Le Borse europee aprono deboli in attesa degli stress test bancari dell’Eba. Aggiornamento sui mercati a cura di UniCredit.
Sul FTSE Mib si è portata in testa l’azione di Azimut Holding dopo la pubblicazione dei risultati trimestrali. Per la stessa ragione, in coda, langue Pirelli.
Wall Street
Fine della corsa per il Dow Jones Industrial che ha chiuso in negativo, così come gli altri indici di Wall Street, dopo un filotto di 13 sedute al rialzo consecutive. I listini USA, partiti bene, hanno presto perso spinta finendo poi al ribasso dopo la pubblicazione di un dato sul PIL ben superiore alle attese (+2,4% contro +1,8%). Se da un lato la forza dell’economia americana rafforza le attese di atterraggio morbido, dall’altro potrebbe spingere la Fed a fare un passo in più nel rialzo dei tassi di interesse. Per la seduta odierna, sul fronte trimestrali oggi attenzione al colosso petrolifero Exxon Mobil.
Borse asiatiche
Prima crepe nella finora solida politica espansiva della BoJ. La flessibilità nel controllo della curva dei rendimenti è stata accolta con ribassi a Tokyo e ha portato a un raffreddamento di tutta l’area asiatica. A fare meglio degli altri è stata la Cina dopo le richiesta del ministro per l’edilizia abitativa Ni Hong di abbassare i tassi sui mutui.
Obbligazioni
La BCE ha condotto le danze nella seduta di ieri portando a un calo dei rendimenti sui titoli di Stato europei. In discesa anche lo spread tra Btp e Bund, tornato verso quota 160.
Valute e commodities
È andata al contrario di quello che ci si aspettava. A rafforzarsi ieri è stato infatti il dollaro, a fronte di un messaggio BCE interpretato come “dovish” dal mercato e di un PIL USA più forte delle attese. In salita anche lo yen dopo le decisioni della Bank of Japan che, secondo il mercato, potrebbero preludere ad atteggiamenti meno espansivi nella politica monetaria.
Agenda macro
La settimana si conclude con una giornata fitta di appuntamenti macroeconomici. Le prime informazioni, arrivate dall’Asia, sono la conferma dei tassi di interesse a -0,1% da parte della Bank of Japan, con l’introduzione di flessibilità nel controllo della curva dei rendimenti, un provvedimento che il mercato ha letto come potenzialmente restrittivo per la libertà di intervento che lascia alla Banca centrale giapponese. Inoltre l’inflazione nella regione di Tokyo è salita del +3% contro attese a +2,9%. Già diffusa anche la rilevazione sul PIL francese nel II° trimestre (+0,5% t/t da -0,1% e contro attese a +0,1% e +0,9% a/a da +0,8%) nonché il dato sull’inflazione di luglio, invariata contro stime a +0,2% m/m e a +4,3% in linea con le attese. Alle 10:00 verrà reso noto il PIL tedesco, previsto in incremento dello 0,1% dopo il -0,3% del trimestre precedente che aveva certificato l’entrata in recessione tecnica. Alle 14:00 l’inflazione in Germania in luglio è stimata a +0,3% m/m da +0,3% e a +6,2% a/a da +6,8%. Nel pomeriggio, dagli USA, gli indici prezzi spese personali e prezzi spese per consumi dovrebbero uscire rispettivamente a +0,2% e +4,2%, mentre l’indice prezzi/PCE è atteso a 3,1% su base annua da 3,8% (dato relativo a giugno)
Redazione
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