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	<title>Regno Unito Archivi - Fondi e Sicav</title>
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	<description>Conoscere per investire al meglio</description>
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	<title>Regno Unito Archivi - Fondi e Sicav</title>
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		<title>Mercati: riflettori su industria Usa, lavoro UK e dati dall’Asia</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/mercati-riflettori-su-industria-usa-lavoro-uk-e-dati-dallasia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 09:30:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[AllianzGI]]></category>
		<category><![CDATA[asia]]></category>
		<category><![CDATA[Regno Unito]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questa settimana, oltre alle riunioni delle banche centrali, si avrà la pubblicazione dei dati economici di quattro Paesi. Shepley, Allianz Global Investors  </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/mercati-riflettori-su-industria-usa-lavoro-uk-e-dati-dallasia/">Mercati: riflettori su industria Usa, lavoro UK e dati dall’Asia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2><b>Sean Shepley, Senior Economist di <a href="https://www.linkedin.com/company/allianz-global-investors/posts/?feedView=all" target="_blank" rel="noopener">Allianz Global Investors</a></b></h2>
<p>&nbsp;</p>
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<p class="v1Default">Questa settimana, oltre alle riunioni delle <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/banche-centrali">banche centrali</a>, si avrà la pubblicazione dei dati economici di quattro Paesi.</p>
<p class="v1Default">Negli Stati Uniti, il momentum industriale si è rafforzato all’inizio del 2 2 , e sembra ora probabile un assestamento, con un modesto aumento dell’attività industriale previsto a febbraio. Di recente, anche l&#8217;inflazione dei prezzi alla produzione (PPI) è aumentata, con un altro importante contributo alla misura dell’inflazione target della Fed della prossima settimana. La Fed di Filadelfia pubblicherà il consueto sondaggio mensile.</p>
<p class="v1Default">Nell’Eurozona, i dati in uscita hanno minori probabilità di influenzare i mercati: ai dati sulla bilancia commerciale di gennaio si accompagnerà la pubblicazione finale dell’indice armonizzato dei prezzi al consumo (HICP) di febbraio.</p>
<p class="v1Default">Nel Regno Unito, il giorno prima della riunione della BoE saranno resi noti i dati sul mercato del lavoro, che resta in uno stato di persistente debolezza, con solo lievi segnali dai sondaggi circa una stabilizzazione del tasso di deterioramento.</p>
<p class="v1Default">Infine, il Giappone pubblicherà i dati sulla produzione industriale e sul commercio estero.</p>
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		<item>
		<title>Mantenere la calma e allungare la duration</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/mantenere-la-calma-e-allungare-la-duration/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Feb 2026 06:17:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[carry]]></category>
		<category><![CDATA[duration]]></category>
		<category><![CDATA[giappone]]></category>
		<category><![CDATA[Gilt]]></category>
		<category><![CDATA[J.P Morgan Asset Management]]></category>
		<category><![CDATA[Regno Unito]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Bond Bulletin settimanale a cura del team Global Fixed Income, Currency and Commodities Group di J.P. Morgan AM</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/mantenere-la-calma-e-allungare-la-duration/">Mantenere la calma e allungare la duration</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Bond Bulletin settimanale a cura del team Global Fixed Income, Currency and Commodities Group di <a href="https://www.linkedin.com/company/jpmorganassetmanagement/posts/?feedView=all" target="_blank" rel="noopener">J.P. Morgan Asset Management</a></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-82569 size-full" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2019/06/Duration-e1695024726163.jpg" alt="Duration" width="834" height="600" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Proprio mentre le turbolenze politiche si accentuano, l’economia del <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/regno-unito">Regno Unito</a> entra in una fase disinflazionistica e di rallentamento congiunturale. Questa settimana esaminiamo gli effetti di tale combinazione per i potenziali tagli dei tassi da parte della Banca d’Inghilterra e i motivi che ci inducono a ritenere che gli investitori dovrebbero avere un posizionamento lungo sulla duration del Regno Unito rispetto a Germania e <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/giappone">Giappone.</a></p>
<h2>Fondamentali</h2>
<p>Il trend disinflazionistico trova conferma negli ultimi dati. Il 18 febbraio 2026 l’Office for National Statistics ha riportato un’inflazione dell’indice dei prezzi al consumo a gennaio pari al 3,0% su base annua, in calo rispetto al 3,4% di dicembre 2025.</p>
<p>L’inflazione core è scesa al 3,1% su base annua, mentre quella dei servizi è rimasta elevata, al 4,4% su base annua, confermandosi la componente più persistente e tuttora al di sopra dell’intervallo a breve termine auspicato dalla Banca d’Inghilterra. Tuttavia, il rallentamento del mercato del lavoro sta aiutando la Banca d’Inghilterra a ridurre l’inflazione. Il comunicato stampa dell’Office for National Statistics sul mercato del lavoro ha mostrato un tasso di disoccupazione in aumento al 5,2% nel periodo ottobre-dicembre 2025, superando sia il livello del trimestre precedente che quello di un anno fa. Anche la crescita dei salari ha visto un rallentamento.</p>
<p>Questi dati hanno rafforzato le aspettative di un taglio anticipato dei tassi, con una chiara mossa “risk-off” sulla sterlina e un rally sui tassi. La crescita è sufficientemente debole da ridurre gli ostacoli alla politica di allentamento della Banca d’Inghilterra. La crescita del PIL del Regno Unito dello 0,1% trimestre su trimestre nel quarto trimestre 2025 evidenzia un contesto stagnante in cui gli effetti della politica restrittiva si fanno sentire più rapidamente di quelli derivanti da una maggiore credibilità. Le vicende politiche stanno influenzando il sentiment, con l’incertezza politica che alimenta la volatilità sul mercato dei tassi.</p>
<p>La combinazione di inflazione in calo, rallentamento del mercato del lavoro e crescita stagnante offre il contesto ideale in cui la Banca d’Inghilterra può iniziare ad abbandonare la politica restrittiva senza rischiare una nuova impennata dell’inflazione, soprattutto se l&#8217;inflazione dei servizi decelera di pari passo con la dinamica salariale.</p>
<h2>Valutazioni quantitative</h2>
<p>I mercati dei tassi nel Regno Unito hanno rivisto significativamente le loro aspettative di un taglio a breve termine. Nella riunione di febbraio della <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/boe">BoE</a>, il Comitato di politica monetaria ha mantenuto il tasso di riferimento al 3,75%, sebbene quattro membri abbiano votato per un taglio di 25 punti base (pb) al 3,50%, evidenziando che la discussione sull’allentamento della politica monetaria è già in corso all&#8217;interno del Comitato. Dopo la diffusione dei dati sul mercato del lavoro di febbraio, i listini hanno rapidamente prezzato una probabilità di circa l’80% di una riduzione dei tassi di 25 pb nella riunione di marzo, a fronte di una probabilità di circa il 65% del giorno precedente.</p>
<p>Il dato sull&#8217;inflazione dell&#8217;indice dei prezzi al consumo al 3,0% ha rafforzato questa percezione il giorno successivo. Continuiamo a ritenere che il tasso terminale si attesterà al 3% in quanto ci aspettiamo che la crescita salariale si attenui marginalmente, pur restando resiliente nel lungo termine. Secondo le nostre previsioni, i tassi dovrebbero raggiungere il 3% entro fine anno con riduzioni di 75 pb, ben oltre i 50 pb attualmente scontati dai mercati.</p>
<p>Sebbene gli operatori si aspettino un aumento del costo del denaro nel 2027, i nostri analisti ritengono che i tassi rimarranno stabili al 3% per un periodo prolungato. Questa prospettiva rafforza la nostra convinzione nel privilegiare una duration più lunga.</p>
<h2>Fattori tecnici</h2>
<p>Le dinamiche dei mercati in risposta ai dati hanno rispecchiato un quadro tecnico favorevole per la duration. Dopo i dati deboli sull’occupazione, i rendimenti dei <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/gilt">Gilt</a> sono scesi e la sterlina si è indebolita mentre le aspettative di taglio dei tassi si sono rafforzate. Le posizioni sono state ripulite dopo gli avvenimenti politici di inizio anno, con gli investitori che hanno ridotto la leva finanziaria, chiuso posizioni sovraffollate e ricostituito la liquidità.</p>
<p>L’aspettativa di una significativa riduzione dell’offerta netta nel prossimo anno fiscale favorisce i Gilt. La volatilità sporadica è da ricondurre prevalentemente alle notizie provenienti dalla politica. Il rumore politico ha spesso creato punti di ingresso, piuttosto che ostacolare l’andamento disinflazionistico, soprattutto perché i dati propendono sempre più per un allentamento monetario.</p>
<h2>Cosa significa per gli investitori <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/obbligazioni">obbligazionari?</a></h2>
<p>Riteniamo che oggi i fatti supportino, nel complesso, un posizionamento lungo sulla duration del Regno Unito. Anche il valore relativo è importante. Rispetto a Germania e Giappone, dove il <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/carry">carry</a> è minore e i canali di trasmissione della politica monetaria sono più limitati, i Gilt offrono una combinazione più interessante di rendimento, carry e potenziale apprezzamento del capitale man mano che la Banca d’Inghilterra abbandona l’orientamento restrittivo.</p>
<p>A nostro avviso, le fasi di volatilità causate dagli sviluppi politici dovrebbero essere viste come opportunità per incrementare l&#8217;esposizione e non come motivo per restare ai margini.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>2026, dieci esiti improbabili ma possibili</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/2026-dieci-esiti-improbabili-ma-possibili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jan 2026 09:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[outlook 2026]]></category>
		<category><![CDATA[2026]]></category>
		<category><![CDATA[BoJ]]></category>
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		<category><![CDATA[Invesco]]></category>
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		<category><![CDATA[Regno Unito]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'analisi di Paul Jackson, Invesco. Sono dieci gli eventi a bassa probabilità ma ad alto impatto che potrebbero ridefinire i mercati nel nuovo anno</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/2026-dieci-esiti-improbabili-ma-possibili/">2026, dieci esiti improbabili ma possibili</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="v1MsoNormal"><b>Paul Jackson, Global Market Strategist, EMEA di <a href="https://www.linkedin.com/company/invesco-ltd/" target="_blank" rel="noopener">Invesco</a></b></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-180195 size-full" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/11/outlook26_4.jpg" alt="Fidelity International" width="1941" height="1092" srcset="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/11/outlook26_4.jpg 1941w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/11/outlook26_4-300x169.jpg 300w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/11/outlook26_4-1024x576.jpg 1024w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/11/outlook26_4-1536x864.jpg 1536w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/11/outlook26_4-350x197.jpg 350w" sizes="(max-width: 1941px) 100vw, 1941px" /></p>
<p class="v1MsoNormal"><b> </b></p>
<h2 class="v1MsoNormal">È opportuno abbandonare gli scenari centrali e considerare esiti improbabili ma possibili. La mia lista di sorprese include un&#8217;inversione di alcune tendenze forti e popolari (queste previsioni ipotetiche rappresentano la mia visione di ciò che potrebbe verificarsi, anche se non fanno parte del nostro scenario centrale).</h2>
<figure id="attachment_181243" aria-describedby="caption-attachment-181243" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-181243" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2026/01/Paul-Jackson-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2026/01/Paul-Jackson-300x300.jpg 300w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2026/01/Paul-Jackson-150x150.jpg 150w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2026/01/Paul-Jackson-350x350.jpg 350w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2026/01/Paul-Jackson-348x348.jpg 348w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2026/01/Paul-Jackson.jpg 825w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-181243" class="wp-caption-text"><em>Paul Jackson</em></figcaption></figure>
<p class="v1MsoNormal">Aristotele affermava che &#8220;le impossibilità probabili sono preferibili alle possibilità improbabili&#8221;, intendendo che è più facile credere in impossibilità interessanti (ad esempio, i B52 sulla luna) piuttosto che in possibilità improbabili.</p>
<p class="v1MsoNormal">L&#8217;<u>obiettivo di questo documento è quello di individuare tali possibilità improbabili, ovvero idee non condivise per il 2026 che ritengo abbiano almeno il 30% di probabilità di verificarsi.</u></p>
<h2 class="v1MsoNormal"><b>1</b><b>. I democratici statunitensi conquistano entrambe le camere alle elezioni di medio termine</b></h2>
<p class="v1MsoNormal">Il controllo repubblicano di entrambe le camere del Congresso ha consentito al presidente Trump di attuare il suo programma politico. Tuttavia, le elezioni di medio termine negli Stati Uniti sono previste per il 3 novembre 2026 e il partito del presidente di solito perde seggi in entrambe le camere. Le uniche occasioni in cui ciò non si è verificato per la Camera dei Rappresentanti sono state durante il secondo mandato di Bill Clinton e il primo mandato di George W. Bush (quando entrambi avevano un indice di gradimento Gallup superiore al 60%).</p>
<h3 class="v1MsoNormal">Il passaggio della Camera ai democratici è un&#8217;idea piuttosto condivisa (i repubblicani hanno solo 220 seggi, contro i 218 necessari per la maggioranza). Tuttavia, il Senato appare più impegnativo, poiché i Democratici dovrebbero conquistare quattro dei 22 seggi repubblicani in palio (solo 35 dei 100 senatori dovranno affrontare la rielezione nel 2026).</h3>
<p class="v1MsoNormal">Si tratta di un obiettivo ambizioso, ma con il tasso di approvazione del presidente Trump sceso al 36%, ritengo probabile un forte spostamento contro i repubblicani. Ciò potrebbe portare a importanti iniziative politiche nel 2026 (Venezuela, Groenlandia, aumento del 50% della spesa per la difesa), come ultimo tentativo prima che il Congresso diventi ostile o nel tentativo di rafforzare il voto repubblicano.</p>
<h2 class="v1MsoNormal"><b>2. L&#8217;indice Russell 2000 supera i Magnifici 7</b></h2>
<p class="v1MsoNormal">Le conversazioni con gli investitori di tutto il mondo suggeriscono un forte consenso sul fatto che le mega cap statunitensi continueranno a sovraperformare, trainate dal fenomeno dell&#8217;intelligenza artificiale. La storia recente conferma questa visione: nei cinque anni fino al 31 dicembre 2025, il rendimento annualizzato dell&#8217;indice <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/magnifici-sette">Magnificent 7</a> Total Return di Bloomberg è stato del 51,2%, contro &#8220;solo&#8221; il 10% dell&#8217;indice Russell 2000 (rendimento totale).</p>
<p class="v1MsoNormal">Tuttavia, nel 2025 il divario di performance si è ridotto al 24,7% (Magnificent 7) contro il 12,8% (Russell 2000) e la performance del primo indice si è concentrata su due titoli (gli altri hanno registrato guadagni inferiori al 15%, con tre al di sotto del 10%). Se l&#8217;economia statunitense dovesse accelerare, potrebbe essere finalmente giunto il momento per le società a bassa capitalizzazione di distinguersi e ritengo possibile che il trend delle società a elevata capitalizzazione possa subire una battuta d&#8217;arresto, soprattutto alla luce dei dubbi che stanno sorgendo sull&#8217;economicità degli investimenti nell&#8217;intelligenza artificiale.</p>
<p class="v1MsoNormal"><b> </b></p>
<h2 class="v1MsoNormal"><b>3. Il cambio USD/JPY scende a 140</b></h2>
<p class="v1MsoNormal">L&#8217;elenco delle sorprese per il 2025 conteneva una previsione di indebolimento del dollaro statunitense, che si è effettivamente verificato, ma il calo rispetto allo yen giapponese è stato minimo. Lo <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/yen">yen</a> è estremamente debole in termini reali ponderati per il commercio (oltre il 40% al di sotto delle norme post-1990, sulla base degli indici Goldman Sachs).</p>
<h3 class="v1MsoNormal">Ritengo che ciò sia dovuto al fatto che la Banca del Giappone <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/boj">(BOJ)</a> si è astenuta dal rafforzamento globale del 2022/23, creando così un ampio divario tra i suoi tassi di interesse e quelli di altri paesi.</h3>
<p class="v1MsoNormal">La situazione sta ora cambiando, con la BOJ che sta gradualmente normalizzando i tassi al rialzo mentre molte altre banche centrali procedono ad un allentamento. Nel 2026, mi aspetto che la BOJ aumenti i suoi tassi di 50 punti base, mentre ritengo che la Fed si muoverà nella direzione opposta. Ad un certo punto, mi aspetto che il restringimento degli spread sostenga lo yen e, dato il grado di sottovalutazione, ritengo che si muoverà rapidamente. Il cambio USD/JPY a 140 può sembrare molto lontano dall&#8217;attuale 158, ma non lo è se si considera il divario di valutazione.</p>
<p class="v1MsoNormal"><b> </b></p>
<h2 class="v1MsoNormal"><b>4. Il rendimento dei titoli britannici a 30 anni chiude il 2026 al di sotto di quello statunitense</b></h2>
<p class="v1MsoNormal">I rendimenti dei titoli di Stato britannici a 30 anni sembrano essersi normalizzati al rialzo rispetto ai minimi registrati dopo la crisi finanziaria globale e la pandemia. È difficile stabilire se abbiano ormai raggiunto i livelli normali di lungo periodo, ma si presume che siano vicini (sulla base delle previsioni di crescita nominale del PIL a lungo termine e dei premi di termine appropriati).</p>
<h3 class="v1MsoNormal">Si sono verificati anche alcuni movimenti relativi interessanti: i rendimenti giapponesi hanno raggiunto quelli tedeschi; i rendimenti francesi sono ora più vicini a quelli italiani che a quelli tedeschi e i rendimenti statunitensi sono nuovamente superiori a quelli italiani. Il più alto di tutti è il 5,12% registrato nel <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/regno-unito">Regno Unito</a> (al 9 gennaio). Nonostante l&#8217;instabilità politica, mi aspetto che il rendimento a 30 anni del Regno Unito chiuda il 2026 al di sotto di quello degli Stati Uniti.</h3>
<p class="v1MsoNormal">In primo luogo, i tassi a lungo termine del Regno Unito sono stati spesso inferiori a quelli degli Stati Uniti e dovrebbero esserlo (a mio parere) perché la crescita nominale del PIL a lungo termine dovrebbe essere inferiore nel Regno Unito. In secondo luogo, la posizione fiscale degli Stati Uniti appare più precaria rispetto a quella del Regno Unito, soprattutto alla luce del desiderio di aumentare la popolarità dei repubblicani in vista delle elezioni di medio termine (si veda il recente aumento del 50% della spesa per la difesa) e questo potrebbe far salire i rendimenti a lungo termine statunitensi.</p>
<p class="v1MsoNormal"><b> </b></p>
<h2 class="v1MsoNormal"><b>5. Keir Starmer sopravvive all&#8217;anno</b></h2>
<p class="v1MsoNormal">Per chi non risiede nel Regno Unito, potrebbe sembrare insolito che si discuta della caduta del Primo Ministro Keir Starmer (il suo Partito Laburista ha ottenuto 411 seggi su 450 in Parlamento nel luglio 2024) e che egli stia svolgendo un ruolo significativo sulla scena globale. Tuttavia, per chi vive nel Regno Unito, la sua caduta è ampiamente anticipata. Il suo governo ha scontentato le imprese, gli agricoltori, i medici in formazione, i pensionati, i disabili, coloro che desiderano una posizione più ferma nei confronti degli Stati Uniti e coloro che non vogliono avere nulla a che fare con l&#8217;UE.</p>
<h3 class="v1MsoNormal">Il suo governo è stato costretto a una serie di imbarazzanti inversioni di rotta dai propri deputati e il suo indice di gradimento netto YouGov è crollato dal picco post-elettorale del -2% al -59% (di solito è negativo). Si tratta di un risultato peggiore di qualsiasi valutazione data a Boris Johnson e vicino al peggiore subito da Theresa May e Rishi Sunak (il minimo di Liz Truss è stato del -76%).</h3>
<p class="v1MsoNormal">Con il Partito Riformista di Nigel Farage in testa in tutti i sondaggi di opinione dal maggio 2025 e il Partito Laburista che ha recentemente perso terreno a favore del Partito dei Verdi, ritengo probabile che subirà una battuta d&#8217;arresto nelle elezioni locali del 7 maggio. Sia prima che dopo tali elezioni, potrebbe crescere all&#8217;interno del Partito Laburista il desiderio di un leader in grado di dare un migliore senso di direzione. Tuttavia, un sfidante avrebbe bisogno del sostegno aperto di 81 deputati laburisti in carica prima di poter lanciare una corsa alla leadership (e il sostegno sarà diviso tra numerosi potenziali candidati). Ciò potrebbe rivelarsi un ostacolo insormontabile.</p>
<p class="v1MsoNormal">
<h2 class="v1MsoNormal"><b>6. I titoli di Stato argentini superano gli indici globali</b></h2>
<p class="v1MsoNormal">I tre mercati dei titoli di Stato con le migliori performance nel 2025 (tra i 35 che monitoriamo, in valuta locale e sulla base degli indici ICE BofA dei titoli di Stato) presentano attualmente rendimenti a 10 anni denominati in USD del 5,9% (Messico), 6,1% (Sudafrica) e 6,6% (Turchia). Sono interessanti, ma non sono convinto che lo spread sia sufficiente rispetto al rendimento decennale statunitense del 4,17%, quindi ho scelto di optare per il 9,8% disponibile sui titoli decennali argentini denominati in USD (legge di New York).</p>
<h3 class="v1MsoNormal">Data la natura denominata in USD di queste obbligazioni, i rischi sono concentrati sul default e le previsioni del FMI suggeriscono che il rapporto tra debito lordo e PIL scenderà al 74% nel 2026 (dal recente picco del 155% nel 2023). La grande opportunità potrebbe essere sfumata (il picco recente è stato del 31% nell&#8217;ottobre 2022), ma con l&#8217;entusiasmo per le riforme di Milei e il sostegno offerto dagli Stati Uniti, ritengo che i rendimenti saranno difficili da eguagliare.</h3>
<p class="v1MsoNormal"><b> </b></p>
<h2 class="v1MsoNormal"><b>7. Il prezzo del carbonio nell&#8217;UE supera i 100 euro per tonnellata</b></h2>
<p class="v1MsoNormal">L&#8217;ESG potrebbe non essere più di tendenza, ma ritengo che il cambiamento climatico sia la più grande esternalità che dobbiamo affrontare e che far pagare chi inquina sia il modo più efficiente per affrontarla. Il sistema di scambio delle quote di emissione dell&#8217;UE cerca di stabilire segnali di prezzo adeguati riducendo sistematicamente il volume delle quote di emissione di CO2.</p>
<p class="v1MsoNormal">Il tasso di riduzione del tetto massimo delle quote è stato raddoppiato dal 2,2% all&#8217;anno nel periodo 2021-23 al 4,3% dal 2024 al 2027, il che dovrebbe sostenere il prezzo delle quote (prezzo del carbonio).</p>
<p class="v1MsoNormal">Il prezzo di CO2 nell&#8217;UE ha toccato il minimo di 56 euro per tonnellata nel febbraio 2024 e recentemente ha raggiunto un picco di poco inferiore a 89 euro (appena al di sotto del mio obiettivo per il 2025 di 90 euro). Una ripresa dell&#8217;economia dell&#8217;UE (che mi aspetto) potrebbe aumentare la domanda di quote, proprio mentre l&#8217;offerta diminuisce più rapidamente. Pertanto, raddoppio la mia previsione e prevedo che il prezzo del CO2 nell&#8217;UE supererà i 100 euro nel 2026.</p>
<p class="v1MsoNormal"><b> </b></p>
<h2 class="v1MsoNormal"><b>8. Le azioni keniane registrano una performance superiore alla media per il terzo anno consecutivo</b></h2>
<p class="v1MsoNormal">Nella mia ricerca di opportunità di investimento insolite sui mercati azionari, solitamente cerco il Santo Graal di un rendimento da dividendi superiore al rapporto prezzo/utili. Quest&#8217;anno le opzioni sono molto limitate: Botswana e Romania sono gli unici mercati che soddisfano i criteri sopra indicati quando si utilizzano i rapporti di valutazione storici.</p>
<h3><img decoding="async" class="size-medium wp-image-93070 alignleft" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2020/06/Schermata-2020-06-24-alle-13.16.56-300x198.png" alt="bond emergenti" width="300" height="198" /></h3>
<h3 class="v1MsoNormal">Tuttavia, dopo un guadagno del 51% in valuta locale dell&#8217;indice Nairobi All Share (NAS) nel 2025, continuo a puntare sul Kenya. Il P/E stimato del NAS per il 2026 è 7,2 e il rendimento da dividendi per il 2026 è 7,4% (al 9 gennaio 2026, secondo le stime di consenso di Bloomberg).</h3>
<p class="v1MsoNormal">Di solito, quando i parametri di valutazione raggiungono tali livelli, significa che si è presentata una grande opportunità o che qualcosa sta per andare molto male. Le stime di consenso di Bloomberg suggeriscono che sia gli utili che i dividendi dovrebbero aumentare nel 2026 e nel 2027. Quindi, nessun problema da questo punto di vista. Inoltre, i consueti parametri macroeconomici (crescita, inflazione e saldi economici) non segnalano grossi problemi e nel 2025 lo scellino è rimasto sostanzialmente stabile rispetto al dollaro statunitense. L&#8217;inconveniente è una capitalizzazione di mercato di soli 21 miliardi di dollari.</p>
<p class="v1MsoNormal"><b> </b></p>
<h2 class="v1MsoNormal"><b>9. L&#8217;oro scende sotto i 3.500 dollari</b></h2>
<p class="v1MsoNormal">Al momento, tutto sembra favorire l&#8217;oro: il debito pubblico in aumento, le crescenti tensioni geopolitiche e l&#8217;indebolimento del dollaro. La maggior parte degli investitori che incontro apprezza <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/oro">l&#8217;oro:</a> comprensibile, dato il raddoppio del suo prezzo in meno di due anni. Tuttavia, mi aspetterei un calo della domanda quando i prezzi aumentano così tanto. Infatti, i dati del World Gold Council mostrano i seguenti cali su base annua nei primi tre trimestri del 2025: acquisti delle banche centrali -13%, domanda di gioielli -20% e domanda di tecnologia -1%.</p>
<p class="v1MsoNormal">L&#8217;unica componente della domanda in aumento è stata quella degli investimenti (+87%), in gran parte grazie all&#8217;inversione di tendenza dei deflussi dagli ETF. Temo che, a un certo punto, gli investitori inizieranno a concentrarsi sul livello piuttosto che sullo slancio dei prezzi. Quando ciò accadrà, credo che il calo potrebbe essere rapido.</p>
<p class="v1MsoNormal"><b> </b></p>
<h2 class="v1MsoNormal"><b>10. L&#8217;Inghilterra raggiunge la finale della Coppa del Mondo FIFA</b></h2>
<p class="v1MsoNormal">La Coppa del Mondo FIFA 2026 in Canada, Messico e Stati Uniti potrebbe essere una delle più complesse, considerando i requisiti per il visto statunitense, i prezzi elevati dei biglietti, l&#8217;ampliamento a 48 squadre, la mancanza di attenzione al benessere dei giocatori e degli spettatori (clima troppo caldo) e l&#8217;aumento delle misure di sicurezza ogni volta che il presidente degli Stati Uniti è presente.</p>
<h3 class="v1MsoNormal">Per quanto riguarda il calcio, la FIFA ha organizzato le cose in modo che le prime quattro squadre in classifica non possano incontrarsi fino alle semifinali (se tutto va secondo i piani). Sulla base delle informazioni attualmente disponibili, ritengo che saranno proprio queste quattro squadre a disputare le semifinali.</h3>
<p class="v1MsoNormal">Lungo il percorso, prevedo che l&#8217;Inghilterra batterà il Messico negli ottavi di finale (a Città del Messico) e il <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/brasile">Brasile</a> nei quarti di finale. Poi, la grande sorpresa: mi aspetto che l&#8217;Inghilterra batta l&#8217;Argentina in semifinale, raggiungendo così la finale per la prima volta dal 1966. Purtroppo, ritengo che dovrà poi affrontare la Spagna, prima in classifica, che a mio avviso prevarrà.</p>
<p class="v1MsoNormal">
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		<title>Mercati: clima festivo, mentre ci si avvicina alla fine dell&#8217;anno!</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/mercati-clima-festivo-mentre-ci-si-avvicina-alla-fine-dellanno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Dec 2025 08:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Bluebay]]></category>
		<category><![CDATA[euro]]></category>
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		<category><![CDATA[Fed]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
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		<category><![CDATA[Regno Unito]]></category>
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		<category><![CDATA[Treasury]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Intravediamo opportunità selettive sulla duration in Europa, UK e Australia. Aumenta la dispersione nel credito. Dowding, RBC BlueBay AM</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="v1MsoNormal" style="text-align: left;" align="center">Mark Dowding, Fixed Income CIO, <a href="https://www.linkedin.com/company/rbc-bluebay-asset-management/posts/?feedView=all" target="_blank" rel="noopener">RBC BlueBay AM</a></h2>
<p>&nbsp;</p>
<h2 align="center"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-175986 alignleft" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/06/economia-scaled-1-300x150.jpg" alt="mercati" width="300" height="150" /></h2>
<h2 class="v1MsoNormal" style="text-align: left;" align="center">I rendimenti dei <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/treasury">Treasury USA</a> sono rimasti all’interno del recente range di negoziazione sulla scia del taglio dei tassi deciso questa settimana dalla Fed. A livello <b>unanime ci si attendeva che Powell avrebbe ridotto il valore centrale del range dei Fed Funds al 3,625%</b> e le previsioni del FOMC, così come i commenti successivi del Presidente della Fed, non hanno riservato particolari sorprese.</h2>
<figure id="attachment_101782" aria-describedby="caption-attachment-101782" style="width: 251px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-101782" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2021/06/Mark-Dowding_BlueBay-251x300.jpg" alt="" width="251" height="300" /><figcaption id="caption-attachment-101782" class="wp-caption-text">Mark Dowding</figcaption></figure>
<p class="v1MsoNormal">Guardando avanti, il percorso della politica monetaria sarà fortemente dipendente dai dati, con il tasso sui Fed Funds ora non lontano da un livello neutrale. In questo contesto, le “colombe” richiamano i crescenti rischi al ribasso per il mercato del lavoro nel corso del prossimo anno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 class="v1MsoNormal">Nel frattempo, i “falchi” sono molto più concentrati sulla traiettoria dell’inflazione, che la Fed ha ormai sistematicamente sottostimato negli ultimi cinque anni.</h4>
<p>&nbsp;</p>
<p class="v1MsoNormal">Dal nostro punto di vista, continuiamo a ritenere che sia la crescita economica sia l’inflazione risulteranno significativamente superiori alle attuali previsioni della Fed, soprattutto nella prima metà del 2026. Sebbene i dati di crescita del trimestre in corso saranno penalizzati dallo shutdown del governo, continuiamo a vedere una solida dinamica di fondo della domanda.</p>
<p class="v1MsoNormal">I dati di questa settimana, che evidenziano un solido livello di offerte di lavoro e un miglioramento del sentiment delle piccole imprese, sembrano sostenere questa tesi. Nel frattempo, con il beneficio dei rimborsi fiscali in arrivo, l’avvio delle politiche di deregulation e l’effetto ritardato dei precedenti tagli dei tassi che continua a stimolare l’attività economica, vediamo diversi fattori favorevoli che dovrebbero supportare l’inizio del nuovo anno, senza nemmeno considerare l’accelerazione in corso degli investimenti aziendali legati all’AI.</p>
<h4 class="v1MsoNormal">Sulla base di ciò, prevediamo una crescita media del Pil USA del 3,5% nella prima metà del prossimo anno, più di un punto percentuale al di sopra delle proiezioni attuali della <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/fed">Fed</a> per l’intero anno. Inoltre, stimiamo un aumento dell’inflazione al 3,5% sul CPI e un incremento dell’indice core PCE — la misura preferita dal FOMC — di circa lo 0,5% al di sopra dell’ultima previsione del Comitato. Di conseguenza, riteniamo che non vi siano reali motivazioni per ulteriori tagli dei tassi negli Stati Uniti, a meno che i dati non sorprendano al ribasso nei prossimi mesi.</h4>
<p class="v1MsoNormal">Tuttavia, dubitiamo che la percezione di un nuovo Presidente della Fed con un chiaro orientamento verso l’allentamento, laddove possibile, possa cambiare sulla base della retorica di Trump. Pertanto, con i mercati che prezzano un taglio dei tassi USA nei prossimi sei mesi e un ulteriore allentamento nella seconda metà dell’anno, è difficile dissentire significativamente da quanto attualmente incorporato nei rendimenti.</p>
<p class="v1MsoNormal">Di conseguenza, continuiamo ad attenderci che i Treasury USA rimangano all’interno di un range di negoziazione, in assenza di dati significativamente sorprendenti che possano portare a una revisione del quadro. Per ora manteniamo una posizione neutrale sui tassi USA, sebbene stiamo monitorando i breakeven inflazionistici, che a nostro avviso riflettono un’eccessiva compiacenza riguardo al ritorno dell’inflazione verso il target del 2%.</p>
<h4 class="v1MsoNormal">Dall’altra parte dell’Atlantico, i rendimenti europei hanno mostrato una certa pressione al rialzo. I prossimi cambiamenti nella regolamentazione delle pensioni nei Paesi Bassi hanno reso gli investitori molto cauti nel detenere duration a lunga scadenza e, con una forte offerta stagionale a gennaio nel mercato dei titoli di Stato europei, la mancanza di acquirenti ha spinto i rendimenti verso l’alto.</h4>
<p class="v1MsoNormal">I commenti relativamente hawkish di Schnabel della Bce hanno anch’essi contribuito al sentiment ribassista nel reddito fisso dell’area <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/euro">euro</a> nell’ultima settimana. Tuttavia, con il calo dei prezzi del gas in Europa, siamo più inclini a ritenere che l’inflazione dell’Eurozona scenderà al di sotto del target, piuttosto che salire al di sopra, nei prossimi mesi.</p>
<p class="v1MsoNormal">Da questo punto di vista, siamo ora più inclini a pensare che l’attuale aumento dei rendimenti inizi a rappresentare un’opportunità di acquisto per aggiungere duration nelle aree del mercato che riteniamo più interessanti. Qui richiameremmo l’attenzione sui rendimenti norvegesi, dove la Norges Bank mantiene i tassi al 4%, ma sono attesi tagli nei mesi a venire, man mano che l’inflazione nelle economie scandinave scende.</p>
<p class="v1MsoNormal">Favoriamo inoltre il segmento a breve della curva dei titoli cechi. Attualmente si prevede che la CNB aumenterà i tassi d’interesse di 75 punti base nei prossimi mesi, ma riteniamo molto improbabile che questi rialzi vengano effettivamente attuati.</p>
<h4 class="v1MsoNormal">Stiamo anche diventando più costruttivi sulle prospettive dei Gilt britannici. Riteniamo che Starmer e Reeves rimarranno nei loro ruoli almeno fino a maggio del prossimo anno, poiché non converrebbe a nessuno mettere in discussione la loro leadership ora, sapendo che le elezioni locali di maggio saranno probabilmente piuttosto disastrose, qualunque cosa accada da qui in avanti.</h4>
<p class="v1MsoNormal">Nel frattempo, rileviamo crescenti evidenze aneddotiche di debolezza nella spesa e nel sentiment delle imprese nel <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/regno-unito">Regno Unito</a>, il che potrebbe portare a un rallentamento più rapido dell’inflazione e a più tagli dei tassi da parte della Bank of England rispetto a quanto ci aspettassimo in precedenza.</p>
<p class="v1MsoNormal">Su base cross-market, è anche interessante osservare che nel 2025 i rendimenti dei Treasury USA a 10 anni sono scesi di 45 punti base, nonostante la relativa solidità dell’economia statunitense. I rendimenti a 10 anni del Regno Unito sono invariati nello stesso periodo, nonostante una performance economica molto più debole. Pertanto, potrebbe esserci spazio perché questa performance relativa si inverta nel prossimo anno, qualora i timori riguardo alla credibilità della politica economica britannica si attenuino.</p>
<p class="v1MsoNormal">Poiché un’inflazione più bassa e rendimenti più contenuti possono migliorare la posizione fiscale di base del Regno Unito, va anche notato che il circolo vizioso degli ultimi anni — in cui rendimenti più alti peggioravano il deficit — potrebbe trasformarsi in un circolo virtuoso di rendimenti in calo e miglioramento del deficit, qualora si dovesse consolidare una traiettoria di questo tipo.</p>
<h4 class="v1MsoNormal">In questo contesto, nell’ultima settimana abbiamo aumentato la duration lungo l’intera curva dei Gilt. Nel frattempo, abbiamo individuato valore anche nei rendimenti a lunga scadenza in Australia: dopo una recente fase di vendite che ha spinto i tassi verso l’alto, la curva australiana risulta molto ripida, e i rendimenti trentennali sopra il 5,2% ci sembrano interessanti in termini relativi rispetto al reddito fisso statunitense.</h4>
<p class="v1MsoNormal">Più lontano, vediamo valore anche in alcuni mercati emergenti selezionati, come Colombia e Brasile, dove i tassi si trovano su livelli particolarmente elevati e riteniamo che un’inflazione contenuta dovrebbe consentire alle banche centrali responsabili di allentare la politica monetaria nei mesi a venire.</p>
<p class="v1MsoNormal">In entrambi i Paesi, siamo inoltre fiduciosi che la politica stia evolvendo verso candidati e orientamenti più vicini alle posizioni di Trump. Questo è significativo, nella misura in cui riteniamo che l’amministrazione statunitense cercherà di imprimere con forza la propria influenza su tutti i Paesi dell’emisfero occidentale, che Trump considera il “cortile di casa” degli Stati Uniti.</p>
<p class="v1MsoNormal">Questa dinamica è stata evidente nel sostegno particolarmente marcato dell’amministrazione al governo Milei in Argentina qualche mese fa, e più recentemente in alcune forme di diplomazia muscolare in Venezuela. Da questo punto di vista, si tratta di un tema pienamente attuale che potrebbe influenzare i mercati emergenti dell’America Latina nei prossimi trimestri.</p>
<p class="v1MsoNormal"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-166648 alignleft" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/03/FED_USA-1-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" srcset="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/03/FED_USA-1-300x198.jpg 300w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/03/FED_USA-1-150x99.jpg 150w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/03/FED_USA-1-696x459.jpg 696w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/03/FED_USA-1-636x420.jpg 636w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/03/FED_USA-1.jpg 700w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<h4 class="v1MsoNormal">Con la riunione del FOMC della Fed ormai alle spalle, l’attenzione si sposterà verso le riunioni delle banche centrali nel Regno Unito e in Giappone nella settimana a venire. È molto probabile che assisteremo rispettivamente a un taglio dei tassi di 25 punti base e a un rialzo di 25 punti base.</h4>
<p class="v1MsoNormal">In Giappone, è evidente che Takaichi è impegnata in una strategia basata sulla prudenza e sulla massimizzazione della crescita e, in seguito agli incontri con i suoi consiglieri nella scorsa settimana, riteniamo anche che cercherà di ottenere un mandato più forte nella Dieta convocando elezioni relativamente presto nel nuovo anno. Takaichi rimane popolare tra l’elettorato e vuole capitalizzare questo sostegno prima che possa iniziare a diminuire.</p>
<p class="v1MsoNormal">Nel frattempo, sembra chiaro che sia sensibile alla debolezza dello yen, sapendo che un nuovo indebolimento della valuta giapponese potrebbe mettere a rischio il suo appeal presso gli elettori. Da questo punto di vista, si comprende come sembri aver dato alla BoJ il via libera per un rialzo dei tassi a dicembre, e riteniamo che Ueda coglierà l’occasione per sostenere un percorso graduale verso una normalizzazione della politica monetaria.</p>
<p class="v1MsoNormal">Prevediamo altri due rialzi nel 2026 e uno all’inizio del 2027, così da portare i tassi in Giappone verso il limite inferiore del range neutrale della BoJ, pari all’1,5%, all’inizio dell’anno fiscale giapponese 2027.</p>
<p class="v1MsoNormal">I rendimenti dei JGB a 10 anni hanno trovato un certo supporto intorno al 2% nell’ultima settimana e abbiamo ridotto la nostra posizione corta di duration su questi livelli. Sebbene continuiamo a ritenere che i rendimenti tenderanno al rialzo, il movimento recente è stato relativamente rapido per gli standard giapponesi e ci si può attendere un periodo di consolidamento. Guardando al 2026, continuiamo a pensare che i JGB trentennali possano sovraperformare rispetto alle altre scadenze, man mano che l’equilibrio tra domanda e offerta si normalizza.</p>
<h4 class="v1MsoNormal">Riteniamo inoltre di star raggiungendo livelli di rendimento assoluti intrinsecamente interessanti per gli investitori domestici giapponesi. Sebbene alcuni commentatori abbiano sottolineato possibili preoccupazioni sulla sostenibilità del debito sovrano giapponese nel lungo periodo, segnaliamo che è molto improbabile che ciò rappresenti un problema concreto, dato l’ampio stock di risparmio interno e la forte posizione patrimoniale netta sull’estero, che implica un debito netto vicino all’80% su base nazionale — ben al di sotto di molte altre economie avanzate.</h4>
<p class="v1MsoNormal">Per quanto riguarda lo yen, continuiamo a ritenere che sia interessante in termini valutativi; tuttavia, il timore che Takaichi possa spingere per una politica monetaria più accomodante qualora lo yen non sia sotto pressione al ribasso è con ogni probabilità un fattore che incoraggia le strategie di carry trade. Ciò può impedire allo yen di recuperare terreno, nonostante una performance economica sottostante relativamente solida.</p>
<p class="v1MsoNormal">Nel mercato del credito, gli spread sono rimasti relativamente stabili a livello di indice e riteniamo che queste condizioni possano persistere nella prima metà del 2026. Su una base più granulare, osservando il credito ad alto rendimento, è stato interessante assistere alla crescente dispersione tra i loan europei con rating B, che mostrano performance stabili a +4,7%, rispetto ai rendimenti pari a -3,4% degli emittenti nel segmento con rating CCC.</p>
<p class="v1MsoNormal">Questa tendenza alla decompressione si osserva soltanto nella parte più debole del mercato, ma evidenzia come la dispersione stia aumentando e come i mercati siano pronti a penalizzare rapidamente le storie di credito deteriorate in presenza di notizie negative.</p>
<h4 class="v1MsoNormal">In questo contesto, riteniamo che la selezione del credito diventerà sempre più importante nel 2026. Si tratta di una tendenza che dovrebbe confermarsi con l’aumento dello stress nei mercati privati, dove oggi il 20% del debito privato è in formato PIK (payment in kind), sulla base del fatto che questi emittenti sempre più spesso non riescono a rimanere puntuali con i pagamenti degli interessi sui coupon.</h4>
<p class="v1MsoNormal"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-178251 alignleft" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/09/Euro-300x200.jpg" alt="Infranity ELTIF" width="300" height="200" srcset="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/09/Euro-300x200.jpg 300w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/09/Euro-1024x682.jpg 1024w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/09/Euro-350x233.jpg 350w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/09/Euro-uai-900x599.jpg 900w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2025/09/Euro.jpg 1174w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p class="v1MsoNormal">Nel mercato FX, l’euro ha continuato a rafforzarsi leggermente rispetto al dollaro, mentre lo spread tra i rendimenti europei e quelli statunitensi continua a ridursi. I rendimenti dei Bund a 10 anni sono aumentati di 50 punti base nel 2025, con lo spread Treasury/Bund che si è ridotto di 100 punti base nell’arco dell’anno passato.</p>
<p class="v1MsoNormal">Questo contribuisce a spiegare la relativa forza dell’euro nel 2025, tenendo conto del fatto che la performance economica sottostante dell’Eurozona è rimasta deludente e che l’eccezionalismo della crescita statunitense sembra destinato a persistere anche nel 2026.</p>
<p class="v1MsoNormal">Guardando avanti, dubitiamo che ci sarà un’ulteriore sovraperformance dei Treasury rispetto ai Bund nei prossimi mesi. Parte del movimento dei Bund nel 2025 è stato guidato dall’espansione fiscale tedesca, sebbene vada osservato che, su base netta per l’Eurozona, l’impulso fiscale complessivo previsto per il prossimo anno dovrebbe essere trascurabile.</p>
<p class="v1MsoNormal">Siamo inoltre più inclini a ritenere che l’inflazione dell’Eurozona tenderà a scendere, anche se negli Stati Uniti potrebbe salire nei prossimi sei mesi. Di conseguenza, tendiamo a prevedere un dollaro più solido nella prima metà del prossimo anno, sebbene, considerati gli altri fattori che influenzano l’FX come asset class, non esprimiamo attualmente questa opinione con particolare convinzione.</p>
<p class="v1MsoNormal">
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		<title>Regno Unito in carreggiata grazie al nuovo Budget?</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/regno-unito-in-carreggiata-grazie-al-nuovo-budget/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Nov 2025 08:00:50 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Regno Unito]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.fondiesicav.it/?p=180288</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Budget del Regno Unito, atteso mercoledì, dovrà colmare un disavanzo fiscale stimato tra 25 e 30 miliardi di sterline.  Columbia Threadneedle Investments</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/regno-unito-in-carreggiata-grazie-al-nuovo-budget/">Regno Unito in carreggiata grazie al nuovo Budget?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="v1MsoNormal"><b>Anthony Willis, Investment Manager di <a href="https://www.linkedin.com/company/columbia-threadneedle-investments/" target="_blank" rel="noopener">Columbia Threadneedle Investments</a></b></h2>
<p>&nbsp;</p>
<div>
<p class="v1MsoNormal"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-78429 size-full" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2019/01/UK1-e1712818908974.jpg" alt="Regno Unito" width="900" height="600" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="v1MsoNormal">Questa settimana l&#8217;attenzione dei mercati è rivolta al Budget del <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/Regno-Unito">Regno Unito</a>, atteso per mercoledì, un appuntamento annunciato già lo scorso 4 settembre e che negli ultimi mesi ha alimentato un dibattito crescente su diversi temi cruciali: dal mix di misure fiscali che il governo intende adottare, alle stime del cosiddetto <i>fiscal black hole</i>, fino alle previsioni dell&#8217;<a href="https://www.fondiesicav.it/tag/office-for-budget">Office for Budget</a> Responsibility (OBR) sulla produttività.</p>
<p class="v1MsoNormal">Le stime attuali indicano un disavanzo compreso tra 25 e 30 miliardi di sterline, una cifra che pone il governo di fronte a scelte complesse e tutt&#8217;altro che prive di implicazioni politiche ed economiche.</p>
<p class="v1MsoNormal">Col passare delle settimane, la cancelliera Rachel Reeves e altri membri dell&#8217;esecutivo hanno lasciato intendere alcune delle possibili direttrici della manovra. La questione centrale riguarda la scelta tra interventi mirati, ma politicamente sensibili, su imposta sul reddito, IVA e contributi previdenziali — in netta contraddizione con le promesse elettorali — oppure un approccio frammentato fatto di piccoli aggiustamenti, meno controversi sul piano politico ma anche meno efficaci nel generare le entrate fiscali necessarie. In parallelo, il governo ha ribadito l&#8217;assenza di margini per tagli significativi alla spesa pubblica, una posizione che riflette sia la scarsità di consenso parlamentare sia le tensioni attuali sul fronte dei servizi statali.</p>
<h3 class="v1MsoNormal">Finora i mercati — e in particolare quello dei <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/gilt">gilt</a> — hanno reagito in maniera relativamente ordinata, salvo qualche episodio di tensione successivo alla retromarcia sull&#8217;aumento dell&#8217;imposta sul reddito. Questo avviene in un contesto in cui il Regno Unito si confronta non solo con debolezza strutturale della crescita e livelli di inflazione ancora elevati, ma anche con gli effetti cumulativi di oltre quindici anni di shock economici: dalla crisi finanziaria globale alla Brexit, dalla pandemia allo shock dei prezzi energetici. Tutti elementi che hanno contribuito a un ambiente economico caratterizzato da fiducia contenuta, investimenti insufficienti e produttività persistentemente debole.</h3>
<p class="v1MsoNormal">La struttura del debito pubblico aggiunge ulteriori complessità: una quota significativa è indicizzata all&#8217;inflazione o a breve scadenza, rendendo il costo del rifinanziamento particolarmente sensibile ai movimenti dei tassi. Oggi più del 7% del bilancio statale è assorbito dal pagamento degli interessi, un onere superiore ai 100 miliardi di sterline annui che limita in modo sostanziale la capacità del governo di adottare politiche espansive o misure anticicliche.</p>
<p class="v1MsoNormal">Il Budget, quindi, rappresenta un esercizio estremamente delicato: l&#8217;esecutivo, politicamente indebolito, è chiamato a rassicurare i mercati circa la sostenibilità dei conti pubblici senza però ricorrere a strumenti che rischierebbero di aggravare il malcontento dell&#8217;elettorato, già preoccupato dall&#8217;assenza di benefici tangibili in cambio di un maggior prelievo fiscale. Il risultato è un equilibrio complesso, che espone il governo a rischi sia sul piano politico sia su quello finanziario.</p>
<h3 class="v1MsoNormal">Alla domanda se questo Budget sarà sufficiente a &#8220;risolvere&#8221; i problemi fiscali del Regno Unito, la risposta più realistica è che difficilmente potrà farlo. È probabile che la cancelliera punti a ottenere il margine minimo necessario per soddisfare i mercati e superare la scadenza di breve periodo, lasciando però il Paese esposto a possibili shock futuri. Potremmo così trovarci di fronte a un ciclo in cui il governo tenta di fare il minimo indispensabile per mantenere un fragile equilibrio, salvo scoprire in seguito che tali misure non bastano.</h3>
<p class="v1MsoNormal">Un elemento parzialmente positivo è che la manovra non dovrebbe avere effetti inflazionistici né pesare in modo significativo sulla crescita. Questo offrirà alla <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/BOE">Bank of England</a> uno spazio d&#8217;azione più ampio, permettendo con ogni probabilità un taglio dei tassi d&#8217;interesse nella riunione di dicembre.</p>
<p class="v1MsoNormal">
</div>
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		<title>Stati Uniti e Regno Unito tra incertezza e attesa</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/stati-uniti-incertezza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Nov 2025 09:30:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Algebris Investments]]></category>
		<category><![CDATA[BoE]]></category>
		<category><![CDATA[dazi]]></category>
		<category><![CDATA[Regno Unito]]></category>
		<category><![CDATA[shutdown]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Bank of England adotta un tono più morbido, lasciando spazio a un possibile allentamento a dicembre. Il commento del Global Credit Team di Algebris Investments</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="v1MsoNormal">Global Credit Team di <a href="https://www.linkedin.com/company/algebris-investments/posts/?feedView=all" target="_blank" rel="noopener"><b>Algebris Investments</b></a></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p class="v1MsoNormal"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-78429 size-full" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2019/01/UK1-e1712818908974.jpg" alt="Regno Unito" width="900" height="600" /></p>
<h2></h2>
<h2 class="v1MsoNormal"><b>USA — Shutdown record, si approfondisce l&#8217;assenza di dati ufficiali</b></h2>
<p class="v1MsoNormal">In assenza di un accordo, lo <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/shutdown">shutdown</a> del governo federale statunitense è ormai il più lungo mai registrato. Pur in presenza di segnali che ne indicano una possibile conclusione nelle prossime settimane, l&#8217;assenza di dati ufficiali sta diventando sempre più problematica.</p>
<p class="v1MsoNormal">Le evidenze provenienti da fonti alternative offrono indicazioni contrastanti e la variabilità delle letture su inflazione, disoccupazione e licenziamenti è verosimilmente destinata a protrarsi per diversi mesi. Non ci attendiamo implicazioni di rilievo per i mercati nel brevissimo periodo, ma un premio per l&#8217;incertezza potrebbe persistere finché la pubblicazione delle statistiche ufficiali non tornerà regolare.</p>
<h2 class="v1MsoNormal"><b><a href="https://www.fondiesicav.it/tag/dazi">Dazi</a> — Sotto esame</b></h2>
<p class="v1MsoNormal">La scorsa settimana la Corte Suprema ha esaminato in udienza la questione dei dazi adottati nell&#8217;ambito del quadro normativo IEEPA. Una decisione è attesa tra la fine del 2025 e l&#8217;inizio del 2026. Poiché tali misure rappresentano una quota significativa dell&#8217;onere tariffario effettivo e dei relativi introiti, un esito sfavorevole potrebbe avere un impatto materiale sui conti pubblici statunitensi. Riteniamo comunque che l&#8217;amministrazione cercherà di preservare l&#8217;attuale impostazione della politica commerciale, potendo ricorrere, se necessario, a strumenti alternativi.</p>
<h2 class="v1MsoNormal"><b><a href="https://www.fondiesicav.it/tag/boe">BoE</a> — Tassi fermi ma tono dovish, resta l&#8217;ipotesi di taglio a dicembre </b></h2>
<p class="v1MsoNormal">La scorsa settimana la Bank of England ha lasciato invariati i tassi. I mercati prezzavano solo un 20% di probabilità di un taglio, ma la comunicazione del MPC ha indicato che il voto è stato molto combattuto all&#8217;interno di un comitato diviso, con il voto di Bailey risultato decisivo. Il conteggio finale è stato di 5–4 a favore del mantenimento.</p>
<p class="v1MsoNormal">Il Governatore ha dichiarato di voler attendere segnali più chiari dai dati prima di avviare un allentamento, ma il tono complessivo del comunicato è apparso sufficientemente accomodante da mantenere sul tavolo un taglio a dicembre, attualmente prezzato intorno al 60%. L&#8217;attenzione si sposta ora sul Budget e sulle sue implicazioni.</p>
<p class="v1MsoNormal">
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		<title>Real Estate: ripresa immobiliare in Europa e Regno Unito</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/real-estate-regno-unito-europa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Nov 2025 09:00:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Aberdeen Investments]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[immobiliare]]></category>
		<category><![CDATA[real estate]]></category>
		<category><![CDATA[Regno Unito]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Previsti rendimenti oltre l’8% nei prossimi tre anni. Sostenibilità e gestione attiva le chiavi per creare valore. Aberdeen Investments</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-88719 size-full" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2020/02/immobiliar-e1695733872977.jpg" alt="gestori investitori istituzionali immobiliare un approccio asset reali ESG integrato offre una piattaforma unica per la creazione di valore sia nel settore immobiliare che nelle infrastrutture" width="899" height="600" /></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.linkedin.com/company/aberdeen-investment-trusts/" target="_blank" rel="noopener">Aberdeen Investments</a> prevede una graduale ripresa ciclica nei mercati immobiliari del Regno Unito e dell&#8217;Europa. Negli ultimi mesi, i rendimenti sono migliorati, riallineandosi alle medie di lungo periodo grazie a redditività stabile e una modesta crescita del capitale. Aberdeen, che supervisiona oltre 30 miliardi di sterline in asset immobiliari, prevede rendimenti totali annui dell&#8217;8,4% nel <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/regno-unito">Regno Unito</a> e dell&#8217;8,9% in <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/europa">Europa</a> per i prossimi tre anni, superando la media globale del 7%. Tuttavia, si evidenzia anche un restringimento del divario tra settori, con rendimenti sempre più determinati dalla gestione attiva degli asset e dai fondamentali legati alla localizzazione.</p>
<p><strong>Anne Breen, Global Head of Real Estate di Aberdeen Investments</strong>, afferma: &#8220;Il modo in cui i rendimenti immobiliari verranno generati in futuro sarà molto diverso rispetto al passato. Gli investitori si concentrano sempre più su come gli asset possano essere resi &#8216;future-proof&#8217;, attraverso decarbonizzazione, integrazione dei criteri ESG o miglioramenti operativi. Non conta solo cosa si acquista: infatti, sarà determinante per il successo in questo ciclo come lo si gestisce.</p>
<p>L&#8217;investimento tematico resta molto rilevante, dati i livelli eccezionali di disruption economica: di conseguenza, continuiamo a considerare molto importante l&#8217;allocazione settoriale. L&#8217;esposizione ai settori &#8216;living&#8217; e logistica continua a generare extra-rendimento, ma vediamo che è la gestione attiva degli asset a fare sempre più la differenza: in un mercato in cui esistono meno disparità strutturali nelle previsioni di rendimento e mancano all&#8217;orizzonte condizioni pienamente favorevoli, i gestori dovranno lavorare ancora più duramente per offrire extra-performance ai clienti.&#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Settore industriale e logistico</h2>
<p>Il comparto industriale e logistico continua a rappresentare uno dei settori di maggiore convinzione per Aberdeen, con mercati nel Regno Unito e in Europa che si prevede possano sovraperformare nei prossimi cinque anni, grazie a un rendimento annuale medio atteso dell&#8217;8% circa per gli asset industriali.</p>
<p>Sebbene la crescita degli affitti stia rallentando e alcune aree abbiano raggiunto il limite di accessibilità economica, la performance resta solida, con il settore che ha sovraperformato il comparto immobiliare nel suo complesso per ben quattro trimestri consecutivi.</p>
<p>In Europa, il mercato logistico trarrà beneficio dalla limitata nuova offerta, che stabilizzerà i tassi di sfitto e sosterrà la crescita degli affitti a partire dal prossimo anno. Nel Regno Unito, l&#8217;attività edilizia si è rallentata notevolmente, con le nuove costruzioni passate da 21,1 milioni di piedi quadrati nel Q1 2022 a soli 1,93 milioni nel Q3 2025.</p>
<p>Il settore della difesa nel Regno Unito e in Europa è una nuova fonte emergente di domanda industriale, alimentata da industrie collegate alla difesa che cercano unità produttive leggere moderne e spazi per R&amp;S: per Aberdeen, la difesa è solo una componente di una più ampia fase di reindustrializzazione in Europa, sostenuta da forti trend e cambiamenti strutturali nelle politiche industriali e commerciali europee.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Uffici</h2>
<p>I fondamentali del settore degli uffici stanno migliorando, con le zone centrali che si sono già distinte in alcuni Paesi. Sebbene la performance resti eterogenea tra diversi segmenti del mercato, ampie porzioni del comparto uffici sono ora in condizioni decisamente migliori.</p>
<p>Aberdeen segnala fondamentali in miglioramento a Londra centro, dove la domanda di locazione è costante e il numero limitato di progetti in cantiere dovrebbe abbassare i tassi di sfitto. La società predilige la City e il West End rispetto ai Docklands, nonostante in questi ultimi si osservi una recente ripresa strutturale dell&#8217;attività.</p>
<p>In Europa, i mercati preferiti di Aberdeen includono le aree centrali di Monaco, Amsterdam, Parigi e Madrid, dove la scarsità dell&#8217;offerta persiste e i fondamentali restano solidi. Si prevede che nel 2026 la nuova offerta, in percentuale sullo stock esistente, scenda alla metà della media di lungo periodo in queste aree, evidenziando una resilienza – che è destinata a rafforzarsi.</p>
<p>Aberdeen sottolinea che, sebbene la posizione geografica sia determinante per le prospettive di lungo termine degli uffici, anche la qualità degli asset è cruciale. Gli asset core stanno performando bene, mentre quelli secondari stanno progressivamente trovando un punto di stabilizzazione – il che apre spazi interessanti per operazioni di retrofit o conversione su uffici B+ in location A nel Regno Unito e in Europa continentale.</p>
<p>Secondo Aberdeen, mantenere un&#8217;eccessiva sottoponderazione su uffici di buona qualità nel 2026 potrebbe penalizzare la performance sia assoluta che relativa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Retail</h2>
<p>Il settore retail continua la sua fase di ripresa, trainato dai parchi commerciali dominanti con layout funzionali, un mix di inquilini ben studiato e la presenza di marchi di riferimento nel segmento alimentare. Aberdeen mantiene un approccio prudente sui centri commerciali e sul retail standard, alla luce della fragilità della fiducia dei consumatori e del rallentamento della crescita reale dei salari. La Francia rappresenta un punto debole specifico, a causa di scioperi generali e incertezze politiche che pesano sulla fiducia dei consumatori e sull&#8217;economia in generale.</p>
<p>Nel comparto retail periferico (il cosiddetto out-of-town), i tassi di sfitto sono prossimi ai minimi storici e in Europa si osservano segnali di crescita degli affitti. Tuttavia, il settore affronta rischi a breve termine legati all&#8217;inflazione e al deterioramento del mercato del lavoro, che potrebbero ridurre la propensione dei consumatori a spese elevate o discrezionali. I retailer di prodotti ad alto valore hanno guadagnato quote di mercato, riflettendo l&#8217;attenzione crescente dei consumatori ai prezzi.</p>
<p>Aberdeen prevede buone performance dal retail, con i parchi commerciali e i supermercati in prima linea, pur riconoscendo che la forza del settore sarà messa alla prova in un contesto economico debole nel breve periodo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Residenziale</h2>
<p>Il settore residenziale resta sostenuto da fondamentali solidi, con persistenti carenze di offerta, crescita degli affitti e sentiment positivo da parte degli investitori.</p>
<p>Nel Regno Unito, il settore degli affitti privati (PRS) continua a soffrire di carenze di offerta, con i piccoli proprietari che escono dal mercato e gli investitori istituzionali che non riescono a compensare con nuovi sviluppi al ritmo necessario.</p>
<p>Aberdeen ritiene che l&#8217;istituzionalizzazione del settore rappresenti la miglior via per migliorare la disponibilità di immobili in affitto, ma questo processo procede lentamente: si stima che, ai ritmi attuali, serviranno 70 anni per raggiungere una quota di mercato del 30%.</p>
<p>Gli investimenti nel build-to-rent (BTR) hanno subito una frenata dopo l&#8217;aggiustamento dei valori immobiliari di due anni fa, ma i rendimenti stanno ora stabilizzandosi. Aberdeen prevede per il settore residenziale un rendimento medio annuo su tre anni pari al 9% circa in Europa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Regno Unito ed Europa si distinguono in un contesto di incertezza relativo agli Stati Uniti</h2>
<p>Sebbene gli Stati Uniti rimangano un mercato di investimento ampio e importante, l&#8217;incertezza politica e i fondamentali economici più difficili hanno aumentato il rischio.</p>
<p>Per quanto riguarda il Regno Unito e l&#8217;Europa, Aberdeen ritiene che attualmente offrano invece un insieme di opportunità più interessante per il capitale globale. Sebbene una maggiore stabilità negli Stati Uniti sarebbe positiva per la crescita globale, gli investitori non possono farvi affidamento nel breve termine e potrebbero trarre beneficio da un ribilanciamento verso altri mercati.</p>
<p>I flussi di capitale canadese verso l&#8217;Europa sono aumentati di quasi il 200% nell&#8217;anno terminato a settembre 2025, un trend che Aberdeen attribuisce in parte a questa dinamica globale.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Tra resilienza e rischi: come sopravvivere alla turbolenza</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/resilienza-rischi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Oct 2025 08:00:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[dazi]]></category>
		<category><![CDATA[euro]]></category>
		<category><![CDATA[Fed]]></category>
		<category><![CDATA[PGIM]]></category>
		<category><![CDATA[Regno Unito]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.fondiesicav.it/?p=179270</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il nostro scenario di base rimane una crescita moderata. Ma i rischi mutevoli stanno ridefinendo le prospettive delle principali economie. PGIM</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="v1MsoNormal"><b>Magdalena Polan, head of EM macroeconomic research di <a href="https://www.linkedin.com/company/pgim/" target="_blank" rel="noopener">PGIM</a></b></h2>
<p class="v1MsoNormal"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-81828 size-full" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2019/05/globo-e1688034477379.jpg" alt="" width="900" height="600" /></p>
<h2 class="v1MsoNormal"><b>Economia globale: resiliente, ma i rischi sono in evoluzione</b></h2>
<p class="v1MsoNormal">L&#8217;economia globale continua a dimostrare resilienza nonostante i significativi cambiamenti nelle politiche commerciali e di investimento degli Stati Uniti e le incertezze che ne derivano. Mentre l&#8217;impatto dell&#8217;aumento dei <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/dazi">dazi</a> e dei cambiamenti nei flussi commerciali comincia a manifestarsi nei dati relativi ai prezzi e alla produzione, la spesa dei consumatori, i mercati del lavoro e le performance delle imprese rimangono per lo più solidi, costituendo un importante ammortizzatore.</p>
<p class="v1MsoNormal">Di conseguenza, il nostro scenario di base per le principali economie rimane quello di una crescita moderata e di un&#8217;inflazione contenuta, anche in un contesto di maggiore incertezza politica.</p>
<h3 class="v1MsoNormal"><b>Tuttavia, l&#8217;equilibrio dei rischi è cambiato:</b></h3>
<ol start="1" type="1">
<li class="v1MsoListParagraphCxSpFirst">riteniamo ora più probabile che l&#8217;economia statunitense reagisca in modo più brusco allo shock dei dazi, alla politica fiscale espansiva e all&#8217;ulteriore allentamento monetario della <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/fed">Fed,</a> il tutto complicato dallo shutdown parziale del governo federale. La traiettoria rimane incerta: l&#8217;economia potrebbe inizialmente “surriscaldarsi”, con una crescita reale più forte e un aumento dell&#8217;inflazione. Tuttavia, se i dazi avranno un peso maggiore del previsto e i vincoli dell&#8217;offerta di manodopera limiteranno la capacità produttiva, potrebbe seguire un rallentamento più profondo, che alla fine tempererà le pressioni inflazionistiche.</li>
<li class="v1MsoListParagraphCxSpMiddle">il rischio di un simile aumento dell&#8217;inflazione nell&#8217;Eurozona appare minore, rafforzando la fiducia nel nostro scenario centrale in cui “si tira avanti cavandosela”. Vediamo invece rischi di inflazione divergenti: al ribasso in area euro (e in Giappone) e al rialzo negli Stati Uniti e nel Regno Unito nel breve termine.</li>
<li class="v1MsoListParagraphCxSpLast">la Cina deve affrontare un cambiamento paragonabile nei rischi. La crescita sta rallentando verso la fine dell&#8217;anno, mentre l&#8217;inflazione rimane contenuta nonostante il sostegno delle politiche. Sia per l&#8217;Eurozona che per la Cina, continuiamo a vedere rischi limitati di una recessione vera e propria o di un forte rallentamento, e possibilità ancora più scarse di una spinta guidata dalla produttività nei prossimi 12 mesi.</li>
</ol>
<h2 class="v1MsoNormal"><b>La risposta della Fed: la bussola del mercato</b></h2>
<p class="v1MsoNormal">Sebbene il nostro scenario di base rimanga quello in cui “si tira avanti cavandosela”, il rischio principale risiede in un surriscaldamento dell&#8217;economia statunitense alimentato da una Fed più accomodante, insieme a una politica fiscale più espansiva. Il nostro scenario di base ipotizza che la Fed riduca il tasso di riferimento al 3,25%, rimanendo “sul polo più elevato dell’intervallo di neutralità”, in linea con le indicazioni del presidente Powell. È necessaria cautela, soprattutto per quanto riguarda l&#8217;inflazione. Gli effetti dei dazi potrebbero rivelarsi persistenti, poiché le scorte pre-dazi si esauriscono e i costi dei fattori produttivi più elevati, come l&#8217;acciaio, si ripercuotono sulle catene di approvvigionamento.</p>
<h3 class="v1MsoNormal">La contrazione della forza lavoro aggiunge ulteriore pressione, mentre la forte domanda dei consumatori con redditi più elevati consente alle aziende di trasferire i costi senza erodere i margini. L&#8217;espansione fiscale rafforzerà la domanda e le entrate derivanti dai dazi mitigheranno i rischi fiscali a breve termine. Una probabile distensione nelle tensioni commerciali tra Stati Uniti e <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/cina">Cina</a> sosterrebbe ulteriormente il sentiment. Di conseguenza, i mercati attualmente scontano un moderato allentamento &#8211; leggermente superiore alle nostre previsioni &#8211; e un aumento dell&#8217;inflazione nel breve termine, seguito da un&#8217;inflazione stabile nel medio termine.</h3>
<p class="v1MsoNormal">Tuttavia, se la Fed minimizzasse l&#8217;inflazione indotta dai dazi oltre gli effetti iniziali e desse priorità ai rischi al ribasso, in particolare nei mercati del lavoro, potrebbe tagliare i tassi in modo più aggressivo del previsto. Ciò fornirebbe un ulteriore stimolo, dando ai mercati e all&#8217;economia globale una breve “scarica di energia”. Tuttavia, le preoccupazioni sull&#8217;inflazione a medio termine potrebbero spingere al rialzo i rendimenti a lungo termine. Anche se non riteniamo che questo sia un rischio immediato nel quarto trimestre, la reazione della Fed dominerà le narrazioni di mercato.</p>
<h2 class="v1MsoNormal"><b>Dinamiche valutarie: persiste la debolezza del dollaro</b></h2>
<p class="v1MsoNormal">Riteniamo che la divergenza delle politiche monetarie, combinata con la convergenza della crescita tra le principali economie, porti a un indebolimento sostenuto del dollaro. Detto questo, gran parte di questo aggiustamento è già avvenuto e la direzione futura dipenderà dalle scelte politiche degli Stati Uniti. Un dollaro più debole continua a sostenere le valute dei mercati emergenti e potrebbe allentare le tensioni legate alle valute nei negoziati commerciali tra Stati Uniti e Cina.</p>
<p class="v1MsoNormal">Le valute più forti dei mercati emergenti e i prezzi contenuti delle materie prime limiteranno le pressioni al rialzo sui prezzi, consentendo alle banche centrali dei mercati emergenti di tagliare ulteriormente i tassi (anche se il quadro rimane eterogeneo). Un dollaro più debole è positivo anche per le opzioni di finanziamento esterno di molti mercati emergenti con rating più basso.</p>
<h2 class="v1MsoNormal"><b>Area euro: prospettive positive in un contesto di dinamiche mutevoli</b></h2>
<p class="v1MsoNormal">L&#8217;area euro entra nella fine del 2025 con prospettive contrastanti, ma nel complesso positive. La risoluzione anticipata dei negoziati commerciali tra Stati Uniti e Unione Europea e le deroghe favorevoli per le automobili, i prodotti farmaceutici e i semiconduttori hanno fornito una spinta a breve termine. Tuttavia, l&#8217;aumento dei dazi statunitensi (15% contro il 10% previsto) compenserà l&#8217;impatto dello stimolo fiscale tedesco, più consistente e concentrato nella fase iniziale. Nel frattempo, le esportazioni si stanno normalizzando dopo un aumento pre-dazi, raffreddando l&#8217;attività. Manteniamo la nostra previsione di crescita trimestrale e vediamo ridotte le probabilità di una sorpresa al rialzo.</p>
<h3 class="v1MsoNormal">Anche i modelli di crescita stanno cambiando. Le economie precedentemente colpite dalla crisi, come l&#8217;Italia e la Spagna, continuano a sovraperformare, sostenendo l&#8217;attività complessiva, grazie ai fondi UE e alla maggiore flessibilità nel loro utilizzo, a vantaggio anche della regione CEE (al di fuori dell&#8217;area euro). Sul fronte dei rischi, gli spread sovrani della Francia si stanno ampliando, raggiungendo i livelli più alti dall&#8217;inizio dell&#8217;anno rispetto ai bund dopo le dimissioni dell&#8217;ex primo ministro Lecornu, mentre i rating periferici stanno convergendo verso quelli dei paesi centrali. Questi paesi con performance superiori sono meno esposti agli shock energetici o geopolitici, aggiungendo resilienza alla crescita dell&#8217;area euro anche se le economie centrali sono sotto pressione.</h3>
<p class="v1MsoNormal">L&#8217;inflazione rimane contenuta e riteniamo che la BCE abbia sostanzialmente concluso il suo ciclo di allentamento, con un solo taglio previsto nel 2026 come assicurazione contro i rischi al ribasso. Questa posizione dovrebbe rafforzare la tesi sulla debolezza del dollaro discussa in precedenza. I rischi, tuttavia, rimangono orientati al ribasso se i dazi e l&#8217;incertezza pesano maggiormente sull&#8217;attività mentre l&#8217;inflazione rimane bassa.</p>
<h2 class="v1MsoNormal"><b>Cina: crescita moderata, prospettive commerciali in miglioramento</b></h2>
<p class="v1MsoNormal">La dinamica di crescita della Cina sta rallentando con l&#8217;attenuarsi degli effetti degli stimoli precedenti e dell&#8217;anticipo delle esportazioni, mentre l&#8217;economia continua a digerire l&#8217;eredità degli investimenti eccessivi e della bolla immobiliare. La guerra dei dazi con gli Stati Uniti è stata attenuata dalla diversificazione degli scambi commerciali, in particolare nell&#8217;ASEAN.</p>
<h3 class="v1MsoNormal">Le misure anti-deflazionistiche sono in fase iniziale, ma gli investimenti stanno diminuendo a causa della riduzione dell&#8217;espansione da parte delle imprese. I responsabili politici stanno lavorando a un nuovo mix di riforme strutturali e stimoli a breve termine, ma a un ritmo moderato. Prevediamo che la crescita subirà un rallentamento fino alla fine del 2025 e nel 2026, ma riteniamo che il rischio di stagnazione rimanga basso.</h3>
<p class="v1MsoNormal">Come nell&#8217;area dell&#8217;euro, il nostro scenario di base rimane quello di una crescita moderata e di un&#8217;inflazione contenuta, con sorprese al rialzo limitate. Per quanto riguarda il commercio, le prospettive stanno migliorando. Una recente telefonata tra i presidenti degli Stati Uniti e della Cina, gli incontri ad alto livello in programma e una precedente distensione commerciale suggeriscono che un accordo formale è raggiungibile. Probabilmente avrà l’effetto di congelare le tariffe effettive sulle esportazioni cinesi al 40-50%, allentare le restrizioni sulle terre rare (Cina) e sulle esportazioni di microchip (Stati Uniti) e includerà impegni per un aumento degli acquisti cinesi di beni chiave statunitensi, come soia, GNL e aeromobili. È meno probabile che vengano incluse disposizioni esplicite sulla valuta, poiché i timori di un deprezzamento dello yuan si sono attenuati con l&#8217;indebolimento del dollaro.</p>
<p class="v1MsoNormal">Tuttavia, permane l&#8217;incertezza sul fatto che l&#8217;accordo affronterà le questioni geopolitiche, tra cui il sostegno della Cina alla Russia e la politica degli Stati Uniti nei confronti di Taiwan. Al di là del commercio, permangono sfide strutturali: la Cina continua a fare affidamento sulle esportazioni per sostenere una crescita superiore al 4%, mentre la transizione verso il consumo interno è limitata dall&#8217;incertezza occupazionale e dalla debole crescita dei redditi. Il disaccoppiamento strategico rimane un obiettivo a lungo termine, con implicazioni significative per il commercio globale, gli investimenti e la geopolitica.</p>
<h2 class="v1MsoNormal"><b>Giappone: fondamentali più solidi, ma prevale la pazienza sul fronte della politica monetaria</b></h2>
<p class="v1MsoNormal">Il miglioramento dei fondamentali, l&#8217;aumento dello slancio dell’inflazione e la riduzione dell&#8217;incertezza a seguito del recente accordo commerciale con gli Stati Uniti hanno alimentato le aspettative che la Banca del Giappone (BOJ) possa aumentare i tassi nel corso dell&#8217;anno. Gli investimenti stanno riprendendo, gli utili delle imprese rimangono solidi e i consumi sono resilienti, rafforzando le ragioni a favore di una stretta monetaria.</p>
<p class="v1MsoNormal">Tuttavia, la BOJ rimane cauta. Ritiene che l&#8217;impatto macroeconomico dell&#8217;aumento dei dazi sia incerto, sia attraverso i canali commerciali che quelli del sentiment. Il tasso di cambio, al quale l&#8217;inflazione giapponese è particolarmente sensibile, è un&#8217;altra preoccupazione fondamentale.</p>
<h3 class="v1MsoNormal">Di conseguenza, pur rimanendo ottimisti sulle prospettive di crescita del Giappone, prevediamo che i tassi rimarranno invariati nel 2025, seguiti da un unico aumento nella prima metà del 2026 (allo 0,75%) e dalla possibilità di un moderato inasprimento aggiuntivo nel corso dell&#8217;anno. Le recenti vendite di ETF e REIT sottolineano l&#8217;intenzione della BoJ di ridurre il proprio bilancio a un ritmo relativamente sostenuto nell&#8217;ambito del percorso di normalizzazione della politica monetaria.</h3>
<h2 class="v1MsoNormal"><b>Regno Unito: i rischi esterni si attenuano, ma permangono le sfide interne</b></h2>
<p class="v1MsoNormal">Anche il <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/regno-unito">Regno Unito</a> ha concluso un rapido accordo commerciale con gli Stati Uniti, riducendo i rischi esterni. Tuttavia, i fondamentali interni rimangono fragili: l&#8217;occupazione è debole, mentre i consumi privati, gli investimenti e le esportazioni continuano a restare indietro. La crescita è sostenuta dalla spesa pubblica e da un ciclo favorevole delle scorte. Le sfide fiscali e la prospettiva di un aumento delle tasse pesano sul sentiment.</p>
<p class="v1MsoNormal">L&#8217;inflazione rimane al di sopra dell&#8217;obiettivo, ma dovrebbe diminuire drasticamente tra la fine del 2025 e l&#8217;inizio del 2026, in particolare con l&#8217;attenuarsi dell&#8217;inflazione dei prodotti alimentari. Questo, insieme al calo della crescita salariale, aprirà la strada a un ulteriore allentamento della politica monetaria da parte della Banca d&#8217;Inghilterra (BOE). Prevediamo ora un taglio dei tassi a dicembre e altri 75 punti base in totale nella prima metà del 2026, portando il tasso di riferimento al 3,0%. Questa previsione è superiore a quanto scontato dai mercati e riteniamo che la BOE cercherà di recuperare il ritardo rispetto alla BCE e alla Fed.</p>
<p class="v1MsoNormal">
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		<item>
		<title>Dove investire nel credito: tra opportunità e rischi</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/credito-rischi-opportunita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefania Basso]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Sep 2025 08:00:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Aberdeen Investments]]></category>
		<category><![CDATA[credito privato]]></category>
		<category><![CDATA[esg]]></category>
		<category><![CDATA[Regno Unito]]></category>
		<category><![CDATA[tassi]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Resta cruciale monitorare attentamente i rischi legati alle tensioni geopolitiche. L'analisi di Jonathan Mondillo, Aberdeen Investments</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Jonathan Mondillo, Responsabile globale del reddito fisso di <a href="https://www.linkedin.com/company/aberdeen-group-plc/" target="_blank" rel="noopener">Aberdeen Investments</a></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-94757 size-full" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2020/02/Schermata-2020-10-09-alle-09.34.06-e1680251349412.png" alt="Credito opportunità" width="600" height="443" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Tassi di interesse: Stati Uniti e Regno Unito</h2>
<p>Negli ultimi due anni, i <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/tassi">tassi</a> di interesse hanno registrato un andamento altalenante. Ma la tendenza generale rimane orientata al ribasso. Negli Stati Uniti, ci si attende una serie di tagli da parte della Fed, sostenuti dal rallentamento dell&#8217;inflazione, dalla debolezza del mercato del lavoro e da spinte politiche a favore della crescita.</p>
<p>Anche nel Regno Unito lo scenario è caratterizzato da una crescita debole, ma l&#8217;inflazione più persistente ha portato la Banca d&#8217;Inghilterra ad adottare un approccio più cauto. Per il 2025 è previsto un ulteriore taglio dei tassi, seguito da un potenziale di fino a quattro interventi nel 2026, una prospettiva più ampia rispetto a quanto attualmente stimato dai mercati.</p>
<h2>Opportunità nel comparto del credito</h2>
<p>Un contesto di crescita lenta ma ancora positiva tende a favorire il <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/credito">credito</a> societario. Sebbene gli spread siano compressi, i rendimenti complessivi restano interessanti rispetto ai livelli storici. I fondamentali delle aziende appaiono solidi, con una buona redditività, bassa leva finanziaria e copertura degli interessi adeguata.</p>
<p>In caso di un rallentamento economico più marcato, è preferibile puntare su titoli investment grade a breve scadenza, che offrono un buon equilibrio tra rendimento e rischio, con una volatilità contenuta. Anche alcuni titoli high yield di qualità superiore possono rappresentare valide opportunità.</p>
<p>Nei mercati <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/emergenti">emergenti,</a> il debito in valuta locale ha beneficiato del significativo indebolimento del dollaro, affermandosi come il segmento più performante del 2025. Anche i mercati di frontiera continuano ad attrarre interesse, grazie alla tendenza alla de-dollarizzazione, nonostante i rischi più elevati.</p>
<h2>Rischi nel prossimo anno</h2>
<p>Accanto alle opportunità, è importante evidenziare tre aree di rischio che potrebbero influenzare i mercati del credito nei prossimi 12 mesi:</p>
<p>-Tensioni geopolitiche, in particolare i conflitti in Ucraina e Medio Oriente, oltre all&#8217;aumento del protezionismo globale;<br />
-Crescita del debito pubblico nei Paesi sviluppati, che potrebbe comportare un aumento dei premi a termine e un impatto negativo sui rendimenti;<br />
-Rischi di rifinanziamento nel comparto <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/high-yield">high yield</a>, aggravati dalla crescita delle emissioni payment-in-kind (PIK), titoli che inizialmente pagano interessi sotto forma di nuovi titoli anziché in contanti.</p>
<h2>Opportunità nel credito privato</h2>
<p>Il credito privato offre una combinazione interessante di rendimenti più elevati, diversificazione e presenza di garanzie. Tuttavia, comporta anche rischi legati alla minore liquidità e alla limitata trasparenza sui mutuatari, spesso privi di rating ufficiali.<br />
Per questo motivo, è fondamentale affidarsi a gestori dotati di solide capacità di analisi interna e gestione attiva. Si registra una crescente attenzione verso segmenti innovativi del mercato, come il <em>fund finance</em>, che stanno guadagnando spazio anche nei portafogli wholesale.</p>
<h2>Sostenibilità e credito</h2>
<p>I fattori ESG (ambientali, sociali e di governance) sono sempre più centrali nell&#8217;analisi del credito. Siamo convinti che integrare una prospettiva ESG nell&#8217;attività di ricerca sul credito consenta di ottenere un quadro più completo dei rischi e delle opportunità che possono incidere sulla futura solidità finanziaria degli emittenti di debito.</p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>In un contesto di tassi in calo, dunque, il credito continua a rappresentare un&#8217;opportunità interessante. Le soluzioni a breve termine sono ideali per impiegare la liquidità in modo efficiente. Mentre il credito privato garantisce un potenziale di rendimento e diversificazione. Infine, la domanda di investimenti sostenibili cresce costantemente, sia da parte di investitori istituzionali sia nel segmento wholesale.</p>
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		<title>Il nuovo ordine mondiale</title>
		<link>https://www.fondiesicav.it/il-nuovo-ordine-mondiale-mercati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Aug 2025 06:04:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Powell]]></category>
		<category><![CDATA[RBC BlueBay]]></category>
		<category><![CDATA[Regno Unito]]></category>
		<category><![CDATA[russia]]></category>
		<category><![CDATA[top]]></category>
		<category><![CDATA[Trump]]></category>
		<category><![CDATA[Usa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'andamento dei prezzi è stato sostanzialmente stabile questa settimana. L'attenzione si sposta sul vertice economico di Jackson Hole. Mark Dowding, Fixed Income CIO di RBC BlueBay AM</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="v1MsoNormal" style="text-align: left;" align="center">Mark Dowding, Fixed Income CIO, <a href="https://www.linkedin.com/company/rbc-bluebay-asset-management/" target="_blank" rel="noopener">RBC BlueBay AM</a></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-138877 size-full" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2024/12/Mondo-e1736408218448.jpg" alt="azionario europeo" width="1137" height="600" srcset="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2024/12/Mondo-e1736408218448.jpg 1137w, https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2024/12/Mondo-e1736408218448-uai-900x475.jpg 900w" sizes="(max-width: 1137px) 100vw, 1137px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="v1MsoNormal">La scorsa settimana i <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/mercati">mercati</a> globali sono stati relativamente tranquilli, con prezzi sostanzialmente stabili. Il verbale dell&#8217;ultima riunione della Federal Reserve ha mostrato che la maggioranza dei partecipanti era più concentrata sull&#8217;inflazione che sui rischi del mercato del lavoro.</p>
<p><strong>USA</strong></p>
<p class="v1MsoNormal">La conferenza di Jackson Hole di questo fine settimana potrebbe essere più significativa e sarà interessante vedere se <a href="https://www.fondiesicav.it/TAG/POWELL">Powell</a> darà un segnale di riduzione dei tassi al FOMC di settembre, in linea con le previsioni del mercato.</p>
<h3 class="v1MsoNormal">Ciò che potrebbe essere molto più critico è la prossima serie di dati sul mercato del lavoro statunitense, che saranno pubblicati il 5 settembre, con l&#8217;indice dei prezzi al consumo (CPI) di agosto che arriverà solo un paio di giorni dopo.</h3>
<p class="v1MsoNormal">Tuttavia, con tutti gli occhi puntati su settembre, le condizioni di mercato estive hanno potuto prevalere per il momento. Molti investitori hanno preso fiato per un momento, dopo 6-7 mesi molto intensi dal ritorno di Trump alla Casa Bianca.</p>
<p><strong>REGNO UNITO</strong></p>
<p class="v1MsoNormal">Un altro dato deludente sul CPI ha continuato a contribuire alla sottoperformance dei Gilt britannici rispetto ad altri mercati. Nel frattempo, il governo laburista ha fatto trapelare una serie di potenziali aumenti delle tasse che intende attuare.</p>
<p class="v1MsoNormal">Tuttavia, a meno che non riesca a far fronte alla spesa sociale fuori controllo, si ha la sensazione che la fiducia del mercato nella politica del governo stia iniziando a svanire. I rendimenti dei titoli di Stato a lungo termine sono ai livelli più alti dal 1998, eppure sembrano pochi gli acquirenti desiderosi di entrare nel mercato, anche a questi livelli elevati.</p>
<p><strong>RESTO D&#8217;EUROPA</strong></p>
<p class="v1MsoNormal">Siamo nel pieno della stagione delle vacanze di metà agosto, quindi non dovrebbe sorprendere che i mercati regionali siano stati relativamente tranquilli. Anche l&#8217;attività sui mercati del credito è stata relativamente modesta, con una pausa momentanea nella corsa al rialzo degli indici azionari.</p>
<p><strong>LE NOSTRE POSIZIONI</strong></p>
<figure id="attachment_101782" aria-describedby="caption-attachment-101782" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="wp-image-101782 size-thumbnail" src="https://www.fondiesicav.it/wp-content/uploads/2021/06/Mark-Dowding_BlueBay-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /><figcaption id="caption-attachment-101782" class="wp-caption-text">Mark Dowding</figcaption></figure>
<p class="v1MsoNormal">Continuiamo a vedere un certo valore nei titoli finanziari subordinati e in alcuni altri settori selezionati, dove potrebbe esserci spazio per una compressione del credito. Tuttavia, a parte questo, riteniamo che le valutazioni rappresentino ora una sfida. E sarà interessante vedere se i mercati richiederanno ulteriori sconti in vista dell&#8217;offerta stagionalmente elevata di settembre. Da questo punto di vista, restiamo relativamente cauti in termini di esposizione al rischio di beta rispetto alle obbligazioni societarie. Anche i mercati valutari hanno registrato un andamento laterale durante la settimana, in assenza di nuovi catalizzatori in grado di influenzare i prezzi.</p>
<p class="v1MsoNormal">Continuiamo a esprimere un leggero orientamento verso un dollaro più debole, privilegiando il won coreano, che riteniamo strutturalmente sottovalutato, e la corona norvegese. I dati sulla crescita pubblicati questa settimana dalla Norvegia hanno sottolineato la recente sovraperformance dell&#8217;economia del Paese. E ci aspettiamo che ciò si rifletta in modo più esplicito nella traiettoria della valuta, che rimane vicina alla sua valutazione più debole di sempre rispetto all&#8217;euro.</p>
<p class="v1MsoNormal">Durante la settimana abbiamo anche aggiunto una posizione corta sulla sterlina, ritenendo che la recente sovraperformance della valuta britannica sia ingiustificata, alla luce dei crescenti rischi politici nel Regno Unito e dei fondamentali economici che rimangono difficili. Se dovesse verificarsi una maggiore distorsione dei rendimenti de<a href="https://www.fondiesicav.it/tag/gilt">i Gilt,</a> ciò potrebbe anche determinare un ritorno delle pressioni sulla valuta, come abbiamo osservato durante il “Truss tantrum” del 2022.</p>
<p class="v1MsoNormal">Continuiamo a mantenere posizioni lunghe sui Treasury USA a breve termine, compensate da posizioni corte sui titoli a 30 anni. Manteniamo una posizione corta sui Bund a lungo termine. E, in termini di spread, siamo sottopesati sulla Francia.</p>
<p class="v1MsoNormal">Continuiamo inoltre a mantenere una posizione <em>flattener</em> sul lungo termine in Giappone, dove la curva 10/30 rimane a nostro avviso troppo ripida. A parte queste opinioni sulla curva, la duration dei tassi di interesse e la duration del credito rimangono relativamente piatte, poiché vediamo maggiori opportunità nelle curve e nelle operazioni di valore relativo nell&#8217;attuale contesto di mercato.</p>
<h3 class="v1MsoNormal"><u>Guardando avanti<br />
</u></h3>
<p class="v1MsoNormal">Altrove, il vertice <a href="https://www.fondiesicav.it/tag/trump">Trump/Putin</a> in Alaska ha fornito numerosi spunti di discussione sul conflitto in Ucraina. Con Zelensky e i leader europei in viaggio verso Washington all&#8217;indomani dell&#8217;incontro. Sebbene siano stati compiuti alcuni progressi nei colloqui, sembra che Kiev abbia poco da festeggiare. Cedere territorio alla Russia sulla scia della sua aggressione rimane altamente problematico. Nel frattempo, qualsiasi garanzia di sicurezza dovrà essere inattaccabile per evitare il rischio che la Russia cerchi di consolidare i propri vantaggi in un secondo momento, dopo aver consolidato i propri progressi.</p>
<p class="v1MsoNormal">
<p>L'articolo <a href="https://www.fondiesicav.it/il-nuovo-ordine-mondiale-mercati/">Il nuovo ordine mondiale</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.fondiesicav.it">Fondi e Sicav</a>.</p>
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