BCE, la view degli esperti di BNY e Vanguard conferma che le attese sono per un taglio di 25 punti base nella riunione di aprile

Jan Felix, senior investment specialist presso Insight Investment di BNY

“Esiste ormai una forte unanimità sul fatto che la BCE effettuerà un taglio di 25 punti base nel meeting di aprile e non vediamo motivi per discostarci da questa view. Con l’inflazione che preoccupa meno, l’incertezza legata alla politica commerciale degli Stati Uniti rappresenterà un ostacolo alla crescita nei prossimi mesi e dovrebbe mantenere la BCE orientata verso un atteggiamento accomodante per il momento.

Guardando un po’ più avanti, l’aumento della spesa per la difesa e l’allentamento del freno fiscale in Germania dovrebbero avere un impatto positivo sulla crescita nell’eurozona.

Tuttavia, è ancora troppo presto per determinare con precisione come questi fattori influenzeranno lo scenario economico, sia in termini di entità che di tempistiche. Finché non avremo maggiore chiarezza sulla politica commerciale e sulle prospettive di crescita, il pricing delle future mosse di politica monetaria rimarrà incerto e volatile, ma prevediamo un ulteriore taglio prima dell’estate.”

Shaan Raithatha, senior economist di Vanguard Europe

In sintesi: a seguito dei recenti sviluppi, alziamo la nostra previsione di base dell’aliquota tariffaria effettiva degli Stati Uniti nei confronti dell’UE dal 5% al 15%. Di conseguenza, rivediamo al ribasso le nostre previsioni di crescita per il 2025 e il 2026 e consideriamo le prospettive sull’inflazione come un rischio sostanziale per lo scenario. Ci aspettiamo che il Consiglio direttivo riduca i tassi di politica monetaria di 25 punti base nella riunione di aprile e che il tasso sui depositi presso la banca centrale si stabilizzi all’1,75% tra luglio e settembre.

Secondo le nostre stime, gli annunci sui dazi del 2 aprile avrebbero portato l’aliquota tariffaria effettiva nei confronti dell’UE al 15%. Questo, insieme alle tariffe aggiuntive previste per i settori attualmente esenti (ad esempio, prodotti farmaceutici e semiconduttori), portando l’aliquota tariffaria effettiva oltre il 20%.

La tregua di 90 giorni annunciata il 9 aprile ha tuttavia diluito un po’ la situazione.

Se dovesse rimanere in vigore e le tariffe settoriali fossero applicate secondo le nostre aspettative, l’aliquota tariffaria effettiva sull’UE si avvicinerebbe al 15%. Per questo motivo, aumentiamo il nostro scenario di base dei dazi effettivi sull’UE dal 5% al 15%.

Insieme a un più ampio rallentamento della crescita globale, a condizioni finanziarie più rigide e a un euro più forte, rivediamo al ribasso le nostre previsioni sul Pil del 2025 e del 2026 di 0,2 e 0,6 punti percentuali, rispettivamente allo 0,8% e all’1%. Ciò annulla di fatto i benefici attesi da una politica fiscale più espansiva dell’UE e pone l’eurozona sull’orlo di una recessione tecnica nella seconda metà del 2025.

Attualmente esiste un rischio significativo di un’inflazione inferiore alle attese.

La debole crescita porterà a un ulteriore ampliamento del gap di produzione, l’inflazione nei servizi sta diminuendo bruscamente e anche la crescita salariale si sta raffreddando. È improbabile che l’UE reagisca con forza, come dimostra il recente abbandono delle tariffe di ritorsione su acciaio e alluminio. Questo, unito a un euro più forte e alla prospettiva che la Cina possa dirottare una parte delle sue esportazioni verso l’Europa, indica un indebolimento delle prospettive di inflazione. Abbiamo quindi ridotto di 0,2 punti percentuali la nostra previsione dell’inflazione CPI a fine 2026, portandola all’1,7%.

Gli argomenti a favore di una politica monetaria più accomodante rispetto a marzo sono chiari

E ciò è stato confermato dai recenti commenti dei policymakers della BCE, tra cui Escriva: “alcuni degli scenari peggiori che avevamo individuato si stanno materializzando”, Rehn: “l’ipotesi di continuare a ridurre i tassi in aprile è sostenuta dal materializzarsi dei rischi al ribasso” e Villeroy: “le tariffe del 2 aprile sono a favore di un taglio imminente”.

Aggiungiamo due tagli alla nostra precedente previsione

Ci aspettiamo che nella riunione di giovedì la BCE abbassi il tasso di deposito agevolato di 25 punti base, portandolo al 2,25%, e che a questo seguiranno altri due tagli, lasciando il tasso terminale all’1,75%.


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Redazione

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