Prima seduta della settimana non particolarmente densa di dati macro. Dopo gli aggiornamenti giunti stamane dalla Cina, si attende la produzione industriale in Spagna e l’indice Sentix che misura la fiducia degli investitori nella Zona Euro per il mese di gennaio.
In Cina a dicembre i prezzi a monte della filiera sono scesi al ritmo minimo da 10 mesi, nell’ultimo segnale secondo cui il Paese si sta riprendendo rapidamente dall’impatto economico dell’epidemia. L’indice dei prezzi al consumo è salita in dicembre su base annua dello 0,2%, rispetto al dato invariato atteso, e in miglioramento rispetto al calo precedente dello 0,5%. L’indice segna però un calo dello 0,4% su base annuale contro attese di una flessione dello 0,8% dopo il – 1,5% di novembre.
I prezzi alla produzione sono invece scesi dello 0,4% su base annua, rispetto al -0,7% stimato e in ripresa rispetto al -1,5% precedente. In Italia si apre una settimana delicatissima per la tenuta del Governo, con una crisi di fatto congelata il cui epilogo è ancora da scrivere, in una guerra di nervi tra Conte e Renzi.
Il Quirinale chiede che un’eventuale rottura si consumi solo dopo aver votato il Recovery plan. Il premier ha nei fatti aperto ad un rimpasto nell’ambito di un nuovo patto di legislatura su cui ragionare solo dopo l’ok al piano da approvare domani in CdM. Nuove restrizioni sono probabili nel Dpcm che sarà varato entro venerdì, quando scadrà il provvedimento attualmente in vigore.
Sul fronte ristori, il ministro dell’Economia Gualtieri ha fatto sapere che il Governo è pronto a varare un nuovo pacchetto di stimolo da EUR 24 mld (l’1,5% del Pil), con un incremento rispetto ai circa EUR 20 mld ipotizzati.
Il rialzo dei rendimenti Usa sostiene il dollaro che contro un basket delle principali valute si riporta sopra quota 90. Il biglietto verde sale anche su yen, mentre l’euro scende intorno a 1,2180 dollari.
Prezzi del petrolio in calo stamane su prese di profitto dai massimi di quasi un anno segnati venerdì a seguito dell’annuncio saudita di tagli alla produzione. Il futures sul Brent perde il 1,50% a USD 55,15 il barile, al Nymex il Wti Usa – 0,90% a USD 51,75.
Stamane il Bund future marzo ha aperto in rialzo di 20 tick a 177,50, il Btp future guadagna 7 bp a 152,41. Lo spread Btp/Bund riparte da 102 pts, con il rendimento del nostro Btp decennale allo 0,49%.
In serata a mercati chiusi l’annuncio da parte del Tesoro di tipologia e quantitativi di Btp dell’asta a medio e lungo termine di giovedì prossimo 14 gennaio, primo collocamento del 2021 partito con un’offerta sindacata da EUR 10 mld sul tratto 2037.
Apertura debole per le borse europee, con i principali indici EU e Piazza Affari di poco sotto la parità nelle prime battute. Misti i titoli bancari, in calo Enel, Exor, FCA, Pirelli, Ferrrari e Telecom. In rialzo Stm, Fineco e Diasorin.
Azionario asiatico orfano stamane della borsa di Tokyo chiusa per la festività nazionale del Seijin no Hi, conosciuta come festa dei maggiorenni giapponesi. Male la borsa di Shanghai, che cede oltre l’1%, invariata Hong Kong, Sidney fa -0,90%, Seoul -0,12%. In quest’ultima protagonista ancora il rally dei titoli Hyundai (+8,74%, con un +19% nelle ultime 2 sedute) sulla scia delle indiscrezioni secondo cui il colosso dell’auto sudcoreano avrebbe intavolato trattative con Apple per la produzione di un’auto elettrica.
Il sentiment generalmente negativo presente sull’azionario asiatico è dovuto all’imminente delisting, da parte di JPMorgan, Goldman Sachs e Morgan Stanley, di centinaia di prodotti strutturati sui colossi tlc quotati dalla borsa di Hong Kong, a seguito dell’ordine esecutivo firmato dal presidente Donald Trump. La decisione segue quella del Nyse, che procederà oggi al delisting dei 3 titoli tlc cinesi.
Wall Street ha chiuso positiva venerdì, con gli investitori che hanno lasciato in secondo piano i timori relativi all’impennata di contagi da Covid e alle tensioni politiche Usa, concentrandosi sull’ottimismo per una ripresa dell’economia globale.
A tenere banco sono le aspettative di possibili nuovi piani di stimolo in arrivo con la presidenza Biden. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,18%, S&P 500 +0,55% e Nasdaq Composite +1,03%, gli ultimi 2 ai nuovi record storici.
Tra i titoli in evidenza Micron Technology -2,14% nonostante una trimestrale oltre le attese. Boeing -1,33% colpita da sanzioni per USD 2,5 mld per i 2 disastri aerei che vedono coinvolto il modello 737 Max. Tesla +7,84 ha superato per la prima volta quota USD 800 mld di capitalizzazione.
Redazione
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