Il mercato è propenso a prezzare la fine del ciclo di rialzi. Probabilità del 60% per tassi invariati contro il 40% per un aumento dei tassi di 25 pb. Il commento di Generali Investments, abrdn, Allianz GI e Columbia Threadneedle Investments
Martin Wolburg, Senior Economist di Generali Investments, ha commentato:
La riunione della BCE di giovedì avrà luogo in un momento che registra segnali fortemente divergenti. Da un lato, le misure circa le aspettative di inflazione rimangono ostinatamente elevate e la crescita dei salari superiore al 4% su base annua non ha precedenti nella storia della moneta unica. Ciò implica chiaramente minacce per la stabilità dei prezzi a medio termine e quindi un inasprimento delle politiche in corso.
D’altro canto gli ultimi dati sull’attività economica, come l’indice PMI, e la revisione in negativo della crescita del secondo trimestre hanno sorpreso al ribasso e spingeranno la BCE a rivedere drasticamente le sue prospettive generali ottimistiche di crescita. Le misure proprietarie della BCE circa l’inflazione sottostante hanno cambiato direzione, così come l’inflazione PPI. Le azioni politiche introdotte in passato continuano inoltre a sprigionarsi sull’economia. E, secondo uno studio della BCE, continueranno a farlo nel 2024 con una portata quasi invariata.
Anche se si tratterà di una decisione molto serrata, ci aspettiamo che alla fine il Consiglio Direttivo si astenga da un altro rialzo nella riunione di settembre. Detto questo, la decisione di lasciare i tassi invariati dovrebbe essere accompagnata da un’inclinazione aggressiva volta a chiarire che la scelta non deve essere interpretata come la fine del ciclo di rialzi. Piuttosto come una pausa e che ulteriori misure di inasprimento potrebbero essere riprese in qualsiasi momento, se necessario.
Felix Feather, European Economic Analyst di abrdn, ha aggiunto:
Nell’ultima riunione di politica monetaria del Consiglio direttivo della BCE, i policy maker concordavano sulla necessità di perseguire una politica di stretta dipendenza dai dati. Tuttavia, nelle minute di quella riunione è emerso chiaramente che la dispersione dei pareri a livello trasversale stava aumentando.
Da allora, diversi funzionari si sono espressi a favore di un rialzo. Le colombe della Banca Centrale sono state meno esplicite. Ma certamente i responsabili politici sono preoccupati per l’apparente concretizzarsi dei rischi di ribasso per l’economia. È quindi improbabile che si raggiunga un accordo in seno al Consiglio direttivo. La vittoria delle colombe o dei falchi dipenderà dalla loro rispettiva efficacia nel conquistare i voti necessari per ottenere la decisione sui tassi che preferiscono.
Sono due i fattori che favoriscono la linea “attendista”. In primo luogo, questa settimana diversi funzionari, di norma propensi a un atteggiamento da falco, non avranno diritto di voto in virtù del sistema di rotazione della Banca. In secondo luogo, l’unica decisione di compromesso possibile per la Banca – una pausa abbinata a messaggi da falco – è quella di evitare un rialzo immediato. Riteniamo pertanto che quest’ultimo sia lo scenario più probabile.
Tuttavia, c’è ancora una possibilità significativa di un rialzo. Una simile mossa rischia di esacerbare una recessione che a nostro avviso è già in corso. Un’ampia serie di indicatori suggerisce che l’economia dell’Eurozona subirà probabilmente una contrazione nel terzo trimestre. Con l’impatto della passata stretta monetaria ancora in atto e senza alcun segnale di miglioramento, ci aspettiamo che la contrazione si aggravi nel corso dell’inverno”.
Franck Dixmier, Global CIO Fixed Income di Allianz Global Investors ha detto:
La Banca Centrale Europea avrà pure disinserito il pilota automatico, ma l’inflazione rimane elevata, per cui ci aspettiamo ancora un rialzo dei tassi di interesse nella riunione di settembre. I mercati sembrano impreparati: un aumento dei tassi potrebbe portare a ulteriori impennate dei rendimenti nel reddito fisso.
In sintesi:
- Ci aspettiamo che la Banca Centrale Europea aumenti i tassi di 25 punti base nella riunione di giovedì 14 settembre.
- Nonostante il rallentamento dell’economia della zona euro, l’inflazione sottostante rimane troppo elevata per giustificare una pausa.
- I mercati non sembrano preparati a questo rialzo, che dovrebbe alimentare ulteriormente l’aumento dei rendimenti registrato durante l’estate.
Roman Gaiser, Head of Fixed Income and High Yield EMEA di Columbia Threadneedle Investments, ha concluso:
Riteniamo che la Banca Centrale Europea opterà per un ulteriore aumento dei tassi di interesse di 25 punti base nella riunione di questo giovedì (14 settembre 2023), mantenendo ancora valide le prospettive di un possibile ulteriore inasprimento, almeno fino a quando non ci saranno prove convincenti che l’inflazione tornerà al target del 2%.
Attualmente è presente un evidente rallentamento dell’economia. Ma permangono anche le preoccupazioni per l’inflazione core e i relativi effetti secondari, tra cui, ad esempio, l’inflazione salariale.
Il mercato è molto propenso a prezzare la fine del ciclo di rialzi, valutando una probabilità del 60% che la banca centrale lasci i tassi invariati e una probabilità del 40% di un aumento dei tassi di 25 punti base, secondo i dati Refinitiv.
Tuttavia, l’inflazione nell’Eurozona è ancora nettamente al di sopra dell’obiettivo del 2% della BCE, con l’inflazione nominale annua invariata al 5,3% in agosto e l’inflazione di fondo che è scesa allo stesso livello, secondo i dati provvisori. Per questi motivi, crediamo siano necessarie ulteriori prove che assicurino l’effettivo superamento del picco dell’inflazione.
Pertanto, è ancora prematuro parlare di tagli dei tassi. Riteniamo che il secondo trimestre del 2024 sarà il momento giusto per prezzare i tagli dei tassi, non dando per scontato che li vedremo, in quanto serviranno prima ulteriori prove che anche l’inflazione core, e non solo l’inflazione complessiva, stia realmente scendendo.
Dall’altra parte, la prospettiva di un taglio dei tassi di interesse da parte della BCE rende gli asset a reddito fisso particolarmente attrattivi per gli investitori. Quest’ultimi, infatti, continuano a essere piuttosto propensi a investire nell’obbligazionario. E, in particolare, in attività societarie investment-grade. Il che, a sua volta, supporta sia il mercato del credito sia quello dei titoli di Stato.
Redazione
La redazione di Fondi & Sicav è un team di esperti e appassionati di finanza, specializzati nell’analisi e nell’approfondimento di fondi comuni, SICAV e strumenti di investimento. Con un approccio chiaro e aggiornato, forniscono contenuti di qualità per guidare i lettori nelle scelte finanziarie più consapevoli.

