L’agenda macro di oggi prevede inoltre l’inflazione in Spagna, il fatturato dell’industria in Italia e la fiducia nell’Eurozona. Nel pomeriggio attenzione al dato preliminare sull’inflazione in Germania. Aggiornamento sui mercati a cura di UniCredit
L’agenda macro di oggi, mercoledì 30 marzo, si presenta ricca di indicazioni
interessanti. L’agenda macro di oggi prevede nel corso della mattina
l’inflazione in Spagna, i prezzi alla produzione e il fatturato dell’industria in
Italia e la fiducia nell’Eurozona. Nel pomeriggio attenzione al dato preliminare
sull’inflazione in Germania che dovrebbe segnare un’ulteriore accelerazione a
marzo, dando un segnale anche dell’andamento sui prezzi nella zona euro, in
uscita venerdì. Dagli Stati Uniti, infine, in arrivo i nuovi occupati, il deflatore dei
consumi e il Pil. In calendario gli interventi di Lagarde e Panetta della Bce,
George della Fed.
Sul fronte europeo, secondo quanto comunicato dal British Retail Consortium
(Brc, associazione che raggruppa tutti i generi di operatori della distribuzione, dai
piccoli negozi alle grandi catene, in rappresentanza dell’80% del fatturato
complessivo del settore), in marzo i prezzi nei negozi della Gran Bretagna sono
cresciuti a perimetro costante del 2,1% annuo, in ulteriore accelerazione rispetto
all’1,8% di febbraio (e all’1,5% di gennaio). Si tratta della quinta espansione
consecutiva dopo il rialzo dello 0,3% di novembre, quando era stato registrato il
primo incremento dall’aprile 2019.
Sul fronte asiatico, secondo quanto comunicato dal ministero nipponico di
Economia, Commercio e Industria, in febbraio le vendite al dettaglio sono calate
in Giappone dello 0,8% annuo, contro la crescita dell’1,1% della lettura finale di
gennaio (1,2% il rialzo di dicembre) e la flessione dello 0,3% del consensus. Su
base sequenziale rettificata stagionalmente le vendite retail sono parimenti
scese dello 0,8% contro il declino dello 0,9% di gennaio (1,2% la contrazione di
dicembre). Sempre sul fronte orientale, per Masayoshi Amamiya, vicegovernatore
della Bank of Japan (BoJ), l’avversione al rischio tipica dei cittadini giapponesi
(insieme a una limitata domanda repressa per il consumo privato) frena
l’inflazione in Sol Levante. E il primo risultato è che il Pil del Giappone non ha
ancora recuperato i livelli pre-pandemici del 2019.
Il cross euro/dollaro vale 1,1116, in rialzo di 0,19%, mentre il cambio euro/yen
si attesta su 135,49, in calo dello 0,54% e il cambio usd/jpy scambia a 121,96 in
calo di 0,72%.
Derivati sul greggio positivi stamane. Il futures sul Brent guadagna l’1,94% a
USD 112,37 il barile, mentre WTI Usa sale del 2,50% a USD 106,85.
Stamane il Bund future ha aperto a 157,37, il Btp future a 137,16. Lo spread
Btp/Bund riparte da 150 pts, con il rendimento del nostro Btp decennale al
2,141%.
Apertura negativa per le borse europee, con Piazza Affari che perde lo
0,20%. Negativi i titoli bancari. Male anche Azimut Holding, Amplifon, Saipem,
Terna e Iveco Group. In rialzo Leonardo, Eni, Tenaris, Ferrari ed Enel.
Azionariato asiatico positivo stamane con il Nikkei 225 della borsa di Tokyo
in calo dello 0,80%, Hong Kong in rialzo del 2,00%, Shanghai dell’1,80%,
Seoul sale dello 0,21% mentre Sidney guadagna lo 0,67%. Dopo una seduta di
netto recupero per Wall Street, alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici
la tendenza rialzista è stata complessivamente confermata. Principale fattore
in positivo gli sviluppi sull’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Mosca
ha dichiarato che avrebbe ridimensionato le operazioni militari vicino alla
capitale Kiev e alla città di Chernihiv. Anche se il Cremlino ha precisato che non
si tratta di un cessate il fuoco, i negoziati in corso in Turchia hanno fornito più
ottimismo circa la possibile fine del conflitto.
La Borsa di New York ha chiuso la seduta in rialzo sostenuta dai negoziati tra
Russia e Ucraina, con Mosca che annuncia una riduzione radicale delle attività
militari nelle regioni di Kiev e Chernihiv. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,97%,
l’S&P 500 l’1,23% ed il Nasdaq Composite l’1,79%.
Tra i titoli in evidenza Nielsen Holdings +20,35%. Un consorzio di private
equity guidato da Brookfield Asset Management ha messo sul piatto USD 10,06
mld (USD 28 per azione) per l’acquisto della società di ricerche di mercato.
FedEx Corporation +3,73%. Il fondatore Frederick Smith lascia la carica di
chief executive del colosso delle spedizioni. Lo ha comunicato il gruppo di
Memphis. Smith manterrà la carica di chairman esecutivo mentre l’attuale
chief operating officer Raj Subramaniam (entrato in FedEx nel 1991) dall’inizio
di giugno diventerà il nuovo chief executive.
Redazione
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