
Le iniziative intraprese da Biden hanno buone chance di rendere atipica la durata dell’attuale fase espansiva dell’economia Usa. Gergely Majoros, membro del Comitato Investimenti di Carmignac
Le rotazioni sono la linfa vitale delle fasi bullish di un mercato e sembra che questo movimento stia interessando l’equity Usa da qualche mese. Ritenete che questo trend sia destinato a proseguire?
Negli ultimi anni, i cicli economici, e di conseguenza anche le rotazioni cicliche dei mercati azionari, sono stati relativamente contenuti e di breve durata. L’attuale ripresa degli Stati Uniti, trainata dagli stimoli fiscali senza precedenti introdotti dall’amministrazione Biden, può però portare a un ciclo più lungo e in un certo senso atipico.
Riteniamo inoltre che le dinamiche di inflazione negli Stati Uniti possano sorprenderci in positivo nei prossimi trimestri. Vi sono infatti alcuni aspetti della dinamica di inflazione che vanno oltre i colli di bottiglia a breve termine e che a nostro avviso possono essere maggiormente sostenibili.
Tra questi vi sono ad esempio la dinamica prevista per i prezzi degli affitti, che dovrebbe iniziare a manifestarsi con la revoca della sospensione degli sfratti, e quella attesa per il mercato del lavoro statunitense, che potenzialmente porterà a una crescita significativa dei salari.
Tutti questi aspetti potrebbero portare a una fase prolungata che favorirà settori più ciclici e value. Nel tempo però ogni ciclo perde il proprio slancio, portando a una situazione in cui le prospettive macroeconomiche non saranno sufficientemente positive per i settori value.
Inoltre, l’attuale posizionamento degli investitori nella parte più ciclica del mercato è già diventato molto elevato rispetto alle metriche storiche. La rotazione verso i titoli growth e di qualità potrebbe dunque essere alle porte.

Errori nella comunicazione da parte della Fed, accelerazione improvvisa dell’inflazione, dati deludenti del mercato del lavoro. Quali di queste variabili credete sia in grado di provocare una seria battuta d’arresto a Wall Street?
Considerando gli stimoli economici senza precedenti introdotti negli Stati Uniti, riteniamo che vi sia una possibilità non trascurabile che l’economia statunitense si surriscaldi nei prossimi trimestri.
In questo scenario, la Fed avrà un ruolo fondamentare per evitare un aumento della volatilità del mercato, a maggior ragione considerando che lo straordinario sostegno monetario è stato uno dei principali driver dei mercati finanziari negli ultimi anni. E infatti la Fed ha appena iniziato a preparare i mercati a una stretta delle condizioni finanziarie.
Esiste però anche un valido motivo per aspettarsi che l’attuale accomodamento monetario duri significativamente più a lungo di quello a cui si sono abituati i mercati nelle crisi precedenti.
Il mandato di inflazione della Fed è stato appena modificato, diventando più simmetrico e con un target di inflazione intorno al 2%, e la stessa banca centrale ha già iniziato a parlare dell’obiettivo di ridurre le disuguaglianze nella popolazione statunitense.
Pertanto, crediamo sia necessario essere pronti anche a scenari avversi sui mercati. Un ulteriore aumento dei rendimenti dei Treasury statunitensi potrebbe avere un impatto negativo sugli asset di rischio a livello globale. Finora, il mercato ha reagito in maniera relativamente moderata, ma dovremo monitorare attentamente la situazione, dato che tutti ricordiamo cosa è successo nel 2018. Quindi vi consigliamo di restare sintonizzati.
Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.

