Usa, non mancano segnali di surriscaldamento del mercato

Intervista ad Alberto Artoni, Portfolio Manager US Equity di AcomeA SGR

Le rotazioni sono la linfa vitale delle fasi bullish di un mercato e sembra che questo movimento stia interessando l’equity Usa da qualche mese. Ritenete che questo trend sia destinato a proseguire?

Alberto Artoni

Da quando Pfizer ha annunciato i dati relativi all’efficacia del proprio vaccino contro il Coronavirus, verso la fine dello scorso anno, abbiamo assistito a una, seppur solo iniziale, rotazione di mercato a favore di titoli cosiddetti “value”.

Le prospettive di un recupero dell’economia, ormai possibile grazie ai vaccini, unitamente ai forti piani di stimolo fiscale hanno favorito un rinnovato interesse degli operatori per i titoli della cosiddetta “old economy”, diretti beneficiari di una ripresa man mano confermata dalle trimestrali, favorendo la suddetta rotazione.

Questo trend è però ancora nelle primissime fasi, dopo che i titoli growth, in particolare nel settore della tecnologia, hanno sovraperformato il mercato per oltre un decennio. A seguito della Grande Crisi Finanziaria del 2008, le economie occidentali hanno registrato tassi di crescita particolarmente deboli. Di conseguenza, gli investitori sono stati disposti a pagare prezzi sempre più elevati per investire nei business che beneficiano di temi strutturali di crescita, come la tecnologia o le energie rinnovabili.

Il forte impulso fiscale voluto dalla nuova amministrazione americana, unitamente a un gap valutativo non più ignorabile ha, però, messo le basi per un ulteriore recupero dei titoli “value”, che riteniamo sarà destinato a continuare nei prossimi anni.

Errori nella comunicazione da parte della Fed, accelerazione improvvisa dell’inflazione, dati deludenti del mercato del lavoro. Quali di queste variabili credete sia in grado di provocare una seria battuta d’arresto a Wall Street?

Nel complesso, le prospettive per il mercato azionario americano rimangono cautamente ottimistiche, grazie alla prospettiva di una robusta ripresa economica e di un livello di tassi d’interesse che, seppur in crescita nei prossimi anni, rimangono lontani dai valori medi su base storica. L’aspetto più interessante è, però, la differenza di ritorni attesi che offrono oggi vari segmenti del mercato.

Da un lato, molti titoli con basse valutazioni offrono, a nostro giudizio, opportunità di guadagno particolarmente interessanti, dall’altro, vediamo alcuni segnali di “surriscaldamento” del mercato che ci preoccupano. Proprio l’eccessivo entusiasmo che ancora è scontato nelle valutazioni di molti titoli con elevate potenzialità di crescita è a nostro giudizio causa di rischio significativo.

Una FED più reattiva, pronta a riconoscere la robustezza della ripresa e a ridurre lo stimolo monetario prima di quanto atteso dalla maggioranza degli analisti potrebbe essere l’elemento scatenante che fa scattare le prese di profitto in quei segmenti di mercato caratterizzati da valutazioni estreme.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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