L’agenda macro odierna si apre con il tasso di disoccupazione in Gran Bretagna per poi proseguire con l’aggiornamento sulla produzione industriale in Francia ed in Italia. Sempre in Italia in uscita anche i dati sulla bilancia commerciale. Ma l’attesa maggiore è per l‘indice Zew che misura la fiducia delle imprese tedesche a novembre. Nel pomeriggio dagli Stati Uniti giungeranno le vendite al dettaglio, la produzione industriale e le scorte all’ingrosso di settembre.
Mentre la EU è in trattative con diverse case farmaceutiche per acquistare milioni di dosi di vaccini la cui sperimentazione sta dimostrando un’efficacia migliore del previsto, Ungheria e Polonia hanno bloccato ieri l’adozione del bilancio 2021- 2027 e del Recovery Fund da parte dei governi del blocco poiché include una clausola che rende i finanziamenti subordinati all’adesione allo stato di diritto.
Il governo Conte ha varato ieri il budget 2021 con un target sul deficit pari al 7% del Pil, rispetto al 10,8% quest’anno, ma secondo fonti Reuters il dato relativo al prossimo anno sarà aumentato per consentire ulteriori misure di stimolo all’economia travolta dall’epidemia. Palazzo Chigi ha già varato aiuti per circa EUR 100 mld, ma si preparerebbe a nuovi provvedimenti di spesa per EUR 15-20 mld.
Il cross euro/dollaro è stamane poco mosso a 1,1860, l’euro/yen scambia a 123,91, il dollaro scambia a 104,51 yen.
Intanto la banca centrale cinese ha alzato il tasso di cambio ufficiale midpoint dello yuan al livello più alto da quasi 29 mesi, a 6,5762 per dollaro. Secondo un report di Citibank, la distribuzione su ampia scala dei vaccini per combattere la pandemia di coronavirus e le attuali misure di allentamento monetario potrebbero causare un indebolimento del dollaro statunitense fino al 20% il prossimo anno.
Prezzi del petrolio in leggero aumento stamane in vista del meeting Opec+ e sulle speranze di un vaccino. Il futures sul Brent è in rialzo dello 0,70% a USD 44,10 il barile, al Nymex il Wti Usa +0,20% a USD 41,40.
Stamane il Bund future dicembre ha aperto in calo di 3 tick a 174,90, il Btp future cala di 14 bp a 150,69. Lo spread Btp/Bund riparte da 116 pts, con il rendimento del nostro Btp decennale allo 0,60%. E’ atteso oggi il pricing del bond in dollari febbraio 2026 annunciato dal Tesoro. Per il global bond in valuta Usa, il Mef prevede una raccolta inferiore ai USD 7 mld della precedente edizione di ottobre 2019 spalmata su 3 tranche, in quanto la nuova offerta prevede al momento un massimo di sole 2 tranche (la seconda con scadenza novembre).
Apertura poco mossa per le borse europee, con i principali indici EU e Piazza Affari intorno alla parità nelle prime battute, dopo i rialzi di ieri.
In rialzo i titoli bancari, Atlantia, Leonardo, Saipem, Telecom e Terna. In calo Hera, Italgas e Interpump.
Borse asiatiche poco mosse stamane, con la borsa di Tokyo che testa nuovi massimi e l’indice Nikkei 225 in rialzo dello 0,42%. E’ la prima volta dal 1991 che l’indice chiude sopra quota 26.000 pts. Shanghai è in calo dello 0,21%, Hong Kong piatta, Sidney +0,21%, Seoul -0,15%. L’azionario asiatico non ha quindi replicato l’euforia da vaccino che ha contagiato alla vigilia le borse globali, portando il Dow Jones e lo S&P 500 a chiudere a nuovi valori record. In evidenza sui listini asiatici i titoli del settore aereo.
Wall Street ha chiuso ieri in rialzo grazie all’ottimismo sullo sviluppo dei vaccini contro il Covid.
Il Dow Jones ha guadagnato l’1,60% e l’S&P 500 l’1,16%. I due indici hanno registrato la chiusura più alta di sempre. Più contenuto il rialzo del Nasdaq Composite (+0,80%) penalizzato da alcuni colossi come Netflix (-0,77%) che si sono maggiormente avvantaggiati delle misure restrittive legate alla pandemia. Bene i titoli finanziari, petroliferi, industriali, trasporto aereo e viaggi. Tra i titoli in evidenza Moderna +9,58%. Il gruppo biotech ha annunciato che il proprio vaccino contro il Covid è efficace al 94,5% in base ai dati preliminari dello studio in Fase III. Il dato è superiore al vaccino sviluppato Pfizer (-3,31%) e BioNTech (-13,66%). Il gigante della distribuzione Walmart +1,43% dopo aver raggiunto l’accordo per la vendita delle quote di maggioranza detenute nel capitale di Seiyu, per una valutazione della catena nipponica di supermarket pari a circa USD 1,39 mld.
Redazione
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