“Il vero campanello di allarme proviene dai rendimenti dei bond a tre mesi. Quando si appiattiscono c’è il rischio di un potenziale rallentamento economico.” L’analisi di James Molony, Fixed Income Specialist e Tina Fong, Economista, Schroders
La curva dei rendimenti USA, o parte di essa, si è invertita ancora una volta. Questa misura relativa ai mercati obbligazionari è stato un indicatore affidabile delle recessioni USA negli ultimi 40 anni. Con una sola eccezione, ogni volta che la curva dei rendimenti si è invertita l’economia USA è entrata in una fase di rallentamento nell’arco dei successivi 18 mesi. E’ quanto sostiene James Molony, Fixed Income Specialist, Schroders.
Cos’è la curva dei rendimenti?
La curva dei rendimenti rappresenta la differenza tra i tassi di interesse sui bond a più lunga scadenza e quelli a più breve scadenza.
Per esempio, in generale dovrebbe essere meno costoso prendere a prestito capitali a due anni piuttosto che a dieci. Ciò perché ci si aspetta che l’economia cresca nel corso del tempo e con essa l’inflazione, che erode il valore del denaro. Una curva dei rendimenti ‘sana’ dovrebbe quindi essere inclinata verso l’alto.
Cosa succede quando ciò non avviene?
Quando diventa più costoso prendere a prestito dei capitali a breve termine piuttosto che su un orizzonte più lungo, la curva si inclina verso il basso, cioè si inverte.
Nella migliore delle ipotesi, un’inversione implica che gli investitori si aspettano un rallentamento dell’economia, nella peggiore segnala che una recessione potrebbe essere in arrivo.
Perché si tratta di una misura importante?
Tina Fong, Economista di Schroders, sostiene che:

“Le condizioni che implicano una recessione si stanno intensificando, soprattutto in riferimento alle pressioni che interessano i consumatori statunitensi. Allo stesso modo, anche i segnali quantitativi stanno aumentando, soprattutto in riferimento all’inversione della curva dei rendimenti tra due e dieci anni, che in passato è stata un indicatore affidabile di una recessione in arrivo.
La Federal Reserve non è ancora preoccupata per una possibile recessione. I motivi sembrano risiedere nel fatto che la Banca Centrale USA è focalizzata sulla parte della curva che riguarda i bond con una scadenza molto breve, inferiore a due anni.
In particolare, la Fed si sta concentrando sui tassi di interessi dei bond a 3 mesi, che oggi sono molto inferiori rispetto alle aspettative a 18 mesi. La curva dei rendimenti dei Treasury USA tra i bond a dieci anni e quelli a tre mesi è anch’essa molto ripida ed è molto distante da un’inversione.
In passato, la curva dei rendimenti tra i bond a due e dieci anni si è invertita con un anticipo che va dai 31 ai 126 giorni rispetto a quella tra i bond a tre mesi e dieci anni. Ciò indica quindi che la recessione è probabile, ma non ci dice niente riguardo a quando potrebbe verificarsi.
Come segnalato dalla Fed, il vero campanello di allarme proviene dai rendimenti dei bond a tre mesi. Quando si appiattiscono avvicinandosi alle aspettative future e ai rendimenti dei bond a dieci anni, c’è il rischio di un potenziale rallentamento economico”.
Redazione
La redazione di Fondi & Sicav è un team di esperti e appassionati di finanza, specializzati nell’analisi e nell’approfondimento di fondi comuni, SICAV e strumenti di investimento. Con un approccio chiaro e aggiornato, forniscono contenuti di qualità per guidare i lettori nelle scelte finanziarie più consapevoli.

