La domanda che ci poniamo è: dobbiamo prendere sul serio questa previsione così cupa? Ci sono due modi di pensare. In primo luogo, l’econometria – in particolare, i PMI principali sono sempre affidabili nel prevedere le prospettive di crescita? In secondo luogo, l’economia: i venti contrari che gravano sull’attività dell’eurozona si sono davvero intensificati abbastanza da innescare una recessione?
Per quanto riguarda l’econometria, abbiamo riscontrato che, in generale, il PMI composito è l’indagine migliore per prevedere la crescita del PIL (cfr. Sondaggi, 4 settembre 2018). Tuttavia, non è stata costantemente affidabile negli ultimi trimestri: è stata troppo cupa nella seconda metà dello scorso anno, ma troppo ottimista nel 1° trimestre di quest’anno. Inoltre, abbiamo riscontrato che l’indice PMI composito della produzione futura è quasi un buon predittore della crescita, e indica un tasso di crescita q-oq sostanzialmente meno debole dello 0,1% nel 3° trimestre.
Nel complesso, se da un lato la debolezza dei PMI suggerisce un chiaro rischio di ribasso per la crescita dell’eurozona, dall’altro siamo propensi a considerare tale debolezza con una certa cautela.
Redazione
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