a cura di Pinuccia Parini

È indubbio che le banche centrali del mondo occidentale hanno rotto ogni indugio: dopo la Fed, che è stata la prima a rialzare con forza i tassi per bloccare l’inflazione, anche a costo di mettere a repentaglio la ripresa post-Covid, adesso si è accodata la Bce nel portare avanti con determinazione il ruolo di falco. C’è però da dire che le dinamiche dell’inflazione nell’Eurozona sono profondamente diverse da quelle americane: se al di là dell’oceano il costo della vita è stato influenzato da problemi da parte dell’offerta, da una domanda ai massimi, da dinamiche salariali abbastanza vivaci e da interruzioni nelle filiere, riscontrate anche in Europa, nel Vecchio continente ad avere dato la spinta decisiva sono state soprattutto l’energia e tutte le pesanti ripercussioni provocate dalla guerra in Ucraina. Di fatto elementi totalmente esogeni rispetto alle dinamiche interne.

E tutto ciò non rende facile il lavoro della Banca Centrale Europea. Se un pesante uso dello strumento tassi può indubbiamente essere efficiente su meccanismi classici e indurre una più o meno modesta recessione che elimini i diversi fenomeni di surriscaldamento dell’economia, molto più difficile è agire sulle conseguenze dei costi dell’energia, il cui rialzo è provocato da un taglio alle forniture della materia prima. A incidere su questo elemento possono essere solo i governi, attuando un atteggiamento più o meno rigido nei confronti della Russia. Poi, è chiaro che in una situazione di recessione indotta i consumi energetici possono calare, ma non è di certo un meccanismo che si possa avviare in tempi brevi.

Al di là di questi colossali problemi, però, a leggere gli interventi del “Focus Bond” di Fondi&Sicav, esce un elemento abbastanza sorprendente, per un mercato come il reddito fisso che ha passato mesi altamente drammatici: si sta ricominciando a parlare di occasioni di acquisto.

Diversi gestori ritengono che il Treasury sopra il 3%, per esempio, sia da mettere in portafoglio. Ma non solo: con un attento stock picking sui mercati, compresi quelli emergenti e dei corporate, è possibile trovare opportunità di notevole interesse. È chiaro che è difficile capire il timing per fare queste operazioni e che l’incertezza resta sovrana, ma in alcuni c’è la sensazione che il picco della volatilità sia già stato raggiunto.

Leggi i contributi

Amundi: «Forse il peggio è passato»

AllianzGI: «In una fase di relativa stabilizzazione»

Columbia Threadneedle Investments: «Le valutazioni dei bond stanno migliorando»

Neuberger Berman: «Non ci aspettiamo una recessione»

BlueBay Asset Management: «Prospettive straordinariamente incerte»

Pimco: «Più ottimisti sui livelli dei tassi di interesse in generale»

Generali Investments Partners: «L’operato di Powell sta funzionando»

Kairos Partners SGR: «Si aprono grandi opportunità»

Tcw: «Prevediamo una continua volatilità degli spread creditizi»

 


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Pinuccia Parini

Dopo una lunga carriera in ambito finanziario sul lato, sia del sell side, sia del buy side, sono approdata a Fondi&Sicav