I dati della raccolta dei fondi, a livello globale, mostrano che l’interesse per gli investimenti Esg (environmental, social, governance) è in continua crescita, con una differenza però tra azionario e reddito fisso. Un recente “white paper” pubblicato da Camradata analizza perché l’utilizzo dei criteri di sostenibilità nell’obbligazionario sia meno popolare rispetto alle azioni e individua le opportunità che stanno emergendo in questa asset class. In particolare, secondo lo studio, gli approcci ai bond potrebbero essere stati più lenti nell’incorporare considerazioni di sostenibilità, in parte a causa delle differenze tra i mercati obbligazionari e azionari, in parte perché i metodi per integrare la sostenibilità nei portafogli azionari non possono essere semplicemente replicati nel debito. Stanno tuttavia aumentando le evidenze riguardo al fatto che l’integrazione dei fattori Esg possa creare alfa nei mercati delle obbligazioni societarie e persino generare sovraperformance rispetto agli investimenti cosiddetti “non sostenibili”.
Kenneth Lamont, analista di ricerca per le strategie passive di Morningstar, afferma che una delle ragioni di quanto sopra esposto è che, mentre per i corporate bond si può utilizzare un sistema di valutazione Esg simile a quello delle azioni, «ci sono ancora punti interrogativi su come valutare al meglio il debito pubblico, dove esiste una linea sottile tra fare una valutazione Esg oggettiva e sconfinare nel territorio politico». In termini di flussi, anche se i dati riguardano solo i fondi Esg che adottano una strategia passiva, si è registrato un enorme incremento degli asset in gestione negli ultimi 18 mesi, raddoppiati a 250 miliardi di dollari (fonte Morningstar), anche se continua a essere ancora «embrionale» l’interesse per i fondi obbligazionari, in quanto il settore è frenato dalle «sfide legate all’assegnazione dei rating Esg al debito pubblico».
Fondi&Sicav ha approfondito il tema con i gestori del Gs Global Esg Enhanced Income Bond Portfolio di Goldman Sachs Asset management (Gsam) che, nella creazione del loro portafoglio, hanno condotto una rigorosa ricerca bottom-up sui fondamentali, integrando l’analisi Esg nel processo di investimento. Il fondo è costituito da un portafoglio obbligazionario globale che investe in corporate bond, credito cartolarizzato e debito dei mercati emergenti, per offrire un reddito elevato e una crescita del capitale nel lungo termine. L’introduzione dei criteri di sostenibilità è legata alla convinzione che «l’analisi Esg sia fondamentale per identificare i rischi aziendali del 21° secolo e quindi che l’integrazione Esg sia un dovere verso i nostri clienti, in qualità di asset manager attivi», rimarca Ashish Shah, co-cio of global fixed income and liquidity solutions di Gsam. «All’interno del nostro processo di investimento, questa strategia può essere importante per individuare meglio quali fattori Esg si manifestano nei risultati finanziari di ogni settore aziendale o classe di attivi obbligazionari: un concetto noto come “materialità”(…). Ad esempio, una governance aziendale debole può presentare elevati rischi finanziari per una banca in relazione a pratiche ambientali inadeguate».
Ma «nel corso del tempo l’esposizione ai prestiti soggetti a rischi climatici può comportare una maggiore materialità dei fattori “E”», rimarca Niham Whooley, fixed income corporate credit di Gsam, che sottolinea che la valutazione del merito di credito da parte della casa di gestione ha sempre preso in considerazione i fattori che oggi rientrano nei criteri di sostenibilità.
L’approccio utilizzato da Gsam incorpora tre elementi: la materialità, il momentum e il coinvolgimento dei possessori di obbligazioni. Il processo è stato rafforzato con l’utilizzo di un rating Esg proprietario per tutte le obbligazioni corporate e i titoli di stato all’interno dell’universo di investimento definito dal team di gestione, determinato sia da analisti di settore, per quanto riguarda le singole società, sia da economisti che monitorano invece il debito sovrano. «Il rating di ogni emittente obbligazionario è elaborato grazie a un confronto tra soggetti comparabili (basato su dati Esg esterni, ricerca proprietaria sui fondamentali e coinvolgimento dei possessori di obbligazioni) e una valutazione prospettica del momentum. Il confronto diretto con il management dell’azienda ci aiuta a collegare la reportistica Esg con la performance; questo è un elemento fondamentale, in quanto la sola comunicazione aziendale non implica necessariamente un buon risultato Esg. Collaboriamo anche con i nostri colleghi dei team Fundamental equity e Quantitative investment solutions nel coinvolgimento delle aziende per arricchire le relazioni con i relativi gruppi direttivi. Questo coinvolgimento ci permette di comprendere meglio la strategia e i fattori qualitativi delle società che non possono essere rappresentati nella reportistica Esg. Inoltre aggiunge rigore alla nostra valutazione del momentum, in modo da potere identificare se un’azienda si trova in una fase stabile ovvero in un percorso di miglioramento o di peggioramento. Anche in questo caso, è qualcosa che i parametri Esg statici potrebbero non rilevare», spiega sempre Niham Whooley.
Il processo da noi seguito per creare il portafoglio si divide in tre fasi. Per prima cosa viene realizzato uno screening iniziale che, come illustra Jonathon Orr, fixed income portfolio manager di Gsam, «esclude settori e società sulla base di consolidati standard Esg. Ciò comporta l’eliminazione di settori quali il tabacco e gli emittenti di obbligazioni i cui modelli di business e le iniziative sono in contrasto con norme e valori ampiamente accettati, comprese le aziende che violano i principi del Global compact delle Nazioni Unite. In secondo luogo, viene perfezionato il nostro approccio Esg attraverso l’analisi dei ricavi di un’azienda, con riferimento alle tematiche sociali e ambientali. Ad esempio, una società di servizi di pubblica utilità sarebbe esclusa se più di un quarto dei suoi ricavi derivasse dalla generazione termica a carbone, una tra le principali cause dell’emissione globale di anidride carbonica e dunque un ostacolo al raggiungimento dell’Accordo di Parigi. Infine, si restringe ulteriormente l’universo d’investimento sulla base dei punteggi proprietari Esg, eliminando le obbligazioni degli emittenti con i punteggi più bassi».
In un contesto di tassi bassi, destinati a restare tali probabilmente per molto tempo, la ricerca di rendimento rimane un tema ricorrente per investitori in cerca di opportunità, tenendo però in debita considerazione il profilo di rischio. «In effetti», commenta Ashish Shah, «ci troviamo in un mondo di bassi rendimenti che è destinato a proseguire per un periodo più lungo di quanto previsto a inizio anno a causa della recessione economica provocata dalla pandemia globale. Tuttavia, le banche centrali sono impegnate a perseguire la stabilità del mercato e da marzo siamo passati rapidamente da una crisi di liquidità a una ripresa trainata dalla liquidità. In questo modo si crea uno scenario favorevole per i settori obbligazionari, cui il Gs Global Esg Enhanced Income Bond Portfolio può accedere, come per esempio il credito societario e i titoli garantiti da ipoteca (Mbs) delle agenzie».
In termini di opportunità di investimento i gestori del Gs Global Esg Enhanced Income Bond Portfolio rimangono ottimisti sulle obbligazioni corporate investment grade, grazie alla liquidità immessa sul mercato, sia dalla Fed, sia dalla Bce, sui bond high yield, sul credito cartolarizzato e sul debito dei paesi emergenti. Rimane, da parte di tutto il team, la consapevolezza che, nonostante le politiche delle banche centrali sostengano le condizioni di mercato nel medio termine, non potranno impedire il declassamento dei rating ed episodi di default. Proprio per questa ragione, un’accurata diversificazione nel portafoglio, attraverso la selezione dei titoli e la rotazione dei settori, diventa indispensabile, sia nella gestione del rischio, sia nella ricerca di nuove opportunità di investimento.
Pinuccia Parini
Dopo una lunga carriera in ambito finanziario sul lato, sia del sell side, sia del buy side, sono approdata a Fondi&Sicav

