-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h2>
<h2 class="v1MsoNormal">Secondo il Dividend Watch, parte del Capital Group Global Equity Study, nella prima metà del 2025 i <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/dividendi">dividendi</a> hanno registrato un forte aumento a livello globale, con un incremento del 7,7% anno su anno a 1.140 miliardi di dollari, quasi eguagliando il totale dell&#8217;intero 2017.</h2>
<p class="v1MsoNormal">Il risultato complessivo del primo semestre è stato favorito dalla debolezza del dollaro, poiché i dividendi in Giappone e in Europa, in particolare, sono stati convertiti a tassi di cambio molto più favorevoli. Tuttavia, la crescita dei dividendi core, al netto dei dividendi straordinari una tantum, dei tassi di cambio e di altri fattori minori, è stata incoraggiante, attestandosi al 6,2%.<u></u><u></u></p>
<p><img decoding="async" class="wp-image-178538 size-thumbnail alignleft" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/10/Alexandra-Haggard_Capital-Group-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" srcset="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/10/Alexandra-Haggard_Capital-Group-150x150.jpg 150w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/10/Alexandra-Haggard_Capital-Group-348x348.jpg 348w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></p>
<p class="v1MsoNormal">Alexandra Haggard, Head of Asset Class Services, Europa e Asia-Pacifico di <a href="https://www.linkedin.com/company/capital-group/" target="_blank" rel="noopener">Capital Group</a>, ha dichiarato: &#8220;Il 2025 si preannuncia come un altro anno positivo per i dividendi a livello globale, con un primo semestre forte e una crescita ben equilibrata tra le regioni e i settori. Rimaniamo ottimisti sul fatto che la seconda metà del 2025 continuerà a mostrare una solida crescita dei dividendi a livello globale.<u></u></p>
<p class="v1MsoNormal">&#8220;I flussi di dividendi possono essere un indicatore significativo della solidità e della stabilità finanziaria di un&#8217;azienda. Le società che pagano e aumentano costantemente i propri dividendi mostrano in genere utili solidi, un flusso di cassa sano e una gestione disciplinata. Monitorando l&#8217;andamento dei dividendi, gli investitori possono comprendere meglio le prestazioni delle aziende e la loro resilienza alle sfide economiche&#8221;.<u></u></p>
<h3 class="v1m_-7651647239096887530MsoFootnoteText"><b>Il settore finanziario sarà uno dei driver principali nel 2025</b><u></u><u></u></h3>
<p class="v1m_-7651647239096887530MsoFootnoteText">Esaminando i modelli settoriali, la combinazione di grandi dimensioni e le condizioni economiche favorevoli ha fatto sì che il settore finanziario contribuisse per due quinti alla crescita globale dei dividendi nella prima metà dell&#8217;anno. Il settore ha registrato un aumento dei <em>payout</em> del 9,2% anno su anno, raggiungendo il record di 299 miliardi di dollari.</p>
<p class="v1m_-7651647239096887530MsoFootnoteText">Le banche hanno contribuito per poco meno della metà all&#8217;incremento complessivo del settore finanziario; i primi 13 istituti bancari che hanno contribuito alla crescita dei dividendi nel primo semestre provengono da mercati diversi, a indicare una forza globale su ampia scala. Altri settori che hanno registrato una crescita solida sono stati i trasporti, in particolare il trasporto marittimo e gli aeroporti, i macchinari, in particolare i gruppi aerospaziali e della difesa, e il software.</p>
<p class="v1m_-7651647239096887530MsoFootnoteText">A livello globale, l&#8217;86% delle società ha aumentato i dividendi o li ha mantenuti stabili nel primo semestre, con una crescita mediana dei dividendi core a livello aziendale pari al 6,1% anno su anno.<u></u><u></u></p>
<h3 class="v1m_-7651647239096887530MsoFootnoteText"><b>Il Giappone ha guidato la crescita dei dividendi nel 2025, ma i record abbondano in tutto il mondo<u></u><u></u></b></h3>
<p class="v1m_-7651647239096887530MsoFootnoteText">I risultati totali nel primo semestre hanno raggiunto livelli record negli Stati Uniti, in Canada, in Giappone, in gran parte dell&#8217;Europa e in alcuni mercati emergenti e del Pacifico, nonostante una rilevante debolezza in Australia, Brasile, Italia, Cina e Regno Unito. La crescita più forte si è registrata in Giappone, dove i dividendi core sono aumentati del 13,8% anno su anno, più del doppio rispetto al resto del mondo. I dividendi record pari a 54,9 miliardi di dollari riflettono profitti ai massimi storici e un cambiamento nella cultura aziendale in ragione del quale le società stanno restituendo più capitale agli azionisti.<u></u><u></u></p>
<h4 class="v1m_-7651647239096887530MsoFootnoteText">Gli Stati Uniti hanno contribuito in modo determinante all&#8217;aumento di 71,3 miliardi di dollari rispetto all&#8217;anno precedente dei dividendi distribuiti a livello globale nel primo semestre, grazie alle loro dimensioni. Il tasso di crescita dei dividendi core del 6,1% è risultato in linea con la media globale, anche se la riduzione degli una tantum ha frenato l&#8217;aumento complessivo. Il secondo trimestre rappresenta la stagione chiave per i dividendi in Europa, ma quest&#8217;anno la crescita è stata più lenta rispetto agli ultimi quattro anni.</h4>
<p class="v1m_-7651647239096887530MsoFootnoteText">La crescita dei dividendi core nel primo semestre, pari al 5,6% anno su anno, è stata inferiore a quella del resto del mondo; i tagli effettuati, in particolare, dalle case automobilistiche europee hanno frenato la crescita nella regione di un terzo nella prima metà dell&#8217;anno.<u></u></p>
<figure id="attachment_178539" aria-describedby="caption-attachment-178539" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="wp-image-178539 size-thumbnail" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/10/Roberta-Gastaldello_Capital-Group-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" srcset="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/10/Roberta-Gastaldello_Capital-Group-150x150.jpg 150w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/10/Roberta-Gastaldello_Capital-Group-348x348.jpg 348w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><figcaption id="caption-attachment-178539" class="wp-caption-text">Roberta Gastaldello</figcaption></figure>
<p class="v1m_-7651647239096887530MsoFootnoteText">Roberta Gastaldello, Managing Director e Head of Financial Intermediaries, Italia di Capital Group, ha dichiarato: &#8220;Da tempo le società che distribuiscono dividendi fungono da porto sicuro, offrendo agli investitori un cuscinetto quando i mercati diventano instabili. La loro capacità di generare reddito anche nelle fasi di ribasso le rende un punto di riferimento interessante per i clienti italiani alla ricerca di resilienza e affidabilità.<u></u><u></u></p>
<p class="v1m_-7651647239096887530MsoFootnoteText">&#8220;Circa il 90% delle società italiane incluse nel nostro indice ha aumentato o mantenuto invariati i propri dividendi anno su anno, con gli istituti finanziari, in particolare banche e assicurazioni, in testa alla classifica. I dividendi core sono raddoppiati tra il 2019 e il 2024, segnando una forte ripresa dalla prolungata stagnazione che ha seguito la crisi finanziaria globale e la crisi dell&#8217;eurozona, nonostante le perturbazioni causate dalla pandemia nel 2020. La rivitalizzazione del settore bancario è stata il principale catalizzatore di questa notevole sovraperformance rispetto ai benchmark regionali e globali&#8221;.<u></u></p>
<p class="v1m_-7651647239096887530MsoFootnoteText">
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		<title>Mercati azionari: prospettive di lungo termine</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/mercati-azionari-prospettive-di-lungo-termine/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefania Basso]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jul 2025 05:50:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[azionari]]></category>
		<category><![CDATA[Capital Group]]></category>
		<category><![CDATA[dividendi]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.fondiesicav.it/?p=176648</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le aziende che distribuiscono dividendi hanno storicamente offerto stabilità nelle fasi di ribasso del mercato e prodotto rendimenti positivi quando i mercati sono saliti. Dickson, Capital Group</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="v1MsoNormal">Julie Dickson, Investment Director azionario di <a href="https://www.linkedin.com/company/capital-group/" target="_blank" rel="noopener">Capital Group</a><b></b></h2>
<h3 class="v1MsoNormal"><b>Quando la volatilità è elevata, i <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/dividendi">dividendi</a> possono attutire il colpo</b><b></b></h3>
<p class="v1MsoNormal">Le società che distribuiscono dividendi hanno storicamente fornito stabilità durante le flessioni del mercato, ma hanno anche generato rendimenti positivi quando i mercati hanno guadagnato terreno.</p>
<figure id="attachment_67238" aria-describedby="caption-attachment-67238" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-67238" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2017/10/Julie_Dickson_03-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /><figcaption id="caption-attachment-67238" class="wp-caption-text">Julie Dickson</figcaption></figure>
<p class="v1MsoNormal">Inoltre, le aziende che storicamente incrementano i dividendi hanno generato rendimenti più elevati con minore volatilità rispetto al mercato azionario in generale e all&#8217;universo più ampio delle società che versano dividendi. (In base a un portafoglio globale che usa i rendimenti medi ponderati regionali, con il rendimento di ciascuna regione calcolato utilizzando rendimenti aziendali equiponderati.)</p>
<p class="v1MsoNormal">Con l&#8217;evoluzione del commercio globale, potremmo incontrare qualche ostacolo lungo la strada. Una crescita costante dei dividendi indica che i manager aziendali sono disciplinati nell&#8217;allocazione dei capitali e hanno fiducia nelle prospettive future.</p>
<h4 class="v1MsoNormal">Le società con dividendi in crescita sono individuabili in vari settori, tra cui utility, finanziario, telecomunicazioni.</h4>
<p class="v1MsoNormal">Ad esempio, CenterPoint Energy negli USA, che ha previsto una forte domanda di energia nei suoi mercati, ha aumentato significativamente i suoi dividendi negli ultimi cinque anni. La società di telecomunicazioni olandese KPN, che da un decennio incrementa i dividendi, è meno vulnerabile ai dazi. L&#8217;assicuratore canadese Intact Financial aumenta i suoi dividendi ogni anno dal 2004.</p>
<p class="v1MsoNormal">Poiché le negoziazioni sui dazi potrebbero durare mesi, le società con dividendi in crescita possono fornire ai portafogli un elemento di stabilità quando i mercati divengono volatili.</p>
<h3 class="v1MsoNormal"><b>Forti sell-off di mercato possono indurre a cedere le società leader</b></h3>
<p class="v1MsoNormal">I mercati tendono a reagire eccessivamente alla volatilità a breve termine e a punire le società più forti insieme alle deboli – perdendo di vista l&#8217;obiettivo principale. Questa dinamica può generare opportunità a lungo termine per gli investitori pazienti.</p>
<p class="v1MsoNormal">Durante la fase ribassista innescata dalla pandemia nel 2020, ad esempio, le azioni di una serie di settori hanno registrato perdite a doppia cifra. Con l&#8217;interruzione dei viaggi e delle attività ricreative, le compagnie di navi da crociera come Royal Caribbean erano prezzate come se nessuno dovesse più prenotare. Per chi era convinto che i viaggi globali avrebbero ripreso slancio, prima o poi, è stata un&#8217;eccellente opportunità di investimento.</p>
<h4 class="v1MsoNormal">Dopo un crollo superiore all&#8217;83% nel bel mezzo del COVID-19, Royal Caribbean ha registrato un rimbalzo significativo, guadagnando più del 1000% nei cinque anni successivi.</h4>
<p class="v1MsoNormal">Inversioni di questa portata non avvengono ogni giorno. Quando i mercati sono stati turbati dalle notizie sui dazi nella prima metà dell&#8217;anno, è emersa l&#8217;opportunità di investire nelle società sanitarie che sviluppavano i farmaci GLP-1 per la perdita di peso.</p>
<p class="v1MsoNormal">I produttori di semiconduttori sono un&#8217;altra area di opportunità, considerando l&#8217;ampio potenziale di crescita delle infrastrutture per l&#8217;IA. La cosa fondamentale, quando le grandi società iniziano a essere vendute, è che bisogna essere pronti ad affrontare qualche nervosismo a breve termine. Non tutte le società recupereranno terreno così nettamente. Ed è per questo che la ricerca fondamentale è essenziale.</p>
<h3 class="v1MsoNormal"><b>La sicurezza assume un ruolo centrale in un mondo in transizione</b></h3>
<p class="v1MsoNormal">Mentre gli USA e le altre nazioni riconsiderano i rapporti commerciali e le alleanze politiche, i governi di tutto il mondo si stanno adoperando per dare priorità alla <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/sicurezza">sicurezza,</a> e questo potrebbe incentivare le attività di tutta una serie di società, grandi e piccole.</p>
<h4 class="v1MsoNormal">La sicurezza inizia dalla difesa nazionale.</h4>
<p class="v1MsoNormal">L&#8217;Europa, il Giappone e gli altri Paesi del mondo hanno ormai preso coscienza della necessità di divenire più autosufficienti in termini di difesa. Nel primo trimestre 2025, la Germania ha reso noti i suoi piani per uno stimolo fiscale aggressivo focalizzato in via principale sulla spesa per infrastrutture e difesa. A dicembre 2024, il gabinetto giapponese ha approvato un incremento del 9,4% nel suo budget per la difesa.</p>
<p>La spinta per la sicurezza va ben oltre la difesa e si estende all&#8217;esigenza di fonti di energia affidabili e infrastrutture e supply chain stabili.</p>
<p>Gli USA e <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/Europa">l&#8217;Europa</a> stanno cercando di ampliare le fonti di energia tradizionali, oltre a perseguire lo sviluppo di energia nucleare e altre alternative.</p>
<p>Insieme a questi obiettivi, il focus sulla supply chain e la sicurezza delle infrastrutture potrebbe rappresentare un&#8217;opportunità di crescita per il settore industriale.</p>
<p>Ad esempio, colossi globali come Mitsubishi Heavy Industries in Giappone, Siemens Energy in Germania e GE Vernova negli USA offrono prodotti in queste categorie, tra cui la generazione di energia, l&#8217;ammodernamento della rete, i sistemi per la difesa e la cybersecurity.</p>
<p class="v1MsoNormal">
<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/mercati-azionari-prospettive-di-lungo-termine/">Mercati azionari: prospettive di lungo termine</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
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		<title>Opportunità interessanti dai dividendi dell&#8217;equity emergente</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/interessanti-dai-dividendi-dellequity-emergenteopportunita-interessanti-dai-dividendi-dellequity-emergente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Jul 2025 09:00:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Aberdeen]]></category>
		<category><![CDATA[dividendi]]></category>
		<category><![CDATA[emergenti]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'ampiezza del mercato e la solidità della crescita sottostante ne fanno un'asset class da non sottovalutare all'interno dei portafogli. Matt Williams, Senior Investment Director di Aberdeen Investments</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Opportunità negli Em. L&#8217;ampiezza del mercato e la solidità della crescita sottostante ne fanno un&#8217;asset class da non sottovalutare all&#8217;interno dei portafogli. Matt Williams, Senior Investment Director di <a href="https://www.linkedin.com/company/aberdeen-group-plc/?originalSubdomain=uk" target="_blank" rel="noopener">Aberdeen Investments</a></em></p>
<p class="v1MsoNormal">Adottare una strategia orientata al reddito non significa rinunciare alla crescita. Nei mercati emergenti, dividendi e crescita spesso procedono insieme. Dal 2000, i dividendi EM sono cresciuti con un tasso annuo composto (CAGR) di circa il 12%, superando di gran lunga quello dei mercati sviluppati.</p>
<h2 class="v1MsoNormal"><b>Le due componenti del total return</b></h2>
<p class="v1MsoNormal">Il reddito, o income, è una componente essenziale del total return. Non si presenta solo sotto forma di distribuzione di dividendi, ma rappresenta anche il flusso di cassa che le aziende generano e reinvestono per sostenere la crescita futura. Dal 2000, il total return dell’indice MSCI EM è stato trainato per metà dalla crescita degli utili (price return) e per l’altra metà dai dividendi.</p>
<p class="v1MsoNormal">Questa capacità di generare reddito riflette la solidità economica e aziendale dei mercati emergenti. La crescita dei dividendi – supportata da flussi di cassa in aumento e payout più elevati – è una tendenza che ci aspettiamo prosegua. Anche la copertura dei dividendi è robusta, grazie a bilanci solidi. Per gli investitori attivi, ciò si traduce in opportunità interessanti all’interno di portafogli diversificati.</p>
<h2 class="v1MsoNormal"><b>Perché ora?</b></h2>
<p class="v1MsoNormal"><a name="v1_Hlk202882470"></a>I cambiamenti tariffari fanno parte di una più ampia trasformazione strutturale che comporta incertezza macroeconomica nel breve termine, ma che presenta notevoli opportunità per gli EM nel medio e lungo periodo. Storicamente, la performance EM è stata legata al ciclo degli investimenti globali e ora riteniamo che un nuovo ciclo sia alle porte. A livello di strategia, le nostre intuizioni possono essere raggruppate in tre pilastri d&#8217;investimento fondamentali: la tecnologia come piattaforma, le infrastrutture e i brand nazionali.</p>
<h2 class="v1MsoNormal"><b>La tecnologia come piattaforma</b></h2>
<p class="v1MsoNormal">Particolarmente promettenti appaiono le aziende legate all’hardware tecnologico, come i produttori di semiconduttori. Queste realtà sono al centro dell’economia digitale e beneficiano della crescente domanda di potenza di calcolo, accelerata anche dallo sviluppo dell’intelligenza artificiale generativa.</p>
<h2 class="v1MsoNormal"><b>Infrastrutture</b></h2>
<p class="v1MsoNormal">La modernizzazione delle economie emergenti richiede investimenti significativi in settori strategici, dai data center alle reti elettriche. Anche ambiti come il navale e il nucleare stanno evolvendo, offrendo nuove opportunità legate alla transizione energetica e alla difesa. Gli EM, spesso proprietari di tecnologie chiave e fornitori competitivi di materie prime industriali, sono ben posizionati.</p>
<h2 class="v1MsoNormal"><b>Brand nazionali e aumento dei consumi</b></h2>
<p class="v1MsoNormal">L’espansione della classe media nei paesi emergenti alimenta la crescita del consumo interno. I marchi nazionali affermati sono ben posizionati per trarre vantaggio da questo trend, offrendo al contempo solidi rendimenti da dividendo.</p>
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		<title>Dollaro debole e crescita mercati emergenti: nuove opportunità</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/dollaro-debole-e-crescita-mercati-emergenti-nuove-opportunita/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 May 2025 05:45:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[dividendi]]></category>
		<category><![CDATA[dollaro]]></category>
		<category><![CDATA[emergenti]]></category>
		<category><![CDATA[RBC BlueBay]]></category>
		<category><![CDATA[sp500]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si prevede una rotazione degli investimenti dagli asset US verso le valute e i mercati emergenti. Ottimi rendimenti potenziali nel medio termine. RBC BlueBay</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/dollaro-debole-e-crescita-mercati-emergenti-nuove-opportunita/">Dollaro debole e crescita mercati emergenti: nuove opportunità</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h4 class="v1MsoNormal"><strong>A cura di Gautam Kalani, EM Strategist FX, Portfolio Manager, <a href="https://www.linkedin.com/company/rbc-bluebay-asset-management/" target="_blank" rel="noopener">RBC BlueBay</a></strong></h4>
<div></div>
<p>&nbsp;</p>
<p class="v1MsoNormal">Dopo la crisi finanziaria globale, c&#8217;è stato un grande trade tra gli investitori: mantenere una posizione lunga sugli asset statunitensi senza copertura. Tenendo conto dei <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/dividendi">dividendi</a>, un asset manager europeo avrebbe generato un +859% mantenendo una posizione lunga e senza coperture sull’S&amp;P500 dal 2009.</p>
<h4 class="v1MsoNormal">In altre parole, l&#8217;S&amp;P500 ha registrato un +16,3% annuo, in euro, in 15 anni, con solo quattro ribassi significativi, che si sono rapidamente invertiti.</h4>
<figure id="attachment_174951" aria-describedby="caption-attachment-174951" style="width: 200px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-174951" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/05/Gautam_Kalani_RBC-BlueBay-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /><figcaption id="caption-attachment-174951" class="wp-caption-text">Gautam Kalani</figcaption></figure>
<p class="v1MsoNormal">Questo processo di assorbimento di capitale da parte degli Stati Uniti ha subìto un&#8217;accelerazione negli ultimi due anni, aiutato dalla generosità fiscale.</p>
<p class="v1MsoNormal">Di conseguenza, gli investitori stranieri ora possiedono ben 26mila miliardi di dollari di asset statunitensi, con 18mila miliardi di dollari solo in azioni americane.<i> </i>La percentuale che questa esposizione rappresenta nei portafogli globali si avvicina al 30%, il livello più alto degli ultimi 25 anni.</p>
<p class="v1MsoNormal">Sebbene i dati relativi ai coefficienti di copertura valutaria di tali attività siano scarsi, la maggior parte delle stime li colloca intorno al 30% per le azioni, nella parte bassa degli intervalli storici, evidenziando ancora una volta la vulnerabilità ai movimenti del <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/dollaro">dollaro</a>.</p>
<h5 class="v1MsoNormal">Perché gli investitori stranieri hanno mantenuto un rapporto di copertura così basso? La risposta risiede nella correlazione negativa tra il dollaro e gli asset rischiosi per la maggior parte del periodo successivo al 2008, per cui detenere un&#8217;esposizione lunga al dollaro è servito da &#8220;stabilizzatore automatico&#8221; per i portafogli globali.</h5>
<p class="v1MsoNormal">In altre parole, il dollaro ha tradizionalmente registrato un rally durante i principali episodi di avversione al rischio, grazie alle sue proprietà di bene rifugio e allo stress finanziario che ha creato una corsa al dollaro. Questa relazione ha contribuito a far sì che la sopravvalutazione del dollaro raggiungesse i massimi degli ultimi quattro decenni.</p>
<h4 class="v1MsoNormal"><u>Dollaro verso un indebolimento</u><br />
<b></b></h4>
<p class="v1MsoNormal">I recenti sviluppi relativi alla guerra commerciale sotto Trump 2.0 hanno supportato l&#8217;idea che il trade &#8220;lungo sugli Stati Uniti&#8221; sia giunto al termine, data l&#8217;incertezza politica derivante dalla nuova amministrazione statunitense. Si teme che l&#8217;impatto sulla crescita possa essere maggiore per gli Stati Uniti, portando a una sottoperformance delle azioni statunitensi.</p>
<p class="v1MsoNormal">È probabile che i rapporti di copertura aumentino, in particolare perché il dollaro si è indebolito, insieme agli asset statunitensi, nell&#8217;ultima ondata di avversione al rischio, esacerbando piuttosto che smorzare le perdite.</p>
<h4 class="v1MsoNormal">Che si tratti di timori per la crescita, di perdita di fiducia nel quadro politico statunitense o semplicemente della consapevolezza che il paradigma è cambiato, gli investitori stanno attivamente mettendo in discussione l&#8217;adeguatezza del loro posizionamento in dollari.</h4>
<p class="v1MsoNormal">L&#8217;ampio stock di asset statunitensi detenuti da investitori stranieri significa che anche piccoli cambiamenti nell&#8217;allocazione o nei rapporti di copertura avrebbero un impatto significativo sui flussi e sui tassi di cambio. Ciò crea un contesto in cui è probabile che il dollaro si indebolisca nei prossimi anni: il processo di riallocazione è a medio termine. Ed è improbabile che venga invertito.</p>
<p class="v1MsoNormal">Anche se la squadra di Trump farà marcia indietro su alcuni degli elementi più aggressivi della politica commerciale, si è creata abbastanza incertezza da mettere in discussione l’idea di detenere una fetta così ampia di asset statunitensi.</p>
<h4 class="v1MsoNormal"><u>L&#8217;ascesa dei mercati locali emergenti</u><b><br />
</b></h4>
<p class="v1MsoNormal">Nell&#8217;ultimo mese, le valute rifugio come euro, yen giapponese e franco svizzero, hanno registrato una forte performance, beneficiando sia dello shock di crescita sia dell&#8217;aumento dei rimpatri/coperture. Tuttavia, poiché lo shock iniziale della crescita inizierà a svanire nei prossimi mesi, ci aspettiamo che la debolezza del dollaro andrà a beneficio anche delle valute dei mercati <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/emergenti">emergenti.</a></p>
<h4 class="v1MsoNormal">Oltre all&#8217;indebolimento del dollaro, molti mercati emergenti sono pronti a beneficiare direttamente del nuovo paradigma commerciale. India e Brasile, ad esempio, si distinguono come economie relativamente chiuse che trarrebbero vantaggio rispettivamente dal re-shoring dalla <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/cina">Cina</a> e dalla forte domanda cinese di prodotti agricoli.</h4>
<p class="v1MsoNormal">Altre parti dell&#8217;America Latina, come il Messico, dovrebbero beneficiare di una maggiore integrazione con gli Stati Uniti in un mondo multipolare. I paesi dell&#8217;Europa centrale, in particolare Polonia e Repubblica Ceca, sono in pole position per trarre vantaggio dalle ricadute della crescita trainate dalla nuova spesa fiscale tedesca.</p>
<p class="v1MsoNormal">Gli afflussi azionari sono un&#8217;altra fonte di forza valutaria, via via che gli investitori diversificano dagli indici statunitensi ad alto contenuto tecnologico.</p>
<p class="v1MsoNormal">Pertanto, la prossima fase di debolezza del dollaro sarà probabilmente accompagnata dalla forza delle valute dei mercati emergenti: riteniamo che si tratti di una tematica strutturale a medio termine. E consideriamo la potenziale volatilità nei prossimi mesi come un&#8217;opportunità.</p>
<h4 class="v1MsoNormal">Un potenziale periodo di confronto è il mercato ribassista del dollaro del 2002-2008, anch&#8217;esso in seguito allo scoppio di una bolla tecnologica e a una graduale riduzione dell&#8217;esposizione agli Stati Uniti da parte degli investitori stranieri. In questo periodo, le valute dei mercati emergenti hanno registrato un rally del 35%.</h4>
<p class="v1MsoNormal">Certo, è improbabile che assisteremo a un boom di crescita globale simile a quello di allora. Ma il rovescio della medaglia è che il posizionamento negli asset statunitensi è significativamente più ampio (creando più spazio per il rimpatrio e la debolezza del dollaro legata alla copertura).</p>
<p class="v1MsoNormal">Normalmente, quando si verifica un grave shock della crescita globale, le valute dei mercati emergenti tendono a subire vendite significative. A causa del più ampio rally del dollaro che accompagna tali episodi di avversione al rischio.</p>
<p class="v1MsoNormal">Questa volta, le valute dei mercati emergenti non stanno subendo una forte debolezza perché l&#8217;avversione al rischio è accompagnata da un movimento al ribasso dell’indice del dollaro Usa.</p>
<h4 class="v1MsoNormal">L&#8217;inflazione è ben ancorata e potrebbe in realtà moderarsi ulteriormente a causa della debolezza dei prezzi delle materie prime e del reindirizzamento dei beni cinesi verso i mercati emergenti, i tassi reali sono elevati e le banche centrali sono in una posizione forte, con ampio margine per allentare la politica.</h4>
<p class="v1MsoNormal">Di conseguenza, i mercati dei tassi locali dei mercati emergenti si trovano in una posizione unica per beneficiare del contesto attuale.</p>
<p class="v1MsoNormal">In sintesi, l&#8217;inizio del mercato ribassista del dollaro crea un contesto positivo sia per le valute dei mercati emergenti sia per i tassi locali; prevediamo rendimenti a due cifre nell&#8217;asset class locale dei mercati emergenti per i prossimi 3-5 anni.</p>
<p class="v1MsoNormal">
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		<title>Azionario europeo, la volatilità è elevata. Come cavalcarla?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 May 2025 08:00:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Copertina]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Axa Investment Managers]]></category>
		<category><![CDATA[azionario]]></category>
		<category><![CDATA[dividendi]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[volatilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli investitori dovrebbero provare a non prestare attenzione alle notizie di breve periodo. Le Borse hanno recuperato terreno, dando impulso alla ripresa. Gilles Guibout, AXA IM</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/azionario-europeo-la-volatilita-e-elevata-come-cavalcarla/">Azionario europeo, la volatilità è elevata. Come cavalcarla?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>A cura di Gilles Guibout, Head of European Equities di AXA Investment Managers</strong><br />
I mercati azionari europei hanno sperimentato volatilità particolarmente elevata durante il mese di aprile, come conseguenza degli annunci sui dazi statunitensi. Dopo un inizio in forte calo, le piazze finanziarie hanno trovato sostegno nei primi risultati trimestrali che, essendo piuttosto buoni, hanno sostenuto la ripresa.<br />
Nel corso del mese, il DJ Eurostoxx dividendi reinvestiti è avanzato dello 0,31%. Per quanto riguarda i settori, la maggior parte dei difensivi ha chiuso in territorio positivo (immobiliare, utility, beni di consumo, etc.), con la notevole eccezione del settore sanitario, che è ancora in attesa di conoscere le tariffe speciali che saranno concesse sui prodotti farmaceutici.</p>
<figure id="attachment_101003" aria-describedby="caption-attachment-101003" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="wp-image-101003 size-thumbnail" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2021/05/AXAIM_gillesguibout-150x150.jpg" alt="Gilles Guibout" width="150" height="150" /><figcaption id="caption-attachment-101003" class="wp-caption-text">Gilles Guibout</figcaption></figure>
<p>Il settore più debole è stato quello dell&#8217;energia, che ha risentito della crescente incertezza a livello macroeconomico e quindi sulla futura domanda di combustibili fossili. Nonché della decisione dell&#8217;Arabia Saudita di aumentare la propria offerta al mercato.</p>
<h4>Trimestrali superiori alle aspettative</h4>
<p>La maggior parte dei risultati trimestrali pubblicati finora dai gruppi europei sono stati superiori alle aspettative del consensus, favoriti dagli acquisti anticipati in vista dell&#8217;applicazione di dazi doganali più elevati.</p>
<h4>Comunque sia, il mercato sta rivedendo al ribasso le stime degli utili per l&#8217;anno in corso, in parte a causa del forte deprezzamento del dollaro americano nel primo trimestre, che probabilmente penalizzerà i gruppi esportatori, e in parte per l&#8217;aumento delle probabilità di inizio di una recessione economica negli Stati Uniti.</h4>
<p>Se è vero che i mercati reagiscono violentemente alle notizie negative, è altrettanto vero che sono pronti a sperare in una veloce risoluzione dei problemi e a riprendersi rapidamente.</p>
<p>Rimaniamo fedeli alla nostra strategia d&#8217;investimento, concentrandoci su società che combinano la capacità di adeguare i prezzi, la visibilità e le prospettive di crescita attraverso l&#8217;esposizione a temi di lungo termine e una solida struttura finanziaria.</p>
<h4><b>Gestori attivi in un contesto d’incertezza</b></h4>
<p>Ci aspettavamo un aumento della volatilità a causa della persistente incertezza sui dazi. E infatti questo si è puntualmente verificato. In un simile contesto, un gestore attivo ha due possibilità. La prima è fare trading su ogni singola notizia e provare ad anticipare i possibili movimenti di mercato.</p>
<p>Questo si combina difficilmente con un approccio fondamentale che punta a individuare le forze delle società sul medio-lungo periodo. Non è impossibile, ma è molto più aleatorio e difficile se si vuole avere un portafoglio diversificato.</p>
<h4>La seconda, che riteniamo più sostenibile, è di provare a non prestare attenzione alle notizie di breve periodo, puntando su trend e dinamiche più strutturali. Anche se non possiamo totalmente evitare la volatilità di breve, possiamo almeno sfruttarla per aggiustare i pesi in portafoglio, aumentandoli quando i prezzi ci sembrano troppo bassi e limandoli quando ci sono dei rialzi eccessivi.</h4>
<p>Proprio come quando si guida un’automobile sotto la pioggia, aumentando le distanze di sicurezza e riducendo la velocità, di fronte a una tale imprevedibilità dobbiamo limitare gli investimenti più rischiosi e puntare un po’ di più sulle società con una buona visibilità sugli utili.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/azionario-europeo-la-volatilita-e-elevata-come-cavalcarla/">Azionario europeo, la volatilità è elevata. Come cavalcarla?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
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