di Heidi Foppa
È sempre più riconosciuto che il capitale privato, in aggiunta e in combinazione con i fondi pubblici, è la chiave per la realizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile (Sdgs). La domanda di investimenti Sri è aumentata vertiginosamente negli ultimi anni, ma, mentre gli investimenti Esg sono ormai mainstream, quelli a impatto rappresentano ancora una nicchia e un impiego di capitali alternativo, pur registrando ogni anno una crescita a due cifre.
Innumerevoli iniziative ambiscono a sviluppare modelli di business scalabili a livello di impatto sociale, ambientale ed economico, che spesso canalizzano i fondi nei paesi emergenti in America Latina, Asia e Africa. Tra queste, ad esempio, c’è East Africa Fruits, un’impresa sociale che collega piccoli contadini a centinaia di venditori, alberghi, ristoranti e supermercati in Tanzania attraverso centri di raccolta e di aggregazione e una logistica della refrigerazione che aumenta la durata di conservazione dei prodotti e riduce gli sprechi alimentari. Prodigy Finance, invece, è una piattaforma fintech che fornisce l’accesso ai finanziamenti necessari per dare un’istruzione di qualità nelle migliori università del mondo agli studenti dei paesi emergenti e in via di sviluppo.
Nonostante il crescente interesse allo sviluppo di nuovi modelli di business con un maggiore equilibrio tra obiettivi sociali ed economici, l’accesso al capitale rimane uno dei problemi fondamentali per queste iniziative. È difficile per gli investitori accedere a questi progetti e spesso mostrano una limitata disponibilità ad assumersi i rischi a essi collegati. Inoltre, dopo la crisi di Lehman Brothers, la liquidità è diventata un criterio essenziale di selezione, mentre il mondo dell’impact investment è per la sua natura non liquido, visto che gli investimenti e i ritorni a essi collegati hanno un orizzonte temporale medio-lungo e non possono essere richiamati.
Per gli investitori di questa asset class emergono nuove domande cui dare risposte: la classificazione degli investimenti a impatto nell’ambito dell’asset allocation strategica, la gestione della scarsa liquidità per buona parte di questi prodotti, che si possono comprare e vendere su base mensile o trimestrale, il controllo del valore sociale ed economico da essi generato, la gestione di transazioni complesse e il grado di coinvolgimento con le aziende sottostanti.
il primo indice Impact
Per rispondere a queste domande, iGravity, una società nata a Zurigo nel 2017 ed esclusivamente dedicata all’impact investing, ha da poco lanciato il primo Impact investment index, che funge, sia da benchmark per l’industria, sia come opportunità di investimento che genera un impatto sociale e ambientale insieme a un rendimento finanziario. «La nostra visione è facilitare e democratizzare l’accesso agli investimenti d’impatto», afferma Patrick Elmer, fondatore e ceo di iGravity, che sottolinea che «l’obiettivo dell’indice è permettere al capitale privato e istituzionale di contribuire a finanziare gli Oss. Dopotutto, servono ancora 2,5 trilioni di dollari all’anno per gli investimenti mirati a raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. Questo divario può essere colmato solo con la finanza privata. E la maggior parte degli attori privati investe solo se si ottengono risultati tangibili, sia in termini di impatto sociale, sia di rendimenti finanziari».
iGravity index è stato lanciato nella primavera 2020, dopo una vasta ricerca di prodotti d’investimento a più alto impatto disponibili sul mercato e in seguito ad approfondite analisi sulla stabilità finanziaria e sui modelli di impatto di questi investimenti. L’indice è la prima e unica strategia d’investimento a impatto diversificato facilmente accessibile e dove i sottostanti sono scelti in base non solo a un’approfondita analisi finanziaria, ma anche all’impatto sociale. Per fare ciò iGravity conta su un team con esperienze pluriennali nella finanza e nel mondo degli investimenti con focus su progetti in Africa, America Latina e Asia che ancora oggi la società avvia e sviluppa direttamente sul territorio, permettendo di seguire da vicino gli investimenti e l’impatto che queste iniziative realizzano nelle comunità e sull’ambiente.
BENCHMARK DIVERSIFICATO
«Il nostro indice riunisce da 15 a 20 iniziative che contribuiscono a migliorare la vita delle persone, a sostenere le imprese e a proteggere l’ambiente», afferma la portfolio manager Eugenia Martini Donati. Il benchmark è diversificato per asset class, aree geografiche e temi di impatto. Per raggiungere un portafoglio diversificato dal punto di vista del rischio e dell’impatto, sono state incluse strategie di microfinanza e di finanziamento delle Pmi, investimenti nelle energie rinnovabili, come le obbligazioni verdi, e strumenti che offrono accesso a un’istruzione di qualità agli studenti dei mercati emergenti. «Abbiamo tradotto gli Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sdg) delle Nazioni Unite in quattro priorità d’investimento: economia inclusiva, mitigazione del cambiamento climatico, ecosistemi naturali ed esigenze di base», spiega Martini Donati. «Inoltre, abbiamo costruito l’indice in modo tale da rappresentare il mercato degli investimenti di impatto più ampio. Ciò ha un effetto collaterale molto pratico: il benchmark funge da riferimento per l’intero settore degli investimenti d’impatto».
Per potere identificare gli investimenti con il migliore impatto possibile anche da un punto di vista finanziario, il team di iGravity ha costruito un database con più di 600 opzioni. «Questo fatto ci permette di confrontare un’ampia gamma di opportunità di investimento di impatto attualmente disponibili», afferma l’analista di impatto Anne Katrine Buch Vedstesen.
RISULTATI DECORRELATI
i-Gravity gestisce il portafoglio dell’indice dal 2017. Con risultati finanziari decorrelati dalle asset class tradizionali, gli investimenti ad alto impatto permettono una diversificazione all’interno del portafoglio e l’ottimizzazione dell’allocazione in termini di rischio-rendimento.
Descrivendo il motivo per cui iGravity ha lanciato questo benchmark, Patrick Elmer ha parlato del suo desiderio di rendere questi investimenti più accessibili: «Vogliamo dare a tutti la possibilità di accedere direttamente e costruire un portafoglio diversificato di investimenti di impatto». Il concetto innovativo e dirompente di investimenti d’impatto sta iniziando a rimodellare il modo in cui investiamo il nostro denaro. Speriamo che questo diventi presto “the new normal”, sia per il settore finanziario, sia per la gente comune, affinché si possa costruire una società più equa e sostenibile.
Il team di iGravity riunisce un gruppo di imprenditori, visionari, esperti, appassionati professionisti e investitori, che rappresentano un eccellente esempio di un’industria che si evolve, dove gli investitori sostengono idee creative: si genera così una dinamica positiva per lo sviluppo di approcci d’investimento alternativi, come l’impact investing.
Redazione
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