I commenti a caldo a seguito della riunione odierna della BCE

Paul Diggle, Senior Economist, Aberdeen Standard Investments ha commentato:

“Gli investitori hanno essenzialmente ottenuto ciò che desideravano dalla BCE. Sia i mercati obbligazionari che quelli azionari speravano che la BCE mettesse un freno al recente aumento dei rendimenti europei, considerati una conseguenza indesiderata delle migliorate prospettive di crescita negli Stati Uniti. Con la promessa di aumentare il tasso settimanale di acquisti di asset nell’ambito del suo programma di QE per il prossimo trimestre, la BCE ha fatto esattamente questo – è passata dalle parole ai fatti.

La BCE accoglierà gli immediati movimenti di mercato come coerenti con la sua intenzione di mantenere condizioni di finanziamento favorevoli e sostenere la ripresa.”

Nicolas Forest, Global Head of Fixed Income e membro del comitato esecutivo di CANDRIAM, ha aggiunto:

Nicolas Forest

“Dopo un rimbalzo dei tassi d’interesse in Europa, la BCE ha deciso di accelerare il suo programma di acquisti (PEPP) senza modificarne la dimensione (1.850 miliardi di euro almeno fino alla fine di marzo 2022).

Gli acquisti nell’ambito del PEPP nel prossimo trimestre saranno condotti a un ritmo significativamente più elevato rispetto ai primi mesi di quest’anno.

La BCE vuole prevenire l’inasprimento delle condizioni di mercato. Da qui l’incremento del ritmo del PEPP combinato con una maggiore flessibilità. Tassi più alti possono essere un rischio per le condizioni di credito e la sostenibilità del debito – secondo Christine Lagarde – che è da evitare.

Possiamo ipotizzare che la BCE fisserà un tetto ai tassi d’interesse a lungo termine nella zona euro. Ed eviterà che il rendimento delle obbligazioni core a dieci anni rimanga in territorio positivo. La BCE monitorerà anche i mercati obbligazionari del credito con una visione olistica del mercato obbligazionario europeo.

La domanda è se il PEPP e la comunicazione della BCE saranno sufficienti a prevenire un inasprimento delle condizioni di mercato. Il massiccio stimolo fiscale statunitense continuerà a mettere sotto pressione i mercati obbligazionari globali. La BCE si trova a far fronte a un difficile bilanciamento tra la prevenzione della pressione inflazionistica e il sostegno ai governi indebitati. Senza dubbio il mercato testerà le reazioni della BCE e la sua capacità di evitare un sell-off delle obbligazioni.”

Commenta Fabio Castaldi, Senior Investment Manager di Pictet Asset Management: 

Fabio Castaldi

“Positiva reazione dei mercati alla decisione della BCE di incrementare sostanzialmente gli acquisti del PePP  nelle settimane a venire.
Periferia europea sugli scudi con BTP che stringe di 6 punti base contro Bund.
La direzione ai mercati obbligazionari viene comunque dettata dai Treasuries americani ma il supporto della BCE dovrebbe essere ben presente su un’eventuale correzione obbligazionaria US driven.

La riunione della Federal Reserve di settimana prossima sarà il vero banco di prova per i mercati obbligazionari.
Euro ripiega, al margine, dai livelli pre-ECB e mercati azionari restano ben impostati.”

Dr. Wolfgang Bauer, gestore del Fixed Income Team di M&G Investments, conclude:

Wolfgang Bauer

“Dopo che i volumi di acquisti netti nel quadro del PEPP – lo strumento principale della BCE per contrastare le conseguenze negative della crisi COVID – sono diminuiti significativamente nelle ultime settimane, gli investitori obbligazionari europei si domandavano se l’Eurotower avrebbe accettato l’aumento dei rendimenti senza intervenire. Tuttavia, con il messaggio sulla accelerazione “a tavoletta” oggi in conferenza stampa, spiegando che gli acquisti PEPP nel prossimo trimestre saranno effettuati a un ritmo sensibilmente più rapido rispetto ai primi mesi dell’anno, Christine Lagarde ha reso perfettamente chiaro che la BCE resta fortemente impegnata a preservare le condizioni di finanziamento favorevoli nell’area euro.”


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Redazione

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