Apertura positiva per le borse europee. Nella zona euro attesi i dati sulla produzione industriale spagnola e le vendite al dettaglio per l’Italia. Azionariato asiatico complessivamente negativo stamane. Aggiornamento sui mercati a cura di UniCredit
L’agenda macro di oggi, martedì 11 gennaio, presenta alcuni spunti
interessanti.
In evidenza per la zona euro la produzione industriale spagnola e le vendite al
dettaglio per l’Italia. Tra i market mover della giornata l’audizione alla
commissione bancaria del Senato del presidente Jerome Powell per la sua
riconferma a governatore della Fed.
Per quanto riguarda il fronte europeo, secondo quanto comunicato dal British
Retail Consortium (Brc), in Gran Bretagna le vendite al dettaglio sono salite a
perimetro costante in dicembre dello 0,6% annuo, in rallentamento rispetto allo
0,6% di novembre (0,2% il declino di ottobre). Secondo quanto comunicato dal
Centraal Bureau voor de Statistiek (Cbs, l’Ufficio centrale di statistica dei Paesi
Bassi), in dicembre il tasso d’inflazione è salito in Olanda al 5,7% annuo dal
5,2% di novembre (3,4% in ottobre), consolidandosi sui massimi dal 1982.
Sul fronte asiatico, l’indice anticipatore del Giappone è cresciuto in novembre
a 103,0 pts dai 101,5 pts della lettura finale di ottobre, restando per il nono
mese consecutivo sopra la soglia di 100 pts. L’indice di coincidenza, che
sintetizza lo stato attuale dell’economia, è invece cresciuto a 93,6 pts dagli 89,8
pts precedenti.
Sul fronte oceanico, secondo quanto reso noto dal Bureau of Statistics di
Canberra, in novembre la bilancia commerciale dell’Australia si è attestata su
base rettificata stagionalmente su un surplus di USD 9,42 mld, in declino dai
10,82 mld della lettura finale di ottobre (11,55 mld in settembre) e contro i
10,60 mld del consensus. In novembre le esportazioni dall’Australia sono salite
del 2% sequenziale, contro il precedente declino del 3% (6% la flessione di
settembre). Le importazioni sono invece cresciute del 6% dopo il calo del 3% di
ottobre (e del 2% in settembre).
Il cross euro/dollaro vale 1,1337, in rialzo di 0,11%, mentre il cambio euro/yen
si attesta su 130,58, in rialzo di 0,15% e il cambio usd/jpy scambia a 115,23 in
rialzo di 0,03%.
Derivati sul greggio positivi stamane. Il futures sul Brent guadagna lo 0,69% a
USD 81,43 il barile, mentre WTI Usa sale dello 0,87% a USD 78,91.
Stamane il Bund future ha aperto a 169,89, il Btp future a 145,64. Lo spread
Btp/Bund riparte da 132 pts, con il rendimento del nostro Btp decennale
all’1,281%.
Apertura positiva per le borse europee, con Piazza Affari che guadagna circa
mezzo punto percentuale. Positivi i titoli bancari. Bene Diasorin, STM,
Interpump Group, Nexi e Moncler. In ribasso, invece, Iveco Group, Inwit,
Leonardo ed Eni.
Azionariato asiatico complessivamente negativo stamane, con il Nikkei 225
della borsa di Tokyo che perde lo 0,90%, Hong Kong che scende dello 0,17%,
Shanghai in ribasso dello 0,73%, Seoul in lieve rialzo dello 0,02%, Sidney
scende dello 0,77%. Dopo una partenza d’ottava contrastata per Wall Street,
alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza negativa è stata di
fatto confermata. L’indice Nikkei ha chiuso in ribasso di circa l’1%, sulla scia
della debole chiusura vista a Wall Street, dato il clima di cautela legato alla
possibilità di aumento dei tassi d’interesse della Fed già a marzo, mentre i
rendimenti più elevati dei Treasury Usa hanno innescato un sell-off nel settore
tech.
Negativa la chiusura di Wall Street. Il Dow Jones è sceso dello 0,45%,
l’S&P500 ha perso lo 0,14%. In ribasso dello 0,01% il Nasdaq. La borsa Usa sconta ancora i timori di una ulteriore fiammata dell’inflazione e, di conseguenza, di una Fed più aggressiva.
Sotto pressione soprattutto i titoli delle società mega cap attive nel settore hitech, come Meta (ex Facebook), Amazon e Alphabet, che arretrano tra il 2% e il 3%. Giù anche Tesla: il titolo del colosso EV fondato da Elon Musk arretra di oltre il 3%.
Redazione
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