Il cigno nero è arrivato ma non sta mietendo solo vittime. Sta anche gonfiando i portafogli di qualcuno. Nel suo noto saggio “The Black Swan“, l’ex trader Nassim Nicholas Taleb non si limita a descrivere cosa caratterizza eventi rari e imprevedibili. In un passaggio arriva persino a prevedere, complice la globalizzazione, l’arrivo di un’epidemia di virus su scala mondiale.

La diffusione del coronavirus Covid-19 – e del panico che ne consegue – sta mettendo in ginocchio diversi paesi con economie anche forti, tra cui la Cina, la Corea del Sud, l’Iran e l’Italia. Il rischio è che l’economia mondiale, già fragile di suo da un po’ di tempo, si deteriori ulteriormente,.

In questa fase, analisti e gestori invitano alla calma, suggerendo di adottare strategie di stock picking improntate sulla qualità e su un orizzonte a lungo termine. D’altronde azioni in grado di guadagnare ce ne sono. Basta gettare un occhio ai grafici di Borsa e al balzo fenomenale di titoli come Netflix, Cambell e Clorox, in netto contrasto con i cali record degli indici azionari visti lunedì.

Con l’Italia isolata e bloccata in un lockdown pressoché totale fino al 3 aprile per decisione delle autorità, e il petrolio in caduta libera – con la perdita giornaliera più ingente dai tempi della Guerra del Golfo – saranno tanti i cittadini che lavoreranno e faranno acquisti da casa, oppure prenderanno ferie forzate. Senza contare gli studenti che non potranno andare a scuola. Sono tutti clienti in più per i servizi di video conferenza e streaming.

Con coronavirus boom di prodotti sanitari

Un altro settore che sta facendo il pieno di acquisti in Borsa è quello dei prodotti sanitari, in particolare quelli per la pulizia per le mani. Il disinfettante per le mani è diventato una specie di rara pietra preziosa, un sacro Graal dei consumi ormai introvabile. Anche salviette detergenti e altri prodotti a base di sapone “volano via dagli scaffali” in Europa, ma anche negli Stati Uniti, secondo quanto riportato dai vari media mainstream.

L’Agenzia Usa per la protezione dell’ambiente ha pubblicato all’inizio di marzo una lista di prodotti antimicrobici efficaci contro il Covid-19, che comprende prodotti che portano i marchi Lysol, Clorox e Purell. La gente sta facendo anche scorta di prodotti per la casa. I titoli Clorox sono così aumentati nettamente di valore alla fine di febbraio. Molto richiesti anche due produttori di farmaci che stanno cercando di trovare un trattamento per il coronavirus.

Un portavoce di Clorox ha riferito a Vox che l’azienda ha aumentato la produzione di prodotti disinfettanti alla luce di un maggiore interesse da parte della clientela per le sue salviette.

Da parte sua Purell sta riscontrando un picco nella domanda dei suoi prodotti, fa sapere uno dei suoi portavoce. L’azienda ha sperimentato “diversi picchi di domanda in passato durante altre epidemie”. Per intensità, questo episodio si posiziona “all’estremità superiore dello spettro“, ma “non è senza precedenti”.

Pharma approfittano della situazione di crisi

Un altro comparto destinato a guadagnare è quello farmaceutico. Con i casi confermati di coronavirus che continuano ad aumentare, in alcune aree del pianeta anche in maniera esponenziale, il presidente statunitense Donald Trump sta facendo pressioni sull’industria farmaceutica, un tempo bistrattata per i suoi prezzi elevati, perché si trovi in fretta un vaccino.

L’industria non ha perso tempo e ha subito ricordato le cifre spese per la ricerca e lo sviluppo. (Da anni le aziende farmaceutiche sostengono che per contribuire a pagare importanti attività di R&S, hanno bisogno di imporre prezzi di listino più alti).

In realtà le big pharma non solo le sole al lavoro. Anche i ricercatori dei più prestigiosi centri al mondo si stanno adoperando assiduamente per trovare l’antidoto. Stanno per incominciare i primi test su persone che si offrono volontarie, ma anche se venisse trovata la formula vincente a giorni, ci vorrebbero mesi, forse almeno un anno, perché il vaccino venga approvato dalle autorità e messo in commercio.

“Separazione sociale” colpirà diversi settori

A parte questi casi positivi, se l’azionario è in preda ai ribassisti è anche perché si prospettano condizioni negative per diverse aziende. Banche e titoli legati al turismo sono i più colpiti in Borsa. Anche se il coronavirus non dovesse peggiorare significativamente negli Stati Uniti – come molti investitori temono – la via della ripresa per l’economia sarà in ogni caso piena di ostacoli.

Mentre i funzionari sanitari americani avvertono che è probabile che emergano più casi nel paese, le persone stanno iniziando ad uscire di meno. Nel frattempo alcuni dei maggiori eventi – politici, culturali e sportivi – sono stati cancellati negli ultimi giorni in tutto il mondo. Per evitare raggruppamenti troppo numerosi di persone.

Se i governi incoraggiano la “separazione sociale” per ridurre la probabilità di un’epidemia, questo danneggerà le società di molti settori, specie nell’industria dei servizi. Si pensi agli hotel, ai bar e ai ristoranti a conduzione familiare, oppure alle case di distribuzione cinematografica, alle compagnie aeree e ai gruppi dell’industria dell’alcol.

Il pericolo per le supply chain

Non bisogna poi dimenticare la questione delle supply chain internazionali. Secondo gli analisti finanziari di Wells Fargo, assisteremo a un “effetto a catena” causato dall’interruzione in serie delle forniture. Ciò rallenterebbe la produzione di beni al consumo che non siano beni di primissima necessità, come la Coca Cola, gli iPhone e i giocattoli.

La portata di un’interruzione delle supply chain deve ancora essere determinata. Questo perché, come ha sottolineato Elisabeth Braw in Foreign Policy, “nessun amministratore delegato conosce effettivamente l’intera catena di fornitura delle sue aziende“. I gruppi in genere hanno infatti fornitori propri, che possono, a loro volta, avere anche un terzo strato di fornitori.

In concreto se per la produzione un’azienda si affida a un paese colpito dal coronavirus – o che ha una significativa base di clienti all’estero – allora l’epidemia potrebbe avere un impatto molto negativo sugli affari e le vendite.

Nel teorizzare il suo evento cigno nero, Taleb sottolinea che il fatto che sia pressoché imprevedibile non ci esonera dal cercare di difenderci dall’eventualità che si verifichi. Adottando le giuste strategie, costruendo un portafoglio a prova di cigni neri, si può trasformare il cigno in grigio o bianco.

Anche se per definizione non possiamo prevedere quali eventi cigno nero si materializzeranno, sappiamo che prima o poi un fenomeno come il Covid-19 si manifesterà. Per quanto il fatto che tale virus sia apparso quasi dal nulla a dicembre 2019 in un mercato di animali esotici a Wuhan, in Cina, sia assai sorprendente, è possibile non farsi trovare impreparati. E cercare di uscire a testa alta dalla valanga in atto, senza nulla di rotto.


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Daniele Chicca

Laureato in lingue e letterature straniere all'Università di Bologna, con un anno presso la UCL di Londra, è giornalista professionista dal 2007. Partendo da Reuters si è con il tempo specializzato in finanza, economia e politica. Grazie a competenze SEO e social, ha contribuito a portare a un incremento del traffico progressivo sul sito Wall Street Italia (in qualità di responsabile editoriale). È stato inviato da New York per Radio Rai e per varie agenzie stampa, tra cui AGI e TMNews (ex Apcom). Al momento si occupa della strategia di comunicazione di alcune startup svizzere specializzate in crypto, FinTech, materie prime e mondo del lavoro.