Ci sono ottime notizie sull’inflazione USA, ma il rimbalzo dei salari reali aiuterà i falchi. Gilles Moëc, Chief Economist di AXA Investment Managers

I dati sull’inflazione statunitense di giugno non hanno suscitato grandi malumori e tutte le principali componenti dell’indice core sono andate nella giusta direzione. Ciò mantiene viva la speranza che il rialzo della Fed di luglio sia l’ultimo. I salari reali devono però essere monitorati: da maggio i lavoratori statunitensi hanno ripreso a guadagnare potere d’acquisto.
Questo potrebbe far ripartire i consumi e rendere più difficile il cosiddetto “ultimo miglio” della disinflazione, fino al 2%. Sono questi i temi che, con tutta probabilità, manterranno vivo il dibattito in seno al FOMC sulla traiettoria da prendere dopo il mese di luglio.
È improbabile che l’inflazione possa normalizzarsi completamente senza una contrazione tangibile della domanda aggregata. A tal riguardo, una questione cruciale è quanto profonda debba essere tale contrazione. E se le banche centrali debbano tollerare un regime di inflazione più elevata, dato il costo potenziale di spingersi fino al 2%, e alzare il loro obiettivo. Olivier Blanchard (ex chief economist del FMI), ha riaperto questo dibattito lo scorso ottobre e da allora si sentono sempre più voci a sostegno di questo cambiamento.
Per quanto possa esistere un’argomentazione teorica a favore dell’innalzamento dell’obiettivo di inflazione, riteniamo che le ramificazioni per i tassi di interesse a lungo termine possano essere così negative da diventare controproducenti. Ad esempio rendendo ancora più elevato il costo della transizione verde, una delle forze che potrebbero spingere l’inflazione verso l’alto. Ci preoccupa anche l’impatto a lungo termine sulla competitività.
Mentre in Occidente si discute se un’inflazione del 3% sia accettabile, in Cina si deve fronteggiare un rischio reale di trappola deflazionistica. È necessario uno stimolo per far fronte all’attuale deficit di domanda aggregata. E, finora la banca centrale ha operato con molta cautela. L’attenzione si sta spostando sulla politica fiscale e salgono le aspettative per i possibili annunci della riunione del Politburo alla fine del mese.
Ci sono però solo scelte difficili da fare. La situazione dei Local Governments Financing Vehicles (i veicoli di finanziamento delle amministrazioni locali) sta attirando l’attenzione sul fatto che lo spazio di manovra è probabilmente meno ampio di quanto spesso si pensi. In ogni caso, la Cina dovrebbe probabilmente prendere le distanze dal suo approccio abituale allo stimolo – riversare più capex nell’economia – e concentrarsi invece sui consumi.
Redazione
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