Il commento a cura di Sebastiano Chiodino, Head of Fixed Income di Generali Insurance Asset Management

 

Quando le banche centrali sono vigili e dipendenti dai dati, lo diventano inevitabilmente anche i mercati. La Fed e la BCE stanno segnalando che potrebbero essere alla fine dei loro cicli di rialzi. Ma devono ancora valutare l’esatto punto di arrivo della stretta monetaria, tra messaggi contrastanti, scenari macro ancora ambigui e la prospettiva di una riduzione dei portafogli obbligazionari detenuti nei loro bilanci.

La volatilità pertanto non diminuisce, scuote anzi con veemenza anche le scadenze più lunghe delle curve obbligazionarie governative.

La scorsa settimana si era chiusa con la pubblicazione di dati provenienti dal mercato del lavoro statunitense tanto solidi e resilienti da riaprire la prospettiva di ulteriore intervento da parte della Fed e di una prosecuzione della fase di debolezza dei treasury americani. Le terribili notizie sopraggiunte da Israele nel fine settimana hanno poi mitigato l’impeto dei mercati dei tassi, invertendo diversi giorni di performance deboli. Il rimbalzo è stato particolarmente marcato sul tratto a lungo termine delle curve obbligazionarie governative.

Qui, dopo un prolungato movimento di irripidimento della curva tedesca (ben 60 punti base di incremento dall’inizio di luglio nel differenziale tra il tasso a 10 e 2 anni), i livelli erano allettanti per alcune prese di profitto per chi aveva posizionato il proprio portafoglio nell’aspettativa di questo movimento.

La ripresa dei tassi è stata peraltro funzionale a calmare anche i primi segnali di debolezze e nervosismo negli spread creditizi, sospinti al rialzo anche dalla volatilità dei tassi governativi. Tuttavia, non sembra siamo ancora all’epilogo di questa fase: la volatilità ci accompagnerà per qualche tempo. I mercati, nel breve termine, rimarranno ostaggio di notizie e indicazioni contrastanti che difficilmente risolveranno il dilemma della politica monetaria. Anche se in un orizzonte di medio termine ci aspettiamo rendimenti obbligazionari inferiori, sarà fondamentale destreggiarsi nella volatilità.

 


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Redazione

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