Il 2023 si conclude con le economie avanzate che, a dispetto delle previsioni, non hanno conosciuto alcuna recessione. L’outlook di Invesco

Gli Stati Uniti hanno mostrato una sorprendete resilienza, nonostante il forte aumento dei tassi, mentre l’Eurozona si trova in una fase stagnante. Entrando nel 2024, è presumibile supporre che si assisterà a una decelerazione dell’attività economica, senza che vi sia, però, una vera e propria recessione, ma durante la quale si potrà assistere a dei fenomeni di turbolenza. Queste sono le premesse con cui Luca Simoncelli, investment strategist di Invesco Asset Management (Invesco Am), ha introdotto l’outlook 2024, lo scorso 14 dicembre.
Economia e inflazione
L’asset management vede l’attuale fase di late cycle concludersi con un indebolimento dell’economia per poi dare vita all’inizio di un nuovo ciclo, grazie all’allentamento delle politiche monetarie da parte delle principali banche centrali. Nel 2024, il differenziale di crescita tra Usa ed Europa dovrebbe restringersi, con i primi che dovrebbero allinearsi al Pil delle economie avanzate. Le cause del rallentamento americano dovrebbero essere ricercate negli effetti della politica restrittiva della Fed, che si sta traferendo dai redditi bassi verso altre fasce della popolazione, e da un deterioramento del mercato del lavoro, al momento solo marginale e non tale da condurre il Paese in una recessione. In Eurozona, invece, la stretta sulla domanda sta già sortendo i suoi effetti, traducendosi in una perdita di fiducia dei consumatori. Ciò nonostante, Invesco Am non si attende un ulteriore deterioramento del quadro macro, perché ritiene che il reddito disponibile sia ancora su livelli sostenibili. In Cina, il tasso di crescita è stimato attorno al 5,2%-5,3% perché, nonostante la fase delicata che il Paese sta attraversando, l’attività economica è considerata robusta e la debolezza dei prezzi al consumo e alla produzione non vengono letti come segnali di una deflazione incombente. La crisi del settore immobiliare, inoltre, è giudicata come gestibile e non è previsto che vi siano consistenti interventi governativi in merito.
Banche centrali
Fed, Bce e Boe sono prossime a un’inversione in materia di tassi d’interesse, che hanno toccato il picco, e il calo dell’inflazione dovrebbe continuare, anche se con momenti di incertezza che potrebbero generare volatilità sui mercati. L’ulteriore discesa dell’indice dei prezzi al consumo è vista come più difficile negli Usa rispetto all’Eurozona. Le previsioni di Invesco Am sono per un taglio della Fed tra maggio e giungo, cui farebbe subito seguito quello della Bce. La temporalità di queste decisioni, nel caso degli Stati Uniti, è vista concentrarsi nel periodo precedente il confronto elettorale. Il mercato finanziario, soprattutto dopo il discorso di Jerome Powell a margine del meeting della Fed di dicembre, ha generato una forte reazione sul corso dei bond che, attualmente, scontano già un primo taglio a marzo. Se il governatore si sia messo in un angolo, alla luce dei commenti fatti, è un tema di discussione che si snoderà nei mesi a seguire.
Asset allocation
Per quanto riguarda il 2024, Invesco Am crede che i primi due trimestri dell’anno saranno caratterizzati da incertezza: il mercato prezza già uno scenario benigno, la volatilità implicita è troppo bassa e c’è spazio per un inizio difensivo. La parte a breve della curva obbligazionaria non risulta più così attrattiva, soprattutto pensando al futuro taglio dei tassi e un conseguente possibile steepening della curva dei rendimenti. Di conseguenza, l’asset manager ritiene più interessante posizionarsi sulla parte intermedia della curva (5-8anni) ed esprime preferenza il credito Ig europeo e per le obbligazioni dei mercati emergenti, perché offrono il profilo di generazione di rendimento più efficace nel medio lungo periodo. Il passaggio a una fase prociclica, in corso d’anno, porta a sovrappesare i mercati azionari europeo ed emergenti (in particolare modo l’area asiatica), le piccole capitalizzazioni e i titoli value. In tale contesto, Invesco Am si attende una fase di indebolimento del dollaro americano a causa del riallineamento nei differenziali sui tassi e sul ritmo di crescita. La possibile fine del Nirp (Negative interest rates policy) da parte della BoJ e la fine del controllo della curva dei rendimenti potrebbero rafforzare lo yen. L’oro e le materie prime vengono considerate vengono considerate come opportunità di diversificazione del portafoglio.
Pinuccia Parini
Dopo una lunga carriera in ambito finanziario sul lato, sia del sell side, sia del buy side, sono approdata a Fondi&Sicav

