Intervista a Massimiliano Schena, Direttore Investimenti di Symphonia SGR

L’arrivo di Mario Draghi alla presidenza del consiglio dei ministri, cui spetterà tra l’altro pianificare gli investimenti dei fondi provenienti dal Recovery Fund, sembra piacere ai mercati e andare nella direzione giusta. La Borsa di Milano riuscirà nei prossimi anni a trarre beneficio da questo contesto? Quali settori del listino milanese ritenete sia opportuno sovrappesare?

L’effetto “Draghi” è stato il protagonista sul mercato del debito governativo italiano generando una riduzione del rendimento differenziale del decennale (rispetto al Bund) sotto 100 bps, livello che non si registrava dal 2015.
Questa accelerazione si inserisce in un contesto, attivo già da alcuni mesi, caratterizzato da forza relativa del BTP dovuta alla politica monetaria supportiva. E alla contemporanea fase di tolleranza europea a livello fiscale.
Anche a livello tecnico, il governativo italiano si sta ben comportando nonostante i primi mesi dell’anno abbiano coinciso con una struttura delle emissioni nette più pesante e con una bassa attività del APP della BCE.
La nascita del Governo Draghi è destinata a rappresentare un enorme volano per l’economia italiana, con la predisposizione di un ingente programma di investimenti e l’avvio di un percorso di riforme attese da tempo (giustizia civile).
Le doti dimostrate da Draghi nel corso della sua carriera professionale saranno fondamentali nella gestione e nell’indirizzo di un ammontare di risorse senza precedenti (oltre 200 mld di euro derivanti dal cosiddetto Recovery Fund).
Questi investimenti sono destinati a dare un forte impulso all’economia. E, di conseguenza, anche al mercato azionario italiano, tra i più sottovalutati a livello mondiale proprio per la bassa crescita e per l’elevato livello di rischio associato al nostro paese.
Draghi, grazie alla autorevolezza di cui gode a livello internazionale, è destinato a fare contrarre in maniera sensibile il premio per il rischio applicato al mercato azionario italiano, favorendo un’espansione dei multipli valutativi e quindi delle quotazioni.
Sul fronte settoriale sono sicuramente attraenti i comparti correlati alle principali aree di intervento declinate nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
Ovvero la digitalizzazione e l’innovazione, la rivoluzione verde e la transizione ecologica e lo sviluppo infrastrutturale.
Si deve aggiungere che nel corso dei prossimi mesi l’auspicabile progressivo attenuamento degli impatti negativi della pandemia dovrebbe a sua volta favorire un’accelerazione della crescita. In questo senso i settori maggiormente legati al ciclo economico dovrebbero essere quelli con il rapporto rischio-rendimento migliore.
E’ destinato a beneficiarne tutto il comparto industriale e nell’ambito di questo in modo particolare il segmento delle piccole e medie imprese, che rappresenta il grosso del tessuto imprenditoriale italiano. Senza dimenticare il segmento dei servizi particolarmente penalizzato dalla limitazione alla mobilità (ristorazione, spettacoli, trasporti).
Da ultimo alcune considerazioni sul settore bancario, che è fortemente correlato al ciclo economico. E’ tra i principali beneficiari diretti della contrazione dello spread e sotto il Governo Draghi potrebbe essere interessato da una ripresa del processo di consolidamento.
Sul versante dei titoli di Stato italiani, molti esperti ritengono che ci sia spazio per un’ulteriore compressione dello spread? Siete d’accordo con questa view? Su quali scadenze e tipologie di titoli di Stato italiani ritenete opportuno focalizzare l’attenzione?
In questo contesto, lo spread italiano può convergere verso quello dei Paesi iberici arrivando a stringersi sino a 70-75 bps. Tuttavia, come abbiamo sperimentato nelle ultime settimane, la riduzione dello spread sotto certi livelli comporta un aumento della sensibilità alla duration.
E una fase generalizzata di rialzo dei tassi globali può essere penalizzante dato il graduale restringimento del margine di assorbimento.
Detto ciò riteniamo che, in termini relativi, al momento continui a essere preferibile mantenere ancora in portafoglio titoli con extra-rendimento.
Sulla curva italiana manteniamo la preferenza per i BTP Futura, la cui struttura step-up offre la migliore protezione dall’andamento avverso della duration. E il premio sul GDP può aiutare in una fase di incremento dei rendimenti di tipo reflazionistico. Sulla parte breve di curva ormai abbondantemente in territorio negativo, preferiamo l’esposizione a CCT, che oltre a garantire una protezione al rialzo dei tassi, offre un rendimento di 30-35 bps superiore.
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.

