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	<title>lavoro Archivi - Fondi e Sicav</title>
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	<description>Conoscere per investire al meglio</description>
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	<title>lavoro Archivi - Fondi e Sicav</title>
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		<title>Usa: frenata nelle assunzioni</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/usa-assunzioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 08:30:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[mercato]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
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		<category><![CDATA[Usa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I dati più recenti sul mercato del lavoro statunitense si sono mostrati particolarmente volatili, con cinque degli ultimi dieci mesi caratterizzati da un'alternanza tra variazioni positive e negative. Payden&#038;Rygel</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Usa: i dati più recenti sul mercato del lavoro statunitense si sono mostrati particolarmente volatili, con cinque degli ultimi dieci mesi caratterizzati da un&#8217;alternanza tra variazioni positive e negative. <a href="https://www.linkedin.com/company/payden-rygel/?originalSubdomain=it" target="_blank" rel="noopener">Payden&amp;Rygel</a></em></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-138087 aligncenter" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2024/11/USA.jpg" alt="USA" width="608" height="594" srcset="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2024/11/USA.jpg 608w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2024/11/USA-300x293.jpg 300w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2024/11/USA-150x147.jpg 150w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2024/11/USA-430x420.jpg 430w" sizes="(max-width: 608px) 100vw, 608px" /></p>
<p>Una dinamica che alcuni investitori attribuiscono a fattori idiosincratici, mentre altri leggono come il riflesso di tendenze più strutturali, tra cui il rallentamento dei flussi migratori e l&#8217;invecchiamento della popolazione. Al di là della volatilità di breve periodo, il quadro di fondo appare però più chiaro: dal 2022 il mercato del lavoro Usa ha evidenziato un progressivo indebolimento.</p>
<p>Un segnale particolarmente significativo arriva dal tasso di assunzione, che secondo i dati più recenti — relativi a febbraio — è sceso ai livelli più bassi da ottobre 2021. Le ragioni alla base di questo rallentamento sono molteplici.</p>
<p>Da un lato, i lavoratori mostrano una minore propensione a cambiare impiego rispetto al 2022; dall&#8217;altro, una quota più limitata di persone inattive — ossia non attivamente in cerca di lavoro — sta rientrando nel mercato.</p>
<p>Ancora più rilevante è il deterioramento della capacità del sistema di assorbire i disoccupati: se nel 2022 oltre il 30% di chi era senza lavoro riusciva a trovare un impiego nel mese successivo, oggi questa quota è scesa sotto il 24%.</p>
<p>In parallelo, la durata media della disoccupazione è aumentata del 36% rispetto ai livelli di due anni fa, segnalando un ulteriore irrigidimento del mercato. Nel complesso, al di là delle oscillazioni dei dati sui non-farm payroll, emerge un quadro coerente di indebolimento, in cui il mercato del lavoro statunitense appare sempre più caratterizzato da una dinamica delle assunzioni debole e poco reattiva.</p>
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		<title>Dati macro della settimana</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/dati-macro-settimana-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 08:30:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[AllianzGI]]></category>
		<category><![CDATA[dati macro]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo i PMI flash, la settimana vedrà la pubblicazione di alcuni indicatori economici chiave che aiuteranno a valutare l’entità del rallentamento economico seguito all’inizio del conflitto in Medio Oriente. AllianzGI</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/dati-macro-settimana-2/">Dati macro della settimana</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dati macro della settimana. Dopo i PMI flash, la settimana vedrà la pubblicazione di alcuni indicatori economici chiave che aiuteranno a valutare l’entità del rallentamento economico seguito all’inizio del conflitto in Medio Oriente. <a href="https://www.linkedin.com/company/allianz-global-investors/?originalSubdomain=it" target="_blank" rel="noopener">AllianzGI</a></em></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-79707 aligncenter" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2019/03/shutterstock_1016430565-2.jpg" alt="" width="500" height="334" srcset="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2019/03/shutterstock_1016430565-2.jpg 500w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2019/03/shutterstock_1016430565-2-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></p>
<p>Negli Stati Uniti verranno pubblicati i dati di marzo relativi ai nuovi occupati, alla disoccupazione e agli indici ISM, oltre ai dati di febbraio sulle posizioni lavorative aperte.</p>
<p>I dati relativi al mercato del lavoro danno segni di volatilità dall’inizio dell&#8217;anno; per quelli di marzo relativi ai nuovi occupati si prevede un rimbalzo rispetto alla flessione di febbraio, verso un livello coerente con un trend comunque debole.</p>
<p>Nell’area euro, i sondaggi della Commissione Europea sul sentiment delle imprese dovrebbero riflettere il calo già osservato nella fiducia dei consumatori. La stima preliminare del CPI di marzo dovrebbe mostrare i primi effetti del rincaro energetico in Europa, con un probabile incremento intorno al 2,5%.</p>
<p>In Giappone, il CPI di marzo di Tokyo rifletterà verosimilmente l’aumento dei prezzi energetici, risalendo rispetto all’1,6% del mese scorso. Il sondaggio Tankan del primo trimestre rappresenterà un importante termometro del sentiment per le imprese giapponesi, mentre i dati sulla disoccupazione e sulle vendite al dettaglio completeranno il quadro macroeconomico.</p>
<p>Nel Regno Unito, la lettura finale del PIL del quarto trimestre del 2025 dovrebbe confermare una chiusura d’anno debole per l’attività economica, mentre i sondaggi sulle aspettative di prezzo di imprese e consumatori costituiranno un segnale importante per la Banca d’Inghilterra.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Quanto lavora la Germania?</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/quanto-lavora-la-germania/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2026 09:00:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Fvs]]></category>
		<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I dati OCSE dicono che in Germania si lavora meno che altrove. Ma dietro questo numero si nasconde una realtà ben diversa. Julian Marx, Flossbach von Storch</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="v1elementToProof"><b>Julian Marx, Research Analyst di <a href="https://www.linkedin.com/company/flossbach-von-storch/" target="_blank" rel="noopener">Flossbach von Storch</a></b></h2>
<p>&nbsp;</p>
<div><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-59188 size-full" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2016/10/germania4-e1694675870340.jpg" alt="Germania" width="600" height="403" /></div>
<div></div>
<h2 class="v1elementToProof">La carenza di manodopera qualificata in <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/germania">Germania</a> è enorme. Difficilmente esiste un settore in cui non si cerchi personale con urgenza. Mancano lavoratori nell&#8217;elettrotecnica, nell&#8217;assistenza all&#8217;infanzia, nell&#8217;informatica. Per non parlare della ristorazione, dell&#8217;artigianato o del trasporto pubblico locale. Secondo le stime dell&#8217;Istituto dell&#8217;Economia Tedesca, nel 2028 in Germania potrebbero mancare complessivamente 768.000 lavoratori qualificati.</h2>
<div></div>
<h2 class="v1elementToProof"><b>La Germania in fondo alla classifica</b></h2>
<div></div>
<div class="v1elementToProof">I dati OCSE dipingono un quadro allarmante: tra tutti i 38 membri, nessuno ha registrato un numero medio annuo di ore lavorate inferiore a quello della Germania. Nel 2024, una persona occupata in Germania ha lavorato in media appena 1.331 ore, ben 405 ore in meno rispetto alla media OCSE. Oltre alla Germania, solo in un lavoratore ha totalizzato mediamente meno di 1.400 ore annue, mentre in testa alla classifica si colloca il Messico, con circa 2.200 ore lavorate. Nel confronto interno all&#8217;Europa, i greci risultano i più laboriosi, con quasi 1.900 ore di <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/lavoro">lavoro</a> annue, superando persino gli statunitensi, che si attestano intorno alle 1.800 ore. Una parte del divario rispetto agli Stati Uniti deriva dai maggiori diritti contrattuali, con i dipendenti tedeschi che godono mediamente di 31 giorni di ferie contro i 10 o 20 americani, mentre il confronto con il Messico risente della settimana lavorativa standard di sei giorni.</div>
<div></div>
<h4 class="v1elementToProof">L&#8217;OCSE invita a considerare l&#8217;incidenza del part-time come fattore determinante nella flessione delle medie annuali. In Germania, il ricorso al tempo parziale coinvolge il 29% degli occupati, una quota significativamente più alta rispetto alla media europea e statunitense, che restano sotto il 20%, e superata nel continente solo dai modelli di Paesi Bassi e Svizzera.</h4>
<div></div>
<div class="v1elementToProof">Alla base di questo fenomeno c&#8217;è l&#8217;elevata partecipazione femminile al mercato del lavoro: in Germania, quasi il 50% delle donne occupate lavora a tempo parziale. Nel primo trimestre del 2025, risultava occupato oltre il 74% delle donne tedesche tra i 15 e i 64 anni. Perciò, se è vero che la Germania occupa l&#8217;ultimo posto per ore lavorate medie annue, è altrettanto vero che si colloca tra i paesi di testa per quanto riguarda il tasso di occupazione femminile. Nella media OCSE, il tasso di occupazione delle donne si attestava a poco meno del 64%, ben 10 punti percentuali al di sotto di quello tedesco.</div>
<div></div>
<div class="v1elementToProof">Che le ore lavorate medie annue non raccontino tutta la storia emerge chiaramente anche dal confronto con l&#8217;Italia, dove una persona occupata lavora in media oltre 1.700 ore all&#8217;anno. Nel primo trimestre dello scorso anno, però, solo il 54% delle donne italiane tra i 15 e i 64 anni risultava occupato. In altre parole, la partecipazione delle donne tedesche al mercato del lavoro è quasi del 40% più elevata rispetto a quella delle italiane. Differenze significative emergono anche per quanto riguarda l&#8217;occupazione maschile. In Germania, recentemente, circa l&#8217;80% degli uomini tra i 15 e i 64 anni era occupato, contro il 77% della media OCSE e appena il 71% in Italia.</div>
<div></div>
<h2 class="v1elementToProof"><b>Tra quantità e qualità</b></h2>
<div></div>
<div class="v1elementToProof">Negli ultimi anni, in Germania la durata media del lavoro per persona occupata è diminuita di circa il 13% dal 1994, un calo analogo a quello registrato in Svizzera. Un&#8217;analisi dell&#8217;Istituto per la Ricerca sul Mercato del Lavoro e sulle Professioni mostra che negli ultimi trent&#8217;anni le ore di lavoro complessivamente prestate sono comunque leggermente aumentate, passando da 58.119 milioni di ore nel 1994 a 61.364 milioni nel 2024 (+6%). Di conseguenza, la riduzione dell&#8217;orario medio di lavoro è stata più che compensata da una maggiore partecipazione al mercato del lavoro, nonostante negli ultimi trent&#8217;anni la popolazione in età lavorativa (20-64 anni) si sia ridotta di circa il 5%.</div>
<div></div>
<h2 class="v1elementToProof"><b>Lavoro e reddito</b></h2>
<div></div>
<div class="v1elementToProof">Nelle società avanzate la produttività dipende dall&#8217;efficienza del capitale umano piuttosto che dal numero di ore lavorate. La Svizzera ne è l&#8217;esempio perfetto, poiché mantiene uno dei PIL pro capite più alti al mondo, oltre i 100.000 dollari USA, nonostante un orario lavorativo inferiore alla media e un diffuso ricorso al part-time. Anche la Germania si colloca tra i paesi economicamente più performanti e ha registrato di recente un PIL pro capite di circa 60.000 dollari USA. Su 195 paesi considerati, la Germania si posiziona stabilmente nell&#8217;area della &#8220;Top 20&#8221;, più recentemente al 18° posto.</div>
<div></div>
<h2 class="v1elementToProof"><b>Un&#8217;altra prospettiva</b></h2>
<div></div>
<div class="v1elementToProof">Il tema dell&#8217;orario di lavoro acquista ulteriore complessità se ci si distanzia da una prospettiva economica di breve periodo. Nelle società che invecchiano, ad esempio, la durata lavorativa attesa nell&#8217;arco della vita assume un ruolo sempre più rilevante. Anche sotto questo profilo la Germania presenta dati piuttosto solidi: secondo Eurostat, l&#8217;aspettativa di vita lavorativa si attesta attualmente intorno ai 40 anni, un valore sensibilmente superiore alla media dell&#8217;UE, pari a 37 anni. Solo Danimarca, Paesi Bassi, Svezia e Svizzera registrano durate lavorative attese nettamente più elevate, comprese tra i 43 e 44 anni.</div>
<div></div>
<h4 class="v1elementToProof">Di enorme importanza sociale è poi il lavoro non retribuito: l&#8217;educazione dei figli, l&#8217;assistenza ai familiari, così come le attività di volontariato. Secondo l&#8217;ultima indagine sull&#8217;uso del tempo dell&#8217;Ufficio federale di statistica tedesco, in Germania circa il 37% della popolazione si dedica ad attività di volontariato per una media di due ore settimanali a persona. Il lavoro volontario fornisce anche un contributo economico sostanziale, perché l&#8217;intera società beneficia del fatto che bambini e giovani crescano diventando adulti sani e produttivi.</h4>
<div></div>
<div class="v1elementToProof">Alla fine del 2022, i corpi dei vigili del fuoco volontari in Germania contavano oltre 1.000.000 di membri. In situazioni di emergenza, questi volontari affrontano non solo rischi fisici, ma sono spesso esposti anche a forti sollecitazioni psicologiche. Si potrebbero citare numerosi altri esempi di lavoro non retribuito ma di elevatissima rilevanza sociale. Nel loro insieme questi elementi evidenziano quanto sia complesso ottenere un quadro davvero completo del lavoro svolto in una società.</div>
<div></div>
<h2 class="v1elementToProof"><b>Chi è davvero pigro?</b></h2>
<div></div>
<div class="v1elementToProof">Dai dati di lungo periodo non emerge in modo chiaro che la morale del <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/lavoro">lavoro</a> in Germania abbia subito un sensibile deterioramento. Il calo dell&#8217;orario medio di lavoro per occupato si spiega con un cambiamento strutturale del mercato del lavoro. In relazione alla conciliazione tra lavoro e famiglia, la settimana lavorativa di quattro giorni potrebbe rappresentare una condizione necessaria affinché entrambi i genitori possano svolgere un&#8217;attività professionale. Questa evoluzione è più avanzata solo in pochi paesi, come Danimarca, Paesi Bassi e Svizzera &#8211; e tutti e tre risultano, in termini di PIL pro capite, ancora più competitivi della Germania. Alla luce di ciò, le ore lavorate medie annue così come riportate dall&#8217;OCSE vanno interpretate con cautela.</div>
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			</item>
		<item>
		<title>PMI, inflazione e lavoro sotto i riflettori</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/pmi-inflazione-e-lavoro-sotto-i-riflettori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Mar 2026 09:30:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[allianz global investors]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Pmi]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E' una settimana cruciale per i mercati. Hans-Jörg Naumer, Director, Global Capital Markets &#038; Thematic Research, Allianz Global Investors</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="v1Default"><u>Weekly outlook di <a href="https://www.linkedin.com/company/allianz-global-investors/posts/?feedView=all" target="_blank" rel="noopener"><b>Allianz Global Investors</b></a> a cura di Hans-Jörg Naumer, Director, Global Capital Markets &amp; Thematic Research</u></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-104822 size-full" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2021/09/inflation5-e1681287685359.jpg" alt="inflazione" width="600" height="401" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="v1Default">La settimana si apre con gli indici dei responsabili degli acquisti <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/pmi">(PMI)</a> per il settore manifatturiero: in Germania, l’indice si è attestato recentemente a 50,7 punti, nell’area euro a 50,8 e nel Regno Unito a 52 punti. Seguirà l’indice PMI ISM negli Stati Uniti, che nell’ultima rilevazione è risultato pari a 52,6 punti. Martedì verranno pubblicate le stime flash per i <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/prezzi">prezzi</a> al consumo nell’area euro.</p>
<h3 class="v1Default">Ulteriori dati sul sentiment saranno diffusi a metà settimana, tra cui l’indice PMI HCOB per la <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/germania">Germania</a> (precedentemente a 53,1 punti), l’indice composito per l’area euro (precedentemente a 51,9 punti) e l’indice dei servizi per il Regno Unito (precedentemente a 53,9 punti).</h3>
<p class="v1Default">A questi si aggiungeranno i prezzi alla produzione dell’area euro, che recentemente si sono attestati al 2,1% al di sotto del livello dell’anno precedente. Giovedì saranno comunicate le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti. La settimana si conclude venerdì con i dati rivisti del Prodotto Interno Lordo (PIL) nell’area euro per il quarto trimestre del 2025 (precedentemente allo 0,3% su base trimestrale) e i dati sui lavoratori dipendenti non agricoli negli USA. Questi ultimi, che l’ultima volta hanno indicato un incremento di 130.000 nuovi posti di lavoro, generano frequentemente una notevole attività sui mercati.</p>
<p class="v1MsoNormal">
<p class="v1MsoNormal">
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			</item>
		<item>
		<title>L’America dell’AI tra slancio e fragilità</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/lamerica-dellai-tra-slancio-e-fragilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Feb 2026 09:00:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[AI]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[PGIM]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
		<category><![CDATA[Usa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli investimenti in IA spingono la produttività, ma crepe nel mercato del lavoro e inflazione ostinata mettono alla prova l’equilibrio dell’economia americana. PGIM</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/lamerica-dellai-tra-slancio-e-fragilita/">L’America dell’AI tra slancio e fragilità</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="v1MsoNormal"><span lang="EN-US"><b>Katharine Neiss, deputy head of global economics, fixed income, PGIM</b></span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p class="v1MsoNormal"><span lang="EN-US"> <img decoding="async" class="aligncenter wp-image-110316 size-full" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2021/11/usa4-e1693209293107.jpg" alt="" width="900" height="600" /></span></p>
<h2></h2>
<h2 class="v1MsoNormal">L&#8217;intersezione tra temi secolari e ciclici è facilmente riscontrabile nell&#8217;<a href="https://www.fondiesicav.it/tag/economia-usa">economia statunitense</a>. L’attenuazione delle condizioni del lavoro si sta verificando in controtendenza &#8211; ed è forse causata in parte &#8211; dal boom degli investimenti in <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/AI">AI</a> mentre le tecnologie sono integrate nei luoghi di lavoro.</h2>
<figure id="attachment_179460" aria-describedby="caption-attachment-179460" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-179460" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/10/Katharine-Neiss_PGIM-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/10/Katharine-Neiss_PGIM-300x200.jpg 300w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/10/Katharine-Neiss_PGIM-1024x683.jpg 1024w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/10/Katharine-Neiss_PGIM-1536x1024.jpg 1536w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/10/Katharine-Neiss_PGIM-2048x1365.jpg 2048w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/10/Katharine-Neiss_PGIM-350x233.jpg 350w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/10/Katharine-Neiss_PGIM-scaled.jpg 2560w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-179460" class="wp-caption-text">Katharine Neiss</figcaption></figure>
<p class="v1MsoNormal">Oltre alla resilienza dei consumatori di fascia alta, gli investimenti in AI hanno anche fornito un solido contributo alla crescita del PIL. Nella prima metà del 2025 l&#8217;impatto degli investimenti in AI sulla crescita del PIL statunitense è stato pari a circa 60 punti base e prevediamo che tale tendenza continuerà nel 2026.</p>
<h3 class="v1MsoNormal">Nel breve termine l&#8217;intersezione di forze secolari e cicliche dipinge un quadro misto per l&#8217;economia statunitense. Gli effetti a più lungo termine possono essere meglio valutati dalla relazione tra queste due tendenze.</h3>
<p class="v1MsoNormal">Con circa il 40% dei posti di lavoro globali esposti all&#8217;AI, uno degli effetti di primo ordine per i settori statunitensi più esposti, come la tecnologia e l&#8217;elaborazione dei dati, è una crescita della produttività più rapida rispetto al trend preesistente.</p>
<p class="v1MsoNormal">A questo punto, l&#8217;AI sta aumentando la produttività in quelle posizioni, anziché sostituire i lavoratori. L&#8217;aumento sta anche accelerando la crescita dei salari &#8211; e forse contribuendo a condizioni di <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/inflazione">inflazione</a> persistente &#8211; nei settori più colpiti dall&#8217;adozione dell&#8217;AI. Tuttavia, alcune evidenze preliminari indicano che i lavoratori all&#8217;inizio della carriera nei settori vulnerabili stanno subendo un impatto maggiore.</p>
<p class="v1MsoNormal">Per esempio, il recente aumento del tasso di disoccupazione dei lavoratori del settore tecnologico nella fascia di età compresa tra i 20 e i 30 anni è di gran lunga superiore al tasso complessivo del settore. Tale sostituzione potrebbe anche contribuire all&#8217;aumento della disuguaglianza, in particolare se è più probabile che tale aumento si applichi ai lavoratori altamente qualificati o se i rendimenti più elevati degli investimenti in AI vanno a beneficio di una fascia relativamente piccola della popolazione.</p>
<h3 class="v1MsoNormal">In questo contesto, un potenziale boom di produttività &#8211; una combinazione favorevole al mercato di crescita accelerata e bassa inflazione &#8211; rimane ancora lontano e non è il nostro scenario di base per l&#8217;economia statunitense nel 2026. Tuttavia, esistono segnali di una potenziale spinta, come osservato nel rapporto sul PIL del terzo trimestre, più solido del previsto.</h3>
<p class="v1MsoNormal">L&#8217;accelerazione della crescita in un contesto di debolezza dell&#8217;occupazione indica che l&#8217;economia si sta espandendo grazie a un aumento dell&#8217;efficienza piuttosto che all&#8217;accumulo di manodopera. Tuttavia, saranno necessarie ulteriori conferme prima di poter annunciare l&#8217;arrivo di un boom della produttività.</p>
<p class="v1MsoNormal">Nei prossimi 12 mesi, il nostro scenario di base per gli Stati Uniti prevede un ulteriore indebolimento del mercato del lavoro in un contesto di inflazione ostinatamente elevata tra il 2,5 e il 3,0%. La Fed, divisa tra i segnali contrastanti del suo duplice mandato, probabilmente traccerà un percorso paziente verso il range di neutralità stimato della politica monetaria nel 2026 (ovvero 3,0-3,25%). La prospettiva combinata di un FOMC più accomodante e di un&#8217;ulteriore espansione fiscale punta verso il nostro scenario di rischio principale di “surriscaldamento”, in cui l&#8217;accelerazione della crescita porta l&#8217;inflazione al di sopra del 3,5%.</p>
<p class="v1MsoNormal"><b> </b></p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/lamerica-dellai-tra-slancio-e-fragilita/">L’America dell’AI tra slancio e fragilità</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
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		<title>Usa, economia al bivio</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/usa-economia-bivio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Nov 2025 09:30:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Payden&Rygel]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
		<category><![CDATA[Usa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La dinamica occupazionale suggerisce una frenata, gli investimenti in tecnologia mantengono alto il tasso di crescita. Payden&#038;Rygel</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Usa, economia al bivio. La dinamica occupazionale suggerisce una frenata, gli investimenti in tecnologia mantengono alto il tasso di crescita. <a href="https://www.linkedin.com/company/payden-rygel/?originalSubdomain=it" target="_blank" rel="noopener">Payden&amp;Rygel</a></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-178232 aligncenter" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/09/USA075.jpg" alt="MGG" width="1482" height="815" srcset="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/09/USA075.jpg 1482w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/09/USA075-300x165.jpg 300w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/09/USA075-1024x563.jpg 1024w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/09/USA075-350x192.jpg 350w" sizes="(max-width: 1482px) 100vw, 1482px" /></p>
<p>La scorsa settimana la Federal Reserve ha tagliato il tasso sui Fed Funds di 25 punti base per la seconda volta dall&#8217;inizio di gennaio. Il voto si è concluso con 10 membri del FOMC favorevoli e 2 contrari: il governatore Miran si è espresso a favore di un taglio da 50 pb, mentre la presidente della Fed di Kansas City, Schmid, ha votato per lasciare i tassi invariati.</p>
<p>Nel tentativo di giungere a un accordo, il presidente Powell ha osservato che, per parte del Comitato, potrebbe essere arrivato il momento di fare un passo indietro per valutare se esistano effettivi rischi al ribasso per il mercato del lavoro o se, al contrario, la crescita più sostenuta osservata di recente sia effettivamente reale. In effetti, l&#8217;economia statunitense si trova ad un bivio: la dinamica occupazionale suggerisce un rallentamento, con la media mobile a tre mesi dei nuovi posti di impiego che si attesta a sole 29.000 unità ad agosto.</p>
<p>Parallelamente, la crescita del Pil reale per il terzo trimestre si mantiene al +3,9%, trainata dagli investimenti nel settore tecnologico. Tra i vari indicatori, quello occupazionale sembra offrire una lettura più solida delle prospettive future rispetto al Pil. Storicamente, infatti, tra i 22 trimestri in cui si sono registrati simili segnali contrastanti, nessuno ha poi sperimentato un&#8217;espansione economica duratura — a meno che l&#8217;economia non stesse uscendo da una recessione. Se così fosse, la Fed potrebbe trovarsi in una posizione di incertezza nella gestione del ciclo economico.</p>
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		<title>Stati Uniti: atteso il rapporto sul mercato del lavoro</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/mercato-del-lavoro-degli-stati-uniti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Sep 2025 08:30:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[allianz global investors]]></category>
		<category><![CDATA[giappone]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
		<category><![CDATA[volatilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Potrebbe essere un momento opportuno per gli investitori per prendersi una pausa e riconsiderare le proprie posizioni. AllianzGI</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="v1Default"><strong>Weekly outlook di <a href="https://www.linkedin.com/company/allianz-global-investors/posts/?feedView=all" target="_blank" rel="noopener">Allianz Global Investors </a>a cura di Stefan Rondorf, Senior Investment Strategist, Global Economics &amp; Strategy</strong></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-178254 size-full" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/09/mondo.jpg" alt="" width="2257" height="1269" srcset="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/09/mondo.jpg 2257w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/09/mondo-300x169.jpg 300w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/09/mondo-1024x576.jpg 1024w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/09/mondo-1536x864.jpg 1536w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/09/mondo-2048x1151.jpg 2048w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/09/mondo-350x197.jpg 350w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/09/mondo-uai-900x506.jpg 900w" sizes="(max-width: 2257px) 100vw, 2257px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="v1Default">Il dato macroeconomico più atteso di questa settimana sarà il rapporto sul <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/mercato-lavoro">mercato del lavoro</a> degli Stati Uniti, in uscita venerdì. Di recente, i dati sul mercato del lavoro <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/USA">USA</a> hanno registrato una tendenza all’indebolimento, sebbene il quadro generale non paia allarmante.</p>
<p class="v1Default">Un mercato occupazionale debole potrebbe alimentare le preoccupazioni sulla crescita economica, mentre un’inattesa solidità dei dati sull’occupazione andrebbe a ridurre le speranze del mercato circa possibili tagli dei tassi. Molti operatori di mercato potrebbero considerare come sufficientemente positivo uno scenario “intermedio”.</p>
<p class="v1Default">La prossima settimana vedrà inoltre la pubblicazione di alcuni importanti dati sul sentiment, quali i risultati dell’indagine economica della Commissione europea lunedì, la Consumer Confidence Survey del Conference Board statunitense martedì e, infine, mercoledì, in <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/giappone">Giappone,</a> il rapporto trimestrale Tankan.</p>
<p class="v1Default">E ancora, diversi Paesi pubblicheranno (la maggioranza mercoledì o venerdì) i dati definitivi dell’indice dei responsabili degli acquisti relativi al mese di settembre.</p>
<p class="v1Default">Dopo le riunioni delle principali banche centrali mondiali, questo potrebbe essere un momento opportuno per gli investitori per prendersi una pausa e riconsiderare le proprie posizioni. Le fluttuazioni implicite dei mercati rimangono contenute, come mostrano gli indici di <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/volatilità">volatilità.</a> Per quanto la propensione al rischio sembri intatta, i dati di posizionamento di Deutsche Bank suggeriscono che molti portafogli non sono ancora eccessivamente esposti alle asset class più rischiose come le azioni.</p>
<p class="v1Default">
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		<title>USA, calo posti di lavoro ad agosto apre la strada a tagli tassi</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/usa-calo-posti-di-lavoro-ad-agosto-apre-la-strada-a-tagli-tassi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Sep 2025 06:00:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Fed]]></category>
		<category><![CDATA[Janus Henderson]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[schroders]]></category>
		<category><![CDATA[tassi]]></category>
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		<category><![CDATA[Usa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il calo continuo della crescita dell'occupazione negli USA apre la strada a un taglio dei tassi da parte della Fed. Il commento di Schroders e Janus Henderson </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/usa-calo-posti-di-lavoro-ad-agosto-apre-la-strada-a-tagli-tassi/">USA, calo posti di lavoro ad agosto apre la strada a tagli tassi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="v1MsoNormal">&#8220;Il calo continuo della crescita dell&#8217;occupazione negli Stati Uniti ad agosto apre la strada a un taglio dei tassi da parte della Fed alla fine del mese&#8221;, commenta <span lang="EN-US"><b>David Rees, Head of Global Economics,<a href="https://www.linkedin.com/company/schroders/posts/?feedView=all" target="_blank" rel="noopener"> Schroders</a></b></span></h2>
<figure id="attachment_105843" aria-describedby="caption-attachment-105843" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="wp-image-105843 size-thumbnail" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2021/09/David-Rees2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /><figcaption id="caption-attachment-105843" class="wp-caption-text">David Rees</figcaption></figure>
<p class="v1MsoNormal">&#8220;Anche se ora le probabilità sono decisamente a favore di un imminente taglio dei <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/tassi">tassi,</a> la Fed dovrà procedere con cautela. Dopo tutto, la maggior parte degli altri indicatori del mercato del <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/lavoro">lavoro</a> hanno tenuto bene e i cambiamenti nella politica sull&#8217;immigrazione potrebbero limitare, in futuro, l&#8217;offerta di manodopera. Con l&#8217;economia in generale che sembra ora in ripresa, le incertezze politiche più urgenti sono state superate e potrebbe passare non molto tempo prima che le assunzioni riprendano.</p>
<p class="v1MsoNormal">Più in generale, la solida performance dell&#8217;economia statunitense degli ultimi anni implica che la combinazione di stimoli monetari e fiscali abbia maggiori probabilità di alimentare, il prossimo anno, un aumento dell&#8217;inflazione piuttosto che una crescita reale del Pil. E questo senza considerare l&#8217;impatto inflazionistico dei dazi. Anche se è altamente probabile che la Fed tagli i tassi questo mese, le previsioni di mercato che indicano un calo del tasso dei Fed funds fino al 3% il prossimo anno sembrano ancora ottimistiche&#8221;, spiega Rees.</p>
<p class="v1MsoNormal">&#8220;Il rapporto sull&#8217;occupazione di agosto ha presentato un dato inferiore alle attese: sono stati creati solo 22.000 posti di lavoro, al di sotto dei 75.000 previsti, e il tasso di disoccupazione è salito al 4,3%. Le cifre mostrano chiaramente che il mercato del lavoro sta rallentando, ma non si tratta di un crollo. Nonostante il dato debole, il mercato del lavoro continua a generare posti di lavoro e il tasso di disoccupazione del 4,3% rimane &#8220;sano&#8221; in termini storici,&#8221; aggiunge<strong> <i>Lara Castleton, Portfolio Manager di <a href="https://www.linkedin.com/company/janus-henderson-investors/posts/?feedView=all" target="_blank" rel="noopener">Janus Henderson</a></i></strong></p>
<p class="v1MsoNormal">&#8220;I titoli azionari stanno reagendo positivamente e i rendimenti obbligazionari sono in calo, poiché questi dati più deboli consolidano la prospettiva di un taglio dei tassi da parte della Fed a settembre, con la possibilità di un ulteriore allentamento fino alla fine dell&#8217;anno.&#8221;</p>
<p>&#8220;Il mercato del lavoro non sta crollando. Ma la Fed ha ora il via libera per tagliare i tassi. Siate cautamente ottimisti, tenete d&#8217;occhio le revisioni e siate pronti a cambiare rotta man mano che il quadro macroeconomico evolve&#8221;, conclude <i>Castleton.</i></p>
<p class="v1MsoNormal">
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		<item>
		<title>Azionario: buona performance, focus sul ritmo dei tagli dei tassi</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/azionario-buona-performance-focus-sul-ritmo-dei-tagli-dei-tassi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Sep 2024 04:29:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Copertina]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Mercati]]></category>
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		<category><![CDATA[Axa Investment Managers]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo il picco di volatilità di agosto, che non è riuscito a far deragliare la solida performance dei mercati dall'inizio dell'anno, il focus è sul ritmo del taglio dei tassi. AXA IM</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/azionario-buona-performance-focus-sul-ritmo-dei-tagli-dei-tassi/">Azionario: buona performance, focus sul ritmo dei tagli dei tassi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h4 class="v1MsoNormal"><b>A cura di Gilles <span class="v1spelle">Guibout</span>, </b><b>Head of European Equities di AXA Investment Managers</b><b></b></h4>
<p class="v1MsoNormal">Agosto è stato un mese a tinte forti: <strong>i primi giorni sono stati infatti caratterizzati da un forte calo dei mercati azionari a causa dei timori di un atterraggio duro dell&#8217;economia americana,</strong> o addirittura di un&#8217;entrata in recessione, nonché dalla liquidazione dello &#8220;<strong><a href="https://www.fondiesicav.it/tag/yen">yen</a> carry trade</strong>&#8221; a seguito dell&#8217;annuncio del rialzo dei tassi da parte della Banca del Giappone.</p>
<figure id="attachment_101003" aria-describedby="caption-attachment-101003" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-101003" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2021/05/AXAIM_gillesguibout-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" srcset="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2021/05/AXAIM_gillesguibout-300x168.jpg 300w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2021/05/AXAIM_gillesguibout-696x390.jpg 696w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2021/05/AXAIM_gillesguibout-750x420.jpg 750w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2021/05/AXAIM_gillesguibout.jpg 1000w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-101003" class="wp-caption-text">Gilles Guibout</figcaption></figure>
<p class="v1MsoNormal">Dopodiché, la pubblicazione di dati economici rassicuranti negli Stati Uniti e la<strong> prospettiva di un calo dei <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/tassi">tassi</a> di interesse hanno tranquillizzato gli investitori</strong> e hanno permesso di chiudere il mese con un rialzo degli indici azionari.</p>
<h4 class="v1MsoNormal"><b>Ritmo di allentamento della politica monetaria sotto i riflettori</b></h4>
<p class="v1MsoNormal">Dopo i tagli di settembre da parte di Fed e <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/bce">Bce</a>, nelle prossime settimane, <strong>il mercato rimarrà concentrato sui dati relativi al mercato del lavoro statunitense</strong> (occupazione) e su quale sarà ritmo dell’allentamento della politica monetaria.</p>
<p class="v1MsoNormal">Anche se i segnali restano piuttosto positivi riguardo all&#8217;evoluzione degli utili societari, i mercati azionari rischiano di restare intrappolati tra l&#8217;<strong>entità del taglio dei tassi da una parte e l&#8217;importanza del rallentamento della crescita economica</strong>, dall&#8217;altra.</p>
<p class="v1MsoNormal"><b>In Europa</b>, l’attenzione si concentrerà sicuramente sulla<strong> legge finanziaria francese</strong> e sulle sue implicazioni sulla traiettoria del debito, nonché sui possibili aumenti delle tasse.</p>
<p class="v1MsoNormal">In queste condizioni e con un contesto politico ed elettorale incerto, a cui si aggiunge un contesto geopolitico ancora molto teso, <strong>mantenere una buona diversificazione all’interno del portafoglio ci sembra comunque opportuno.</strong></p>
<p class="v1MsoNormal">
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		<item>
		<title>Economia Usa, i possibili segnali di un rallentamento da consumi e lavoro</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/economia-usa-i-possibili-segnali-di-un-rallentamento-da-consumi-e-lavoro/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Sep 2024 08:00:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sotto osservazione la spesa dei consumatori, indicatore chiave della salute economica del paese. Finora, i segnali non sono promettenti. Purdy, TCW</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/economia-usa-i-possibili-segnali-di-un-rallentamento-da-consumi-e-lavoro/">Economia Usa, i possibili segnali di un rallentamento da consumi e lavoro</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h4 class="v1MsoNormal"><b>A cura di Steven Purdy, Co-Head of Credit Markets </b><strong>e</strong> <b>Tania Salomon, Senior Credit Analyst, TCW</b></h4>
<p class="v1MsoNormal">Gli economisti hanno messo sotto osservazione la spesa dei consumatori, il principale motore dell&#8217;economia americana, come indicatore chiave della <strong>salute economica del paese</strong>. Finora, i segnali non sono promettenti.</p>
<figure id="attachment_136799" aria-describedby="caption-attachment-136799" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-136799" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2024/09/purdy_steven_TCW-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /><figcaption id="caption-attachment-136799" class="wp-caption-text">Steven Purdy</figcaption></figure>
<p class="v1MsoNormal">I <strong>consumatori</strong> sono sempre più concentrati sulle occasioni ed esitano a fare grandi acquisti, sollevando preoccupazioni sulla sostenibilità della crescita, in un momento in cui l&#8217;inflazione rimane ostinatamente alta e i tassi di interesse pesano sui bilanci delle famiglie.</p>
<p class="v1MsoNormal">Questo cambiamento potrebbe avere implicazioni più ampie. <b>Gli sforzi della <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/FED">Fed</a> per garantire un atterraggio morbido dell’economia potrebbero essere messi in discussione da un indebolimento dei consumi, che potrebbe portare a un rallentamento più pronunciato dell&#8217;attività economica</b>.</p>
<p class="v1MsoNormal">Settori come le vendite al dettaglio, il tempo libero e i beni di lusso stanno già risentendo dell&#8217;impatto, con rapporti sugli utili contrastanti e previsioni al ribasso che stanno diventando più comuni.</p>
<h4 class="v1MsoNormal"><u>Consumatori sempre più prudenti<br />
</u><b></b></h4>
<p class="v1MsoNormal"><b>Riteniamo che i consumatori siano entrati in una nuova fase nell’ultimo semestre</b>. Il Covid è stato caratterizzato da ordini di beni per la casa. Il post-Covid ha visto, invece, un boom di &#8220;esperienze&#8221; che hanno guidato la domanda di attività per il tempo libero e i viaggi. Nel 2024 sembra che i consumi si siano normalizzati.</p>
<p class="v1MsoNormal">Negli ultimi due trimestri, tuttavia,<b> è emerso un nuovo tema di &#8220;prudenza&#8221; in tutte le aziende</b> di cui ci occupiamo. Non vediamo un forte calo della domanda, ma i <b>manager delle imprese hanno descritto un consumatore sempre più esigente, che evita grandi spese discrezionali e si mostra più reattivo al prezzo</b>.</p>
<h5 class="v1MsoNormal">È emerso un quadro di famiglie che risentono del peso cumulativo dell&#8217;inflazione ,e costrette a essere più misurate, dando priorità ai beni essenziali piuttosto che ai discrezionali.</h5>
<p class="v1MsoNormal">Sebbene alcune aziende stiano andando meglio di altre, <b>il tono generale dei manager d’impresa è peggiorato progressivamente nel corso dell&#8217;anno</b>.<b> Tutte le aziende esprimono una minore fiducia nella loro capacità di prevedere il percorso futuro del comportamento dei consumatori.</b></p>
<p>Da diversi trimestri a questa parte, inoltre, <b>assistiamo sicuramente a una biforcazione tra la fascia bassa e quella più alta. In generale, la fascia alta è stata molto resiliente</b>, mentre la fascia bassa ha sofferto. In termini di impatto, occorre però considerare che negli Stati Uniti, considerando le fasce dei redditi,<b> </b>quasi la metà della spesa dei consumatori si riferisce ai redditi più alti (25% del totale della popolazione). Mentre <strong>i redditi più bassi (un altrettanto 25%) rappresentano il solo 10% dei consumi.</strong></p>
<p class="v1MsoNormal">Per quanto riguarda i consumi nella fascia bassa, la visione più positiva sul mercato è che non stanno peggiorando. La resilienza del segmento di fascia alta, invece, è guidata dall&#8217;effetto ricchezza derivante dagli alti prezzi degli immobili e da un mercato azionario ai massimi storici.</p>
<p class="v1MsoNormal">Tuttavia, <b>riteniamo che anche questa fascia di consumatori possa modificare rapidamente la spesa in caso di aumento della volatilità o maggiore incertezza</b>. A nostro avviso, se ci sarà una volatilità significativa, potremmo assistere a un brusco calo della spesa nella fascia alta.</p>
<h4 class="v1MsoNormal"><u>Mercato del lavoro: gli effetti del calo dell’inflazione</u><b><br />
</b></h4>
<p class="v1MsoNormal">Durante il Covid, i manager sono stati veloci a lasciare andare via il personale, ma si sono immediatamente pentiti di quella decisione, per orientarsi nel 2021-2023 verso un mondo di &#8220;accaparramento di manodopera&#8221;.</p>
<p class="v1MsoNormal"><b>Stiamo assistendo a un mercato del lavoro molto più equilibrato</b> a livello aziendale.<b> Non vediamo all’orizzonte tagli su larga scala, ma allo stesso tempo pensiamo che i manager non esiterebbero a utilizzare quella leva, se lo ritenessero necessario</b>.</p>
<p class="v1MsoNormal"><b>Il calo <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/inflazione">dell&#8217;inflazione,</a> un&#8217;ottima notizia per i consumatori e per la Fed, ma una sfida per le imprese, potrebbe essere una delle cause di futuri licenziamenti</b>. Le aziende sono state in grado di alzare liberamente i prezzi negli ultimi anni senza registrare un grande impatto sulla domanda. Negli ultimi mesi stiamo assistendo a un aumento della “elasticità” in tutte le imprese, che riduce la capacità di aumentare i prezzi e provoca una pressione sui margini. In genere, quando le aziende non sono in grado di controllare i prezzi o la crescita, si concentrano sui costi, portando a una riduzione dell&#8217;organico nel tempo.</p>
<h4 class="v1MsoNormal"><u>Le conseguenze sulla politica monetaria e sul reddito fisso</u></h4>
<p class="v1MsoNormal">Il nostro scenario di base è che <b>la Fed inizierà a ridurre i tassi </b>dai livelli attualmente restrittivi. Sebbene ciò sia positivo per i consumatori, <b>riteniamo che l&#8217;impatto positivo si farà sentire con un certo ritardo. Pertanto, la riduzione dei <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/tassi">tassi</a> non si tradurrà immediatamente in un rafforzamento dei consumi.</b> In termini di posizionamento, restiamo difensivi sul credito.</p>
<p class="v1MsoNormal">Ciò è dovuto sia alla nostra preoccupazione sui consumatori che sull&#8217;economia, ma anche al fatto che gli spread creditizi sono a livelli storicamente ridotti. <b>Prevediamo un ampliamento degli spread in futuro</b> e preferiamo sfruttare questi momenti come punti di ingresso per aumentare l&#8217;esposizione al credito.</p>
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