Intervista a Karen Watkin, Portfolio Manager All Market Income di AllianceBernstein

Quali asset class ritenete sia opportuno detenere in portafoglio per proteggersi al meglio dal potenziale arrivo di una fase caratterizzata da rialzi dell’inflazione?

Preferiamo cercare di posizionare il nostro portafoglio in modo che sia più difensivo contro l’inflazione, senza tralasciare le opportunità.
Una strada è quella di aumentare l’esposizione al credito. Ciò comprende un’allocazione maggiore sui corporate high yield, insieme a una diversificazione su altri comparti che presentano rendimenti relativi attraenti e una bassa correlazione con i titoli di Stato.
Ad esempio, gli strumenti di trasferimento del rischio di credito Usa (CRT – Credit Risk-Transfer).
Rimaniamo sovrappesati poi sull’azionario in generale, che dovrebbe beneficiare delle riaperture delle economie. Tra i settori che sono stati meno considerati durante la pandemia e quelli che potrebbero beneficiare del ritorno dell’inflazione, vediamo opportunità nei titoli value.
Anche i titoli azionari dei mercati emergenti (EM) meritano attenzione. La domanda dei consumatori, una volta riaperte le economie, dovrebbe beneficiare la tecnologia. E altre produzioni in posti come l’Asia.
Inoltre, ricominciando a viaggiare, la domanda di carburante dovrebbe aumentare – fattore che ancora una volta dovrebbe favorire le nazioni produttrici di petrolio del Medio Oriente, dell’America Latina e dell’Africa.
Se l’economia globale si sta riscaldando, anche i prezzi delle materie prime dovrebbero farlo.
Vale infine la pena considerare altre classi di attivi che hanno un buon rendimento durante i periodi di inflazione. Gli asset reali, con il loro valore legato ai beni fisici sottostanti, hanno storicamente performato bene in periodi di inflazione crescente. I beni reali tendono ad essere strettamente legati agli input economici – lavoro, capitale e materiali – e quando i loro prezzi aumentano, anche il valore dei beni reali tende ad aumentare.
Credete che l’eventuale rialzo dell’inflazione sia solo temporaneo o rappresenterà la nuova normalità in una fase post-pandemia permeata da tassi crescita dei Pil in accelerazione e necessità di gestire debiti pubblici molto elevati?
Con la crescita del pil reale che dovrebbe superare il 5% a livello globale nel 2021 e i massicci programmi di stimolo fiscale in corso, soprattutto negli Stati Uniti, le aspettative di inflazione stanno aumentando.
Tuttavia, poiché la recessione è stata di breve durata, i vincoli dell’offerta che guidano l’inflazione dovrebbero allentarsi relativamente presto. E quando l’economia statunitense inizierà a riprendersi, l‘inflazione di base dovrebbe diminuire man mano che l’offerta raggiungerà la domanda.
Inoltre, nonostante alcune metriche popolari suggeriscano che le aspettative di inflazione annualizzata a cinque anni hanno raggiunto il 2,4%, tale livello, seppur il più alto da un decennio a questa parte, è ancora moderato.
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.

