“Il nostro modello delinea quattro diversi scenari di mercato, a seconda che i rendimenti reali e i breakeven siano in calo o in crescita.” Mickael Benhaim, Head of Fixed Income Investment Strategy and Solutions di Pictet Asset Management

 

L’andamento dei rendimenti obbligazionari reali e dei tassi di breakeven delle obbligazioni protette da inflazione danno un’indicazione sulle sorti dell’intero mercato del reddito fisso. Saper disegnare un quadro d’insieme è particolarmente importante in questo momento.

Mickael Benhaim

I rendimenti reali sono sempre importanti. Tuttavia, sarebbe bene che gli investitori obbligazionari prestassero particolare attenzione a ciò che sta accadendo in questo momento.

Questo perché un contesto di rendimenti reali USA in crescita e tassi di breakeven in calo sui Treasury USA indicizzati suggerisce che i mercati del reddito fisso e del rischio valutario dovrebbero prepararsi ad affrontare ulteriori difficoltà.

Il nostro modello che studia il rapporto tra rendimenti reali statunitensi vs tassi di breakeven indicizzati all’inflazione indica che i mercati sono destinati a un ulteriore apprezzamento del dollaro USA, a una debolezza del mercato obbligazionario e valutario emergente e a nuove flessioni sulle obbligazioni ad alto rendimento. Al contempo, i Treasury statunitensi e i titoli investment grade tenderanno probabilmente a muoversi entro una fascia ristretta.

In generale, il modello delinea quattro diversi scenari di mercato, a seconda che i rendimenti reali e i breakeven siano in calo o in crescita. Ciascuno di questi scenari ha implicazioni diverse per gli asset a reddito fisso e le valute.

Quindi, ad esempio, durante i periodi di calo dei rendimenti reali e di aumento dei tassi di breakeven (come verificatosi tra settembre e novembre dello scorso anno, sulla scia dell’aumento delle aspettative inflazionistiche tra domanda repressa in crescita e shock dell’offerta), il dollaro tende a indebolirsi, mentre le obbligazioni rischiose e il credito tendono ad apprezzarsi.

Un periodo di rialzo sia dei rendimenti reali sia dei tassi di breakeven (come quello avvenuto in seguito all’invasione dell’Ucraina e alla decisione della Federal Reserve statunitense di abbandonare la narrazione di una “inflazione transitoria” e dunque di un rialzo dei tassi americano), comporta invece, tendenzialmente, un rincaro del dollaro, ma ribassi dei Treasury e del credito investment grade.

In genere, nei periodi di normalità, le transizioni avvengono più lentamente e le fasi di mercato hanno una durata più lunga. Lo scorso anno, abbiamo però assistito a cambiamenti drastici della narrazione macroeconomica e monetaria, con l’atteggiamento delle banche centrali passato da aggressivo ad accomodante per poi invertire di nuovo la rotta.

In questo periodo, il limite superiore del tasso target dei Federal Funds USA è passato dallo 0,25% al 2,5% in un contesto di inflazione dei prezzi al consumo che ha raggiunto un picco del 9,1%, il livello massimo dal 1981.

 


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