Intervista a Daire Dunne, Equity Portfolio Manager di Wellington Management

Credete che le aspettative di prospettive economiche migliori in molti paesi emergenti contribuiranno ad attenuare il rischio rappresentato dall’aumento dei tassi di interesse globali?
Daire Dunne

Con valutazioni ai minimi storici e la maggior parte degli investitori ancora sottopesati sulla regione, potremmo assistere a una reazione molto forte dei prezzi a seguito di qualsiasi notizia positiva.

Storicamente i ME hanno evidenziato una tendenza a sovraperformare durante i precedenti cicli di inasprimento della Fed. Entro il quarto trimestre di quest’anno diversi importanti indicatori potrebbero iniziare a suggerire segnali di acquisto per l’asset class.

Il che, date le valutazioni estremamente economiche, mi rende entusiasta del potenziale di performance future.

Gli indicatori che stiamo monitorando sono:

  • Tasso di variazione delle condizioni finanziarie: molte banche centrali dei ME sono state più rapide nell’intervenire sulle pressioni inflazionistiche, aumentando i tassi prima della maggior parte dei Paesi sviluppati, con conseguenti tassi di interesse reali medi ponderati per la capitalizzazione di mercato più elevati. Questi tassi d’interesse reali elevati offrono agli ME un cuscinetto anche se le banche centrali continuassero ad aumentare i tassi. Riteniamo che le banche centrali degli ME potrebbero iniziare l’allentamento delle politiche relativamente prima se le pressioni inflazionistiche si dovessero attenuare nei prossimi due trimestri.
  • Andamento del dollaro: i fondamentali dell’USD a lungo termine continuano a indebolirsi. Il deficit delle partite correnti degli Stati Uniti si attesta al 4,4% e si prevede un aumento nei prossimi due anni. Nel medio termine, le valutazioni delle divise emergenti sono vicine ai minimi trentennali. Mentre, a breve termine, le posizioni speculative nette lunghe in USD sono ai massimi negli ultimi 15 anni. Nel complesso, è ragionevole ipotizzare una perdita di slancio dell’USD.
  • Differenziali di crescita del PIL con i mercati sviluppati: il drammatico impatto sull’attività economica dei ME causato dalla pandemia di Covid-19 ha spinto il differenziale di crescita del PIL tra mercati emergenti e sviluppati ai minimi storici. Da allora, con la riapertura delle economie in America Latina e nel Sud Est asiatico, i numeri della crescita hanno evidenziato un rimbalzo, seppur non raggiungendo i livelli precedenti. La Cina rappresenta un’eccezione. Con la riapertura del Paese, prevediamo un miglioramento della crescita del PIL nei prossimi 2-3 trimestri, sostenuto da una politica fiscale e monetaria accomodante. Ciò contrasta con i Paesi sviluppati, che probabilmente dovranno fare i conti con un’inflazione più elevata, tassi d’interesse più alti e consumi meno stabili.
  • Momentum degli utili: prevediamo che gli utili globali continueranno a indebolirsi nel corso dell’anno a causa della crescente pressione sui costi e della potenziale debolezza della domanda. Mentre le stime degli utili a termine hanno appena iniziato a essere riviste al ribasso nei Paesi sviluppati, questo fenomeno è già iniziato da dieci mesi nei Paesi emergenti. Nel 2023, ci aspettiamo di vedere i primi segnali di miglioramento relativo nei ME.
Quali paesi o aree emergenti potrebbero uscire rafforzate in caso di attenuazione o risoluzione delle tensioni geopolitiche in corso?

I Paesi si stanno muovendo verso l’autosufficienza economica. E questo tende a favorire i Paesi in surplus delle partite correnti, con dinamiche demografiche positive, esigenze di spesa fiscale equilibrate e una pianificazione strategica a lungo termine. Da una prospettiva dei ME, l’integrazione regionale sembra in grado di affrontare la tendenza alla deglobalizzazione. E riteniamo che il blocco commerciale asiatico (> 60% della popolazione mondiale) sia interessante.


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Stefania Basso

Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.